Becca di Tos (3302 m)


Published by Sky , 1 October 2019, 01h31.

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike:29 September 2019
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Mountaineering grading: F
Waypoints:
Geo-Tags: I 

Ho deciso. L’anno prossimo le mie vacanze estive le passerò in Val d’Aosta. Ed io, che sono come un bambino a cui hanno regalato un giocattolo nuovo, non vedo l’ora di andare a provarlo! Mi procuro il volumetto delle “Guide dei Monti d’Italia” sulle Alpi Graie Centrali, studio una possibile meta e questa domenica sfrutto il bel tempo e mi dirigo alla volta della Valgrisenche.

La cartografia italiana è pessima, e questo risulta ancora più evidente ad uno che, come me, è abituato a quella svizzera. Tralasciando cartine come Kompass o simili, la migliore resta indubbiamente quella dell’Istituto Geografico Militare. Peccato che sia un po’ datata: le cartine della zona in cui voglio andare oggi, ad esempio, risalgono al 1930…! D’altra parte, è possibile visualizzarle su OruxMaps tramite il WMS (Web Map Service), bellissimo!

Sfogliando il mio volumetto ed un po’ di rapporti su gulliver relativi alle cime della zona Valle di La Thuile-Valgrisenche-Val di Rhêmes-Valsavarenche la mia attenzione cade sulla Becca di Tos, al contempo panoramica, facile, ma non banale. E senza rapporti su HIKR.

Le temperature sono miti, nonostante siamo a fine settembre. È un po’ di tempo che non frequento la montagna in autunno, non ho il polso delle condizioni del terreno. Una mia amica in vacanza a Cogne mi dice che c’è neve solo sul ghiacciaio, e così sembra anche guardando qualche webcam. Io comunque i ramponi li metto via che non si sa mai, magari incontro qualche tratto verglassato. In fondo la mia cima è a 3302 metri, la cosa non è da escludere.

Arrivo a Valgrisenche ancora col buio. Parcheggio nella frazione di Planté e mi metto in marcia con la frontale, che ripongo però nello zaino dopo poco. Prendo il sentiero che sale diretto verso Veroconey, evitando la poderale. Mentre vado, guardo la traccia sul mio GPX che si sovrappone esattamente con quella della mia cartina del 1930, tracciata a china col pennino! Più avanti prendo la strada sterrata, che poi “taglio” un paio di volte per arrivare a Maison Forte. Una volta superato il suo rudere, studiando la mia cartina, decido di inerpicarmi in una sorta di canalone che dovrebbe far sbucare nel pianoro a 2900, sotto la Punta di Feluma. Il terreno è brullo, ma le pendenze non sono impossibili. Ad un certo punto incontro un sentiero che fa la sua comparso come dal nulla. Non ci sono abituato ma, per quanto sia un purista, non disdegno di seguirlo! Così arrivo al pianoro e mi riposo un attimo. Il sole nel frattempo è finalmente sorto anche in questo ombroso versante W. Da qui in avanti, è tutto un saliscendi verso la mia meta. Devo scegliere se scendere e risalire in un profondo solco, ora secco, o aggirarlo. Scelgo la seconda opzione. Poi, devo superare una fascia rocciosa. Incomincio con l’intenzione di aggirarla a sua volta, ma poi vedo un punto in cui salire su pascolo evitando ogni roccetta. Così sbuco nella conca sotto la Becca di Tos, che fin qui è sempre stata nascosta alla mia vista. Da questa parte, la cima della Becca di Tos è quasi indistinguibile. L’unica cosa che fa capire bene dove si trovi è un enorme ometto, alto più di due metri e che appare in tutte le sue foto. Estraggo la piccozza ed incomincio la salita sul divertente versante W. A meno di un centinaio di metri dalla vetta, sbuco sulla cresta. Lì, improvvisamente, un vento forte e freddo mi coglie di sorpresa. La vetta è a due passi. Il panorama è vasto ed il cielo limpido, sereno. La maggior parte delle cime è a me sconosciuta, a parte ovviamente quelle della catena delle Alpi Vallesane, tra Monte Bianco e Monte Rosa, il Gran Paradiso e la Grivola. Ma avrò tempo per conoscerle.

In discesa, ripercorro sostanzialmente la traccia di salita. Mi incuriosisce però il Bivacco Testafuochi, che raggiungo con un traverso senza grosse difficoltà. Da lì, decido di seguire un’altra via di discesa, stavolta su sentiero, che mi porta a Valgrisenche capoluogo. Mi aspetta quindi un paio di chilometri su strada asfaltata, ma va bene così.

Ho esplorato dunque alcuni dei luoghi che frequenterò l’agosto prossimo. La bellezza delle cime vallesane resta incomparabile, ma le montagne sono indubbiamente selvagge ed affascinanti anche qui. E la mia cartina degli anni ’30? In fondo ha fatto il suo dovere in modo egregio! Chi se ne frega che i nomi delle cime siano scritti a mano o che qualche sentiero non corrisponda più (ma tanto i sentieri io non li considero!), le curve di livello e la posizione dei punti quotati sono assolutamente perfetti. Voto 9.


Hike partners: Sky


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Comments (4)


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Sent 1 October 2019, 09h18
Bravo Luca
ciao

Sky says: RE:
Sent 1 October 2019, 11h37
Grazie, mio mentore della cartografia!
Ciao, Luca

beppe says: Bravo
Sent 2 October 2019, 03h53
Ciao Luca
Beppe

Poncione says:
Sent 2 October 2019, 07h24
Ciao Luca, bella cima... panorami stupendi.


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