Sodadura e Cima di Piazzo, dai Piani di Artavaggio


Published by Angelo63 , 27 August 2015, 16h55.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:21 August 2015
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 5:15
Height gain: 650 m 2132 ft.
Route:Stazione a monte funivia Piani di Artavaggio - ex Albergo Sciatori - rifugio Nicola - Sodadura - Cima di Piazzo - rifugio Nicola - Piani di Artavaggio
Access to start point:SS 36, a Lecco seguire le indicazioni per la Valsassina. Superato l'abitato di Ballabio, arrivati in località Colle Balisio, svoltare a destra in direzione Maggio, Cremeno e Moggio. Arrivati a Moggio seguire per impianto funivia con possibilità di parcheggio nei pressi dell'impianto. Le corse nel periodo estivo sono ogni mezz'ora (dalle 8.30 alle 17.30 con pausa tra 12.15 e 13.30) e il costo, andata e ritorno, è di 12 euro.

Periodica visita dalle parti di Artavaggio, oggi mi accompagnano Danilo, Dario assieme a una parte della sua family; ci sono Teresa e Mara. Ritrovo ad ora da “cittadini” e lasciate le auto a Moggio nel parcheggio della funivia, prendiamo la corsa in partenza alle 9.30 – tempo di percorrenza circa 10 minuti – per arrivare ai Piani di Artavaggio, punto di partenza della nostra escursione.
La giornata è al momento abbastanza soleggiata anche se qua e là addensamenti nuvolosi sono posizionati su alcune cime; quando alle 9.45 iniziamo a camminare decidiamo così di definire meglio il nostro itinerario man mano che procediamo in direzione di quella che al momento è l’unica meta che ci trova tutti concordi: il rifugio Nicola.
 
Procediamo lungo la sterrata che attraversa i Piani in direzione dell’ex albergo Sciatori da dove iniziamo a salire più decisamente sempre seguendo il percorso stradale. Il passo dei miei compagni di passeggiata è molto veloce tanto che inizialmente fatico a tenerne il ritmo; forse ciò è dovuto al fatto che non ho ancora smaltito la fatica dell’uscita del giorno precedente, spero di migliorare lungo il percorso.
Procedendo così velocemente, con qualche taglio negli ultimi tornanti, arriviamo alle 10.30 al rifugio Nicola. Mi rinfranca il fatto che anche gli altri gradiscono la sosta di una decina di minuti sia per riprendere fiato che per scegliere la prossima destinazione.
Considerato che la zona della cima dello Zuccone Campelli è immersa nelle nuvole decidiamo di salire la cresta nord ovest per il Sodadura. La distanza non è molta, si tratta di affrontare, con un po’ di cautela, un paio di passaggi rocciosi sul ripido crinale. Alle 11 siamo in cima rinfrancati dal fatto che le nuvole qui non sono arrivate e ci consentono, oltre all’immancabile foto di gruppo in vetta, di ammirare il paesaggio circostante; soddisfazione sia per quelli che già conoscono la zona, ma che scoprono sempre qualche nuovo scorcio, così come per quelli che oggi vi hanno qui fatto la loro prima conquista.
Ripartiamo alle 11.25 per ridiscendere, con cautela in alcuni tratti, la cresta appena salita. Dopo circa 20 minuti ripassiamo alle spalle del rifugio Nicola per procedere in direzione della seconda meta di giornata, la Cima di Piazzo, ancora illuminata dal sole.
Risaliamo il sentiero, all’inizio un po’ ripido ma che poi spiana procedendo su prati, per arrivare nei pressi della madonnina che ne contraddistingue la vetta alle 12.15. Anche qui ampia sosta di circa 30 minuti per riprendere fiato ed ammirare il paesaggio. Purtroppo le nuvole dalla zona dello Zuccone non sembrano volersene andare, anzi pare imminente un ulteriore peggioramento.
Dopo la classica foto di vetta riprendiamo il cammino in discesa. Arriviamo in poco più di 20 minuti al rifugio Nicola dove decidiamo di fermarci per un lauto pranzetto a base delle solite gustose specialità del posto; anche questa era una delle mete di giornata che sono state raggiunte con ampia soddisfazione da parte di tutti. Pranziamo all’interno, come tutti gli altri commensali del resto, perché fuori le nuvole hanno immerso tutto l’orizzonte e qualche goccia di pioggia, di tanto in tanto, scende.
Dopo aver mangiato ed altrettanto ben bevuto alle 14.30 siamo pronti a rimetterci in marcia. In considerazione del fatto che non ci sono stati miglioramenti meteorologici decidiamo di rinunciare all’ultima meta di giornata e discendere verso i Piani di Artavaggio nella speranza che almeno lì qualche occhiata di sole prenda il sopravvento sulla nuvolaglia. La situazione non migliora di molto quando alle 15.05 arriviamo nei pressi della stazione a monte della funivia.
Aspettiamo così la corsa delle 15.30 per ridiscendere a Moggio dove beffardamente siamo accolti da un, seppur timido, sole.
 
Concludo ricordando che al ritorno in funivia abbiamo ritrovato una coppia, marito novantenne e moglie orgogliosa dei sui 81 anni, che all’andata erano saliti con noi, diretti per un pranzo in compagnia del gruppo che li accompagnava al rifugio Cazzaniga Merlini; proprio questa appagante e serena longevità mi sento di augurare a ciascuno di noi come meta da raggiungere.
 
Dati complessivi:
Km percorsi: 9,6;
Tempo marcia: 2h35m;
Tempo sosta: 2h45m di cui 1h20m sosta al rifugio;
Ascesa: mt. 650 circa;
Velocità media in marcia: 3,6 km/h;
Velocità media totale: 1,8 km/h.

Hike partners: Angelo63, Danilo54


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Comments (3)


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rochi says:
Sent 27 August 2015, 20h58
Bella gita. Ci sono stato con la neve e non sembra lo stesso posto. La Madonnina alla cima di Piazzo io non l'ho vista!!!!
Ciao!!
R.

Angelo63 says: RE:
Sent 27 August 2015, 22h35
Grazie, Rochi!
in effetti la struttura che la sostiene non è molto alta e con un po' di neve sicuramente resta sommersa.
buone montagne,
ciao
angelo

numbers says:
Sent 31 August 2015, 14h23
Confermo, quasi sempre sommersa.
Un giro sempre bello.

Ciao


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