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Rifugio ai Törr (1278 m)


Published by siso , 29 September 2013, 16h00.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike:28 September 2013
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Poncione Rosso   CH-TI 
Time: 6:15
Height gain: 995 m 3264 ft.
Route:Sceresa (435 m) – Pozzo (989 m) – Monte di Sopra (1092 m) – Rifugio ai Törr (1278 m) – Monte di Sopra (1092 m) – Pozzo (989 m) – Boniröi (363 m) – Mairano (283 m) – Prealberto (289 m) – Monda (365 m) – Sceresa (435 m).
Access to start point:A2, uscita Biasca – Rotatoria – Seguire il segnavia per Bellinzona fino a dopo il ponte sul Ticino (Prealberto), quindi svoltare a destra e seguire la strada verso la cava fino a circa 355 m di quota. Qui si imbocca la stradina a sinistra per Monda e Sceresa (435 m), dove si può parcheggiare alla sinistra della strada.
Accommodation:Rifugio ai Törr (1278 m)
Maps:C.N.S. No. 1373 – Biasca - 1:25000; C.N.S. No. 1293 – Osogna - 1:25000.

Prima escursione autunnale del 2013 nella selvaggia Val d’Iragna, fino ad una bella capanna del patriziato, poco conosciuta e poco frequentata.

 

Inizio dell’escursione: ore 7.22

Fine dell’escursione: ore 13.40

Pressione atmosferica, ore 9.00: 1013 hPa

Temperatura alla partenza: 18°C

Isoterma di 0°C, ore 9.00: 3100 m

Temperatura al rientro: 29°C        

Sorgere del sole: 7.18

Tramonto del sole: 19.10

 

Arrivo a Sceresa (435 m) alle prime luci dell’alba. Una signora sta già lavando l’autovettura. Ne approfitto per chiederle alcune informazioni sul percorso e sul toponimo “ai Tör". Nessuna risposta sul significato di Tör o Törr, come appare sul libro di capanna. Più tardi porrò la stessa domanda ad un alpigiano di Pozzo. Anche lui non conosce il significato del toponimo e azzarda un improbabile “tori”, visto che il rifugio si trova su un maggengo.

Secondo il Lessico dialettale della Svizzera italiana “tör” significa fusto, tronco dell'albero. Alle 7:22 mi incammino sul tratturo erboso in direzione Sud per un centinaio di metri fino ad un segnavia di legno con la scritta “sentiero”. Svolto a destra e affronto la salita sul sentierino, privo di bandierine o bolli. Scarso panorama oggi: il percorso si dipana quasi completamente nel bosco. A 650 m di quota raggiungo il sentiero segnalato con vernice bianca - rosso – bianca, che sale da Intragna. Supero alcune gande fra grossi macigni, nonché una cengia rocciosa, protetta da due tronchi. Fa caldo. Spesso mi devo liberare da microscopici ragnetti che mi cadono sulla testa; non mi era mai capitato. In un’ora e mezzo raggiungo Pozzo (1000 m), alpeggio con sedici baite, una cappella, una cabina telefonica e una teleferica per materiale. Non ci sono animali, tuttavia alcune case hanno le finestre aperte e il comignolo fumante. Un termometro segna 16°C all’ombra. In ulteriori 20 minuti di cammino pervengo al Monte di Sopra (1092 m). La prima baita è impreziosita da un interessante affresco del 1854, con il SS. crocefisso di Como. Poco più in alto, su un poggio naturale, si ergono due enormi monoliti, che sembrano una moderna scultura: bellissimi. All’estremità opposta della radura uno stagno rende più piacevole il paesaggio.

 

Su alcune betulle noto dei cespi di vischio (Viscum album album): la pianta che i Celti consideravano donata dagli dei poiché non ha radici e nasce come parassita sul ramo di un’altra pianta. Si diceva che nascesse dov’era caduto il fulmine, che simboleggiava la divinità, l’immortalità e la rigenerazione. In ogni caso è portatrice di buoni auspici.

Il sentiero sale a partire da metà radura, sul lato Ovest della stessa. È il tratto più faticoso dell’escursione. A 1240 m di quota un ponticello supera il Rialone; ancora un paio di tornanti ed eccomi al maggengo che ospita la Capanna ai Törr (1278 m).
 

                                             Rifugio ai Törr (1278 m)

Esternamente l’edificio è bellissimo; sembra una casa di vacanza. La chiave è appesa sopra la porta d’ingresso. Il refettorio e la cucina hanno un arredo di buon livello; bagno e doccia sono pure moderni. Una scala di legno porta al dormitorio, situato sopra il refettorio. Qui ho qualche perplessità: su un bel palchetto di legno vedo una dozzina di materassi, poco puliti, ammassati in un angolo. Le coperte, militari, sono conservate in bidoni di plastica blu, quelli che normalmente vengono utilizzati dai viticoltori per far fermentare il mosto.

Dal libro della capanna constato che le visite sono molto scarse: evidentemente è poco nota e poco pubblicizzata.

Un tariffario informa che sono in vendita delle birre; peccato che siano scadute da tempo…

All’esterno c’è una bella fontana e un macigno che invita ai bagni di sole. Di fronte al rifugio si trova una legnaia, contenente anche le bombole di gas e gli attrezzi per la manutenzione.

Tutto qui: una radura che ospita una bella casetta per i romantici, per gli amanti del silenzio, per i cercatori di funghi o semplicemente per chi desidera staccare la spina per un fine settimana.

Durante la discesa compio un giro ad anello, più lungo della salita, per visitare anche le zone delle cave di gneiss, impropriamente dette “cave di granito”, da sempre una delle poche risorse naturali del Ticino. Queste pietre sono servite alla costruzione della linea ferroviaria, di ponti, di edifici importanti in Italia e nella Svizzera interna come il Politecnico federale di Zurigo e il Palazzo federale di Berna.

Nei tempi della globalizzazione, non è tuttavia più possibile parlare di “Ricchezze del sottosuolo ticinese”, come scrisse Ilse Schneiderfranken nella sua pubblicazione del 1943.

 

Escursione nella Valle Riviera alla scoperta di un rifugio poco conosciuto, lontano dagli itinerari di massa.

 

Tempo di salita: 2:15 h

Tempo totale: 6:18 h

Tempi parziali

Sceresa (435 m) – Pozzo (989 m): 1.30 h

Pozzo (989 m) – Monte di Sopra (1092 m): 20 min

Monte di Sopra (1092 m) – Rifugio ai Törr (1278 m): 25 min

Dislivello in salita: 853 + 142 = 995 m

Sviluppo complessivo: 11,8 km

Difficoltà: T2

Coordinate Rifugio ai Törr: 715'500 / 133'600

Copertura della rete cellulare: buona

Libro di capanna: sì

Hike partners: siso


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