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Redorta e Coca, splendido trekking orobico.


Published by Poncione , 3 September 2015, 23h37. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:25 August 2015
Hiking grading: T5 - Challenging High-level Alpine hike
Mountaineering grading: PD-
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 3 days
Height gain: 3975 m 13038 ft.
Height loss: 3850 m 12628 ft.
Route:Come waypoints
Accommodation:Rifugio Baroni (o Brunone) - Rifugio Merelli al Coca - Rifugio Curò

Da qualche anno ero intenzionato a visitare le Orobie Bergamasche, ma come tante altre cose che frullano in mente di tanto in tanto era tutto rimasto nel cassetto per varie ragioni che non sto a dire. L'occasione di passar qualche notte in rifugio in compagnia di Ale froloccone permette al cassetto di riaprirsi per magia, sperando in una meteo favorevole, visto che la zona attrae anche lui. Le intenzioni sono ben chiare sin dall'inizio, ma quel che conta è attuarle. Vediamo com'è andata.
 

1° Giorno

Partiamo con calma in mattinata dalla Valganna, direzione Bergamo e Val Seriana: erano così tanti anni che non venivo da queste parti che ero del tutto all'oscuro di una strada che evita di entrare in tutti i paesi della lunga valle, i quali al tempo si era obbligati a percorrere uno per uno. Bella cosa, a parte una lunga, terribile galleria priva di ventilazione, che si trasforma in una sorta di camera a gas nel caso gli sprovveduti malcapitati si dimentichino di alzare i finestrini per tempo...

"Gasati" a dovere giungiamo a Fiumenero all'ora di pranzo, ove sbrighiamo la ben piacevole "pratica" in una trattoria locale prima d'incamminarci verso il Rifugio Baroni (o Brunone), che guide e segnaletica danno in circa quattro ore di cammino. E quattro ore effettivamente ci sono volute, anche perchè i due escursionisti - totalmente all'oscuro di alcune particolari caratteristiche dell'itinerario - partono dal cimitero di Fiumenero seguendo il lato orografico destro della valle, solcato da un torrente che in realtà è un fiume in piena dopo una settimana di pioggia. La pendenza all'inizio è praticamente nulla e si percorre un'ampia strada forestale che ci porta al primo attraversamento del torrente... Attraversamento? Ale, hai portato le pinne? - No, però ho il caschetto - Bravo, così non ti bagni i capelli.

Due bei cavalli ci mostrano dove attraversare senza troppi danni (la corrente è davvero forte), ma è evidente che la cosa richiede cautela: Già Ale, forte di qualche chilo in più del sottoscritto, pena un po' a passare nel punto critico per la forza dell'acqua, ma alla fine con un provvidenziale cordino riesco a passare pure io dopo esser rimasto forzatamente in mutande (una scena esilarante oltrechè orripilante). Una "inutile precauzione", come nel Barbiere di Siviglia... già, perchè anche gli attraversamenti successivi, attrezzati con catene, non ci risparmiano affatto il bagnetto dalle ginocchia in giù. In tali frangenti ci raggiunge una coppia locale, anch'essa diretta al rifugio, i quali ci dicono di essere beatamente saliti dal sentiero che segue il lato orografico sinistro, evitando dunque il "passaggio in mutande". Indignati della cosa, in tutta risposta io e Ale - pur inzaccherati - li seminiamo in men che non si dica dandogli appuntamento per la sera.

La serata al rifugio scorre piacevole (circa 20 persone ospiti), e caso vuole che sediamo al tavolo proprio assieme alla simpatica coppia bergamasca, impegnata nell'attraversata delle Orobie.
 

2° Giorno

L'obiettivo numero uno è il Pizzo Redorta.

Non siamo i soli a puntare il terzo tremila orobico in altezza, perchè altri due vispi ed esperti ospiti locali ci precedono di alcuni minuti nella lunga salita che ci porta sotto la vedretta di Scais, dove ci ramponiamo, mentre increduli li osserviamo salire su rocce, canali e sfasciumi malfermi evitando completamente il tratto ghiacciato. La vedretta non è particolarmente irresistibile ed in pochi minuti siamo alla bocchetta, dopo aver depositato zaini e ramponi in totale balia dei detriti che ci toccherà forzatamente far cadere nell'impegnativo tratto su roccia totalmente marcia, assicurato da una corda. Superato l'ostacolo iniziale troviamo ancora problemi, causati dalla roccia scistosa e fradicia, e dobbiamo inventarci la via passando dove ci sembra meno pericoloso: c'è un bel canalino invitante ma non ci fidiamo per lo stesso motivo, e non resta che affrontare alcune placche ben fessurate. Superato anche il secondo ostacolo non rimane che una cresta sfasciumata, qualche aggiramento e un canalino prima che la croce di vetta ci accolga. I nostri due compagni d'avventura, incontrati mentre già scendevano dalla cresta, ci dicono d'aver evitato la vedretta perchè senza ramponi... ah, però. Ci diamo appuntamento per la sera al Rifugio Coca, dove sono diretti anche loro, quindi - goduta un po' la vetta - in discesa incontriamo un signore salito in solitaria che pur avendo superato i due tratti difficili rinuncia alla cima per il timore della discesa. Peccato davvero, ma la vetta stava effettivamente per coprirsi e la sua scelta di scendere insieme a noi si è rivelata senz'altro azzeccata, perchè in montagna è giusto darsi una mano. Con cautela riaffrontiamo i due tratti ostici, ma tutto procede per il meglio e possiamo recuperare l'attrezzatura mezza ricoperta di detriti causati dal nostro passaggio...

Superata la vedretta lasciamo il simpatico "local" a godersi il sole e, di gran carriera, ci riportiamo al rifugio Baroni per un meritato panino.

Ma la strada per il Rifugio Coca è ancora lunga e non del tutto scontata: alle 13,30 siamo in marcia, e dopo un interminabile ma magico e suggestivo saliscendi (spesso attrezzato) tra ganne, sfasciumi, colli e bocchette raggiungiamo la meravigliosa conca glaciale ove riposa lo splendido Lago Coca, uno dei più bei laghetti alpini visti sinora. Alle 18 in punto siamo all'agognato Rifugio Coca, ritrovando i due superman locali (che tanto per gradire il giorno dopo si "berranno" un bel percorso aereo di cresta comprendente Dente di Coca, Arigna e Pizzo Coca, mica robetta da nulla), i quali ci accolgono festosamente. Anche oggi è stata dura, e la traversata alla lunga mi ha "provato", ma la fatica ci ha permesso di godere una superba giornata in una cornice di montagna indescrivibile.
 

3° Giorno

L'obiettivo numero due è ovviamente il Pizzo Coca, massima elevazione delle Orobie bergamasche.

Anche oggi non siamo i soli a puntare in alto, e caso vuole che stavolta siano i nostri vicini di tavolo al Rifugio Coca a precederci sull'ambita cima, un padre coi due giovanissimi figli, a quanto pare già ben avvezzi vista cotanta montagna. Ma oltre a loro osserviamo alcuni stambecchi intenti a dominare la conca del lago, che sono lo spettacolo nello spettacolo... Giungiamo senza problemi (io sarei un po' stanchino invero, ma non mi sembra il caso di mollare sul più bello) alla Bocchetta dei Camosci, e come il giorno prima scegliamo di depositare l'armamentario prima di affrontare gli ultimi 330 metri di cresta. Dopo esserci rifocillati in vista dell'ultima fatica affrontiamo la cresta, che parte subito bella in piedi e ci costringe ad affrontare qualche bel passaggio di I° e II° grado, fortunatamente su una roccia solida e ben diversa da quella affrontata sul Pizzo Redorta il giorno prima. Il resto della cresta, totalmente bollata, affronta altre zone rocciose, canali franosi, placche, cengie e passaggi lievemente aerei che tuttavia offrono meno problemi, anche se la fatica "morde", e la vetta è così raggiunta. Il panorama è ancor più sontuoso che dal Pizzo Redorta, e la soddisfazione davvero forte: il Pizzo Coca è splendido e merita pienamente la sua fama di cima ambita e sofferta.

Affrontiamo la discesa insieme al terzetto, ma appena partiti incrociamo due persone che salgono separatamente (di cui uno tedesco), il primo dei quali praticamente scende subito unendosi a noi e "facendo gruppo", visto che i due ragazzini (davvero bravi, tra dieci anni saliranno al K2 se continuano così) vanno comunque tenuti d'occhio non solo dal loro padre, e si resta assieme per evitare di farsi scivolare sassi addosso. I passaggi di II° grado risultano meno rognosi in discesa che in salita, e tutto procede come dovuto, poi sostiamo e mangiamo alla bocchetta, separandoci dai nostri compagni di discesa che proseguono oltre. Ripartiti, raggiungiamo di buon ora il Rifugio Coca, e non ci resta che la ripida discesa a Valbondione, resa più avventurosa (tanto per cambiare, in questi tre giorni non ci siamo certo annoiati) dal fatto che il sentiero normale era reso parzialmente impraticabile dall'acqua, e i gestori del Rifugio Coca avevano di fretta e furia decespugliato alla meglio un altro viscido tratto di sentiero assistito da malmesse ed arruginite catene per permetterne l'accesso in salita e discesa, altrimenti sarebbero rimasti isolati (e senza clienti). La fatica alla fine si sente eccome, e mai come in questa occasione l'arrivo a valle è stato benedetto da entrambi... Peccato che la macchina sia a Fiumenero e ci siano ancora quasi 5 chilometri da percorrere: fortunatamente abbiamo tempo a sufficienza per un panino ed aspettare un comodo bus che ci riporterà al nostro punto di partenza.

Orobie, avventura, bei rifugi, escursionisti simpatici e un po' "matti", Redorta, Coca.

Tutto davvero magnifico e, se possibile, da rivedere. Grazie ad Ale, al quale rivolgo il solito "Avanti così".

 

froloccone
Davvero belle queste Orobie!!!!Tre giorni indimenticabili,ricchi di belle  persone, passi ,vette,laghi e stambecchi!!!!! I Bergamaschi???Persone" toste "e "genuine"!!!! La meteo quasi perfetta ci ha fatto assaporare in pieno,questo "angolo di paradiso".Una menzione speciale ai due rifugi,consigliatissimi per trattamento,cordialità, rapporto qualità/prezzo e per l'ottima cucina...................Un saluto a tutti quelli incontrati,se ci leggeranno.
 


Hike partners: Poncione, froloccone


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Comments (35)


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veget says:
Sent 4 September 2015, 08h21
inutilili altri commenti.....anche da parte mia..AVANTI COSI !!!!....Complimenti per le Foto e relazioni.
Bravissimi!!!
Ciao
Eugenio


Poncione says: RE:
Sent 4 September 2015, 13h39
Grazie Eugenio.
Ciao

Max64 says:
Sent 4 September 2015, 08h22
Gran bel giro e gran belle foto
complimenti
ciao
Max

Poncione says: RE:
Sent 4 September 2015, 13h40
Grazie Max, giro da stra-consigliare... anche al netto delle cime.
Ciao

Menek says:
Sent 4 September 2015, 09h18
Io ci abito abbastanza vicino, ma ste cime non le ho mai fatte! Toste...
Bravi voi.
Ciao dal Menek

Poncione says: RE:
Sent 4 September 2015, 13h41
Un giorno rimedierai, ne sono certo.
Stammi bene Dome.

Ciao

patripoli says:
Sent 4 September 2015, 09h21
Un bis di cime di tutto rispetto oltre che da intenditori!
Sono contenta che abbiate apprezzato questo bellissimo angolo di Orobie.
Un caro saluto ad entrambi.

Poncione says: RE:
Sent 4 September 2015, 13h42
Ciao Patri, grazie per i complimenti.
Davvero impossibile non apprezzare a dovere questo "angolo" di Orobie.

Un salutone.

Andrea! says:
Sent 4 September 2015, 09h42
Bravi per il tour.
Come dicevo il Redorta è molto meglio con la neve mentre il Coca è proprio una gran bella cima.
A.

Poncione says: RE:
Sent 4 September 2015, 13h44
Hai senz'altro ragione, Andrea.
Ma anche così marciotto il Redorta ha saputo farsi apprezzare; certo però che il Coca è davvero maiuscolo.

Ciao

Sent 4 September 2015, 09h54
Gran belle foto a ricordo di un stupendo e avventuroso trek in quelle affascinanti montagne...

BRAVISSIMI e peccato che per un giorno non ci siamo incontrati...

Cari saluti...

Poncione says: RE:
Sent 4 September 2015, 13h45
Grazie Angelo,
magari ci torneremo assieme, chissà... non è certo finita qui.

Ciao

cristina says:
Sent 4 September 2015, 10h31
Eh bravi, ma già lo sapevamo!

Fuggiti per ben due volte in un anno dalle vostre valli e a distanza di poco...ci state prendendo gusto eh!:-)))))

Belle le Orobie vero?

Poncione says: RE:
Sent 4 September 2015, 13h47
Bellisime, non belle.
Ci stavamo prendendo gusto, sì... ma di agosto ce ne sta uno solo all'anno. :) A Varese siamo un po' "penalizzati" dal viaggio lungo per poterci venire più spesso.

Ciao

cristina says: RE:
Sent 4 September 2015, 14h01
Vero, peccato ce ne sia uno solo :-)))

danicomo says:
Sent 4 September 2015, 10h42
Bravissimi e meteo splendido per quei posti...
Mi piace che stiate allargando i confini delle vostre cavalcate.
A presto,
Daniele

Poncione says: RE:
Sent 4 September 2015, 13h48
Come sopra (risposta a Cri), Dani.
Ci vediamo presto.

Ciao

danicomo says: RE:
Sent 4 September 2015, 14h11
...ma allargare si può in tutte le direzioni!
Ci penseremo!

igor says:
Sent 4 September 2015, 10h46
Belle montagne bravi ciso Igor

Poncione says: RE:
Sent 4 September 2015, 13h49
Mi dicevi che volevi fare il Coca tempo fa'... ecco, posso confermarti che ti piacerà. :)

Ciao

tanuki says:
Sent 4 September 2015, 11h15
Beh, ma allora basta poco per farvi stancare!

Solamente tre giorni di sfacchinate tra i sentieri delle orobie, guadando torrenti in mutande (foto!!!) e sfidando locals dopati di polenta...

...facile, no? :)

Poncione says: RE:
Sent 4 September 2015, 13h53
E' che mi ha fregato l'orrifica tenuta "balneare", Silvia.
Ale era decisamente più in forma e ha sofferto la stanchezza meno di me... sulla polenta hai senz'altro ragione, i locals erano davvero "dopati". :)
Alla prossima uscita, se vuoi farci stancare subito, ti conviene portare, anzichè una mega-torta in Ewuska-style, un bel paiolo pieno sino all'orlo. :)))

gabri83 says:
Sent 4 September 2015, 11h23
Complimenti per il giro !! Come sono queste Orobie selvagge ?

Poncione says: RE:
Sent 4 September 2015, 13h56
Assolutamente meravigliose, e come sottolinei "selvagge". Ora tocca te visitare qualche zona del Ticino "selvaggio" per capire come mai abbiamo scelto, tra varie, l'opzione Coca+Redorta.

Grazie Gabri,
Ciao

GAQA says:
Sent 4 September 2015, 11h45
Ho appena letto la vostra avventura. Che dire ? Immensi ! Emozioni che difficilmente verranno metabolizzate in fretta e che custodirete a lungo nel cuore..
Complimenti per prima cosa per la salda amicizia che vi consolida e in secondo luogo per la bellezza delle montagne che avete visitato in questi 3 giorni..
Con calma mi gusterò le foto ,a primo impatto sembrerebbero una più bella del altra ...:) :)
Ciao Alessandro.

Poncione says: RE:
Sent 4 September 2015, 13h57
Grazie Alessandro,
grandi emozioni, grande fatica e grandi soddisfazioni... un mix perfetto.

Ciao

micaela says:
Sent 4 September 2015, 12h10
Orobie? Un nome che mi affascina da tempo, senza metterci mai ancora uno scarponcino... Foto stupende e report invogliano alla visita!
Ciao, Micaela.

Poncione says: RE:
Sent 4 September 2015, 13h58
Son dell'idea, Micaela, che chi ama il "Ticino selvaggio" in questa zona di Orobie si senta un po' "a casa", nonostante la roccia non sia propriamente la stessa.

Ciao

ugo says: W Le Orobie
Sent 4 September 2015, 14h30
Bellissima gita e bellissime foto. Bravissimi !!!

Poncione says: RE:W Le Orobie
Sent 4 September 2015, 22h42
Grazie Ugo.
Ciao

ser59 says:
Sent 5 September 2015, 10h28
Complimenti per il bel giro nelle nostre orobie e già non la conoscete altra ona meritevole zona rif. Calvie e Becco

froloccone says: RE:
Sent 5 September 2015, 17h44
Grazie Sergio!!!!!!! Davvero belle le vostre Orobie non ce che dire!!!! Tanto belle che ci hanno "scollato " dal" nostro"Ticino......Calvi e Pizzo del Becco?? Buona a sapersi...........Complimenti a voi che le percorrete in lungo e in largo,d'estate e d'inverno e quasi sempre in giornata da valle!!!!! Ciao e grazie ALE

Poncione says: RE:
Sent 5 September 2015, 22h58
Grazie Sergio,
è stata davvero una bella tre giorni su montagne erte e selvagge come piacciono a noi. Non escludiamo, in futuro, di mettere il naso, o il "becco"?;), in qualche altro posto.

Ciao

gbal says:
Sent 5 September 2015, 18h33
Una bella scampagnata la vostra. Tre giornate ben spese e in buona compagnia.
Ciao

froloccone says: RE:
Sent 5 September 2015, 18h44
Davvero Giulio!!!!! Tre giorni da ricordare!!! Grazie e ciao ALE


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