Tête de Momin (3059 m)


Published by Sky , 3 January 2017, 20h20.

Region: World » Switzerland » Valais » Mittelwallis
Date of the hike:30 December 2016
Hiking grading: T1 - Valley hike
Snowshoe grading: WT4 - High-level snowshoe hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-VS 

Premessa

Sono a casa dall’ufficio per due settimane, le previsioni meteo sono di bel tempo per tre o quattro giorni, ma soprattutto – cosa mai vista prima – in Vallese il pericolo valanghe è tra 1 e 2: farmi sfuggire una tale occasione sarebbe da folle, così in quattro e quattr’otto trovo ospitalità dai miei sempre cordiali padroni di casa, dell’appartamento in cui ho trascorso le mie ultime 6 estati… preparo un paio di borsoni, zaino e tutto il materiale e parto. L’idea è di stare 3-4 giorni e fare delle “toccate” su altrettante cime, da cui lo sguardo possa spaziare il più possibile sulle mie amate valli e montagne…

Giorno 1

Per incominciare, decido di partire dal Grand Désert, il ghiacciaio che domina la Val de Nendaz. La meta che ho in mente è la Tête du Grand Désert, ma non ci sono mai andato, l’ho solo vista da sotto e non sono così sicuro di riuscire a farla, ma ci sono varie altre cime in zona, che ho già fatto, nel caso posso benissimo ripiegare su quelle, che ho fatto tutte le volte dall’altro versante, quello della Val de Bagnes, perché non volevo fare il ghiacciaio. In inverno però questo è senza dubbio senza pericoli per essere affrontato anche in solitaria.

Parto con la frontale da Siviez, seguendo la bella strada che porta alla diga del Lac de Cleuson. Una serie di lastre di ghiaccio mi costringono a calzare le ciaspole molto prima di quanto non servirebbero. Il sole nel frattempo sorge sulle prime vette, l’ambiente è magico, bellissimo… quel misto di neve, rocce e qualche tocco di verde, con il bianco che non copre in modo uniforme tutto quanto, ma lascia ben intendere la morfologia del territorio, pur con un’intensità, una luminosità che l’estate non può avere… E la scarsità della neve, che così poco piace agli scialpinisti, da ciaspolatore mi è invece più congeniale.

La strada lungo il lago è ancora tutta al buio, incassato com’è tra due catene di monti. Arrivato in corrispondenza del bivio per il Refuge Saint Laurent, decido di prendere una via diversa dal solito (lì passai per andare a fare il Petit Mont Fort e in occasione del Nendaz Ultra Trail) e puntare in direzione del ghiacciaio invece che transitare dal rifugio. Delle numerose tracce di scialpinisti, sebbene vecchie, mi fanno capire che la scelta è giusta. Per una volta tanto, io che sono amante dell’inventarmi la traccia, sfrutto le idee di chi mi ha preceduto. Non manco però di tenere sempre sott’occhio il GPS e mi trovo così a inoltrarmi in una morfologia, seppur non scoscesa, comunque interessante e non facilmente visibile dal di fuori.

La neve è perlopiù buona, trasformata, portante… procedo bene.  Ed ecco ora aprirmisi davanti a me la distesa del Grand Désert, bianchissima. La mia meta è lì. Mi incute un po’ di timore, anche se il Brandt dice che “si può salirla facilmente da tutte le parti”. Mi porto alla sua destra, la cresta W sembra più facile… Nel frattempo, incrocio parecchi scialpinisti che, evidentemente, stanno percorrendo la loro Haute Route.., C’è una traccia che sale, la seguo e lascio giù le ciaspole dove incominciano le roccette. Mi rampono e prendo la picca. Incomincio a procedere. A sinistra, come immaginavo, c’è uno strapiombo… a destra, meno. Ma il problema grosso è che ci sono dei buchi enormi, la neve non tiene per niente, si sprofonda pericolosamente… così decido di lasciar perdere. Torno giù, me la lascio per quest’estate, e a questo punto per non tornare senza niente in tasca mi dirigo verso la Tête de Momin, già fatta qualche tempo fa, nessun problema (almeno spero!), una bella cresta nevosa, larghissima, ma quel che importa è la soddisfazione del panorama!

La discesa è divertente, trovo un pendio ripido al punto giusto, da poter correre con le ciaspole, lasciandosi leggermente scivolare… insomma, un po’ di gusto anche per noi ciaspolatori! Per far questo, seguo un percorso differente, ma la pago a caro prezzo… quel pendio che ben conosco in estate, con un sentiero che sale tra un masso è l’altro, diventa tremendo da affrontare in inverno: traverso, un po’ esposto, non me la sento di tenere le ciaspole, metto su i ramponi, ma pago la tenuta con il continuo sprofondare… ho paura di rimanere incastrato… procedo un passo dopo l’altro e fortunatamente la tensione dura poco, il Refuge Saint Laurent è vicino! Di qui, è una passeggiata, mi posso rilassare!

Primo giorno di Vallese, prima bella soddisfazione. E domani si ricomincia.


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Comments (2)


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Daniele66 says:
Sent 3 January 2017, 22h07
Bella e come primo giorno.....Daniele66

Sky says: RE:
Sent 4 January 2017, 09h58
E le altre direi che non sono da meno.. vedrai! Ciao


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