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Rifugio Bellano


Published by cai56 , 28 April 2016, 17h19. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:25 April 2016
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 2:30
Height gain: 1005 m 3296 ft.
Height loss: 1035 m 3395 ft.
Route:Circolare 18,43 km
Access to start point:Da Milano a Colico lungo la statale 36 (uscita di Piona). Seguire le poche indicazioni per Villatico e Posallo e proseguire fino al terzo tornante successivo. Pochi posti di parcheggio (4 -5) a bordo strada.

Il Rifugio Bellano può essere raggiunto - per altre vie - praticamente in auto: una panoramica carrozzabile in Val Varrone termina in località Laghetto di Artesso, a 15 minuti a piedi dalla meta. La "comodità" e la innegabile bucolicità del luogo fanno pensare che, in stagioni più propizie, l'affollamento possa raggiungere livelli improponibili. In questa gita, invece, si è pensato di allungare il giro - e anche comodamente - vista la presenza su questi versanti di numerose piste forestali che si dipanano ed intrecciano fino a raggiungere ogni più piccolo alpeggio, ormai invariabilmente trasformato in agglomerato di case di vacanza. L'escursione è stata condotta tutta di corsa, tranne qualche breve segmento su sentieri sconnessi ed infidi; non sono mancate incertezze di percorso (la segnaletica, abbondantissima in certi punti, latita altrove per lunghi tratti), specialmente in uscita da Vezzèe e nell'attraversata dei paesi di Sueglio e Vestreno. Molto interessanti lungo il tragitto - e meritevoli di approfondimento turistico - i resti di attività minerarie presso Sommafiume e le residue strutture militari della Linea Cadorna alle falde del Legnoncino nei pressi di Artesso e del rifugio medesimo.


Dal piccolo parcheggio ci si indirizza a superare la sbarra metallica che impedisce l'accesso al bosco (in realtà si tratta di un vecchio percorso della pista forestale, qui cancellata da uno smottamento nella valletta), proseguendo su sentiero fangoso fino a tornare sulla carrozzabile tramite una rampa cementata. Ben presto si trova un bivio dove, lasciando a destra i segnali del "Sentiero del Viandante", si procede in salita a sinistra fino ad una nuova diramazione: ancora a sinistra verso Vezzèe [Sulla destra la via di ritorno]. Alle ultime costruzioni del "monte" la pista termina e, proseguendo al meglio fra le baite, ci si porta all'abitazione più in alto, al confine col bosco di castagni. Qui il sentiero non è particolarmente evidente (manca del tutto la segnaletica, benché ci si trovi sulla DOL - Dorsale Orobica Lecchese) e, dopo qualche incertezza, si individua una traccia verso sinistra, che diventa manmano più evidente e marcata. La si segue a lungo, andando a sbucare in una radura nei pressi dei casolari di Vercin, dove si intercetta una pista sterrata che si risale verso sinistra: oltrepassato un antico sito estrattivo di muscovite, con una comoda traversata verso ovest, si arriva al piccolo villaggio di Sommafiume. Ignorando la carrozzabile asfaltata (che sale con un lungo giro da Dervio), si procede in piano fra le abitazioni, andando ad imboccare all'altro lato del paesino una mulattiera acciottolata che sale verso una casa isolata presso un gruppo di antenne di ripetizione. Attraversata di nuovo la carrozzabile, si procede lungo una cementata che sale alla località Artesso: qualche tratto di sentiero permette in ultimo di evitare l'asfalto; seguendo le indicazioni, si aggira un laghetto, si affiancano delle postazioni cannoniere e si arriva al Roccolo (attualmente stazione di cattura e inanellamento dei migratori). Oltrepassata un'abitazione privata, si ritrova il sentiero per il Rifugio Bellano, a pochi minuti di cammino, in una magnifica radura fra i larici. Tornati ad Artesso, si imbocca la carrozzabile asfaltata di accesso alla località e si inizia a percorrerla in discesa fino a trovare le scorciatoie fra i numerosi tornanti: si oltrepassano in questo modo gli agglomerati di Lete e Loco Tocco (notevole un lungo tratto a gradoni acciottolati). Si arriva infine a Sueglio dove, in assenza del benché minimo segnale, si scende fino alla chiesa di San Martino; si imbocca qui sulla destra una mulattiera che - in attraversata discendente - avvicina alle prime case di Vestreno. Anche qui nessun segnale fino al congiungimento con la provinciale da Dervio: unico appiglio per indirizzarsi è una piccola freccia turistica per una caserma blindata della Linea Cadorna. Si percorre una larga carrozzabile asfaltata che risale il pendio con ampi curvoni finchè, spianandosi e diventando sterrata/cementata, prende decisamente la direzione nord; si oltrepassa un piccolo bacino ENEL e, con un lungo saliscendi a ripidi strappi, si raggiunge il santuario della Madonna di Bondo. Proseguendo, con altre due ripide impennate, si arriva al piano di Monte Piazzo, gradevole agglomerato di baite ben restaurate; la pista continua ora in direzione est attraverso un folto castagneto, affianca le abitazioni del Monte Rinelda e raggiunge un bivio: si tratta della seconda diramazione incontrata in salita. Da qui si ripercorre il breve tratto che separa dal punto di partenza.



Hike partners: cai56, chiaraa


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Comments (2)


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danicomo says:
Sent 28 April 2016, 19h42
Bel giro.
Hai avuto l'impressione che ci fossero ancora possibilità di ricerca mineralogica, nei posti che hai passato?
Ciao
Daniele

cai56 says: RE:
Sent 29 April 2016, 09h12
Non mi intendo molto di mineralogia, ma, senza fare ricerche e raccolte specifiche, qualcosa mi capita di portare a casa. Qui il materiale a disposizione è quello che si vede in foto: poco e ampiamente esaminato. Certamente qualche pezzetto di muscovite e biotite si può raccogliere, ma...
Non mi sono addentrato più di tanto nella nicchia di cava perché mi sembrava terreno infido e con vegetazione da foresta pluviale.
Ciao
Marco


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