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Casera Pioda trail running


Published by cai56 , 6 March 2018, 18h55. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike: 4 March 2018
Hiking grading: T3+ - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 2:15
Height gain: 662 m 2171 ft.
Height loss: 655 m 2148 ft.
Route:Andata e ritorno 14 km circa
Access to start point:Da Milano ad Ardenno lungo le statali 36 e 38; subito dopo il ponte sul torrente Masino svoltare a sinistra e risalire tutta la Valmasino fino a San Martino. Parcheggio gratuito presso il campo sportivo.

Giornata splendida e gelida con qualche centimetro di neve fresca, ma con previsione di improvviso innalzamento di temperatura dal mezzogiorno. Per cui... ancora un giretto veloce vicino a casa come allenamento, ma in quel posto che non ha - e non può avere - nulla del monotono-ripetitivo-solito che è la Val di Mello. Prima metà su stradello innevato e ben battuto dai numerosi passaggi (in zona abbondano ormai i rifugi-agriturismi), poi salita violenta nel bosco lungo rampe gradinate, oggi per lunghi tratti trasformate in voluminosi scivoli di ghiaccio. Termine della gita presso le rinnovate costruzioni della Casera Pioda, da pochi anni trasformate in rifugio autogestito ERSAF; proseguendo verso il fondo della Val Cameraccio (esulando molto dalle possibilità del trail running !) si potrebbe arrivare  - meglio con sci o racchette da neve - fino alle cascate ghiacciate del Circo di Pioda, "Magic Mushroom" in primis.
NOTA: la difficoltà T3+ indicata si riferisce esclusivamente alle condizioni di ghiaccio odierne; altrimenti T2.


Dal parcheggio libero presso il campo sportivo si torna verso San Martino per un centinaio di metri, andando ad imboccare il sentiero - indicato - per la Val di Mello sulla sponda destra del torrente; si prosegue lungo l'argine salendo gradualmente su terreno sassoso gradinato, fino a confluire nella carrozzabile a pedaggio per la Valle nei pressi del ponte-canale ENEL. Da qui si prosegue velocemente sulla neve battuta oltrepassando il piazzale di fine strada e le adiacenti baite di Cà dei Rogni; dopo un campeggio e l'agglomerato di Panscer (osteria del Gatto Rosso) la strada si restringe in pista agricola e subito sale un poco di livello raggiungendo lo sbocco della Val Qualido e il relativo laghetto neoformato (asciutto in inverno). La traccia serpeggia lungo il fondovalle stretta fra i pascoli e il corso del torrente: sulla sinistra dominano le note e splendide lisce piode sede di celebri vie di arrampicata; sulla destra incombono cupe e ombrose pareti sede di pochi e misconosciuti itinerari alpinistici e i ripidi boschi della vietata riserva integrale. Oltrepassate le poche baite di Cà di Carna, si scorre comodamente fino a Cascina Piana, andando poi ad entrare nel bosco che si allarga poi solo nei pressi della Ràsega. Qui la strada comoda termina e ma si prosegue comunque su buon sentiero: la copertura alberata è tale da mantenere al suolo solo un debole strato di neve; superato il bivio per la Val Torrone e il ponticello sul relativo torrente, la corribilità subisce un drastico calo in corrispondenza di lunghi tratti ripidi e accidentati, dove massi e radici affioranti si combinano in una continua scalinata irregolare. Il freddo intenso delle ultime passate giornate ha fatto sì che dalle piode soprastanti (Placche dell'Oasi e di "Uomini e Topi") le acque di ruscellamento diurno si bloccassero all'ombra in estesi scivoli di ghiaccio verdazzurro; il transito di questi tratti non è mai proibitivo, ma può costringere a passaggi obbligati "fuoristrada". La foresta poi si dirada e, con l'aumentare della luce si incrementa anche lo strato nevoso: si può proseguire agevolmente solo grazie alle poche impronte degli alpinisti saliti alle cascate del Circo di Pioda; superato l'ultimo livello di abeti, si esce nella ripida radura di Casera Pioda: la rimodernata baita del Rifugio, con l'adiacente casera, è il centro della vastissima Alpe Pioda, che comprende tutte le decine di ettari di pascolo della Val Cameraccio. [In condizioni invernali gli altri due alpeggi non sono di norma raggiungibili: la Baita Remoluzza, immersa nel fondovalle boscoso, non è di facile reperibilità e la Baita Cameraccio è a rischio valanghe.].
Ritorno per la via di andata.
Per chi non corre, può essere interessante, a partire dalla Ràsega, tornare a San Martino seguendo il sentierino che scorre sul lato sinistro della vallata, spesso con tracce di passaggio.

Hike partners: cai56, chiaraa


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Geodata
 39250.gpx Traccia precisa solo in salita. Durante la discesa uno stillicidio di perdite di segnale.

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Comments (2)


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gbal says:
Sent 7 March 2018, 18h20
Battuta sì, battuta no mi pare che avete fatto una bella sfacchinata! Bravi.

cai56 says: RE:
Sent 7 March 2018, 18h35
In effetti la corsa sulla neve, anche se su fondo ideale, affatica fisicamente e mentalmente: l'anticipare di due o tre passi la decisione di dove appoggiare il piede stanca assai !!


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