Via Ferrata Bepi Zac e Cima dell'Uomo 3010 m


Published by cristina , 1 August 2018, 10h43. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Trentino-South Tirol
Date of the hike:28 July 2018
Hiking grading: T5- - Challenging High-level Alpine hike
Mountaineering grading: PD-
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 1 days
Access to start point:Milano A4 e autostrada del Brennero uscita Egna-Ora. Seguire indicazioni prima per Cavalese poi per Moena. Giunti a Moena seguire indicazioni per P.so San Pellegrino. Ampi posteggi gratuiti.

Dopo aver percorso la Federspiel lo scorso autunno la voglia e la curiosità di fare anche la Bepi Zac era entrata nelle lista, visto il cambio previsioni meteo, cambiamo anche il programma del week end.

Partiamo poco dopo le 6.00 da P.so San Pellegrino, sappiamo che sarà un giro lungo e vogliamo prenderci tutto il tempo necessario.

L'alta via Bepi Zac, nella prima parte, adatta anche ai neofiti, si sviluppa lungo la cresta di Costabella e ripercorre un aereo e importante itinerario storico della Prima Guerra Mondiale. Nella seconda parte il percorso prosegue fino alla forcella Laghet, con maggior carattere alpinistico

Tramite sterrata prima e poi sentiero giungiamo in poco più di un 1 h al P.so Le Selle e all’omonimo rifugio, dove facciamo una seconda colazione e dove parte la ferrata.

Per praticità saliamo il primo ripido tratto senza attrezzatura e una volta in cresta ci prepariamo. Tutta questa catena fu teatro di durissimi combattimenti tra italiani e austriaci. A testimonianza di ciò, lungo tutto il percorso troviamo resti di opere belliche come trincee, baracche, scale e passatoie in legno, postazioni per ricovero di persone e munizioni. Un vero museo all'aperto. Pochi i tratti attrezzati che terminano con la salita all’osservatorio dove è stato allestito un piccolo museo fotografico.

Giunti alla F.la Ciadin, termina la prima parte della ferrata. Ora il percorso, indicato come EE, prende un carattere più alpinistico.

Naturalmente noi proseguiamo e dalla F.la Ciadin giungiamo alla F.la dell’Uomo, chi ha proseguito fino a qui, adesso normalmente scende. Noi invece, con la coppia partita con noi dal P.so San Pellegrino, proseguiamo per la Cima dell’Uomo. Essendo la salita attrezzata con chiodi dove potersi fare sicura, salgono in conserva. Noi preferiamo aspettare, di fatto, i chiodi e gli anelli sono ottimi appigli per la progressione e la difficoltà maggiore è il ghiaino che, soprattutto in discesa, mette un po’ di apprensione. Poco prima di giungere in cresta troviamo l’unico passaggio impegnativo, un saltino di pochi metri di II. In salita lo aggiriamo percorrendo una traccia esposta sulla dx, in discesa ci assicureremo con una fettuccia all’anello al termine del passaggio in modo da calarci senza alcuna difficoltà. Da qui sempre facendo attenzione alla ghiaia giungiamo in cresta. Ora, come fanno quasi tutti, tornati alla F.la dell’Uomo potremmo scendere, Ma, c’è sempre un ma, noi vorremo terminare la Bepi Zac.

Il dubbio che abbiamo o meglio che ho, è: “il passaggio chiave di tutta la via, costituito da una paretina di una decina di metri, verticale e molto spesso bagnata; il passaggio si risolve di forza utilizzando il cavo e 3 pioli e comunque non è affatto semplice”. Frase imparata a memoria :-D.

Decidiamo di andare a vedere. Proseguiamo fino a giungere a vista del canale dove si trova la paretina e, cominciamo a sentire cadere sassi, ma tanti e di continuo. Notiamo cinque persone che lo stanno risalendo cercando di evitare la paretina, stando quindi più a dx, con la conseguenza che stanno scaricando di tutto…L’apprensione aumenta…quando li vediamo al colletto ci portiamo sotto il canale, lo risaliamo e giungiamo alla paretina….beh tanto timore per nulla!

Intanto non è esposta per cui già quello…Marco la supera facilmente, io con qualche difficoltà in più ma senza timori. Mi fermo qualche minuto prima dell’ultimo piolo, quello più difficile da raggiungere e sono fuori. Ancora qualche passaggio di forza per superare un paio di pioli in traverso e siamo al colletto. Scendiamo facilmente un breve canaletto attrezzato e finalmanete giungiamo alla F.la del Laghet. Via terminata felicemente.

Lunga discesa al Rifugio Fuchiade, prima su pietraia poi più comodamente su prati. Sosta pranzo/merenda e quindi ritorno tramite sterrata a P.so San Pellegrino.

Che dire…lunga, alla fine quasi 12 h soste comprese ma bella…molto molto bella. La prima parte potrebbe essere percorsa più velocemente di quanto abbiamo fatto noi ma meglio prendersela comoda e andare a vedere i vari resti della guerra. Anche il museo, come alcuni hanno fatto, si può evitare ma sarebbe un vero peccato!

Necessario quindi avere una bella giornata, per lo meno stabile. Consigliata.

 

 


Hike partners: cristina, Marco27


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Comments (6)


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Francesco says:
Sent 1 August 2018, 11h53
...Ho visto "Mondo>Italia>Toscana" e mi son detto ma....son matti ??? sabato in Toscana e domenica in Trentino ??

cristina says: RE:
Sent 1 August 2018, 14h13
Sai non siamo pratici e il navigatore ci ha fatto fare un giro un po' lungo :-P

Menek says:
Sent 1 August 2018, 12h35
figata...

cristina says: RE:
Sent 1 August 2018, 14h13
Puoi dirlo forte!

blepori Pro says:
Sent 2 August 2018, 07h18
una scorpacciata di Dolomiti, bravi! Ciao Benedetto

cristina says: RE:
Sent 2 August 2018, 09h25
Questo è un giro meraviglioso e che fa pensare....


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