Percorso nella storia sul Monte San Martino- Valcuvia


Publiziert von morgan , 24. November 2012 um 09:18.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:18 November 2012
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 9:45
Aufstieg: 850 m
Abstieg: 850 m
Strecke:Cassano (295)- Bus e Bocc- trincee- Sass Cadrega- Piazza d'armi- Forte Vallalta (780)- Val Alta (832)- Buco del Diavolo- Monte San Martino (1087)- Rifugio San Martino(1084)- Cantonaccio (811)- Bisio (785)- Duno (512)- Bignes- Riin- Cantevria- Cassano
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Strada della Valcuvia fra Laveno e Luino, a Rancio deviare per Cassano.

Escursione di interesse storico in Valcuvia organizzata dal CAI di Laveno e condotta da Andrea. Due sono gli eventi storici che caratterizzano questa gita: la costruzione della Linea Cadorna (1916-17) e la Battaglia di San Martino (1943). Andrea, durante le soste lungo il percorso, ci illustra i vari aspetti riguardanti questi due fatti.

Linea Cadorna
"Linea Cadorna" è il nome comune per indicare il progetto "Occupazione Avanzata Frontiera Nord" linea di fortificazione verso il territorio elvetico fra Ossola e Orobie e diviso in 6 settori: 1) Valle d'Aosta, 2) Toce-Verbano, 3) Verbano-Ceresio, 4) Ceresio-Lario, 5) S.Lucio-S.Iorio, 6) Mera-Adda. Lo scopo di questa opera era la difesa della zona industriale di Milano da un'eventuale invasione delle potenze dell'Asse attraverso la neutrale Svizzera. Con l'entrata in guerra dell'Italia il generale Luigi Cadorna, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito ordinò l'avvio dei lavori. Furono costruiti 72km di trincee, 88 postazioni in batterie, 296 km di camionabili, 398km di carrarecce o mulattiere. Sotto la direzione del Genio Militare furono impiegati 20000 operai fra militari non impegnati al fronte e civili tra i quali molte donne. Requisiti erano la cittadinanza italiana e un'età fra 17 e 60 anni. In seguito alla carenza di personale maschile furono assunti anche ragazzi con meno di 15 anni. Nel 1917, quando l'interesse bellico si concentrò sul fronte est verso l'Austria i lavori vennero sospesi. La Linea Cadorna non fu mai impiegata in azioni militari durante la Prima Guerra Mondiale, in seguito venne utilizzata per esercitazioni. Durante la Seconda Guerra Mondiale la Linea Cadorna fu impiegata come base dei partigiani per breve tempo sul Monte San Martino e nell'Ossola.
Le opere costruite hanno un impatto limitato nel paesaggio poiché costruite con materiale del posto e, per via dell'utilizzo, sono mimetizzate. Le strade militari della Linea Cadorna, in seguito asfaltate, formano, anche oggi, l'ossatura della viabilità in molte zone di montagna. 
Negli ultimi 15 anni, in Valcuvia, un'attenta opera di recupero da parte della Comunità Montana con utilizzo di volontari della Protezione Civile ha consentito lo scavo e la messa in sicurezza di vari tratti di trincee, gallerie e camminamenti consentendo l'utilizzo di un escursionismo di interesse storico. 


La battaglia del Monte San Martino
Durante la Seconda Guerra Mondiale il proclama di Badoglio dell'8 settembre 1943 che sanciva l'armistizio con le forze alleate ebbe come immediata conseguenza l'occupazione tedesca e lo sfacelo dell'Esercito Italiano. Senza guida da parte dei vertici militari, metà dei soldati abbandonano le armi, molti furono catturati dai tedeschi, qualche reparto restò fedele al vecchio alleato e al fascismo, altri si diedero alla lotta partigiana, tra questi il tenente colonnello Croce. 
L'8 settembre Croce, ufficiale dei Bersaglieri a capo di due battaglioni di reclute si trova nel Presidio a Portovaltravaglia e decide di schierarsi contro i tedeschi. Vennero requisiti armi e automezzi ai militari in fuga verso la Svizzera, ma la maggior parte dei sui soldati, disorientati, lo abbandonarono.
Il 19 settembre, con altri 10 militari si trasferì a Vallalta di San Martino in Villa S.Giuseppe, ex Caserma “Luigi Cadorna”, fondando un gruppo chiamato "Esercito Italiano-Gruppo Militare Cinque Giornate Monte San Martino di Vallata Varese". Nei giorni successivi si ripristinarono le postazioni in caverna e si avviarono attività per il recupero di materiale bellico e viveri. Al gruppo si unirono militari italiani e prigionieri in fuga fino ad arrivare 170 unità. L’ ingrossarsi delle fila partigiane, alcune azioni militari che causarono morti e feriti e in vista dell’arrivo degli eserciti anglo-americani indussero i tedeschi a inviare, l’1 novembre 1943, una compagnia di Polizia di montagna. 
Il 14 novembre 1943 si insediò a Rancio Valcuvia il comando tedesco del 15° Reggimento di Polizia e si diede inizio alla repressione partigiana. Nei paesi alle pendici della montagna furono rastrellati tutti gli uomini dai 15 ai 65 anni e rinchiusi negli edifici pubblici o nelle chiese. A Rancio i tedeschi concentrarono quelli che erano considerati partigiani o collaboratori, che subiranno interrogatori con sevizie e torture. 
La mattina del 15 novembre 1943, a Duno, in località Croce, tre partigiani attaccarono i primi automezzi e le prime pattuglie tedesche con bombe a mano che provocano morti e feriti mentre sul S.Martino 10 partigiani difendono la posizione. Dopo un bombardamento aereo i tedeschi attaccano la vetta; i partigiani vengono sopraffatti e sei di loro catturati, I prigionieri saranno fucilati il mattino successivo insieme ai compagni rastrellati durante la battaglia. Intanto a Vallalta i partigiani resistettero all'accerchiamento e al bombardamento aereo quindi si ritirarono nel sottostante forte. Alcuni furono catturati dai tedeschi e fucilati  il giorno successivo. L’arrivo dell’oscurità permise ai partigiani di ricompattarsi , distruggere i materiali rimasti, occludere gli accessi alle gallerie e organizzare la fuga verso la Svizzera.
I tedeschi nel pomeriggio del 18 novembre 1943, prima di partire, rasero al suolo l’ex caserma danneggiata dai bombardamenti e, senza alcuna giustificazione, anche l’Oratorio di S.Martino, Monumento Nazionale, verrà completamente distrutto. In seguito l'Oratorio fu fedelmente ricostruito e, nel 1958, inaugurato e riaperto al culto.

L'escursione
Ci ritroviamo nella piazza davanti al palazzo comunale di Cassano Valcuvia (295) e, dopo una breve presentazione dell'escursione da parte del capogita Andrea ai 23 partecipanti, partiamo sulle vie del paese. Usciamo dall'abitato su una mulattiera che si immette su una strada militare lastricata e si alza fino ad arrivare in località Bus e Bocc (370), radura pianeggiante attrezzata con tavolini e bacheca dove Andrea ci fornisce spiegazioni sulla Linea Cadorna. Inizia qui la visita alle trincee. Armati di pile frontali attraversiamo una breve galleria che conduce ad una terrazza panoramica affacciata alla valle. Proseguiamo la camminata visitando varie trincee, ripide scalinate, strette gallerie che si intersecano, postazioni per mitragliatrici.
Qualche ramo delle trincee conduce ad un punto morto per cui bisogna tornare indietro, non sempre è facile orientarsi in questo dedalo di percorsi.
Ogni anno, il 2 di giugno, queste trincee sono teatro della "Corsa in Trincea", competizione podistica di corsa in montagna. Per l'occasione vengono illuminate le gallerie con fari o con fiaccole.
Il cammino prosegue su una ripida strada in cemento che porta ad una sterrata pianeggiante che raggiunge la base delle ripide pareti del Sass Cadrega. Ignorata la pista che riporta in paese svoltiamo a sinistra su un ripido sentiero che segue il ciglio della bastionata rocciosa offrendo scorci panoramici sulla valle. Arriviamo ad una costruzione in cemento che costituisce l'ingresso della galleria. Una ripida scalinata conduce alle postazioni fortificate  che attraverso aperture nella roccia sono affacciate alla valle. Procediamo in una lunga galleria che conduce ad altre fortificazioni quindi il percorso che sfrutta i naturali anfratti rocciosi entra nella Piazza d'Armi, valle nascosta chiusa fra due pareti di roccia. Rientriamo in galleria e incontriamo un ostacolo: un blocco di cemento caduto dal soffitto ostruisce il passaggio e bisogna togliersi lo zaino per superarlo. Proseguiamo la salita e, poco prima di una frana che chiude la galleria, svoltiamo a destra per un'uscita laterale che porta all'esterno. Il passaggio è un po' esposto per cui Andrea tende una corda da utilizzare come passamano. Perdiamo quota spostandoci verso sinistra aggirando il pendio e portandoci dall'altro lato del colle dove c'è l'entrata del Forte di Vallalta (732). Il tratto dei camminamenti tra Sass Cadrega e Vallalta non è segnato ed è evitabile proseguendo sul sentiero normale. Il Forte di Vallalta è costituito da 4 ampie sale in caverna destinate ad accogliere pezzi di artiglieria pesanti, le aperture per le bocche di fuoco sono rivolte a direzioni diverse. Un arco metallico graduato sul pavimento serviva a calcolare l'angolazione di tiro. Durante la visita Andrea ci fornisce spiegazioni riguardanti questa costruzione e cenni storici sulla lotta partigiana del Monte San Martino. Tornati all'aperto riprendiamo il cammino sulla sterrata militare che sale da Mesenzana e brevemente arriva a Val Alta (832) dove ci sono i ruderi di Villa San Giuseppe, ex caserma Luigi Cadorna, distrutta dai tedeschi nella battaglia del San Martino. Non raggiungiamo il vicino tornante della strada asfaltata per San Martino ma svoltiamo a destra sul percorso segnato dell'Anulare Valcuviano. Al termine di una pista forestale abbandoniamo la direzione San Martino deviando a destra seguendo il cartello "Osservatorio Buco del Diavolo" che brevemente raggiungiamo. L'osservatorio è situato un centinaio di metri più in alto del Forte Vallalta e offriva una visuale sui bersagli in modo da comunicare l'eventuale correzione del tiro. Arriviamo al recinto del buco proseguiamo su un percorso che si abbassa portandosi all'ingresso dell'osservatorio costituito da postazioni con aperture a valle e da un camino verticale alto 12 metri attrezzato con scalini metallici da cui si risale all'imbocco del buco. Proseguiamo nei camminamenti e, con un traverso, torniamo sul sentiero per San Martino. Affrontiamo un tratto con ringhiere metalliche che risale un ripido canalone franoso e quindi su un percorso più dolce che sale nel bosco con vari tornanti. Giunti ad un bivio parte del gruppo prosegue sul sentiero segnato che porta al parcheggio e quindi alla chiesa di San Martino, noi svoltiamo a sinistra su un percorso che porta ad un punto panoramico e quindi, su sentiero esposto, risale il pendio boscoso arrivando direttamente sulla cima del Monte San Martino (1087) dove è situata l'omonima chiesetta. Ci spostiamo nel vicino Rifugio San Martino (1084) dove avevamo prenotato la polentata conclusiva della gita. Il Monte San Martino è raggiungibile su strada asfaltata e ci si può organizzare per il rientro in auto. Al termine del pranzo restiamo in 14 escursionisti che iniziano la discesa. Visitiamo il vicino sacrario costituito da un piazzale con una cripta che accoglie le salme dei 37 partigiani caduti e una stele in cemento alta 12 metri con 5 pannelli scultorei dedicati alla lotta partigiana. Scendiamo sulla strada asfaltata e dopo il primo tornante, la abbandoniamo deviando a destra su sentiero segnato che scende nel bosco e torna sulla strada per poi lasciarla al tornante della Fonte San Francesco  sul sentiero che scende in un ampia faggeta alla località Cantonaccio (811) e, su ampi prati ci spostiamo a Bisio (785) dove, in una baita, ci aspettano amici per una padellata di birolle. Riprendiamo la discesa su mulattiera lastricata che ci porta a Duno (512) e sulla "brevissima" per Cuveglio dove avevamo lasciato le auto. In due optiamo per tornare a Cassano a piedi; è ormai buio ma, comunque, siamo attrezzati con le pile frontali. Lasciamo la strada per spostarci nei boschi di Bignes, quindi scendere a Riin e proseguire per Cantevria e ritrovare il primo tratto del percorso del mattino che scende a Cassano, chiudendo così l'escursione. 
Partecipanti: 23 (Andrea, Dario, Leo, Emilio, Mauro, Luigi, Domenico, Cristina, Judit, Zoltan, Elena, Lara, Daniela, Giovanni, ecc.).
Tempi di percorrenza: salita 4h18' (3h26' di marcia) sosta al rifugio 1h50', discesa 3h40' (2h32' di marcia), tempo totale impiegato 9h48' (5h58' di marcia).
Lunghezza del percorso: 16,0km
Meteo: bello, foschie a valle.
Note: Il tratto percorso dal Sass Cadrega al Forte di Vallalta con la Piazza d'Armi non è segnato e presenta passaggi insidiosi, per chi non lo conosce bene è consigliabile seguire il sentiero segnato. Il percorso tra Cuveglio e Cassano non è segnato ed attraversa un tratto di proprietà privata.
La traccia GPS, ovviamente, non è reale nei tratti in galleria dove l'ho ridisegnata manualmente.
Indispensabile l'uso delle pile frontali

Tourengänger: morgan, cris68

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Geodaten
 13800.gpx Monte San Martino

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