Pale di San Martino - Pala Ronda Hard Trek


Published by cristina , 28 August 2018, 16h50.

Region: World » Italy » Trentino-South Tirol
Date of the hike: 4 August 2018
Hiking grading: T3+ - Difficult Mountain hike
Via ferrata grading: F
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 6 days
Height gain: 7000 m 22960 ft.
Route:68 km
Access to start point:Autostrada del Brennero uscita Egna-Ora seguire per Val di Fiemme e Fassa. Giunti a Predazzo svoltare a dx per P.so Rolle e quindi San Martino di Castrozza.

04 Agosto 2018: San Martino di Castrozza – Rifugio Pradidali

Monitorando le webcam dei giorni precedenti alla partenza, vedo che ogni giorno, nessuno escluso, a San Martino piove…le previsioni non sono confortanti e, fino all’ultimo, siamo incerti…i percorsi non sono lunghi ma sono su ferrata o sentieri attrezzati, da qui i nostri dubbi.

Giovedì precedente, ricontrollo e vedo che comunque temporali o piogge sono sempre nel pomeriggio e la domenica, il giorno che avremmo dovuto passare tutto in ferrata, sembra migliorata, per cui si va….

Venerdì sera forte temporale ma sabato mattina non c’è una nuvola. Lasciata l’auto all’entrata di San Martino di Castrozza e trovato miracolosamente un bar aperto alle 6,00, imbocchiamo la sterrata per il Col Verde. Poi con sentiero panoramicissimo e con un ultimo tratto attrezzato, arriviamo al Rifugio Rosetta. Entriamo per una pausa e ne approfittiamo per confermare la nostra presenza il martedì successivo.

Continuiamo ora sull’AV2 perdendo parecchi metri di quota e andando a incrociare la direttissima proveniente da San Martino. Da qui riprendiamo a salire fino a raggiungere la cengia attrezzata per il P.so di Ball da dove velocemente scendiamo al rifugio Pradidali immerso nella nebbia.

Pranziamo e poiché la giornata regge, scarichi dagli zaini, saliamo verso il P.so Fradusta, sentiero che non faremo nel nostro trek.

Dopo cena si scatena un fortissimo temporale ma noi siamo già sotto le coperte!

05 Agosto 2018: Rifugio Pradidali – Rifugio Velo della Madonna

Colazione e via, saremo sempre i primi a lasciare i rifugi.

Per raggiungere il rifugio Velo della Madonna ci sono due vie ferrate, la Gusella, più semplice, ma che permette di salire alla Cima Val di Roda oppure la Porton, più impegnativa ma e che abbrevia il percorso per il rifugio.

Noi scegliamo la via più lunga. Ritorniamo al P.so di Ball e prendiamo il sentiero a sx che risale ripide ghiaie fino alle prime catene. Anche questa mattina è splendida e le foto si sprecano. La ferrata pur essendo semplice non va sottovalutata, poiché ci sono parecchi tratti verticali che nel nostro caso troviamo spesso bagnati. Giunti alla F.la Stephen lasciamo gli zaini e saliamo velocemente alla Cima Val di Roda. Dalla croce fotografiamo anche il posteggio, dove riusciamo a distinguere le nostre auto.

Tornati alla forcella, proseguiamo su traversi piuttosto esposti e bagnati. Risaliamo a un’altra forcella che il GPS nomina F.la della Fede sulla carta invece non c’è nome. Discesa ripidissima e nuovamente traversi fino a incrociare la ferrata Porton. Poco dopo arriveremo all’attacco della ferrata del Velo che faremo in discesa. Facile e bella ferrata che permette in alcuni punti, di disarrampicare senza l’uso della catena. Essendoci solo noi tre e altri due ragazzi, ce la prendiamo con comodo. Al termine della ferrata ci aspetta una breve per il rifugio. Dopo pranzo veloce salita alla cima senza nome a vista del rifugio.

06 Agosto 2018: Rifugio Velo della Madonna – Rifugio Treviso

Stamattina il cielo è velato, anche se sembra in miglioramento. Abbiamo due possibilità per raggiungere il Rifugio Treviso. La via suggerita dal Pala Ronda che ci farebbe scendere a Malga Campo oppure un percorso più intrigante, che ci porterebbe alla F.la Sedole. Quest’ultimo ci era stato sconsigliato dalla guida del Rif. Pradidali perché è un sentiero che non riescono a mantenere. Si tratta della risalita di due canali, in parte attrezzati, che, a causa della loro conformazione di sabbia e roccia sono molto mossi. Al rifugio del Velo ci dicono invece che è percorribile con un po’ di attenzione ma solo con tempo buono, prendere acqua là dentro non è consigliabile. Ci invitano quindi a decidere una volta raggiunto il bivio.

Imbocchiamo quindi il sentiero del Cacciatore e saliamo, prima su ghiaie poi su facili roccette, alla Cima della Stanga. Affrontiamo ora una ripidissima discesa. Discesa da fare con molta attenzione in funzione anche dei macigni che ci portiamo dietro.

Qualche breve tratto attrezzato e giungiamo quindi al bivio.

La giornata è migliorata ma sappiamo bene che nel pomeriggio qualche goccia potrebbe arrivare. Siamo molto incerti sul da farsi, soprattutto per quanto dettoci al Pradidali. Dopo un piccolo summit decidiamo di salire a vedere l’imbocco del canale e prendere lì la decisione definitiva.

Il primo canale effettivamente è poco invitante, stretto, scuro e bagnato ma, come previsto, proseguiamo per questa via.

Messi caschi e imbraghi cominciamo la risalita. La parte attrezzata o dove comunque si devono usare le mani è bella e divertente, solo un punto richiede un minimo di forza nelle braccia poiché il sentiero è franato. Nei punti dove si rimane o si attraversa il canale bisogna farlo con moltissima attenzione, come dettoci, si muove tutto!

Usciti dal primo canale percorriamo un lungo traverso su ripidi prati e raggiungiamo il secondo canale, meno inquietante. Più aperto e più luminoso, ma stesse problematiche. In un tempo nettamente inferiore ai cartelli, raggiungiamo la F.la Sedole soddisfatti della scelta fatta. Anche se ormai è rimasto poco tempo prima che cominci a piovere. Breve sosta e giù velocemente. Entriamo nel bosco e quando siamo a una ventina di minuti dal rifugio comincia a piovere. Non ci fermiamo a coprirci, acceleriamo il passo e velocemente risaliamo. Al rifugio ci accolgono molto cordialmente mettendoci subito a disposizione la stufa per asciugarci.

Qui ci sta una doccia, l’avevamo preventivato, perché a metà del trekking, e la sciacquata presa rafforza la decisione.

Di fatto la pioggia dura un’oretta ma da qui non possiamo fare altro che pascolare nei pressi del rifugio in attesa della cena.

07 Agosto 2018: Rifugio Treviso – Rifugio Rosetta

Come sempre siamo i primi a partire. Risaliamo il vallone in direzione del P.so Canali. Qualche ripido strappo ma, di fatto, una comoda salita. Giunti al passo, in lontananza scorgiamo la cima di giornata la Fradusta.

Senza aver incontrato anima viva, perdiamo qualche metro di quota e dopo aver fatto un largo giro risaliamo alla F.la Alta dei Ghiacciai dove, dopo aver lasciato gli zaini, proseguiamo per la Cima Fradusta. La via di salita è ben indicata da ometti e, anche se cominciano a salire le immancabili nebbie riusciamo ad avere ancora un ottimo panorama dalla cima. Vediamo molto molto molto lontano il rifugio Rosetta, nostra prossima meta.

Tornati alla F.la e recuperati gli zaini continuiamo, compiendo tanti sali scendi, per il P.so Fradusta e quindi P.so Pradidali Basso. A ogni risalita speriamo di vedere il rifugio ma, se avessimo voluto avere un metro corretto sulla vicinanza al rifugio, sarebbe bastato far caso al numero delle persone incontrate. L’aumento delle persone corrisponde alla vicinanza al rifugio.

Giungiamo che sono in piena attività mangiatoria per cui ci adeguiamo. Ma sembra che qui l’ora di pranzo vada a oltranza per cui, abbandonati gli zaini, ne approfittiamo per salire alla Cima Rosetta che, raggiungiamo in un momento di calma, forse tra una funivia e l’altra, per cui possiamo goderci un po’ di tranquillità.

Nuovamente al rifugio, finalmente le acque si sono calmate, possiamo prendere possesso della camera e darci una lavata di massima.

08 Agosto 2018: Rifugio Rosetta – Rifugio Mulaz

Contrattata la partenza prima degli altri, lasciamo il rifugio quando tutti stanno iniziando la colazione. Poiché la giornata è splendida invece di andare al rifugio Mulaz per l’AV2 ci dirigiamo verso la Vezzana, la cima più alta delle Pale di San Martino. In un ambiente da togliere il fiato, tanto è maestoso, raggiungiamo prima il P.so Bettega e in seguito, dopo aver perso vari metri di quota e aver risalito molto faticosamente la Val dei Cantoni il P.so Travignolo. Proseguiamo lungo un ripido ghiaione e poi per facili roccette e sentiero raggiungiamo la Cima Vezzana.

Lunga sosta e quindi giù verso la Val Strutt percorrendo la breve e facile ferrata Gabitta. Al termine della ferrata su ghiaione scendiamo al bivacco Brunner e quindi per prati andiamo a incrociare l’AV2.

Dopo una breve sosta riprendiamo a salire in direzione del P.so delle Farangole che raggiungiamo dopo la ripida risalita di un ghiaione. L’ultimo tratto per il P.so, sia in salita sia in discesa, è attrezzato. Cavi e scale lasciano molto a desiderare, considerando che qui passa un’AV, a mio avviso, andrebbero tenuti meglio. Altra discesa su ghiaione e siamo all’ultimo colletto prima di scendere al rifugio Mulaz.

Nel pomeriggio raggiungiamo velocemente il Sasso Morandi da dove si gode un bel panorama sul versante Veneto delle Pale. Qui siamo proprio sul confine.

09 Agosto 2018: Rifugio Mulaz – San Martino di Castrozza

Ultimo giorno. Lasciamo anche oggi per primi il rifugio e primi arriviamo in cima al Mulaz dove ci accolgono due capre, una delle quali mi prende in simpatia cominciando a strusciarsi sui pantaloni. Ottimo così arriverò a San Martino ancora più profumata. Passiamo un bel po’ di tempo in cima. Siamo al termine del trekking e come sempre la nostalgia comincia a farsi sentire. Scendiamo con capra a seguito che solo fino a pochi metri dal P.so del Mulaz sembra non volermi abbandonare.

Scendiamo quindi verso P.so Rolle, passando dalla Baita Segantini e qui scopriamo dove sono tutti gli escursionisti dolomitici, divisi tra la Baita Segantini e il Rifugio Colbricon che raggiungeremo dopo essere passati da P.so Rolle.

Quindi Malga Ces e finalmente San Martino dove alla prima pasticceria/gelateria ci fionderemo per una mega focaccia ripiena e una ancor più grande coppa di gelato.

Non eravamo mai stati nelle Pale di San Martino e abbiamo scelto uno dei due percorsi proposti, siamo così riusciti a vedere buona parte del gruppo dolomitico. Soddisfatti dei rifugi, dove anche se abbiamo quasi sempre dovuto contrattare un po’ la partenza anticipata, siamo sempre riusciti ad ottenere un compromesso. Quello che più ci ha stupito è stato trovare poca gente sui sentieri, escludendo quelli attorno ma proprio attorno al rifugio Rosetta, già la Fradusta è troppo lontana.... che si raggiunge in poco tempo utilizzando l'impianto Col Verde-Rosetta. Quello che invece ci ha fatto piacere è stato ritrovare degli italiani alla sera nei rifugi...ormai erano anni che cenavamo con tedeschi e francesi.


Hike partners: cristina, Marco27


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Comments (6)


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Menek says:
Sent 28 August 2018, 17h46
Bello,bello,bello! Altro non aggiungo...
Menek

cristina says: RE:
Sent 28 August 2018, 17h57
Hai ragione, non c'e' altro da aggiungere.

Ciaooooo

danicomo says:
Sent 28 August 2018, 18h13
Dalle foto .... nessuna traccia di pioggia...
Bellissimo!

cristina says: RE:
Sent 28 August 2018, 18h17
Poche gocce quasi ogni sera, temporalone la prima notte e la breve sciacquata prima del rifugio Treviso, ma mantella o giacca mai uscite dallo zaino :-)))) in barba a quanto pronosticato da Giuliacci :-D

Daniele66 says:
Sent 29 August 2018, 20h41
Molto bello Complimenti....Daniele66

GIBI says:
Sent 30 August 2018, 19h38
Queste si che sono vacanze vere ... proprio come piacciono tanto a voi ! ... belle foto e bei posti complimenti !

ciao Giorgio



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