Mottone (1769 m) via Valle di Vocaglia & Pizzo Zucchero (1899 m)


Publiziert von tapio , 6. Mai 2013 um 08:00.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Locarnese
Tour Datum: 4 Mai 2013
Wandern Schwierigkeit: T4 - Alpinwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo di Madéi 
Zeitbedarf: 5:45
Aufstieg: 1025 m
Abstieg: 1025 m
Strecke:Vocaglia (1005 m) – Prou (1257 m) – Valle di Vocaglia – Bresciügöi (1565 m) – Mottone, cresta SSE – Mottone, vetta (1769 m) – Mottone, cresta WNW – Sponde della Colma – Ca della Colma (1722 m) – Pizzo Zucchero (1899 m) – Saléi Vecchi (1750 m) – Alpe Saléi (1777 m) – Piani della Galera (1742 m) – Val Lavadina – Ligünc (1343 m) – Cavoo (1240 m) – Comologno (1085 m) – Corbella (1044 m) – Vocaglia (1005 m)
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Ascona – Ponte Brolla – Tre Terre – Valle Onsernone – Ponte Oscuro, proseguire a sinistra – Crana - Vocaglia
Kartennummer:CNS 275 Valle Antigorio

Dopo 32 uscite scialpinistiche tra novembre 2012 ed aprile 2013 sento crescere la voglia di boschi, di esplorazione e di leggerezza, per cui ritorno nel mio amato Ticino e mi dirigo verso una delle sue “culle di wilderness”, cioè la Valle Onsernone, che in passato mi ha sempre regalato stupende gite (quelle volte in cui, ingoiando il rospo della “stradaccia malandrina”, ho avuto il coraggio di addentrarmici). La chicca di giornata è senz’altro la Valle di Vocaglia, “la difficile Valle di Vocaglia” come dice il Brenna, che si insinua nel “dirupatissimo” versante meridionale del Mottone. Il paragone con la Bavona ci sta tutto, anche se la Bavona è bella perché è la Bavona, e l’Onsernone lo è per il motivo speculare. Potrei dire, riguardo alla Valle di Vocaglia, “il regno del misto”, inteso come perfetta fusione di boschi misteriosi, pendii ripidi e salti di roccia improvvisi.

Come difficoltà il Brenna indica EI. Andando a sviscerarne il contenuto e a tradurlo in parole odierne direi: una certa difficoltà nel reperire e seguire il sentiero (da Vocaglia a Bresciügöi); scivolosità (poi, dopo 10 giorni di pioggia…); talvolta un po’ di esposizione (salti di roccia); alle circostanze appena enumerate aggiungo anche, come variabile odierna, neve molle e bagnata (dal P.Zucchero ai Piani della Galera): per tutti questi motivi ritengo realistica la valutazione T4.

La meteo non è stata veritiera: pazienza, un tetto per rimanere all’asciutto durante i plurimi scrosci l’ho sempre trovato.

La giornata si apre a Vocaglia con un comitato d’accoglienza d’eccezione: tre giovani caprioli, appena sotto i prati del paese. Dopo i saluti reciproci, prendo l’unica “streccia“ che sale oltre le case e che ben presto si trasforma in sentiero (non segnato sulla CNS). Lo seguo, prestando attenzione alla debole traccia, e dopo non molto mi ritrovo fuori dal bosco, su di un ampio prato (Prou, appunto) dove sorge l’alpeggio appena nominato. Salgo fino all’ultima cascina, nei cui pressi, verso destra si diparte una traccia in orizzontale (il punto esatto di partenza vede un tubo dell’acqua affiorante, evidenziato) che si addentra nella Valle di Vocaglia. Il terreno è fradicio, quindi da qua in avanti il livello di attenzione è massimo. I pendii si fanno molto ripidi, e l’abbondante fogliame non rende certo più facile il procedere. Ogni tanto qualche segno dell’umana frequentazione si palesa (scalini, pietre “sintomatiche”, un po’ di vernice bianca e rossa). Il Brenna dice “si attraversano diversi riali”: io, forse anche a causa del periodo delle grandi piogge appena passato (?), ne ho contati 4, ma non escludo che in altri periodi possano anche diminuire…

A due minuti di cammino dal superamento dell’ultimo riale, in prossimità di un faggio con una freccia che indica la direzione da cui sono venuto, il sentiero prosegue in orizzontale, ma un’altra traccia poco visibile sale a sinistra (poco più in alto si intravede un piccolo muretto di sostegno). Salgo nel bosco su stretti tornanti (qui i segni di vernice sono frequenti) e, dopo aver superato un’altra gola scivolosa, sbuco a Bresciügöi (tre cascine di cui solo la più bassa ancora intatta; quella di mezzo è in rovina e la più alta è quasi scomparsa), sulla cresta SSE del Mottone. I restanti 200 metri di dislivello si svolgono tra macigni e radure erbose, ma sempre in cresta, senza possibilità d’errore. Raggiungo così la cima del Mottone, dove un corposo uomo di vetta mi attende. La parte “complessa” della gita è andata, mi attende ora quella per la quale verrà utile il diplomino di OR duramente conquistato nelle ultime scialpinistiche.

Qualche saliscendi, qualche blocco roccioso scivoloso ma tutto sommato arrivo a Ca della Colma (punto di minima della cresta) senza patire. Lo stesso dicasi per la risalita verso il Pizzo Zucchero, anche se qualche tuono in lontananza mi mette una certa apprensione. L’uomo di vetta dello Zucchero è ancora più imponente dell’altro, quasi due metri.

Da qua in avanti l’esposizione cambia, diventa NW e W, per cui mi preparo alla “OR Zone” inforcando le gamasce (anche perché la neve si vede a vista…). Già per passare dalla cima alla vicinissima anticima SW ci finisco dentro fino all’inguine…

Dalla vetta del Pizzo Zucchero in poi i sentieri diventano ufficiali, ma spesso, per evitare la neve marcia, bagnata e pesante effettuo divagazioni in rododendri e ginepri, per cui il sentiero ufficiale giova a poco. Il resto è una nuotata nella neve. Man mano che mi avvicino a Saléi comincia a piovere, quindi approfitto dello stabile della Funivia Zott-Saléi per far passare il primo dei numerosi scrosci odierni.

Una visita anche alla Capanna Saléi (altro scroscio), poi il guado non del tutto semplice sul Ri d’in Erlöngh, i Piani della Galera ancora innevati e poi giù per il sentiero della Val Lavadina durante una tregua della pioggia. Arrivo a Ligünc e sono obbligato ad altre due “pause forzate”. Poi sotto una gradevole lieve pioggerella raggiungo prima Cavoo e poi Comologno.

Da qui proseguo su strada asfaltata e dopo aver passato Corbella riguadagno Vocaglia, dove, in auto, mi aspetta una Weiß scura, che debitamente immersa nella locale fontanella provvederà a ridarmi il sorriso in vista della beffa finale: l’apparizione, in cielo, di 4 soli dopo tutta l’acqua (evitata ma arrivata) di oggi.

Gita comunque positiva: la gemma iniziale è per amatori, ma merita. Il resto è comunque gradevole e, in presenza di meteo stabile, allungabile a piacere. Un buon motivo per ritornarci…

PS Di solito preferisco evitare le foto poco nitide, ma caprioli così vicini… quando mi ricapitano?

 

 

Omaggio musicale al Pizzo Zucchero (dei due zuccheri, è senz’altro quello più negletto, quindi un po’ di zucchero anche per lui, non fa male…):
The Archies – Sugar Sugar

 

 

Tempi:

Vocaglia - Mottone: 2 ore e 30’

Mottone – Pizzo Zucchero: 1 ora

Pizzo Zucchero – Alpe Saléi: 45’

Alpe Saléi – Vocaglia: 1 ora e 30’

 

 


Tourengänger: tapio

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Kommentare (11)


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veget hat gesagt:
Gesendet am 6. Mai 2013 um 08:52
Era ora che si tornava leggere tapio. Non resistevi più dall'attrazzione delle OR fiorite ????Per cui subito all'opera,e che robetta.
Ne vedremo delle belle!!!!!
A presto
Ciao
Eugenio

tapio hat gesagt: RE:
Gesendet am 6. Mai 2013 um 10:20
Ciao Eugenio, grazie mille!
Mah, di neve ce n'è ancora tanta in giro, per cui, quello che succederà, non si sa ancora, vedremo...
Comunque il richiamo delle terre selvagge, quello c'è sempre!
Ciao, Fabio

beppe hat gesagt: BRAVO
Gesendet am 6. Mai 2013 um 10:37
Fabio sempre bella la zona della Salei.
Ciao
Beppe

tapio hat gesagt: RE:BRAVO
Gesendet am 6. Mai 2013 um 11:04
Grazie mille Beppe,
spero solo di rivederla con un cielo un po' più limpido...

Ciao, Fabio

Simone86 hat gesagt:
Gesendet am 6. Mai 2013 um 11:19
Quanta neve ancora anche in Onsernone, ma comunque un bel giretto!

tapio hat gesagt: RE:
Gesendet am 6. Mai 2013 um 11:44
Grazie Simone!
Fintanto che il cielo è sempre grigio (oppure piove...) i raggi del sole non hanno la possibilità di penetrare, scaldare il terreno e sciogliere la neve... e pensare che siamo a maggio inoltrato...!
Ciao, Fabio

bigblue hat gesagt:
Gesendet am 6. Mai 2013 um 15:24
Caro Fabio,
ho conosciuto queste valli Onse e Verge, grazie all' arte pedalatoria che da Intra mi ha portato fino a Spruga per poi risalire in Vergeletto....me ne sono subito innamorata, una sensazione totalmente diversa dalla vicina valle Maggia proprio perchè anche se in bici da corsa, traffico praticamente assente. Sono tornata lì a camminare qualche cima proprio per questo motivo. Già sicura che tu, conoscitore di queste e tante altre in Ticino, mi accompagnerai in qualche bellissimo "intothewild"
Bello il report.....I like!
BBPia....(O.2.R.)

tapio hat gesagt: RE:
Gesendet am 6. Mai 2013 um 15:42
Cara Pia, mi ricordo di aver letto da qualche parte una frase che suonava più o meno così: "solo camminando a piedi si riesce a conoscere davvero un territorio", e l'arte pedalatoria è solo lievemente meno "slow", ma tuttavia completamente in linea con quella filosofia...
Anche a me entrambe queste valli (ma ancora di più la Verge) trasmettono la sensazione di essere fuori dal mondo, anche se in realtà sono appena fuori dalla porta di casa. Ma abbandonati i fondovalle ci si trova davvero "nelle terre selvagge"... che sono sicuro avremo modo anche di esplorare insieme...
Grazie mille, very kind, BBPia!
Ciao, Fabio

bigblue hat gesagt: RE:
Gesendet am 6. Mai 2013 um 16:30
Concordo pienamente........è proprio quella la sensazione....e come dici tu, soprattutto in Vergeletto.
L' arte pedalatoria jè dura ma, anche grazie a questa puoi scoprire tanti posti nuovi e poi tornarci "con i piedi". L' ultimo giro di Patripoli ne è un esempio: anche lì avevo fatto un giro ad anello in bici, rimasta affascinata dal posto per la vegetazione, i colori, i profumi e i borghi.....chissà prima o poi ci tornerò a piedi.
Si, si...questa è la tua materia.....come sai io vado più col bianco......se poi vorrai iniziare a pedalare.....come sempre sarai il benvenuto.
Ciao
Pia

lebowski hat gesagt:
Gesendet am 7. Mai 2013 um 15:41
Bentornato tra noi umili scarpinatori pedestri Fabio! Il "Brenna" sarebbe entusiasta della tua precisione topografica, a nome di tutti i digiunatori di cime, ti ringrazio.

ciao

tapio hat gesagt: RE:
Gesendet am 7. Mai 2013 um 16:40
Grazie mille Luca! La prima parte della gita era una "prima" (almeno su hikr in italiano...) per cui "ho dovuto" essere preciso topograficamente, anche per attenermi al gran maestro che è stato, ovviamente, altrettanto preciso.
Riguardo agli scarpinatori: quando cominciano a spuntare i fiorellini sui prati, anche gli sci reclamano il meritato riposo, ed è giusto concederglielo...

Ciao, Fabio


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