Pizzo Castello (2808 m) - Pulpito (2616 m) - Tanèda (2328 m)


Published by Varoza , 18 August 2015, 00h27.

Region: World » Switzerland » Tessin » Locarnese
Date of the hike:30 July 2015
Hiking grading: T6 - Difficult High-level Alpine hike
Mountaineering grading: PD
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo Castello 
Height gain: 1395 m 4576 ft.
Route:Cartello indicatore di quota 1843 m - Piatto della Froda (2159 m) - Filo di Tanèda - Omino della Costa - Alpe Masnee - quota 2389 m - Bocchetta di Sròdan (2423 m) - cresta NW - versante W - Pizzo Castello (2808 m). Traversata: Bocchetta di Sròdan - sella N quota 2512 - cresta ESE - Pulpito (2616 m) - versante E - Filo della Tanèda - cresta W - Tanèda (2328 m) - quota 2325 m. Discesa: versante W - laghetto di quota 2181 m - quota 2146 m - Chiügnöö (2001 m) - quota 1843 m.
Access to start point:Percorrendo la strada cantonale della Valle Maggia, dopo Cevio, si prosegue in direzione Fusio, raggiungendo dapprima Cavergno. Da qui si seguono le indicazioni per la Valle Lavizzara, e raggiunta la località di Peccia, si svolta sulla carrozzabile asfaltata che entra in Valle di Peccia. Dopo ca. 3,5 km si giunge a Piano di Peccia, dove si può ancora proseguire fino alla cava di marmo nei pressi di Ghéiba. Da qui la strada sterrata è sbarrata da una barriera.
Maps:CN 1271 Basòdino

Il farmacista luganese Aldo Cattaneo, inarrivabile alpinista d’altri tempi, in uno dei sui tanti scritti, si chiese quale fosse la vetta o la catena montuosa più bella del nostro Cantone. Al lume di una lanterna, discutendo la questione con amici, essi giunsero alla conclusione che la cresta che scorre tra il Torent Alto e l’Adula potesse reggere ogni confronto, anche su scala nazionale. Da Pontironese, non posso che concordare, ma tralasciando facili campanilismi, aggiungerei alla mia personale lista, le visioni verzaschine del Poncione Rosso e della Cima Bianca, oltre al duetto Pizzo della Rossa - Pizzo Castello, vere e proprie magnificenze della natura.
 
E’ proprio dal Pizzo Castello che prende spunto questa meravigliosa gita che ci porterà a scoprire l’alta Valle di Peccia.
 
Dal cartello indicatore di quota 1843 m (sopra Corte della Froda), calziamo gli attrezzi del mestiere e ci incamminiamo sul bel sentiero (con segnavia B-R-B) che in breve ci porta a Piatto della Froda (2159 m), dove termina anche la carrozzabile. Ancora qualche passo su ampi pascoli e guadagniamo così la larga sella denominata Filo della Tanèda (2260 m ca.). Da qui, ci appare per la prima volta il Pizzo Castello in tutta la sua imponenza, affiancato dal vicino Pizzo della Rossa, ad abbellire ancor più l’idilliaco dipinto.
 
Dal sopracitato filo, cominciamo una lunga traversata calpestando i pendii dell’Alpe Masnee, cercando di intascare gradualmente quota. Superato Omino della Costa, all’ombra del Mottone, del Poncione di Braga e del Pulpito, ci portiamo nei pressi di quota 2389 m, da dove puntiamo dritti verso la Bocchetta di Sròdan (2423 m), raggiungendola grazie ad un ripido pendio erboso.
 
Siamo ora a cavallo tra le valli Bavona e Peccia proprio nel mezzo di una scogliera rocciosa, sopra i precipizi di Corte di Là (2060 m). Da qui, ci spostiamo di nuovo sul versante E, appena a sinistra di alcune affilate lame, e per terreni erbosi e rocciosi, riprendiamo la cresta a ridosso della larga sella 2460 m ca. (Bocchetta Corte di Là, senza nome sulla CN), che funge da comodo valico tra le sopracitate valli.
 
Adesso il pendio verso la vetta comincia a farsi irto, ma la cresta NW del Pizzo Castello non è ancora ben delineata, tanto che procediamo un po’ a piacimento su per le prime rampe della gobba. Più in alto, su di una grande pietra, scorgiamo un primo grosso bollo (cerchio bianco e blu), che ci fa dunque propendere verso sinistra, quasi a lambire il ciglio che precipita sulle Ganne dei Madòi.
In discesa scopriremo che questa porzione di salita può avvenire davvero a personale discrezione, anche tenendosi più verso la sponda della Val Sevinèra: si arriverà per forza di cose sulla corretta cresta principale della montagna.
Un’esile traccia su fine pietrisco, lascia spazio ad una porzione di facili placche, superate le quali ci agganciamo alla cresta NW, scalando delle cengette. Ci troviamo ora all’incirca a quota 2650 m, laddove la cresta NW del Pizzo Castello comincia per davvero ad impennarsi. Infatti da lì a poco avvistiamo i segnavia Bianco/Blu che suggeriscono di abbandonare il filo per entrare nei meandri della parete W. 
 
La via normale prevede dapprima una traversata sul versante occidentale per poi salire in vetta sfruttando una canale. Il tratto più ostico è racchiuso nella traversata, che richiede una delicata progressione su terreni friabili ed esposti.
 
Da quota 2650 m, entriamo dunque nel versante W, superando dapprima un’evidente cengia erbosa molto esposta, dopodiché le sbiadite pennellate Bianco/Blu ci conducono all’imbocco di un primo valloncello (1° canale) che scende dai complessi intrecci rocciosi soprastanti. Proseguiamo però sempre in traversata (quasi pianeggiante) fino a giungere di fronte ad una costola dove bisogna affrontare il passaggio più tosto. Il segnavia consiglia di superare un masso (sotto una roccia che forma una specie di tetto) instabile che tende a buttarci verso l’esterno (ossia nel vuoto di 300 metri, sotto i pendii di Castello di Sopra) per poi superare il costone su un terreno di fragile pietrisco. Questa segnaletica non ci convince per cui ci guardiamo in giro alla ricerca di un passaggio più sicuro. Proprio sopra di noi individuiamo un pertugio tra erba e qualche sana roccia che risulta decisamente più abbordabile; l’esposizione resta invece forte. Sbuchiamo in breve ad un intaglio erboso dove con stupore individuiamo addirittura un antico segnavia Bianco-Rosso, segno che il fiuto ci ha portati a scegliere la traiettoria dei vecchi “berggänger”. Da qui, senza alcun problema ci riagganciamo alla “via maestra”, e disarrampicando delle cengette rocciose, ci portiamo all’entrata del largo vallone (2° canale) che dovrebbe condurre verso la cima.
 
Sul fianco destro, prima di un'invitante cengia erbosa alla base di un'ennesima costola, scorgiamo due segnavia di cui uno ricurvo ad indicare che bisogna abbandonare la traversa e salire su per il canalone. Per la verità, non ci si tiene al suo interno (troppe lisce placche), ma si deve stare sul suo lato destro, o meglio, sul fianco sinistro della costola che scende dalla montagna. Questo costone presenta un caratteristico gendarme/torrione che è molto utile per orientarsi, soprattutto in discesa. Superiamo dapprima qualche masso (altro bollo blu) poi proseguiamo tra erba e pietrisco friabile (troviamo alcuni ometti di sasso), un po’ in diagonale verso sinistra, sbucando in una zona più stabile e meno ripida. Qui scorgiamo un altro bollo blu, segno che la via è quella corretta, e poco alla nostra destra, laddove la sopracitata costola forma una selletta nella roccia, è ben visibile un bell’ometto di sasso. A occhio siamo a metà del canale e lo abbandoniamo raggiungendo l’intaglio (notiamo che ora siamo all’apice di un 3° canale che sale ovviamente a destra della costola - è probabile che sia anch’esso percorribile, aggirando poi più in basso la costola, grazie all’invitante cengia erbosa citata prima).
 
Da qui via direi che non ci sono più grossi ostacoli. Benché la posizione della vetta resta ancora celata, saliamo con logica, tenendoci ora sull’erboso fianco destro del famoso costone, che scopriremo discendere proprio dalla vetta (per questo è un buon punto di riferimento soprattutto per la discesa). In questa sezione la via resta ripida ma ben gradinata ed anche l’esposizione sembra diminuire. L’erba lascia poi il posto ad alcuni blocchi rocciosi, superati i quali ci troviamo a ridosso di un ometto di sasso sulla cresta sommitale.

La vetta principale è lì a pochi metri da noi, in direzione N, collocata proprio sopra un ostico masso di ca. 2,5 metri di altezza. Affrontiamo anche quest’ultima difficoltà con vigorosa scalata (si affronta il masso - con pochi appigli - “di petto”, poiché non ci sono alternative cristiane ai lati) e ci troviamo dunque sulla torre più alta del castello, ovvero in vetta al vero e proprio Pizzo Castello (2808 m).
 
Restiamo qualche minuto assorbiti dall’immensità del paesaggio, avvolti tra gli stupendi gendarmi e torrioni marmorici che formano le segrete del massiccio. Ad attenderci ci sono però altre due divertenti mete, per cui ripercorriamo fedelmente il percorso di salita fino a lambire di nuovo la Bocchetta di Sròdan (2423 m).
 
Da qui, aggiriamo appena a destra le lame che costituiscono la quota 2512 m, sfruttando il facile terreno erboso, e riagguantiamo di nuovo la cresta S del Pulpito, grazie ad un largo canalino. Ci troviamo ora su una sella poco a N della quota 2512 m, dalla quale ci spostiamo per entrare su una rampa erbosa nel versante W che ci conduce in breve all’anticima, collocata all’apice di un canale di sfasciumi che sale dal versante opposto (quello E).
 
Il raggiungimento dell’ometto di vetta non sembra del tutto semplice: il filo ESE sembra esile, il lato di Bavona piuttosto esposto e quello di Peccia formato da spioventi placconate. Come spesso succede la realtà è però diversa e man mano che si procede ci si accorge che il percorso resta elementare. Si procede a piacimento come segue: stando sul filo (aiutandosi qua e là con le mani), oppure calpestando direttamente le placche del versante E (meno inclinate di quello che sembrano), o perché no, sfruttando la “larga” cengia erbose sul versante W, appena sotto il filo. Eccoci in vetta al Pulpito (2616 m), punto panoramico pregevole sulla via di salita al Pizzo Castello.
 
Qualche foto e firma sul libro di vetta dopodiché ritorniamo sui nostri passi fino alla sella nei pressi dell’anticima ESE, dalla quale discendiamo lungo il facile canale detritico (ci si tiene alla sua destra - meno friabile) sul versante NE, riagganciandoci alla traccia percorsa in mattinata ed infine portandoci di nuovo sul Filo di Tanèda.
 
Ultima fatica di giornata è l’omonimo pizzo che dalla nostra postazione appare molto affilato. Seguiamo comunque il filo in modo integrale, che dapprima si presenta erboso e pianeggiante per poi impennarsi e diventare roccioso nella sua parte terminale. Sbuchiamo davanti alla croce di vetta del Tanèda (2328 m), superando l’ultimo blocco grazie ad un’esposta cengia erbosa sulla destra. Le seppur semplici difficoltà del filo possono comunque essere aggirate sul lato sinistro salendo a piacimento i facili pendii che sovrastano Piatto della Froda.
 
Scendiamo in breve lungo la cresta opposta fino ad una depressione per poi salire anche alla cima di quota 2325 m (senza nome sulla CN), sopra il Gannone dell’Arzo.
 
Obbiettivi raggiunti, direi che per oggi ci possiamo ritenere soddisfatti. Poco prima di riagganciarci alla sopracitata depressione abbandoniamo la cresta, e scendiamo lungo un corto canalino erboso per approdare in breve sui pianori dell’Alpe del Piatto di Froda, da dove imbocchiamo all’inverso il sentiero seguito in salita, fino al cartello di quota 1843 m.

Note:
 
Vetta:
Ometto di vetta sul Pizzo Castello; Uomo di sasso con libro di vetta sul Pulpito; Uomo di sasso con croce e libro di vetta sul Tanèda.

Valutazione:
Cartello di quota 1843 m - Filo di Taneda - Bocchetta di Sròdan: T3 (EE)
Bocchetta di Sròdan - Pizzo Castello: T6 (PD)
Bocchetta di Sròdan - cresta S - Pulpito - canale versante NE: T4 (EE)
Filo di Taneda - Taneda, via cresta integrale: T4 (EE)

Hike partners: Varoza


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Comments (12)


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danicomo says:
Sent 18 August 2015, 08h37
Bellissimo...........
Daniele

Sent 18 August 2015, 10h46
WOW!!!!che tris!!Complimenti,i tuoi giri fanno sempre paura.Il Castello,l'ho solo ammirato,e sembra davvero impossibile,ma in futuro proverò a fargli una visita. Chapeau!!! Ciao e buone montagne. ALE

Varoza says: RE:
Sent 20 August 2015, 12h49
Ciao Ale,
grazie, buona ascesa allora!
Saluti!

micaela says:
Sent 18 August 2015, 11h49
Ciao Varoza,
Complimenti per la tua relazione (foto e testo), esemplare per i frequentatori di questo sito!
Precisione nel descrivere il percorso, accenni culturali, considerazioni personali, limpida scrittura, reportage fotografico esauriente: bravo!
Micaela
P. S. Toglimi una curiosità (se mi ritieni indiscreta, come non detto!): usi il plurale maiestatis per te, o cammini con persone che non vogliono apparire?

Varoza says: RE:
Sent 20 August 2015, 12h59
Ciao Micaela,
grazie per le tue parole, mi fanno piace. Spero di scrivere testi che siano utili ed interessanti per gli utenti. Le tue parole mi confortano.
No, no... niente plurale maiestatis :-)
Saluti!

Sent 18 August 2015, 12h18
Dimenticavo.......Grazie per la precisa descrizione!!!!

pietro2 says: foto "con tracciato"
Sent 18 August 2015, 13h18
Complimenti per il giro! Certo che il Castello è un gran bel posto.
Piccola osservazione riguardo a questo genere di foto con le descrizioni del percorso: servono soltanto a confondere le idee, anche perché in genere chi ha bisogno di questo tipo di descrizioni è colui che non "sa andare" in montagna, quindi sussiste il rischio che qualcuno possa farsi male seguendo un percorso fatto da un altra persona (che può anche essere più preparata di lui). Piuttosto non si indichi nulla, ognuno passerà poi dove lo riterrà più idoneo.

Eventualmente attenersi alle guide di Giuseppe Brenna, che non a caso sono il riferimento più importante per chi pratica escursionismo/alpnismo in Ticino.

Nulla contro di te o contro altri, non voglio offendere nessuno, questa è soltanto una mia considerazione personale fatta pubblicamente.

Un augurio di ulteriori belle avventure!

Varoza says: RE:foto "con tracciato"
Sent 20 August 2015, 13h34
Ciao Pietro,
ti ringrazio per i complimenti e per le tue personali considerazioni!
Figurati, nessun problema. Se tutti la pensassimo alla stessa maniera il mondo sarebbe un po' noioso. Una sana dialettica è sempre gradita.
Buone avventure anche a te!
Saluti.

Poncione says:
Sent 18 August 2015, 14h22
Grandissimo Varoza, che ha conquistato l'inespugnabile (o giù di lì) Castello, cima davvero stupenda. Descrizione e foto dettagliate che invogliano, con moltissima prudenza, all'ascesa.
Grazie davvero e buon proseguimento.

Ciao

Varoza says: RE:
Sent 20 August 2015, 13h02
Ciao,
ti ringrazio! Esatto, molta prudenza su questa montagna!
Saluti!

gbal says:
Sent 20 August 2015, 18h46
Complimenti. Come al solito ci illustri con grande dettaglio delle salite interessanti, pepate non certo alla portata di tutti. E fai tutto questo con semplicità.
Bravo

Varoza says: RE:
Sent 25 August 2015, 09h22
Grazie mille!
Buone ascese!
Saluti!


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