Cima Corte Lorenzo (1574 m)


Published by tapio , 15 November 2010, 22h05.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:12 November 2010
Hiking grading: T3+ - Difficult Mountain hike
Climbing grading: I (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 2:30
Height gain: 804 m 2637 ft.
Height loss: 804 m 2637 ft.
Route:Alpe Ruspesso - Ompio - Rifugio Fantoli - Alpe Caseracce - Colma di Vercio - Denti del Gigante - Cima Corte Lorenzo - ritorno per la stessa via fino alla C.di Vercio, poi Monte Faié - Ompio - A.Ruspesso
Access to start point:Si arriva all'Alpe Ruspesso da Verbania, prendendo la strada per Santino (si può salire anche da Bieno) e proseguendo fino al termine della strada, seguendo i cartelli indicatori per Ompio.

Parto di buon’ora dall’Alpe Ruspesso, dove la C.C.Lorenzo non è segnalata, ma basta seguire il sentiero per il Monte Faié per non sbagliarsi… Passo poi da Ompio dove è situato il Rifugio Fantoli, e alla successiva bocchetta (quella per Corte Bué) continuo a mantenere la direzione per il Faié e per la Colma di Vercio. Dal bosco già sbucano, dall’altra parte della Valle, le magnetiche cime Pedum e Sasso: particolarmente la prima, con la sua parete sud verticale e misteriosa costituirà il punto di riferimento per gli occhi durante tutta la gita. A nord, invece, definiscono i contorni del cielo le vette più elevate della zona della Valgrande, con il Tògano (2301 m) in prima fila. Arrivo in breve all’Alpe Caseracce (1247 m) e proseguo, sempre sul lato della Valgrande, fino alla successiva Alpe Pianezza, potente balcone sul fondovalle ossolano. Qui un gregge di capre mi dà il benvenuto verso la parte più selvaggia di questa escursione, i Denti del Gigante, ovvero le cinque prominenze che si concludono con la Cima Corte Lorenzo. Oltrepassata la Colma di Vercio si perviene in breve ad una prima cima dal pendio molto ripido che si supera comunque agevolmente sia in salita che in discesa. C’è poi un traverso su roccia semplificato da delle catene recentemente posizionate, salita e discesa (cima Carbonisc), una ulteriore cima (Sassarut) da salire e ridiscendere, sempre aiutati da queste catene e si arriva così all’attacco dell’anticima della C.Lorenzo sul pratone della Pasquetta. Lo si ridiscende (eh sì, questa escursione è fatta così…) e si arriva nei pressi della placca, facilitata anch’essa da catene, che indirizza verso la cima. La pendenza è sempre molto elevata, quindi, nonostante le catene, occorre prestare molta attenzione: ecco qui poi la facile erta finale e la croce di vetta, posizionata qualche metro sotto la cima. A nord ovest sfilano arditi i Corni di Nibbio, con il diedro del Lesino e il crestone del Proman a chiudere il corteo. Dall’altra parte della valle, oltre il Rio Valgrande, Cima Sasso e Pedum magnetizzano la visuale. Il fondovalle ossolano giace 1300 metri più in basso, con il flessuoso serpentone del Toce che si invola verso il Verbano. Due escursionisti giungono in vetta, e così scambiamo qualche impressione sul percorso appena fatto (certo, senza tutte queste catene l’escursione avrebbe più fascino, ma la sicurezza in questo modo ne guadagna, specialmente in stagioni inoltrate come questa, con le prime nevi a imbiancare i pendii rivolti a nord). Dopo una breve sosta, prendo la via del ritorno e, dopo aver risuperato le varie cimette di cui sopra, decido di evitare l’Alpe Caseracce e di salire quindi sulla vetta del Faié (1352 m) per un ultimo vigoroso sguardo sul Toce, sul Lago d’Orta, sul Lago di Mergozzo e naturalmente sul Golfo Borromeo. Dalla cima del Faié ci si ricongiunge poi con il precedente sentiero, che in breve porta ad Ompio e poi a Ruspesso. Paesaggisticamente stupenda, questa escursione consente di immergersi nel tipico ambiente “wilderness” della Valgrande, qui più selvaggia che mai. Passaggi esposti, placche, traversi su roccia: le difficoltà ci sono, anche se rese un po’ più facili dalle numerose catene che nella mia precedente escursione (sì, un po’ datata: anno 2003) non esistevano. Finale con lavanda dei piedi in quel di Suna sotto un bel sole autunnale. Tempistica: andata 2 ore 30’, ritorno 2 ore.

Hike partners: tapio


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Comments (18)


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gbal says: Complimenti!
Sent 16 November 2010, 09h34
Ottima e ben documentata escursione che mostra una parte della Val Grande che non conoscevo e molto aperta e panoramica. Io devo ancora completare l'ascensione a Cima di Cortechiusa da Cicogna, selvaggia anch'essa ma molto più chiusa anche se affascinante come tutto ciò che la Val Grande ci offre.
Solo chi non ha paura di affrontare tutto ciò anche in solitudine può immaginare le sensazioni che devi aver provato.
Bravo
Giulio

tapio says: RE:Complimenti!
Sent 16 November 2010, 11h56
Grazie dei complimenti, Giulio. La caratteristica di questa gita è proprio di stare sul filo tra i rumori dell'Ossola e il silenzio della Valgrande. Immaginati, a nord est c'è la "riserva intergrale" del Pedum, che, anche se non avesse questo status, non penso che vedrebbe molti visitatori, data l'estrema difficoltà di avvicinamento. Quindi il regno del silenzio...
Il Cimone di Cortechiuso da sud, se ho ben capito, da Cicogna, esula dalle mie capacità (è roccia verticale): aspetterò la tua relazione per poter rimanere estasiato!
Io l'ho fatto da nord, da Scaredi, ma quella è solo una normale escursione, niente roccia.
Ciao,
Fabio

gbal says: RE:Complimenti!
Sent 16 November 2010, 13h53
Dunque: in primo luogo ho fatto un grosso errore; si trattava di Cima Marsicce e non del Cimone di Cortechiuso. Però, visto che se ne parla....prima leggerò un po' e semmai mi associo (anche x Zaza)

Zaza says: RE:Complimenti!
Sent 16 November 2010, 14h07
Cima Marsicce da Cicogna...dunque, oppure la via diretta (cresta sud, da Busarasca, non elementare), oppure passando dal Sentiero Bove, sia da ovest (Baldesaut - Btta di Campo - Scaredi = lungo), sia da est (Btta di Terza). In ogni caso, ne vale la pena!

Ciao, zaza

tapio says: RE:Complimenti!
Sent 16 November 2010, 15h13
Delle tre che hai citato, Zaza, secondo me la più difficile è la via diretta (cresta sud da Busarasca). Da Baldesaut (o sulla cresta della Corona di Ghina) è lungo ma fattibile, mentre da est (B.tta di Terza) mi pare la più semplice, anche se semplice non è, soprattutto quando il Rio Pianezzoli è un po' gonfio d'acqua.
Ciao, Fabio

tapio says: RE:Complimenti!
Sent 16 November 2010, 15h03
La Cima Marsicce da Cicogna via Pogallo e Busarasca (via diretta): ho provato una volta nel 2004, ma non l'ho portata a termine. Molto difficile (anche se ho intuito che probabilmente non è impossibile) e poi il terreno era bagnato e si avvicinava il maltempo. Questa è una gita che prima o poi mi piacerebbe rifare. Quella volta mi ero fermato ai torrioni sotto la cima. Talvolta certe escursioni hanno bisogno di una lunga incubazione...

gbal says: RE:Complimenti!
Sent 16 November 2010, 15h12
Bene Tapio, allora abbiamo già due mete nel programma comune! Naturalmente se e quando vorrai...
Ciao
Giulio

tapio says: RE:Complimenti!
Sent 16 November 2010, 15h20
Certo che voglio! Ma per non rischiare di tornare con le pive nel sacco, io aspetterei la prossima primavera e il tempo stabile. Tutte e due sono gite impegnative (o molto impegnative) e anche qualche ora in più di luce (rispetto al quasi-solstizio attuale) potrebbe farci comodo...
Ciao,
Fabio

Zaza says: RE:Complimenti!
Sent 16 November 2010, 15h24
Questa via piacerebbe anche a me! Avete notato che c'è un sentiero riportato sulle vecchie carte (IGM, CNS 1963)?

vedi sul fondo della pagina

tapio says: RE:Complimenti!
Sent 16 November 2010, 16h27
Quel sentiero, SE esiste ancora, deve essere stato inghiottito dalla vegetazione e dal tempo. Un motivo in più per andare a verificare di persona....

Zaza says:
Sent 16 November 2010, 11h54
Gran bel giro! La scelta ancora più selvaggia sarebbe la salita da Albo che ho previsto per 2011. Se qualcuno se ne interesa...

tapio says: RE:
Sent 16 November 2010, 14h41
Ciao Zaza! Guarda, nel 2011, appena il tempo diventa un po' più asciutto, mi piacerebbe provare la salita da Albo; ma se Teresio Valsesia dice che "è estremamente difficoltosa", io ci credo: penso che la grande difficoltà sia trovare la traccia, oltre naturalmente alla ripidità e a qualche passaggio su roccia, specialmente in alto. A me quindi interessa, sì!

Zaza says: RE:
Sent 16 November 2010, 15h21
Volontieri! Alcune foto della zona anche sul sito di Frank Seeger: Clic

ciao, zaza

tapio says: RE:
Sent 16 November 2010, 15h38
Ottimo!
Impressionanti le foto sul sito di F.Seeger, particolarmente quelle fatte dall'Alpe Corte Lorenzo (non pensavo che esistesse ancora...)
Ciao, Tapio

Zaza says: RE:
Sent 16 November 2010, 16h34
Il mio prossimo progetto nei dintorni della Val Grande è una visita all'Alpe Mottàc - visitando l'eremita che si è appena installato per l'inverno 2010/11.

ciao, zaza

tapio says: RE:
Sent 16 November 2010, 23h35
Ma se è un eremita, si può supporre che non gradisca le visite... Chissà cosa farà tutto l'inverno, l'Alpe Mottàc è davvero fuori dal mondo... Riflessione, meditazione e anche cose un po' più pratiche, come proteggersi dal freddo!
Ciao, Tapio

Zaza says: RE:
Sent 17 November 2010, 07h51
Frank aveva già contattato quest'uomo e parece che le visite sono gradite. Sopratutto quelli che portano chioccolato, vino o altre cose buone...

Lui non passa l'inverno per la meditazione, ma sopratutto per vivere la val Grande invernale. Ammirevole! Se vuoi saperne più: clic (solo in tedesco).

ciao, zaza

tapio says: RE:
Sent 17 November 2010, 17h59
Ho dato un'occhiata al sito di Tim (e così ho fatto un po' di esercizio di tedesco...): impressionante, se si pensa a quanti quintali di materiale e cibo sono stati portati (tutti sulla schiena) e a quanti viaggi ci sono voluti per organizzare il tutto. Beh, 5 mesi in Valgrande d'inverno non sono uno scherzo. Davvero ammirevole!
Ciao Tapio


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