Cima del Laghetto dei Cadabi (2695 m) - SKT


Published by tapio , 19 May 2014, 18h07. Text and phots by the participants

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:17 May 2014
Mountaineering grading: PD
Ski grading: AD-
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Cima di Gana Bianca   CH-TI   Gruppo Rheinwaldhorn   Gruppo Cima Rossa 
Height gain: 1000 m 3280 ft.
Height loss: 1000 m 3280 ft.
Route:Foppa di Cusiè (1707 m) - Alpe di Pozzo / Alpe Quarnaio (1863 m) - Alpe di Quarnei (2046 m) - Gane di Casséi - Aggiramento della cascata sotto l'Uomo di Sasso (ripido pendio erboso) - pendio in direzione N - canale - Passo del Laghetto (2646 m) - P.2729 (a N del Laghetto dei Cadabi) - discesa al Passo del Laghetto - Cima del Laghetto dei Cadabi (2695 m) - ritorno per la stessa via fino all'Alpe Quarnei - discesa sulla forra dell'Orino fino all'Alpe di Pozzo - Foppa di Cusiè (1707 m)
Access to start point:N2 uscita Biasca - Malvaglia - strada della Val Malvaglia fino alla Foppa di Cusiè
Maps:map.geo.admin.ch

tapio: Sono dell’opinione che sia meglio valorizzare le risorse presenti piuttosto che lamentarsi per quello che manca. In questa ottica, fare tutto “il lavoro sporco” (spallaggio, aggiramento dei precipizi, canali, ghiaccio vivo et similia…) e poi, una volta arrivati nella zona “di piacere”  dover ripiegare indietro a causa del vento (le previsioni - allegate - erano ben diverse…) non costituisce motivo di rammarico. Anzi, consapevoli che la Natura e la Montagna sono sempre più forti dei poveri funghetti che siamo noi umani, abbiamo comunque la certezza di aver fatto tutto quello che era possibile fare in una situazione del genere. La Cima del Laghetto dei Cadabi raggiunta in queste condizioni è una bella meta, anche se il Re ci guarda dall’alto. La sua coperta di vento tempestoso (ben superiore a quelle già intense trovate, durante questo inverno, al Predèlp Ovest e al Monte Bar e, precedentemente, parecchi anni fa alla Bocchetta del Terri) è calata sopra di noi 700 metri sotto la verticale della sua cima, riparati solo da un macigno che almeno ci ha permesso di cambiare assetto senza volare via.

In breve (si fa per dire…): partiamo dalla Foppa di Cusiè con gli sci legati allo zaino. Saliamo fino all’Alpe Quarnei sul sentiero e qui decidiamo di tagliare in direzione del canalino di sinistra (poco innevato), quello, per intenderci, che permette di evitare il sentiero ufficiale cha passa giusto a pochi centimetri dai salti di roccia che, verticali, si appoggiano alle Gane di Cassèi prima di raggiungere la cascata (in versione estiva, cascata; ora, cascata di candele di ghiaccio).

Saliamo sulla pietraia e giunti nei pressi del canalino decidiamo di evitarlo sul ripido pendio erboso alla sua destra. Continuiamo a salire sull’erba seguendo la via più logica, forse anche l’unica possibile con gli scarponi da sci ai piedi finché, giunti davanti ad una ripida lingua di neve da traversare, mettiamo i ramponi per non toglierli più fino al momento di spellare (mai spellato senza aver fatto toccare la neve alle pelli!).

Rimaniamo sempre molto più alti del sentiero estivo e dopo un secondo traverso arriviamo al pendio sciabile anche in salita, che precede il canale che sbocca al Passo del Laghetto.

Siccome il canale è comunque vicino, non modifichiamo il nostro assetto ramponato e ci prepariamo a risalirlo. Via via che si sale, la ripidità aumenta, finché, non molto lontano dall’uscita, troviamo una bella cascata di ghiaccio vivo. Se vogliamo continuare, dobbiamo passare. Fortunatamente gli appigli non mancano, e grazie ai ferri di cui disponiamo (ramponi e piccozza) e a un po’ di forza di trazione (braccia), sbuchiamo al Passo del Laghetto pronti a gustarci la parte più gratificante dell’uscita odierna.

Aggiriamo il lago verso NW e visto che il pendio successivo è ripido e ghiacciato, teniamo i ramponi. Superata la spalla, nei pressi del P. 2729 l’Adula ci presenta il conto: raffiche costanti e fortissime. Più volte mi ritrovo abbrancato al terreno, incapace di proseguire ed impossibilitato a tenere la posizione eretta (gli sci sullo zaino amplificano la situazione “banderuola”). Dopo qualche minuto di lotta chiaramente impari, ci rannicchiamo dietro un macigno e meditiamo sul da farsi.

Proseguire in queste condizioni è proibitivo (tra l’altro il Grauhorn è costantemente immerso in una cappa di nuvole, mentre l’Adula ogni tanto appare, ma molto spesso si nasconde). Il buonsenso ci dice di toglierci da quella situazione e di scendere nuovamente al Passo: lì potremo consolarci con la Cima del Laghetto.

Calziamo finalmente gli sci e, sospinti da fragorose raffiche, su questi bei pendii sostenuti in un attimo siamo al Passo.

Togliamo gli sci, li assicuriamo con un pietrone piatto e poi saliamo alla Cima del Laghetto, dove il vento è molto più sopportabile. Dopo le consuete foto di rito, riguadagniamo il Passo e rimettiamo gli sci in spalla e i ramponi ai piedi.

Entrata del canalino, ghiaccio vivo, canale nevoso e poi arriva il tanto desiderato momento di calzare gli sci. Scendiamo la parte finale del canale e tutto il bellissimo pendio sottostante, fino a portarci sulla destra, sopra il sentiero estivo. Esclusa la possibilità di rifare il percorso dell’andata in discesa (un pochino rischioso…), ci accorgiamo che l’insolazione ha probabilmente reso meno problematica la percorrenza del sentiero estivo. Dei tre punti a picco sui salti, il primo è già superato, gli altri due li passiamo senza sci e senza ramponi e poi scendiamo ancora sul sentiero estivo, da qui sgombro da neve. Dopo aver poi abbandonato il sentiero e disceso una lingua di neve solo con gli scarponi, ci concediamo una lunga pausa su dei bei pietroni. Poi rimettiamo gli sci e scendiamo il pendio che porta alla piana di Quarnei. La passiamo tutta in diagonale e ci dirigiamo verso la forra dell’Orino (in onore al principio d’inerzia, adesso che abbiamo gli sci ai piedi preferiamo tenerli fino all’ultimo cristallo di neve).

Scendiamo tutta la gola del fiume fino a poca distanza dall’Alpe di Pozzo. Togliamo gli sci, traversiamo verso destra e la raggiungiamo; di qui prendiamo il sentiero che ci riporta alla Foppa di Cusiè.

Giornata di montagna vissuta intensamente. Un grazie a Paolo per aver condiviso fatiche e gioie, e alla prossima!
PS Le difficoltà indicate riguardano ovviamente le condizioni trovate oggi. Improponibile il paragone con una salita estiva.

 

pm1996 

La più bella del “Reame”, ci ha rimbalzati !
 
 
Lei , anche se vista da dietro un masso  a soli 700 m. dalla meta con la sua reale posizione invitante, con il Vedrett di Bresciana e gli innumerevoli pinnacoli, proprio bella , ma … 
La voglia mi/ci diceva di proseguire, ma non era fattibile, un vento impetuoso che ti strappava ciò che avevi addosso . 
Il canale di avvicinamento , è stato piacevole e divertente, ma, ad oggi, non da sottovalutare visto la presenza di ghiaccio .
 
Dalla Cima del Laghetto tante belle mete ancora per percorribili … 
…  certo che un po’ di amaro in bocca mi è rimasto.
Nessun “Barbaro” sul percorso …
Grazie a Fabio della bella e piacevole giornata vissuta insieme. 

Hike partners: pm1996, tapio


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Comments (16)


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Amedeo says: Tosta!
Sent 19 May 2014, 18h47
Bella tosta la salita in quelle condizioni, altro che quella estiva!!
Bravi!
Ciao
Amedeo

tapio says: RE:Tosta!
Sent 19 May 2014, 20h48
Ciao Amedeo! Grazie mille: come detto, dopo aver passato le difficoltà ci aspettava la parte piacevole, ma se l'è presa il vento (che comunque è sempre da mettere in preventivo in montagna).
Ciao, Fabio

Sent 19 May 2014, 19h56
Minkia che vento!!!Si sente nel video!!!!Grandi comunque!!! Ciao ALE

tapio says: RE:
Sent 19 May 2014, 20h50
Ciao Ale, grazie mille! Sì, Paolo è stato eroico nel fare quelle riprese sotto l'effetto del vento. Solo a risentire quel rumore mi si gelano le orecchie :-)))
Ciao, Fabio

ivanbutti says:
Sent 19 May 2014, 20h37
Bravissimi comunque, in quelle condizioni era davvero impossibile fare di meglio, se non correndo grossissimi rischi. Quindi nessun rammarico, ma grande orgoglio.

Ciao, Ivan

tapio says: RE:
Sent 19 May 2014, 20h55
Ciao Ivan, grazie mille! Nel momento culminate del vento pareva che fossimo due foglie quando arrivano i temporali d'autunno... e pensare che nella piana di Quarnei si stava così bene: una pace, un sole, le marmotte che correvano...
Ciao, Fabio

danicomo says:
Sent 20 May 2014, 08h19
Bellissimo il canalino ghiacciato e belle foto...
Bravissimi cmq....
Ciao
Daniele

tapio says: RE:
Sent 20 May 2014, 09h35
Grazie mille Daniele! Quando si va in montagna è ragionevole mettere in preventivo la voce "imprevisti": fin dove si può andare si va, e per il resto è inutile rammaricarsi...
Ciao, Fabio

veget says:
Sent 20 May 2014, 18h47
Ciao Fabio e Paolo,
inutile fare tanta retorica,,, Tutti sappiamo che rinunciare al raggiungimento di una cima è segno di saggezza.. soprattutto quando l'ostacolo è la natura... "Chapeau" .... Tornare
sarà un vostro impegno , ne sono sicuro. Le foto contribuiscono ad apprezzare alcuni tratti"ostici". Complimenti!!
Eugenio

tapio says: RE:
Sent 20 May 2014, 20h27
Già, già... Grazie mille Eugenio, la Tua saggezza non ha pari! Avendo raggiunto l'Adula meno di un anno fa, non è stata così drammatica la rinuncia... anche perchè era proprio impossibile proseguire. Speriamo di riuscire a salirlo una volta o l'altra con i legni ai piedi, ma senza che diventi un chiodo fisso.
Ciao, Fabio

micaela says:
Sent 20 May 2014, 19h25
Stappo una Chimay ( bleue ) in vostro onore , ragazzi , e : salute !meritano un brindisi le vostre foto e racconto cosi avvincenti , che par di esser lassu con voi , accasciati ed assordati dal vento !
Sul sesso....dell Adula , accordez vos violons : Piu Bella Del Reame , o Re ? comunque scommetto che non vi scapperà la prossima volta , e allora : champagne !
Micaela

tapio says: RE:
Sent 20 May 2014, 20h40
Bravissima Micaela: che sia in nostro onore oppure anche per il solo piacere di berla, la degustazione di una bella Chimay è sempre un momento da assaporare con tutti i sensi. Salute a te e grazie mille per le belle parole!

Sull'Adula: anche il Brenna si chiede se sia o meno la più bella del Reame. A me è sfuggita la parola "Re", quando si sa notoriamente che "il Re" delle Alpi Ticinesi è il Basodino. Bisognerà trovare l'appellativo giusto, magari durante la prossima salita...

Ciao, Fabio

gbal says:
Sent 20 May 2014, 22h41
Ennesimo racconto coinvolgente di un duo come pochi.
Complimenti!

tapio says: RE:
Sent 21 May 2014, 11h53
Grazie mille Giulio, dopo questo complimento vedremo di rimanere con i piedi per terra :-))
Ciao, Fabio

gebre says:
Sent 21 May 2014, 19h31
Complimenti comunque, quando la montagna dice no meglio ritentare, tanto non scappa!
Buone skialp.
Alberto

tapio says: RE:
Sent 21 May 2014, 20h39
Grazie mille Alberto, è quello che penso anch'io! Buone gite anche a te,
Fabio


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