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Pizzo Rossetto 2097m (Töira): Canale della Bàita di destra e fianco Est


Published by Cele , 17 February 2021, 10h19.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:14 February 2021
Mountaineering grading: D
Snowshoe grading: WT2 - Snowshoe hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Scopi 
Time: 14:45
Height gain: 1170 m 3838 ft.
Height loss: 1170 m 3838 ft.
Route:11.80 km
Access to start point:Ampio posteggio dietro la Casa Comunale di Olivone. Con i mezzi pubblici: fermata Olivone, Posta
Accommodation:1) Pensione Centrale, 2) Casa Lucomagno, 3) Cuore Alpino
Maps:https://map.geo.admin.ch/

Certe idee possono venire solo a me... Se riuscissi a vendere tutta la segatura che ho in testa sarei sicuramente milionario.

Il Pizzo Rossetto, in estate e dalla via normale, ha l'"onore" di essere tra le cime più facili del Cantone.
In inverno le cose cambiano un pelo, anche perché bisogna partire forzatamente dal fondovalle (Piera, Sommascona o Campo Blenio). Ovviamente per i furbacchioni c'è anche qualcuno che fa il servizio taxi in motoslitta per/da Anveuda. Vista la fama di cimetta facile, ci tengo a ricordare ai meno esperti che questa presenta comunque 2-3 punti a rischio valanghe non trascurabili, e che la difficoltà della normale è sul WT3/PD+ (sci). I meno esperti dovrebbero anche evitare di salire da Campo Blenio, seppur molto bello.



Quasi completamente sconosciuto, tranne ai pochi cacciatori che frequentano la zona, è il lato Est, che di certo non è rinomato per la sua accessibilità e la sua idoneità a gite per famiglie. Ci sono diversi canali su questo lato, ma il più interessante dovrebbe essere proprio quello che ho risalito.

Esattamente dove comincia il canale, dalla strada vecchia del Sosto, parte un altro canale, leggermente più a destra (Nord, 715'115, 155'355) che finisce essenzialmente nel nulla. Forse ci si riesce a ricongiungere al canale principale tramite una cengia molto esposta, in ogni caso ne sconsiglierei la percorrenza.

Il canale "della Bàita" presenta difficoltà tipiche da canale "classico", ma con inframmezzo qualche tratto decisamente tecnico in stile goulotte. La difficoltà è elevata, e non va sottovalutato.

A ca. quota 1180m nel canale si arriva al bivio, dove ho proseguito a destra. Nella via di sinistra, perlomeno stando alla cartografia, sembra che l'uscita dal canale sia estremamente difficile, se non impossibile. Un'eventuale esplorazione è da consigliarsi "dall'alto", installando una corda fissa su un albero in prossimità della Bàita per calarsi e risalire.

Appena arrivati al bivio, sulla via di destra arriva il primo punto chiave, ca. 70° per 3-4m. Che sia chiaro, questo è il punto tecnico più facile della salita! Se già a questo punto le condizioni di neve/ghiaccio sembrano pessime, o lo si trova troppo difficile, o ci sono diverse tracce di passaggio (improbabile), interrompere assolutamente la salita e tornare indietro. Proseguendo non diventa più facile, anzi.

Onestamente ho perso il conto di quanti punti chiave tecnici ci fossero, ma mi sembra almeno 5, dei quali il primo e l'ultimo sono i più facili.

Se non mi confondo, dopo il secondo tratto tecnico, c'è un tratto di canale veramente sostenuto che non molla un attimo e dove fermarsi a riposare è estremamente difficoltoso. Consiglio di fiondarsi su ogni singolo punto che si incontra in cui ci si può "arroccare" per fare pausa.

Alla fine del canale, l'ambiente diventa decisamente "boscoso", e un traverso verso sinistra (Sud) non particolarmente ripido permette di arrivare alla Bàita. Una volta qui, non sono finiti tutti i problemi, anzi.
La discesa verso Olivone non è ovvia, e se non si fa molta attenzione è un attimo finire in zone estremamente impervie. Non azzardo una traccia GPS perché non sono sicuro di dove sia meglio passare.

Il proseguimento per il Pizzo Rossetto sembra inizialmente relativamente tranquillo, e poi "sono solo 400m di dislivello un po' impegnativi". In realtà è una mazzata colossale (soprattutto dopo aver già fatto il canale), la pendenza non spiana nemmeno per un metro, è praticamente costantemente sopra i 40°, con diversi tratti a 45° abbondanti, e qualche metro raggiunge brevemente anche i 50°. Alcuni tratti li ho dovuti fare comunque in piolet traction. La neve poi era quasi sempre particolarmente pessima, con pochissima coesione, tanto che ad ogni passo non sapevo se sarei scivolato giù o meno. Fortunatamente alcuni passaggi su erba (esposti a Sud) permettevano di avanzare più velocemente e con più sicurezza.

A ca. 1815m si incontrano 3 costruzioni dei cacciatori, e pochi metri più avanti, da ca. 1860m, le difficoltà essenzialmente finiscono. Tra 1815m e 1860m c'è un passaggio su una "dorsale" sulla quale purtroppo non si riesce a stare sulla cima e quindi si finisce per fare un lungo scomodo traverso. Eventualmente potrebbe essere più interessante passare qualche metro più a Nord (destra), alla base della parete che crea la "dorsale".

Una volta a Sud del P.2013m, si è in un avvallamento con il Pizzo Rossetto in vista. Consiglio di non andare a prendere la crestina sulla sinistra subito come ho fatto io, bensì di restare nell'avvallamento il più possibile fino a raggiungere 713'725, 155'705. Una volta arrivato in questo punto, ne ho talmente pieni i co*l10ni di salire su quella neve sfigata che rinuncio alla vetta pur di non fare più un cm in salita e vado a prendere il sentiero delle pecore che aggira la cima. Col senno di poi, l'ennesima decisione di m, poiché perlomeno dalla cima avrei trovato tutto tracciato, visto che era domenica e le masse si sono riversate sulla cima.

Discesa verso Olivone dalla normale via Simöu, su quella strada noiosissima che nemmeno tagliando qua e là i tornanti si riesce a vivacizzare un po'.



Nota sui tempi: Sì lo so, 14 ore e 45 minuti è davvero un tempo scandaloso.
Nota sulla difficoltà: Non tiro in ballo un D se non fossi convinto della durezza di questa via, è di gran lunga il giro più difficile che abbia mai fatto.
Nota sul materiale: Due piccozze tecniche obbligatorie, così come ramponi da goulotte/ghiaccio. Con i ramponi da neve è un suicidio. Dragonne a mio avviso estremamente utili. Per eventuale sicura, mi sa che l'unica è trapanare; credo che ci siano solo due alberi su cui si può fare una sosta decente (ma avevo altro a cui badare salendo), per il resto mi sa che è tutto poco proteggibile. Viti da ghiaccio molto probabilmente inutilizzabili, ev. provare con una qualcuna corta. Per la discesa, sconsiglio di prendersi dietro delle racchette, meglio risparmiarsi il peso e affidarsi alle tracce delle masse e scendere via Anveuda-Piera che è molto più battuto.
Note sul giro: Consiglio caldamente di risparmiarsi la salita al Pizzo Rossetto, interrompere alla Bàita (ma verificare in anticipo come scendere). Le condizioni di neve/ghiaccio nel canale devono essere molto buone, senza ghiaccio/neve in ordine tanti auguri a salire. Si può verificarne l'innevamento recandosi in zona Sacch ai piedi del Sosto. Trattare il ghiaccio con delicatezza, non ce n'è da sprecare. Attenzione alle scariche spontanee dal pendio esposto a Sud sopra il canale (714'750, 155'500). Con una "bella" serie di trapanature la fruibilità di questa via sarebbe molto migliorabile, creando anche una linea di discesa in doppia. Complessivamente, il canale è davvero stupendo, severo, quasi mai banale (sìsì ok, non metto in dubbio che il Messner lo salirebbe anche a piedi nudi), ma mamma mia se è estenuante, sembra non finire mai. Estenuante anche il proseguimento verso il Rossetto, e meno interessante.

Hike partners: Cele


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Comments (8)


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Gabrio says:
Sent 17 February 2021, 12h44
Grande bella ravanata, complimenti vivissimi (anche Messner approverebbe)!
Io il Rossetto l'ho salito in autunno con poco nevischio da Campo Blenio circa un secolo fa.
Bel modo di "raccontarti":
Tecnico ma con ironia!!

Cele says: RE:
Sent 17 February 2021, 14h53
Ciao Gabrio, ti ringrazio, provo a far capire il più possibile a cosa si va incontro, ma senza prendermi troppo seriamente :)

Da Campo Blenio sale proprio il sentiero più bello, hai fatto bene a salire da lì. Adesso purtroppo sotto i 1400m il sentiero è stato "sistemato" (rovinato secondo me) per facilitare le MTB... Di fatto però rimane molto più bello in salita che in discesa, per scendere è meglio passare dall'Alpe Predasca o da Piera!

Menek says:
Sent 17 February 2021, 17h01
temerario il Cele, ma big up per il ravano che attira sempre gli escursionisti "must savages"...
Ciaux
Menek

Cele says: RE:
Sent 17 February 2021, 21h22
Ciao Dome, ogni tanto mi chiedo se sono caduto dal seggiolone da piccolo... :)))

Poncione says: RE:
Sent 18 February 2021, 20h16
Qui dentro credo sia accaduto a diversi di noi. :)))

Cele says: RE:
Sent 19 February 2021, 10h20
Ahahaha

Poncione says:
Sent 18 February 2021, 20h18
Davvero nostruoso... difficile e impressionante per la verticalità tipo Sosto... Bravissimo e Ardito.
Ciao

Cele says: RE:
Sent 19 February 2021, 10h24
Questa era davvero al limite... Ciao Emi


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