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Cima di Stabbiello e Masnan da Biasca


Published by blepori , 11 July 2015, 17h21.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:11 July 2015
Hiking grading: T5+ - Challenging High-level Alpine hike
Mountaineering grading: F
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Torrone Alto   CH-TI 
Time: 1 days 7:30
Height gain: 2200 m 7216 ft.
Height loss: 2200 m 7216 ft.
Route:Biasca - Albat - Cima di Stabbiello - Masnan - Lago di Froda - Compiett - Biasca
Access to start point:Biasca Paese
Access to end point:Idem
Accommodation:Rifugio Alpe di Stabiello Capanna Cava
Maps:CNS 1293 Osogna

Il Masnan è quell'alta cima che domina Biasca al di sopra delle grandi pareti della Valle di Santa Petronilla: una meta interessante, anche perché poco visitata, e che promette grandi panorami. Mi decido per l'itinerario via la Cima di Stabiello, che dalla descrizione della guida si annuncia crudo, complesso e interessante.

Poco dopo le sette sono già a Biasca. Raggiungo la Santa Petronilla, attraverso il torrente e imbocco il largo sentiero, lasciando a sinistra la traccia per Negressima. Il sentiero che sale ad Albat è una meraviglia che dobbiamo agli alpigiani di un tempo e a chi oggi lo mantiene perfettamente pulito e in ordine. Si svolge prima fra grandi pareti e su cenge obbligate proprio sopra Biasca; traversata la valle scura avvolge poi le sue spire come un serpente sul costone di Albat, per poi sbucare sul prmontorio dove sorge il Monte. Queste cascine appollaiate su di un promontorio, con una vista splendida sulla Riviera, sembrano proprio il Paradiso (e come il Paradiso ci vuole un po' di fatica per arrivarci...).

Qui finisce il bel sentiero: seguo a sinistra il sentiero per l'Alpe di Tongia (che sembra ben mantenuto) e poi al bivio prendo a destra verso Stabbiello; tornato sul costone in corrispondenza di uno spiazzo (dove hanno tagliato gli ontani) prendo a destra il sentierino che sfrutta una vertiginosa cengia per entrare nella valle e poi riprende a salire verso l'Alpe di Stabbiello.  Arrivo sul costone della cima di Basso per accorgermi che sono andato troppo oltre e ho mancato la diramazione giusta. Torno indietro una decina di minuti e salgo rapidamente sul crinale per un ripido sentierino (la deviazione è in un punto evidente, dove si puo facilmente salire al crinale, poco prima di un grande albero caduto; qui si può anche arrivare dall'Alpe di Stabbiello sul versante osognese).

Sono sul crinale boscoso fra Valle Scura e Val d'Osogna in un ambiete che si fa selvaggio. Fortunatamente ci sono resti di un sentierino che rende il passaggio meno disagevole; è importante stare il più possibile sul filo, perché i versanti sono pieni di alberi caduti. Fra arbusti, alberi e paretine di roccia raggiungo infine la Cima di Stabbiello, dove sorge una croce; la cima offre una bella vista su Albat e la Riviera, sulla mia testa incombe ancora alto il Masnan. Continuo sul crinale prima in leggera discesa, poi in salita fino alla prima grande parete, dove la cresta sul Masnan comincia a farsi ripida.

Qui comincia il bello! Il terreno si fa complesso e bisogna cercare attentamente l'itinerario. Scelgo di stare il più possibile sul filo perché i fianchi sono invasi dalla vegetazione. La prima parete si supera per una facile cengia a destra, poi si continua (tracce di sentiero) su ripi prati alternati a paretine e saltini di roccia; se ci si muove con attenzione i passaggi non sono troppo difficili. Il tutto è reso molto faticoso dal terreno e dalla presenza di fitte distese di ginepro (evitare i calzoncini corti!). Salendo la cresta si fa ripida, in un fantastico ambiente di grandi torri. Mi alzo fino a circa 2300 metri fino a raggiungere su di una cengia un sentierino dei camosci che traversa tutto il fianco del Masnan. Lo prendo verso destra per spostarmi verso il versante sud: il sentierino supera, praticamente in piano, con passaggi obbligati un paio di costoni, per poi permettere di entrare in un grande canalone con erba mista a placche (chiusu sull'altro lato da una parete). Risalgo il canalone con facilità (c'è solo un muretto di secondo grado circa a metà). All'uscita sono proprio sulla cresta sud nel punto dove diventa rocciosa: qui parte sul versante di Osogna una traccia che aggira la cresta e mi porta rapidamente in vetta.

Dimenticavo: in questo tratto ho incrociato un paio di camosci in gentile colloquio, sono stato quasi reso sordo da una marmotta che mi ha visto in ritardo e ho fatto volar via un paio di pernici nascoste nell'erba.

La cima è veramente panoramica: si è letteramente sospesi su Biasca, 2000 metri più sotto. Si ha vista bellissima anche sui Torroni (Alto e Basso), il Campedell e il Pizzo di Claro e la Val d'Osogna; proprio sotto l'Alpe di Compietto, mille metri più in basso in Valle di Santa Petronilla.

Purtroppo, a meno di scendere in val d'Osogna verso il sentiero della Forcarella d'Orz, non c'è un via semplice di discesa. Scruto con circospezione il versante verso la Santa Petronilla per poi concludere che di avventure ne ho vissute abbastanza (la lettura della guida confermerà che scendere da questo versante non sarebbe stata una buona idea). Per cui continuo in cresta verso la Cima di Lago, che aggiro su di un sentierino di pecore sul versante della Val d'Osogna; raggiunto il canale che sbarra la cresta, salgo rapidamente all'intaglio. Di qui si ha una vista spettacolare sul Lago di Froda. La discesa dal canale è anche semplice, poi un pendio detritico mi porta rapidamente al lago (dopo circa 30 metri di discesa è anche possibile risalire in cresta alla Cima di Biasca, una soluzione interessante se si vuole andare alla Capanna Cava). Attenzione però: il canale è ripido e esposto a nord, in presenza di neve richiede probabilmente piccozza e ramponi.

Raggiunto il lago non c'è più molto da dire. Il sentiero bianco e rosso si snoda sotto le mie scarpette nello scenario grandioso della Valla di Santa Petronilla. Da Compietto ammiro su in alto il Masnan, davvero sono salito fin lassù? Poi passi conosciuti, Piansgèra, il promontorio di Nadro, la Bèdra del Vent sospesa sopra Biasca. Alle 14.30 sono Biasca, dove fa un caldo infernale (tra l'altro: non c'è acqua sul percorso da Albat fino al Lago della Froda).

Un commento conclusivo. E' una gita d'altri tempi, per montanari resistenti e capaci di nuoversi fuori dai sentieri. Il dislivello è importante, ma soprattutto il terreno dalla Cima di Basso al Masnan veramente complesso e faticoso. Gli scenari sono fantastici e selvaggi, sia nella salita al Masnan sia in Valle di Santa Petronilla. E la rcimponsa quando, ormai affaticati si raggiiunge la cima, è un panorama straordinario e impressionante.

Hike partners: blepori


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Comments (2)


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Andrea! says:
Sent 11 July 2015, 18h19
Complimenti.
Itinerario lungo e selvaggio.
Andrea

danicomo says:
Sent 12 July 2015, 18h19
Alle 7 a Biasca....... alle 14.30 a Biasca?????
Non tutto quel mondo in mezzo?
Caspita, sei un "animale" vero!
Complimenti
Daniele

PS: forse il giro meritava qlc foto in più....


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