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cima di Piazzo m.2057 (LC)


Published by Alberto , 15 January 2010, 10h35. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike: 9 January 2010
Snowshoe grading: WT2 - Snowshoe hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 1:30
Height gain: 407 m 1335 ft.
Height loss: 407 m 1335 ft.
Route:piani di Artavaggio -Rifugio Nicola -Cima di Piazzo
Access to start point:Milano-Lecco-Colle di Balisio-Moggio/funivia
Accommodation:rifugio Sassi Castelli -Nicola -Cazzaniga (in sistemazione il Casari)
Maps:carta comunità montana della valsassina e valvarrone

Mi metto d'accordo,visti i pessimi bollettini meteo,di fare un'escursione con rifugio in caso ci sia bisogno di un riparo: così su suggerimento di Tilde,andiamo per i Piani di Artavaggio. Giunti a Moggio,si decide di prendere la funivia (le nuvole basse e la neve fresca,non mi assicuravano che il percorso che saliva dal paese,fosse sicuro) e giunti alla stazione di monte a m.1650,ecco che non siamo più immersi nelle nuvole,ma le abbiamo sopra le nostre teste. Poco importa,la visibilità è ottima. Problema: Giuseppe era preoccupato per la carta del comune che per via della neve fresca vietava lo sci alpinismo su tutto il territorio dei Piani di Artavaggio per eventuali slavine ecc.ecc.,accanto vi era il sito di un bollettino meteo valanghe che dava 2 moderato (che era ben diverso di vedute). Visto che l'anno scorso era 4 e siamo saliti con metri di neve e nebbia che non lasciava vedere a 20 metri,non mi pare il caso di allarmismi inutili,oltre al fatto che la cima di Piazzo,già più volte l'avevo risalita con molta più neve e in situazioni di neve diversa. E mai ho potuto accertare valanghe nei pressi del percorso (tant'è vero,che il signor Nicola,gestore dell'omonimo rifugio ci conferma la non pericolosità): comunque,con un po di esperienza,sempre scrutando il percorso migliore,dando una valutazione della situazione,si parte. Tilde,non fidandosi,si era fermata (ed è la cosa migliore da fare,quando non c'è l'insicurezza e non parlo di diffidenza nei miei confronti,bisogna rinunciare,mentre è sbagliato continuare a proseguire,brontolando) così cominciamo dal rifugio Nicola a battere la neve fresca. Aggiungo,che di solito quello che non succede da 100 anni,potrebbe capitare in un giorno! E inoltre,chi mi conosce o meglio,dovrebbe conoscermi,sa bene che se io non proseguo è perché non sono sicuro per l'incolumità ALTRUI e per la mia,poi,ognuno è libero di decidere,per se stesso,senza avere la pretesa che gli altri lo seguano (vale per tutti coloro che accompagnano),che magari prendono un po troppo sottogamba la sicurezza. Mentre camminiamo,sentiamo una sorta di boati leggeri e subito Giuseppe si allarma,giustamente,ma lo rincuoro (molto difficile rincuorarlo,la neve non è il terreno che predilige,al contrario di me) dicendogli che sono i vuoti di aria,formatisi tra lo strato vecchio e quello nuovo,quindi,noi passandoci sopra,comprimiamo l'aria verso il basso e fuoriuscendo provoca questo suono,molto vicino al rumore che fanno le rondini quando si librano nel cielo,passando vicini a noi (cosa verificata di persona in cima al Bolettone,nel silenzio dell'alba). Di questo rumore ne sentiremo altri due: tant'è che Angelo gli dice a Giuseppe: “ma se prosegue Alberto,é lui il primo che si ferma”(qualcuno che mi conosce c'è he he he). Giuseppe fa il terzo,Angelo e io ci diamo il cambio e cerchiamo di tenerci a debita distanza...non si sa mai! Notiamo che un paio cercano di risalire tramite la cresta,(secondo me,risultata tosta e massacrante),difatti giungono dopo di noi,in vetta. E vero che le creste sono o potrebbero essere più sicure (dipende dalla situazione) ma anche i traversi,se presi ben in considerazione,con una pendenza lieve,risultano meno duri e sicuri (se il pendio a monte non è troppo erto e non vi sia molto dislivello e il carico di neve non formi tetti di neve troppo sporgente a rischio caduta). Così,dopo aver fatto qualche foto ridiscendiamo seguendo perfettamente la nostra pista,che già altri si prestavano a seguirla e riconosciamo degli amici,conosciuti proprio qui,un anno fa. Mangiatina al rifugio e poi ecco che ricomincia a nevicare: dalle 12,30 fino alle 15,30. Pensavamo di scendere per il sentiero (valutato che la neve non rendeva pericoloso il cammino),ma la visibilità e la probabile acqua che avremmo preso più a valle,ci fanno riflettere,cosi si decide per la funivia: sempre meglio non abusare della paziente natura!                 


Hike partners: Alberto, clotilde


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Comments (2)


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Massimo says: Amico conosciuto un anno fa
Sent 15 January 2010, 23h32
Nonostante il meteo bella giornata. Noi siamo scesi a piedi e fortunatamente non abbiamo beccato acqua, abbiamo tolto le ciaspole solo al di sotto dei 1000m di altitudine.
Ottimo il pranzo al rifugio Cazzaniga Merlini
Massimo

Alberto says: RE:Amico conosciuto un anno fa
Sent 22 January 2010, 16h18
ciao Massimo,probabilmente se non avevamo quella sosta
,saremmo scesi in compagnia,pazienza!


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