Croix Corma 1968 m anello da Perloz per Mont de Beuby 1725 m


Published by cristina , 5 June 2013, 08h45. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike: 2 June 2013
Hiking grading: T3+ - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Route:Perloz-Collerè-Chuchal-Lavanere-Bonin-Mont de Beuby-Croix Corma-Col Fenetre-Col de La Cou-Tete de La Cou-Verale-Crestine-Barma Sou frit-Jas Dessus-Place-Notre Dame de la Garde-Perloz.
Access to start point:Autostrada per la Val d'Aosta-uscita Pont Saint Martin. Entrare in paese e seguire le indicazioni per Perloz (5 km). Posteggio nei pressi del Municipio.
Maps:L'Escursionista N. 12 Basse Valli d'Ayas e del Lys 1:25.000

In settimana Daniele ci manda un messaggio chiedendoci se per domenica abbiamo dei programmi, forse, magari, non si sa mai…potrebbe esserci anche lui! Programmi a metà settimana noi? Praticamente impossibile!

Sabato sera avviso Marco2 sull’orario di ritrovo, risposta: OK, stessa cosa con Daniele, lui però è più curioso e mi domanda dove andiamo, sto sul vago…Val d’Aosta o Svizzera. La conseguenza di questo tipo di organizzazione è che alla partenza devono svuotare gli zaini di quello che non serve perché si portano tutto da bravi escursionisti. Daniele ha praticamente tutte le cartine della Val d’Aosta e Marco2 ghette e ramponi che questa volta non servono sicuramente!

Lasciamo la macchina nei pressi del Municipio di Perloz e scherziamo sul fatto che possiamo lasciarcela per 48 ore, beh dovrebbero bastarci!

Partendo dalla Chiesa di San Salvatore saliamo tra le case del paese per raggiungere la strada asfaltata che sale a Collerè, dopo un primo e vano tentativo di taglio dei tornanti, proseguiamo lungo la strada. Velocemente raggiungiamo il paesino e subito dopo il tornante troviamo il ponticello che deve essere attraversato. A sx inizia la mulattiera (non ci sono indicazioni). La mulattiera all’inizio non è in gran forma, sale a tornanti e anche se i bolli sono pochi basta tener presente che se si va in piano o in discesa, si sta sbagliando qualcosa! Passiamo gli alpeggi di Chuchal e Lavanere e poco dopo arriviamo ad un bivio. Noi proseguiamo sempre in salita a sx e avvistiamo il punto dove dovremmo scollinare. Ora la mulattiera dà qualche attimo di respiro. In lontananza vediamo una cerva, qualche camoscio e al colletto nonché Monte de Beuby ci accorgiamo che quella che dal basso avevamo immaginato come una giostra, una stramba costruzione, un monumento di non si sa quale strana forma, altro non è che un ripetitore! Il Mont de Beuby, chiamarlo monte è una parola grossa, è uno splendido balcone su tutta la valle. Qui termina il sentiero segnato, gli ultimi 250 m li faremo a muzzo, risalendo i ripidi pratoni che portano alla croce della Croix Corma da qui ben visibile.

Dopo una pausa snack riprendiamo la ripida salita. A volte sembra di vedere delle tracce di passaggio, ma meglio non cercarle e seguire l’intuito cercando di far meno fatica possibile!

Raggiungiamo la croce e la Madonnina Thun e facciamo un’altra doverosa sosta decidendo di posticipare il pranzo alla Tete de La Cou. Scambi di chiacchiere e foto con altri escursionisti e poi giù ripidamente al Col Fenetre e poi con un lungo e più comodo traverso fino al Col de La Cou. Sosta pranzo alla vicina e panoramica Tete de La Cou. Mentre ci godiamo pappa e panorama diamo un’occhiata al proseguimento del giro, sappiamo che la parte più impegnativa ci toccherà tra breve, ma non sembra qualcosa di lungo, come ci sbagliavamo!

Lasciamo la cima e scendiamo all’alpe di Verale dove il cartello indica il Barma Sou frit a 45 minuti (EE). I guai cominciamo subito perché perdiamo immediatamente il sentiero nell’erba alta dell’alpeggio e ci facciamo ingannare dai sassi posti su un muretto che ci sembrano un ometto. Quella che sembra una traccia si perde subito tra rovi e piante, continuiamo cercando di passare in altri punti ma ben presto diventa impossibile continuare. Mano al GPS che riporta solo il primo e ultimo tratto del sentiero. Daniele a mo’ di rabdomante con GPS alla mano rintraccia il sentiero. Chiamarlo sentiero è demenziale. Proseguiamo su quest’esile traccia, tra ginestre e rose canine e rovi di altro genere che ci riducono braccia e gambe una scacchiera di graffi. Più volte abbiamo dubbi se siamo o meno sul sentiero, un inferno. Il caldo spesso è così intenso da togliere il fiato e in aggiunta il sentiero è in costante risalita. Raggiunto un colletto speriamo di poter finalmente scendere, illusi…tra un accidente e l’altro raggiungiamo finalmente il Barma Sou Frit, ovvero un anfratto naturale nella roccia dove trovano riparo gli animali. Un luogo molto suggestivo, con tanto di dipinto. Facciamo una sosta per stemperare anche la tensione, ora quello che ci preoccupa è la mancanza d’acqua, dopo il Col Finestra non ne abbiamo più trovata e ormai ne abbiamo poco meno di mezzo litro in quattro.

A fatica ritroviamo il proseguimento del percorso che ora comincia a scendere ripidamente, qualche tratto attrezzato con fune e pioli,. Fare moltissima attenzione a non scivolare e non scaricare sassi. Finalmente entriamo nel bosco e anche se il sentiero è sempre molto lasciato a se stesso, ora possiamo permetterci di scivolare. Incontro scontro con una vipera, acqua neanche a parlarne, quelli che pensavamo fossero alpeggi sono solo dei vecchissimi ruderi e anche quando finalmente raggiungiamo il comodo sentiero N. 1 di acqua ancora non se ne parla. Solo una volta raggiunto il Santuario di Notre Dame de la Garde troviamo la tanto sospirata e agognata fontana e non so cosa ci abbia impedito di buttarci dentro!

Riprese finalmente le forze, i miracoli dell’acqua…scendiamo sulla strada e in pochi minuti siamo di ritorno a Perloz.

Beh dai ragazzi ci avanzavano ancora ancora 38 ore, potevamo prendercela con più calma!

Doverosissima sosta birra al baretto del paese dove ci confermano che il sentiero per il Barma Sou frit è praticamente lasciato in balia del buon viandante, in poche parole se non si farà niente è un sentiero destinato a sparire, peccato perché se fosse sistemato sarebbe un gran bel percorso. In ogni caso la EE messa all’inizio del sentiero è molto riduttiva, 45 minuti in queste condizioni non sono sufficienti e visto com’è combinato forse sarebbe meglio togliere il cartello e lasciare il percorso solo a chi lo conosce e sa a cosa va incontro.

Il T3+ si riferisce al solo percorso escursionistico, in cui bisogna tener presente che la salita è sempre molto ripida e che il tratto dal Mont de Beuby alla Croix Corma non ha sentiero. Escludo il tratto di rientro che non so come classificare. Il percorrerlo è reso molto problematico per via di rovi e ginestre, è sempre stretto ed esposto, l'attenzione deve essere costante sia per non perdere la traccia sia per non prendere scivolate o inciampi. Dopo il Barma Sou Frit il tratto attrezzato è in cattive condizioni e il sentiero è a rischio scarica di sassi. Una volta nel bosco il sentiero rimane sempre poco agevole e piuttosto ripido ma i pericoli sono praticamente nulli. Tenere presente che le fonti d'acqua sono solo sul versante di salita, fino al Col Fenetre. Gli alpeggi di La Cou e Verale hanno l'aria di essere vissuti ma al momento non c'è nessuno, forse una volta che comincerà a salire qualcuno apparirà qualche altra fonte ora chiusa.

Daniele
Aggiungo solo poche note alla pregevole relazione di Cristina: l'indicazione di un'ultima fontana poco sotto il Col Fenetre (se siete a corto di liquidi è meglio approfittarne, a costo di qualche metro di dislivello in più); il suggerimento, qualora foste proprio decisi a rifare questo giro, per non perdervi nella sterpaglia di Verale, di salire dritti in mezzo alle case per trovare (forse) più agevolmente la traccia/sentiero da seguire; alla Barma Sou Frit la traccia da seguire è quella che scende abbastanza decisa appena arrivati sotto al "tetto".
E per finire, un dovuto ringraziamento ai miei compagni di avventura per la pazienza dimostrata nei miei confronti: il mio allenamento attuale non è sicuramente pari al loro, e questo è certificato dalle foto in cui io compaio sempre di fronte... e loro sempre di schiena!
Resta l'incognita dislivello... i vari aggeggi elettronici ne hanno sparate di ogni (dai 1800 ai 2900)... aspettiamo (e contestualmente sconsigliamo di farlo) eventuali ripetitori per dati ulteriori.

 

DATI GPS
Dislivello 2000 m
Km 18,40


Hike partners: cristina, Daniele, Marco27


Minimap
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Comments (5)


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Laura. says:
Sent 5 June 2013, 18h44
felice di vedere che non fi fermate mai!!!


cristina says: RE:
Sent 6 June 2013, 09h02
Finchè si riesce è sempre meglio approfittarne, domani non si sa...

Ma anche tu non molli vediamo, sempre in gamba!

Ciao Cri

gbal says:
Sent 7 June 2013, 16h14
Adesso anche senz'acqua! Ma si può?
Altro che la pubblicità di auto super-economiche...con 1l. tot km, voi 1/2 litro in 4 e via per 2000m (se le proporzioni non sono un inganno con 1 litro fareste un 8000!)
Scherzi a parte, siete stati molto bravi anche a districarsi dal ginepraio di sentiero sì, sentiero no.
Ciao

Daniele says: RE:
Sent 7 June 2013, 17h19
Siamo rimasti con poca acqua solo nel tratto pomeridiano... il peggiore, sotto un bel sole cocente.
Un paio di volte ho seriamente temuto di rimanere a terra stecchito...

gbal says: RE:
Sent 7 June 2013, 17h23
Lo so Daniele, ho letto bene ma volevo evidenziare, scherzando, la "forza" del gruppo.
Cmq hai ragione, senz'acqua non si sta in piedi; peccato che spesso ce ne accorgiamo quando siamo in riserva.
Ciao


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