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Monte Teggiolo (2.385m) sentiero "G.FIlosi" attrezzato


Published by Simone86 , 7 September 2016, 00h37.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:24 August 2016
Hiking grading: T3+ - Difficult Mountain hike
Climbing grading: I (UIAA Grading System)
Via ferrata grading: F
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 7:00
Height gain: 1250 m 4100 ft.
Height loss: 1250 m 4100 ft.
Route:15 lm
Access to start point:superata Trasquera, proseguire lungo la strada per Bugliaga, controllare sulla destra i cartelli per la strada dell'agriturismo "La Fraccia". NON prendere la suddetta stradina ma proseguire verso Bugliaga. circa 100m dopo, sulla destra, si noteranno i cartelli sentieristici per Agro Dentro/Agro Fuori. Posteggiare a bordo strada (2-3 posti)
Accommodation:Bivacco sulla cima del Teggiolo

NOTA ESCURSIONISTICA:

Oggi sono con Bruno. Ingaggiato il sentiero C40 si parte ripidi in un piacevole bosco, osservando la dedizione degli antichi alpigiani nell’agevolare queste salite verso i pascoli con scalette in pietra, tornantini e rocce scavate. Sempre da rispettare. Talmente agevoli che Agro di Dentro q1731 si tocca in 1h15’ e Agro di Fuori q1797 in altri 20’. Solo qui appare il chiaro cartello “Sentiero Gianfranco Filosi – EE Attrezzato”. Probabilmente è stato recentemente riqualificato. Sempre per evidenti segni si prende la lunga cresta SudEst del Teggiolo, dapprima facilissima, si inerpica nella sua parte finale tra qualche cengetta aeree (facili) e un divertente pezzo arrampicoso assicurato da catena fissa per sbucare sulla panoramicissima vetta del Teggiolo q2385. Spettacolare!

Come avvisano anche le altre relazioni, la puzza di cacca caprina è disumana, scappiamo subito (il rifugio è anche invaso dalle formiche volanti). Durante la larga discesa verso W e poi SW gli occhi sono costantemente allietati da plurime visioni magnifiche: la mole incredibile del Leone, il canyon verso la Val Divedro, la tranquillità dell’Alpe Veglia e il docile pendio erboso che stiamo percorrendo. Il primo Passo che si trova è quello del Dosso, dove sotto si intravedono tracce di probabili antichi sentieri in disuso (questo versante ne era strapieno 100 anni fa). Si prosegue quindi aggirando una grossa collinetta erbosa per giungere al Passo delle Possette q2179, vicinissimo agli alpi Pianezzoni e Balmelle . La lunga discesa verso Bugliaga tocca diversi alpeggi, tutti ben tenuti e probabilmente attivi. Anche attorno a Bugliaga si trovano moltissime seconde case ben ristrutturate e/o ammodernate. Raggiunto il piccolo ma vivo abitato di Bugliaga q1320 ritorniamo per strada asfaltata verso Trasquera, con l’entusiasmante attraversamento del Ponte del Diavolo.



 

NOTA STORICA:

e qui volevo arrivare. Dopo la succinta descrizione del percorso penso mi dilungherò molto di più su questa sezione! Devo ammettere che nel progettare l’escursione (già ben descritta da Poge e altri hikrs) la presenza di questo Ponte mi attirava almeno quanto la cima stessa. Non posso dire di aver scelto il giro ad anello dicendo “così passiamo anche da un ponte che c'è lì”.... anzi, penso che la visita al Ponte abbia avuto quasi più peso del Teggiolo!

Eh si, perchè penso che in molti si siano chiesti: ma quel ponte lì, cosi mastodontico e centenario, che bisogno c’era di farlo proprio qui? In mezzo al nulla? A due “insignificanti” (mi passino il termine) paesini di montagna? Per una strada che termina 1km dopo, in un paese di 40 anime?.

Questa opera di notevole impegno edilizio fu inaugurata nel 1880 con evidenti difficoltà date dalla profondità della gola (100m) e dall’ampiezza della campata (34m). Dopo averne studiato la fattibilità, Luigi De Antonis di Domodossola ne progettò la costruzione, in un punto dove era richiesta una galleria nella roccia in quanto QUELLO era il punto più comodo per attraversare la gola (e guardandola, è effettivamente cosi!! Solo che dall’altra parte c’era un muro di roccia. Da traforare). Utilizzarono 110 larici per costruirne la campata ed in seguito depositarne la struttura portante. Venne chiamato Ponte del Diavolo (come per altri ponti del passato) in quanto si narrava che per costruire un’impossibile opera del genere ci sarebbe voluto il demonio. E se Dio creò il territorio in quel modo, inospitale e inattraversabile, costruire qualcosa per andargli contro sarebbe stata opera del demonio (ma qui si va su leggende medievali).

Decine e decine di metri sotto tal ponte si nota il vecchio Ponte del Diavolo (ora detto del Diavolino), ancor più antico, che collegava, prima del 1880, Trasquera con Bugliaga. Non ho trovato fonti che spiegassero perché fu costruita una tale opera in questo punto preciso. Aggiungo che Trasquera, fino agli anni 50’-60’, non aveva la carrozzabile attuale che sale da Varzo, ma unicamente un’ingegnosa mulattiera strappata al ripido versante Est sopra Bertonio (circa 500m di dislivello!!).
Che ci fosse l’idea di creare una strada “alta” che collegasse Bugliaga a Gabi? Ma gia dal 1805 esisteva l’attuale Sempione “Napoleonico” (gli ingegneri di Napoleone volevano appunto passare “alti”, decretando come impossibile un passaggio dalle gole di Gondo. Furono invece gli ingegneri della Repubblica Cisalpina a risolvere il problema con una serie di gallerie mirate, costruendo la strada del Sempione dove ora la vediamo). 

Nell’immagine presa dalla CNS del 1905 si nota la scritta “Ponte del Diavolo” (ora tolta) e l’assenza di una carrozzabile Varzo-Trasquera (presente invece la tortuosa mulattiera sul versante Est sotto Trasquera). Esiste invece una vera e propria strada in quota tra Trasquera e Bugliaga! Inoltre Bugliaga era collegata da un sentiero che sfociava oltre il confine svizzero verso alpeggi elvetici (contrabbando?). Attualmente è scomparso dalle mappe. Interessante anche l’esistenza di un itinerario recentemente riqualificato che da Varzo sale a Trasquera per l’antica mulattiera, passa a Bugliaga, prosegue oltre confine (sentieri risistemati?) e si dirige a Gabi e Simplon Dorf. 

Sotto, in rosso, sono evidenziati i dettagli appena descritti (CNS, anno 1905)
Mappa


Hike partners: Simone86


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Comments (11)


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jkuks says:
Sent 7 September 2016, 06h09
Ciao Simone. Sarà che é la mia valle di origine, ma il Teggiolo resta una cima stupenda con un panorama super. (puzza di capre permettendo)...

Simone86 says: RE:
Sent 7 September 2016, 11h10
Eh si hai completamente ragione. Bello che tu sia della zona! Esiste qualche libro\fonte che accenna ala vecchia strada romana e\o alla storia e alle motivazioni di costruzione del ponte, che tu sappia?

jkuks says: RE:
Sent 7 September 2016, 21h20
Esistono libri che parlano della Val Divedro e accennano alla costruzione della strada. Vi è al riguardo una "storia di Varzo della Valdivedro" di Tullio Bertamini.. e altri precedenti... Tieni conto che Trasquera è stata colonia spagnola per molto tempo (vedi i cognomi Del Pedro Pera ad esempio) e che la strada passava in alto per motivi logistici... da prima del Medioevo... devo cercare tra gli appunti di una ricerca fatta nell' 86 per Italia Nostra.... se la trovo :)

Simone86 says: RE:
Sent 14 September 2016, 10h12
Colonia spagnola, non avrei mai immaginato, che sorpresa! Il libro me lo segno, per tutto ciò che trovi lo leggo molto volentieri :) al momento sto leggendo con entusiasmo "viaggio da Milano a Ginevra pel Sempione" del 1822 dove però non accenna nulla del ponte in quanto era stata da poco terminata la strada napoleonica per le gole di Gondo

igor says:
Sent 7 September 2016, 06h47
Bella cima ! Complimenti !!

Simone86 says: RE:
Sent 14 September 2016, 10h00
Ciao Igor, grazie! Se vuoi dopo ottobre organizziamo un uscita! Buona uscite!

igor says: RE:
Sent 14 September 2016, 10h10
Yes ! Quando vuoi ciao

GAQA says:
Sent 7 September 2016, 20h51
Ciao ! Essendo stato da poco,sul Tèggiolo,e' stato un piacere leggere le nozioni e cenni storici,in merito al "Ponte del Diavolo".Interessante e grazie!
Complimenti per la salita da Trasquera.
Ciao Alessandro

Simone86 says: RE:
Sent 14 September 2016, 10h01
Ciao Ale, è stato un piacere descrivere quel poco che ho trovato su internet, sarebbe bello saperne di piu. Buona uscite!

atal says:
Sent 9 September 2016, 21h55
Molto interessante, soprattutto per la parte storica. Anche per me a volte la salita a una cima è solo il modo per completare la conoscenza di un versante ma l'elemento di interesse è un manufatto che stupisce per la collocazione scomoda, l'impegno profuso nel realizzarlo e l'apparente insensatezza, se valutato con il metro dell'epoca in cui viviamo...
Ciao,
Andrea

Simone86 says: RE:
Sent 14 September 2016, 08h58
Appoggio pienamente il tuo ragionamento, c'è sempre qualcosa che si nasconde dietro ad ogni tracciato, vetta o ruderi che siano. Sta a noi riuscire a riscoprire un po le chicche del passato. Buona uscite!


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