Cima la Sella (1712 m), Croce di Rovareccio (1767 m), Monte Alom (2011 m), Monte Paver (2127 m)


Published by emanuele80 , 6 March 2019, 17h27.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike: 9 February 2019
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Snowshoe grading: WT3 - Demanding snowshoe hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 8:45
Height gain: 1820 m 5970 ft.
Access to start point:Autostrada Gravellona Toce, quindi superstrada del Sempione con uscita Valle Vigezzo. Direzione Masera, al centro dell'abitato seguire indicazioni per Avonso e San Rocco. Parcheggio nella piazzetta della chiesa.
Maps:map.geo.admin.ch

Tempo fa avevo già tentato di raggiungere il Monte Loccia di Peve, però da Scarliccio, in un ambiente abbondantemente innevato e pieno di fascino; in quell’occasione mi fermai al Passo della Margina. A distanza di qualche anno provo a completare l’opera, con meno neve e partendo dalla parte opposta, lungo la panoramica cresta che sale dagli alpeggi sopra Masera (grazie a titty79 e Daniele di Yogalpinismo per lo spunto).

Parcheggio nella piccola piazza della chiesetta di San Rocco, inoltrandomi al di là della strada su sentiero segnalato fra le case di Ranco. Attraversata poco più sopra la strada asfaltata, imbocco la mulattiera nel bosco che conduce alla Cappella di San Giovanni, raggiunta la quale il panorama comincia a fare bella mostra di sé. Seguo il cartello per “sentiero invernale” fino a Fornale dove, a monte dell’alpeggio, incrocio la strada consortile; qui il sentiero prosegue nel bosco con buona pendenza, indicazioni Alpe Pescia, sino a raggiungere nuovamente la consortile ad un trivio. Proseguendo dritto, arrivo rapidamente all’ampia radura dell’Alpe Pescia, con le sue belle baite e dove calzo le racchette. Seguo la traccia per Cima la Sella, rientrando nel bosco e salendo fino ad una selletta dove scendo brevemente sul lato opposto in corrispondenza di alcune paline segnaletiche. Il sentiero, sempre segnato, taglia le pendici di Cima la Sella, oltrepassa la Cappella Calaurino e raggiunge un’altra sella dove a sinistra parte la breve dorsale per la cima. In vetta c’è un cartello indicante il nome ed uno spiazzo panoramico. Torno alla sella e proseguo dalla parte opposta: il percorso diventa ora una lunga cavalcata in cresta oltrepassando le panoramiche elevazioni della Croce di Rovareccio e del Monte Alom fino al Monte Loccia di Peve (o Paver), che è la naturale conclusione verso NE della dorsale. Da Rovareccio all’anticima dell’Alom riesco ancora a sfruttare la bella pista, oltre è stata cancellata dal vento e mi tocca ritracciare. Le difficoltà maggiori si concentrano nel tratto tra l’Alom ed il Paver, dove la cresta si fa rocciosa: inizialmente traverso sul pendio sud sgombro da neve, per riportarmi in seguito sul culmine e scendere dalla parte opposta con un breve ma faticoso aggiramento che mi costringe a scavare una piccola trincea di una decina di metri. Mantenendomi poi sul filo la neve è invece per la maggior parte compattata dal vento, per cui non si incontrano ostacoli particolari, se non prestare attenzione alle piccole cornici che incombono sul versante meridionale. Raggiunta un’altra palina segnaletica, inizia l’ultimo facile tratto per la vetta, raggiunta in breve.

Wow, il panorama da qui è ancora più ampio (soprattutto sul Pizzo la Scheggia) e la limpida giornata permette agli occhi di fare una vera abbuffata di montagne! Devo dire che tutto il percorso merita davvero dal punto di vista visivo ed ambientale, è stata davvero una buona scelta salire da Masera.

Per il ritorno seguo fedelmente la traccia in cresta fatta all’andata fino a Pescia dove, raggiunto il trivio della consortile appena sotto l’alpe, seguo a destra la strada che lungamente scende a valle transitando per gli alpeggi di Mulera e Fobello. In realtà ho cercato di sfruttare il più possibile il sentiero segnalato che taglia i tornanti e conduce esattamente alle spalle della cappelletta di San Antonio, circa 700 m di dislivello più in basso. Da qui, un po’ su asfalto e un po’ ancora su sentiero, torno al punto di partenza.

Gita molto meritevole, soprattutto per i panorami di ampio respiro di cui si può godere, la Val Vigezzo è sempre una garanzia.

Con Zeus, mai domo anche quando bisogna tribolare un po’.


Hike partners: emanuele80


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