Motto della Croce - Motto d'Arbino - Sasso Guidà - Cap. Genzianella


Publiziert von ale84 , 24. Februar 2009 um 16:00.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:21 Februar 2009
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Schneeshuhtouren Schwierigkeit: WT2 - Schneeschuhwanderung
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Portola-San Jorio   CH-TI 
Aufstieg: 1027 m
Strecke:[LUNGHEZZA 12,2km] Monti di Ravecchia (973 msm) - Tasséra (964 msm) - Motto della Croce (1255 msm) - zona Cortasce (1519 msm) - Alpe d'Arbino - Motto d'Arbino (1689 msm) - quota 1624 msm - Sasso Guidà (1713 msm) - quota 1624 msm - Cap. Genzianella (1400 msm) - Piano Dolce (1357 msm) - Monti di Paudo (1001 msm) - Monti di Ravecchia (973 msm)
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Da Bellinzona seguire la strada cantonale fino a Giubiasco e poi salire verso la Valle Morobbia fino a Paudo. Da Paudo parte la stradina di montagna che porta ai Monti di Ravecchia.

L'idea iniziale per questa gita era quella di recarci nuovamente in Val Colla e partendo da Certara volevamo ritentare la salita alla Capanna S. Lucio e al Monte Cucco sfumata due settimane fa (vedi il rapporto della gita).
Poi però abbiamo letto il rapporto di Chaeppi sulla sua gita del 19.02.2009 e ci siamo convinti a fare circa lo stesso giro.
Questo ci ha permesso di restare per una volta vicini a casa e fare meno chilometri in auto.
Abbiamo parcheggiato ai Monti di Ravecchia, raggiungibili dal paese di Paudo tramite una strada piuttosto stretta e che negli ultimi metri è dissestata. Abbiamo anche trovato sassi caduti di recente e lastroni di ghiaccio qua e là. 


Monti di Ravecchia - Motto della Croce: 
Per la descrizione di questo itinerario vedi il rapporto della mia gita al Motto della Croce.
Nel primo tratto su strada dai Monti di Ravecchia fino a Tasséra abbiamo dovuto "scavalcare" dei grossi mucchi di neve lasciati da slavine che ostruivano il passaggio.
Il primo tratto di sentiero che da Tasséra porta verso i Monti di Artore non prende sole, la poca neve rimasta sul sentiero è tutta ghiacciata e bisogna prestare particolare attenzione in quanto il terreno è in forte pendenza, una di quelle situazioni che ti fanno pensare "se qui parto non mi fermo più!" se non addosso a qualche pianta! Esperienza che abbiamo preferito evitare! 
Da notare inoltre che la gran quantità di neve caduta durante l'inverno ha stravolto la vegetazione, sul sentiero ci sono diversi alberi caduti da aggirare e molti rami spezzati.  
Nonostante tutto ciò abbiamo raggiunto la nostra prima meta senza l'ausilio delle racchette, in certi punti del bosco la neve era quasi assente. 
Come sempre il panorama dal Motto della Croce è stato fantastico, grazie anche alla stupenda giornata. 
Di fronte a noi il Gaggio e verso la Riviera spuntava la piramide della Cima di Negrös ed in fondo il Matro
Il Pizzo di Claro non poteva mancare, verso sud bel panorama sul Piano di Magadino e il Lago Maggiore con la catena del Gridone a far da cornice. Puntanto lo sguardo da un'altra parte abbiamo ammirato pure il Monte Tamaro, Poncino della Croce, Pizzo di Corgella e il Camoghé. 
Un'occhiata pure ai tre castelli di Bellinzona con la torre di Castelgrande decorata con mascherone per il Rabadan in corso...abbiamo anche sentito qualche guggen strombazzare! 

Motto della Croce - Motto d'Arbino: 
Questa direi che è stata la parte del sentiero più impegnativa. Il cartello indicava 1h30min per raggiungere il Motto d'Arbino. Dal Motto della Croce abbiamo indossato le racchette siccome il manto nevoso si faceva più consistente. 
Abbiamo pensato inizialmente di raggiungere la nostra seconda meta passando per Arbinetto ma giunti a quota 1400m circa le tracce che stavamo seguendo sono terminate e la pendenza del terreno andava aumentando, andando avanti avremmo rischiato di trovarci in una situazione poco felice. Mauro si è quindi armato di altimetro, bussola e cartina per vedere che fare! Siamo tornati indietro per un breve tratto per poi salire nel punto dove le curve di livello sulla cartina indicavano una pendenza minore. Dopo circa 120m di salita tra le piante siamo sbucati come previsto nella piccola radura di Cortasce a quota 1519m. Da lì in poi non abbiamo più avuto difficoltà, perché infatti ci siamo ritrovati a seguire le impronte lasciate da Chaeppi due giorni prima. Un lungo slalom tra e sotto le piante (ci siamo riempiti d'aghi di pino e resina) ci ha portati alla bellissima radura che ospita l'Alpe d'Arbino e poco dopo al Motto d'Arbino. 
Quest'impresa è stata possibile proprio grazie al fatto che c'era già una traccia da seguire, chiamiamola pure Chaeppi Route. Se non avessimo avuto la certezza di trovare le sue impronte non saremmo partiti per questa gita. La grande quantità di neve presente nel bosco ha coperto molti dei segni di demarcazione del sentiero, è quindi improbabile riuscire ad orientarsi senza l'utilizzo di bussola, cartina e altimetro. Un GPS potrebbe anche essere utile, sempre che la fitta vegetazione non ponga dei limiti alla ricezione del segnale. 
Sul Motto d'Arbino che dire...è una collinetta dove sono poste delle grandi antenne per le telecomunicazioni, non so nemmeno se sono ancora in uso. Io e Mauro l'avevamo già raggiunto in una gita precedente, vedi il rapporto. La radura è circondata dal bosco e quindi il panorama viene un po'compromesso. 
Il Motto d'Arbino però si trascina dietro una storia interessante che forse in pochi conoscono. 
Il 2 ottobre 1928 una frana staccatasi proprio da questa piccola sommità distrusse i Monti di Ruscada, i Monti di Chiara e i Monti della Monda in Valle d'Arbedo, i grossi massi precipitati a valle ostruirono il torrente Traversagna e con il passare del tempo si formò l'attuale Laghetto d'Orbello. In quanto abitante d'Arbedo non potevo non saperlo... 

Motto d'Arbino - Sasso Guidà: 
Senza ulteriori problemi abbiamo raggiunto il Sasso Guidà transitando dalle quote 1701m e 1624m. Lungo il percorso abbiamo ammirato la bella piramide candida del Corno di Gesero.  
Arrivati a 10m dalla vetta del Sasso Guidà siamo tornati indietro a causa di un passaggio molto esposto. Un'altra situazione da "se qui parto non mi trovano più"...o al limite "se qui parto podi tant ciamà la REGA"!!! No no in questi casi meglio non rischiare. 
Dopo la pausa pranzo ai piedi del Sasso Guidà con bel panorama sulla Val Morobbia siamo ripartiti in direzione della Capanna Genzianella. 

Sasso Guidà - Capanna Genzianella - Monti di Ravecchia: 
Ripassando da quota 1624m abbiamo seguito il sentiero sulla sinistra che conduceva a Pian Dolce dove è pure situata la Capanna Genzianella di proprietà degli Amici della Natura di Bellinzona. 
Anche qui abbiamo fatto affidamento sulle numerose impronte già presenti nella neve. 
Questo tratto di sentiero di questi periodi potrebbe nascondere qualche insidia. La neve con queste temperature si fa più pesante e "pastosa", il sentiero attraversa a mezza costa un tratto di pendio piuttosto ripido e privo di piante, qualche colata di neve non è da escludere. Procedere quindi con molta attenzione! 
Raggiunti i monti di Pian Dolce ci siamo concessi una breve sosta per fotografare la Capanna Genzianella che attualmente è chiusa. Sempre seguendo il sentiero siamo giunti ai Monti di Paudo e poi ripercorrendo la strada asfaltata siamo rientrati ai Monti di Ravecchia per recuperare l'automobile. 

Per concludere direi che è stata una bellissima gita, molto avventurosa e molto wild e  per questo anche parecchio divertente! Durante la bella stagione è un itinerario che non presenta difficoltà, di questi periodi bisogna prendere in considerazione i diversi problemi elencati sopra. 
Ci siamo resi conto che la neve quest'anno ha causato parecchi danni alla vegetazione, piante sradicate e cadute sui sentieri e rami spezzati ovunque sono diventati quasi una routine, le difficoltà d'orientamento non sono da trascurare in questi fitti boschi. Per l'intero giro senza prendere in considerazione le soste bisogna calcolare circa 5h30min. Noi ce la siamo presa con molta calma e calcolando anche le diverse pause siamo stati in giro per quasi 7h30min. 


Per ulteriori informazioni su questa gita vedi: Ariafina: Motto della Croce, Motto d'Arbino, Sasso Guidà


Tourengänger: ale84, Mauro78

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Geodaten
 502.xol Tragitto

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