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Martica - Chiusarella da Bregazzana (VA)


Published by rambaldi , 27 May 2020, 19h52.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:24 May 2020
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 4:45
Height gain: 850 m 2788 ft.

Interessante escursione sul versante sud est del monte Martica, una zona a me fino ad ora sconosciuta.

L'idea iniziale era fare la traversata sud - nord, poi però alcuni amici mi propongono il Chiusarella con partenza tarda.

Dovendo io rientrare per pranzo ci accordiamo per un incontro casuale, senza impegni, sulla cima del Chiusarella verso le 11.

E' parecchio che non ci si vede, proviamo ad incrociarci almeno per un saluto ma senza condizionare le rispettive escursioni.

 

Riprogrammo quindi il giro partendo da Bregazzana in modo da garantirmi una rientro rapido.

Consultando le cartine gratuite on line vedo che posso arrivare al punto di partenza della mia escursione originaria scendendo alle grotte di Valganna e risalendo all'alpe Cuseglio. Ci sono parecchi sentieri, parrebbe quasi tutti non segnati se quelli non in zona grotte.

 

Memorizzo il nome di un paio di vie di Bregazzana, in particolare la scalinata Annibale Ticinese, per trovare subito l'inizio dell'itinerario.

Scovata la scalinata, che tanto mi attirava, scopro che il nome non ha nulla a che fare con Annibale ed il Ticino ma trattasi del ricordo di un pittore originario della Lomellina.

La discendo con soddisfazione e mi immetto sul largo sentiero che porta alle grotte. Faccio il primo incontro di giornata con un gruppetto di cinghiali adulti che sparisce nel bosco in pochi secondi.

 

Dalle grotte potrei arrivare all'alpe Cuseglio direttamente su sentiero, però sono curioso di vedere le forre di Valganna e la cascata nascosta dalla galleria.

Procedo quindi lungo la strada avendo come riferimento un parcheggio per ritrovare il sentiero.

La cascata nascosta è suggestiva ma speravo avesse un po' più di portata dopo il temporale di Sabato sera. Si vede che anche in Valganna non è stato forte.

Le forre le trovo quasi per caso e devo dire che sono veramente impressionanti. Mi verrebbe voglia di provare a risalirle, non ho idea se sia possibile, ma non ho gli scarponi adatti, meglio non rischiare scivolate.

 

Superata la forra arrivo rapidamente, camminando di nuovo lungo la statale, ad un piccolo spiazzo in terra battuta. Potrebbe essere il parcheggio, segnato sulla mappa, da dove parte il sentiero verso la grotta dell'Alabastro. Però mi pare di averlo raggiunto un po' troppo presto, su queste cartine non riesco a valutare le distanze, ed inoltre non noto sentieri. Forse perché nascosti dalla vegetazione già rigogliosa.

Decido quindi di proseguire su strada, con traffico ancora accettabile, ed eventualmente tornare indietro. Dopo poche decine di metri noto già una curva verso sinistra. Significa che ormai sono al laghetto Fonteviva tanto vale salire all'alpe Cuseglio lungo la carrozzabile.

 

Imbocco la stradina dove, nascosta dietro al primo tornante, trovo una sbarra con telecamere e segnale di divieto d'accesso: proprietà privata.

Immagino che a piedi si possa passare, visto che poi, una volta all'alpe, solo un breve tratto di strada collega il sentiero che proviene dalla zona dell'Alabastro a quello che prosegue verso la val Castellera.

Scoprirò presto che non è così. Raggiunta l'alpe e le sue prime abitazioni, la mia presenza allarma alcuni cani, rinchiusi nel serraglio dell'edificio più a monte. La casa è posizionata proprio prima del sentiero che vorrei imboccare.

 

Prosguo e trovo il proprietario ad aspettarmi. Mi avverte che non potrei passare.

Mi scuso dicendo che sono in buona fede, mostro la cartina con il sentiero che passa proprio sulla proprietà e affermo che non conoscendo la zona, non mi sarei mai aspettato che il passaggio sul fondo di un'alpe non fosse consentito.

Una volta chiarito l'equivoco il proprietario mi da il permesso di proseguire raccomandandosi però di scendere da un itinerario alternativo perché spesso capita che i cani non siano nel serraglio.

Per questa volta mi è andata bene...

 

Già che c'è mi spiega anche come proseguire per la Martica, al primo bivio devo imboccare il sentiero a sinistra e non quello a destra che, a suo dire, porta ad una presa del loro acquedotto e termina lì. Il contrario di quello che è segnato sulla carta.

Chiedo conferma se il sentiero corretto sia a sinistra, visto che nel frattempo mi ha ripetuto quattro volte la spiegazione, tre volte dicendo a sinistra ed una a destra. Ci ripensa e conferma sinistra.

 

Finalmente posso proseguire, il sentiero in realtà è una sterrata dove però sta ricrescendo la vegetazione. Si cammina sul crinale in un bosco rado, molto luminoso e piacevole. Arrivo al bivio e seguo le indicazioni aspettandomi di trovare successivamente un ulteriore sentiero a destra.

Man mano che proseguo mi rendo conto che non sarà così, la traccia inizia a salire e la valle Castellera, che dovrei aggirare a mezza costa, invece s'allontana. Sarei dovuto andare a destra.

 

La conferma arriva quando trovo la presa dell'acquedotto. Visto che il pendio è facile e che non sono lontano dalla cresta decido di salire diretto e valutare poi in base a dove sbuco come proseguire. Esco dal bosco e mi ritrovo a poca distanza dal Chiusarella, facimente riconoscibile anche da me, presumibilmente sul sentiero che sale dalla miniera di Piombo.

Sono a mala pena le 9, due ore d'anticipo. Scarto l'idea di fare avanti indietro fino alla Martica per tirare le 11 anche perché in tal modo mi perdo la parte più interessante dell'escursione che avrei voluto percorrere in origine. Decido invece di ridiscendere il sentiero verso la miniera fino a trovare il bivio che risale alla Martica lungo il crinale sud-est.

Scelta azzeccata perché il percorso è veramente bello, variato e panoramico. Arrivo da una fonte dove il cartello che riporta "Ul funtanin di peguur" mi da la conferma di essermi orientato correttamente.

Aggirata la testata della valle il sentiero si inoltra nel bosco fino ad arrivare ad un ruscello dove compaiono i ruderi della parte alta della miniera. Con un guado si raggiungono alcune gallerie, troppo buie per essere visitate, ed una cascatella. Provo a cercare un sentiero per vedere di salire direttamente ma non trovo niente. Visto che probabilmente dall'essere in anticipo sto passando all'essere in ritardo meglio evitare scorciatoie improbabili, sto sul sicuro.

 

Ritorno quindi sul sentiero che si superata la zona della miniera alta propone ancora un godibile tratto panoramico che domina la vallata. Supero senza notarlo il bivio con il sentiero che avrei voluto fare dall'alpe di Cuseglio, mi dimentico pure di farci caso. Per fortuna non manco il successivo bivio verso la Martica che, arrivando dall'alto, non è che si notasse molto.

 

Il percorso continua in decisa salita con ulteriori viste, in particolare sui laghi di Ganna e Ghirla, e sul Poncione con vari sfondi, Ceresio, Alpi innevate, Generoso, a seconda dell'angolazione con cui lo si guarda.

Arrivo in cima poco prima delle 11, quindi non riuscirò ad essere puntale sul Chiusarella. Non mi fermo e procedo rapidamente lungo la cresta dove le viste interessanti si susseguono. Scorci sul lago Maggiore, massiccio Campo dei Fiori, il Chiusarella con alle spalle a pianura ed i laghi prealpini. Giornata limpida, ideale.

 

Arrivo in cima al Chiusarella, ci sono parecchi escursionisti ma non Massimo con i suoi amici. Il telefono non funziona, aspetto solo qualche minuto e m'incammino perché inizio ad essere in ritardo pure per il rientro. Dopo poche decine di metri di discesa vedo spuntare Massimo intruppato in coda ad un plotoncino di escursionisti, il tratto ripido li ha collassati alla faccia del distanziamento sociale.

Dopo averli scherzosamente redarguiti faccio notare che io, non fosse per loro, fino alla Martica mi sono strettamente attenuto alle raccomandazioni non avendo incrociato quasi nessuno.

Mi offro volontario per scattargli un selfie e risaliamo assieme in vetta.

 

Riparto per una discesa il più possibile veloce verso Bregazzana, vedo un sentiero, con indicazione prati magri. Abbandona la carrareccia e immagino sia più diretto. Piacevole anche questa variante che prima attraversa pascoli fioriti per poi inoltrarsi nel bosco. Ritrovo la mulattiere e le indicazioni per Bregazzana in corrispondenza dell'alpe Ravetta. Ultimo tratto lungo una mulattiera molto infossata e fangosa prima di arrivare di nuovo alla parrocchiale del borgo.


Hike partners: rambaldi


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Comments (6)


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gbal says:
Sent 28 May 2020, 16h42
Ciao. Complimenti per il bel giro che pur frequentando assiduamente la zona non conosco del tutto. Quanto al problema dell'Alpe Cuseglio finora mi sono ben guardato dal transitarvi perchè ricordo una relazione di Poncione che però non riesco a rintracciare dove veniva menzionata la cattiva accoglienza del proprietario poco disposto a dare servitù di passaggio.
Siccome sulla mappa OSM (Open Street Map) non si menziona che la strada sia privata volevo aggiungere il Tag "privato" in modo da evitare che qualcuno imbastisse una gita basata su questo passaggio ma cercasse qualcosa di alternativo.
Questo previa tua conferma che il tratto in rosso sia quello di cui parli.


rambaldi says: Passaggio Alpe Cuveglio
Sent 28 May 2020, 22h06
Confermo, il tratto privato è quello che hai segnato in rosso. Dallo spiazzo con la cappella la strada inizia a salire e in corrispondenza delle abitazioni ci sono cassetta delle lettere e campanello. Sembra più un residence che un'alpe vero e proprio. Quindi se è possibile ritengo anche io opportuno segnalare su mappa che il tratto è privato.

La persona che ho incontrato è stata gentile: una volta che ha capito che ero solo un escursionista si è prodigata in indicazioni.
Però ha anche lasciato intendere che avrebbe preferito preferito che non passassi. E' comprensibile, il sentiero parte proprio dietro all'abitazione

gbal says: RE:Passaggio Alpe Cuveglio
Sent 28 May 2020, 22h44
Fatto! I nuovi tag:
Highway=residential
Access=private

gbal says:
Sent 28 May 2020, 17h27

Deleted comment

rambaldi says: RE:Curiosità
Sent 28 May 2020, 22h12
grazie, articolo interessante.
Penso sia la grotta dell'Alabastro che compare sulla mappa.


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