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Pizzo di Pioda, sulle tracce dei contrabbandieri (e dei camosci) - Valle Antigorio


Published by atal , 27 September 2018, 13h22.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:22 September 2018
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 11:00
Height gain: 2100 m 6888 ft.
Height loss: 2100 m 6888 ft.

Tra le possibili traversate della sinistra idrografica della Valle Antigorio, quella che si mantiene in prossimità della cresta, è forse la più facile da percorrere e soprattutto da immaginare, in virtù della particolare conformazione di queste montagne: a nord si può passare dalla Cengia dei Croselli, a sud dalla cosiddetta “Strada dei Cavalli“, che permette di traversare sul fianco Ovest del monte Larone. Nella sezione intermedia, cedendo a qualche compromesso, si può poggiare sull'erboso versante orientale.

Più interessante e più coerente con l'idea di rimanere il più possibile in Antigorio, è la possibilità costituita da una cengia sul versante Nord Ovest del Pizzo del Forno, dove un tempo transitavano i contrabbandieri, che evitavano così il frequentato Passo della Fria.

Una parte della traccia di animali che la percorre può essere intravista dalla cima della montagna, come mi aveva fatto notare wildfrog, pochi giorni prima di questa escursione.

La cengia si presenterà interamente percorribile ma esposta e richiede cautela, in particolare in un punto in cui il calpestio è franato.

Il passaggio è stato l'occasione per salire in cima al Pizzo di Pioda, con un avvicinamento decisamente più lungo rispetto a quello della "via normale", ovvero il percorso che sale direttamente alla Scatta del Forno passando dall'Alpe Pianezza (noto da una precedente visita).

Annotazioni
Percorso molto bello ma faticoso, con passaggi esposti. Straordinario il panorama dalla cima del Pizzo di Pioda.
Il sentiero di discesa dalla Scatta dei Croselli è sconsigliabile con poca visibilità.

Il percorso
Parto da Cagiogno con Ferruccio. Lungo la bella mulattiera arriviamo all'Alpe Bee e quindi, all'Alpe Aloro, il più settentrionale dei nuclei di Aleccio, che attraversiamo in direzione sud districandoci al meglio tra stradine e recinzioni, fino a raggiungere le baite dell'Alpe Colla, dove ha inizio la mulattiera per il Passo della Forcoletta.

Disponendo di una seconda macchina consiglio di partire da Crego, risparmiando così una buona mezz'ora.

Giunti al Passo della Forcoletta, abbandoniamo la mulattiera, che continua verso il passo della Fria, e saliamo su pendii erbosi al Pizzo di Bronzo. Percorriamo quindi la cresta (tracce) verso il Pizzo del Forno, fino ad una giavina, poco sopra i 2600 m di quota, dove inizia un sentierino creato dagli animali che traversa a sinistra (Ovest) su ripidi prati.

Giunti sulla dorsale che delimita a sud il vallone del Rio degli Orti, la traccia percorre una cengia detritica che con qualche lieve saliscendi permette di attraversare in pochi minuti l'ombroso e dirupato versante, fino ad un colletto erboso sulla cresta Nord del Pizzo del Forno, dove la vista si apre sulla nostra meta e sui vasti pascoli della Val Cravariola. La traccia scende a destra (SE) e, pochi metri prima di toccare un pendio di sfasciumi, volge a Nord e si affaccia su un umido, breve, canalino stretto tra le rocce. Giunti, dopo un passaggio scivoloso, sul fondo del canale, traversiamo (tracce) su erba fino alla depressione della Scatta del Forno. Da qui eravamo scesi in Antigorio nel giro di due anni fa citato in apertura.

Una traccia risale la ripida china erbosa del Pizzo di Pioda fino ad un tratto in cui la cresta si interrompe ed è necessario compiere un breve salto. Nuovamente su erba, in pochi minuti si raggiunge la vetta con la croce (CNS 2659 m). Il panorama da qui è veramente mozzafiato.

Saliamo alla cima principale (CNS 2678 m), dove è collocato solo un grosso ometto. Il Toce scorre 2000 metri più in basso. Dalla cresta che continua verso Nord precipitano lisce pareti concave che sembrano scavate da un enorme cucchiaio.
Scendiamo i pendii erbosi della dorsale verso Nord fino ad affacciarci sulla Scatta dei Croselli. Una discesa diretta non sembra possibile per via di un salto di roccia, che evitiamo scendendo il pendio di sfasciumi sulla versante della Valle Antigorio, raggiungendo i segni del sentiero pochi metri a Ovest del valico.

Il sentiero "ufficiale" che scende verso l'Alpe Croselli è praticamente inesistente: non c'è traccia visibile sul terreno, solo qualche segno di vernice molto sbiadito e rari ometti. Per orientarsi è utile sapere che l'Alpe Croselli si trova alla base dello sperone che scende verso Ovest dalla cima Sud dei Croselli dividendo in due il versante, pertanto un buon riferimento è proprio la dorsale in questione, a cui ci si avvicina progressivamente poggiando a destra (N) nel corso della discesa.

I resti delle rudimentali costruzioni dei Croselli testimoniano un'epoca in cui la fame doveva essere tanta per spingere qualcuno a fermarsi in un luogo così remoto e con pascoli così scomodi e pietrosi, il cui interesse pare giustificato solo dalla grande umidità di questo versante.

Da qui in avanti il sentiero assume le sembianze di una traccia inerbita ma riconoscibile che, con percorso tortuoso e poco intuitivo, porta ai ruderi dell'Alpe Ferruccia (questo il nome sulla Mappa Rabbini, ma la toponomastica è incerta: sulla Carta Svizzera troviamo Saruccia, Seraccio sulla Carta degli Stati Sardi) e scende quindi - ripido e malagevole - ad attraversare il ramo di sinistra del Rio di Autin, oltre il quale assume caratteristiche decisamente più comode e porta in breve all'Alpe Colla, da cui scendiamo a Cristo.

Da Cristo si raggiunge il ponte sul Toce, che non si attraversa, e si segue la strada sterrata che costeggia il lago di Piedilago per poi immettersi sulla strada asfaltata che in breve ci riporta a Cagiogno dove era iniziato questo lungo anello.

Tempi
Cagiogno - Passo della Forcoletta 3:30
Passo della Forcoletta - Scatta del Forno 1:30
Scatta del Forno - Scatta dei Croselli 1:15
Scatta dei Croselli - Cristo 3:00
Cristo - Cagiogno 00:15

Hike partners: atal


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Comments (2)


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fabioadx says:
Sent 27 September 2018, 16h12
Bellissima gita, e bel traverso impegnativo, complimenti ;)

atal says: RE:
Sent 27 September 2018, 20h31
Grazie Fabio. Sul traverso occorre prudenza ma non è difficile.
Ciao,
Andrea


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