Cufercalhutte 2385


Published by Francesco , 14 April 2010, 18h00. Text and phots by the participants

Region: World » Switzerland » Grisons » Hinterrhein
Date of the hike:10 April 2010
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Mountaineering grading: PD-
Snowshoe grading: WT2 - Snowshoe hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-GR 
Time: 3:30
Height gain: 1050 m 3444 ft.
Height loss: 1050 m 3444 ft.
Route:1° GRUPPO: Sufers,Glattemberg,capanna Cufercall. RITORNO: lai da Vons, Sufers 2°GRUPPO: Sufers m.1428 -Foppa m.1850 -direzione Lai de Vons -quota 2086 -direzione Bachlistall -quota m.2131 -quota 2407 -Cufercalhutte m.2385 RITORNO: via Glattemberg
Access to start point:autostrada per San Bernardino,proseguire lungo la galleria in direzione Splugen,uscita Sufers,girare a sx, e poi ancora a sx subito dopo a dx, parkeggiare sull'alveo del torrente.m1428. Possibilità di alloggio: capanna Cufercalhutte m.2385
Maps:carta naz.Svizzera n°257 Safiental/267°San Bernardino

                                                                          VISTA DA FRANCESCO
Ancora una volta il gruppo capitanato da Alberto si ritrova per una gita "Cufercalhuute m.2385."  una due giorni.
 Ritrovo al centro Breggia,siamo un bel gruppo, la giornata è di quelle ottimali, ideali per una compagnia improvvisata.
La partenza prevista h. 7.30, sforiamo di 15° e finalmente si parte,giunti a Sufers il primo gruppo, cioe' quello solamente del sabato parte alle h. 9.30  in quanto il ritorno è previsto in giornata. Ci compattiamo  e via per la ns. meta: la Cufercalhutte  m. 2385,decidiamo per un giro ad anello: a salire, da Glattemberg , mentre la discesa da Lai da Vons, la visibilita' non è di quelle da immortalare e pertanto le foto non riescono a catturare le cime piu' lontane ma , nonostante tutto riusciamo a render interessante la ns. gita con la solita armonia che la montagna ci dona.
 Alberto ha delegato me per la relazione ma, il sottoscritto  è di poche parole e considerando il fatto che qs. gita ha diversi rapporti sul sito non mi dilungo con altri inutili suggerimenti, passo  upload foto e lascio la parola a coloro che volessero intervenire con ulteriori argomenti .

                                                                             VISTA DA ALBERTO
Vorrei prima di tutto,scusarmi con gli amici del primo gruppo,che ci hanno atteso per un po di tempo a Sufers: sarebbe stato giusto mettersi d'accordo nel ritrovarci alla capanna,in modo tale che ve la sareste goduta al meglio la giornata,pazienza,non arrivo sempre a tutto. Poi,voglio ringraziare: Adriano,che si è appoggiato alla mia esperienza per la scelta di un itinerario fattibile a molti,anche se con poca esperienza. Lo ringrazio per la sempre piacevole simpatia che riesce a coinvolgere tutti. Ringrazio Pia,magnifica cuoca,che si è prodigata nel preparare una squisita cena,molto abbondante e inoltre per le buonissime bisciole,fatte da lei. Ringrazio Giuseppe che si è offerto nel darmi il cambio per migliorare l'accesso alla sorgente e Enrico che con i suoi viaggi con pentole,secchi e quant'altro ha fatto scorta di acqua e inoltre,l'aver scelto di restare in nostra compagnia: questo mi ha fatto molto piacere. Ringrazio Laura,anche lei dalla simpatia travolgente. Ad Anna e Mauro,un grazie anche a loro per aver partecipato alla due giorni. Spero di aver un'altra occasione per passare una due giorni così bella. Ritrovo ore 7.30 al Breggia: il ritardo di alcuni partecipanti si fa sentire: pazienza,bisogna essere elastici! Ci ritroviamo con Giuseppe G.,Tilde,Angelo,Francesco,Massimo,Claudio (loro scenderanno in giornata),poi Mauro,Giuseppe,Pia (grande cuoca!!!!!),Laura (dovete conoscerla),Anna,Adriano e alla stazione di servizio di Bellinzona Sud,Enrico con Billie. Finalmente si può partire: gli amici che scendono in giornata vanno avanti e aspetteranno a Sufers il nostro arrivo. Poco dopo,infatti,mi chiama Massimo e,dato che qualcuno scalpitava per la lunga attesa,gli dico di cominciare a salire. Giunti a Sufers,vediamo gli amici che sono già partiti. Scelgo di salire per il primo tratto,tramite il sentiero,(sono le 10.00 un orario per me fuori dal comune) dato che avevamo gli zaini molto pesanti. Poi la strada,più lunga ma “morbida” come pendenza: si chiacchera,si ride e... si soffre. Mauro comincia a chiedermi dove ci fermeremo per fare una sosta,gli rispondo a Foppa ma,ho notato la grande sofferenza in lui (e non solo lui) che ho deciso di fermarmi prima: sosta per tutti con integrazione di liquidi e solidi per affrontare il lungo tragitto. Enrico mi domanda del percorso se è a rischio di valanghe,egli non ha mai fatto questo percorso con la neve e quindi lo tranquillizzo o meglio cerco di trasmettere quella tranquillità che io ho,perché conosco bene il tracciato. Giunti a Foppa,noto che le tracce degli amici che ci precedono prendono la direzione per Glattemberg: data la tarda ora e la possibile pericolosità del tracciato,ho ritenuto più consolo e sicuro,salire passando per il laj de Vons,percorso assai suggestivo,vario e con panorama via via sempre migliore. Salendo,Enrico si complimenta con me per il mio passo da bradipo,a quanto pare ben tollerato da tutti i partecipanti (nessuno mi ha detto di aumentarne la velocità e, se si fossero azzardati...avrei ridotto ancor di più il passo he he he). Quello è il mio modo di andare,con o senza zaino,pesante o leggero: così è e così spero sia anche fra 50 anni. Giunti a quota 2130,cominciamo a salire per i pascoli coperti ancora di neve,qui incrociamo la traccia lasciata dagli amici che ci precedono e mando un messaggio a Massimo per far sapere loro che stiamo arrivando e che non dovevano ripartire,prima di aver gustato la torta che ho fatto (è sempre buona cosa far sapere come stanno le cose,quando c'è un distacco notevole). Poi,decido di stare più a sinistra rispetto la loro traccia che tendeva a destra,questo per abbreviare il tragitto: Mauro e Laura,sempre vicini,Enrico comincia staccarsi un poco. Mi si chiede quanto manca e io rispondo che una volta giunti al palo,situato sul cucuzzolo dove siamo diretti,lì vedremo la capanna e in discesa vi giungeremo. Giunti al palo,vediamo la capanna e l'esultare per l'oramai vicina meta,fa sì che Mauro si sdrai,pare un pochetto sconvolto: forse non è abituato a portare uno zaino pesante,mentre Laura non vede l'ora di arrivare anche perché è un tipo un pochino (o devo dire un tantino ) freddolosa. Vediamo la Cufercal e gli amici che ci attendono: li chiamo a gran voce (però,ho ancora fiato): dopo che ci ha raggiunto Enrico,ripartiamo e poco avanti,mi volto per vedere se anche gli altri hanno raggiunto il palo. Così fu e quindi,rassicurato che ci siamo tutti,raggiungo la capanna e saluto gli amici,i quali avevano già provveduto a riscaldare la capanna (li ringrazio). Alle 14.00 siamo tutti in capanna,l'orario che ho previsto di arrivo,si è rivelato giusto: una stretta di mano con il primo gruppo e poi dentro in capanna. Dopo aver tirato fuori dallo zaino i viveri comuni,assaggio qualcosina e mi affretto a fare ciò che ritengo un mio dovere: preparare legna fine per l'accensione del giorno dopo e un poco di scorta per la stufa economica,la quale per far che renda,bisogna inserire pezzi di legno più piccoli. Preparato il tutto,bisogna provvedere all'accensione della stufa da riscaldamento,situata nel locale più grande (che si usa quando si supera i 6 componenti): dopo aver visto che andava a pieno regime,bisognava provvedere per il recupero dell'acqua. Gli amici hanno provveduto con la neve,ma...rende poco e quindi...mano al badile e mi metto a scavare per oltre un metro di neve,fino a trovare il tubo da dove sgorgava la fresca acqua: Giuseppe,mi chiede se voglio il cambio,gli cedo il badile e gli chiedo di fare degli scalini in modo tale da essere più comodi nel recuperare l'acqua. Nel frattempo gli amici tra una chiaccherata e l'altra,si abbronzano al sole e io,da “buon capanat” sorveglio e alimento le stufe (è molto importante che non scenda la temperatura,non basta accenderle,bisogna costantemente controllarle e alimentarle se necessita). Esco a vedere il lavoro svolto da Giuseppe: proprio ben fatto! Ora,io ed Enrico,andiamo avanti e indietro con le pentole e cerchiamo di riempire più contenitori per evitare di uscire con il clima più freddo. Ritenevo,nonostante nel gruppo vi fosse qualche amante del vino,che l'acqua prima o poi,sarebbe divenuta la “regina” della tavola...e così fu! Salutiamo gli amici che ci lasciano,forse un poco rammaricati per non aver potuto restare,sarà per un'altra volta! Poi ci cambiamo,finalmente ci togliamo gli scarponi e...cosa vedo,Laura stende un piumone sul tavolo e...comincia a fare i massaggi a Mauro,il quale a momenti si addormenta: mani abili e profumate con oli per massaggi,rendono a coloro che li hanno subiti,piacere intenso e sollievo. E la capanna si profuma delicatamente! Poi i massaggi proseguono su altri amici,poi Laura si scusa se non riesce a farli anche a me,purtroppo cominciava a essere stanca ( ma non c'è problema,a me i massaggi me li ha fatti lo zainooooooo! He he he! Dopo di che anche lei è stata massaggiata,ne aveva bisogno. Arriva l'ora di cena: e che cena!!! Brasato in salmì: FANTASTICO,poi salamini in umido con pomodoro SUBLIME,oltre a gli affettati di salame e salamino d'asino?,be,era buonissimo. Poi vari formaggi. Io ho messo a scaldare dei tranci di focaccia con olive (preparate da me personalmente: la base è farina e latte intero): è andata a ruba,mi hanno fatto i complimenti! Poi,ha dimenticavo: la torta che ho preparato,cioccolato e pere,con aggiunta di marmellata di castagne,apprezzata anche questa,meno male visto il peso che mi sono portato appresso (peso: 2,400 Kg,per gli amici,questo e altro). Dopo aver degustato il tutto,si comincia a ridere e scherzare,le risate non mancano. Mi sono intrattenuto volentieri a chiaccherare con Enrico,spero che il resto della compagnia non ci abbiano visto come degli associali,d'altronde,non mi posso dividere. Di tanto in tanto Enrico,dopo che ha avuto la buona decisione di rimanere (cosa che mi ha fatto piacere a me e agli altri amici) mi chiede a che ora si pensa di partire il giorno dopo: rispondo che dipende dal tempo che farà,era un poco preoccupato,sentendo le previsioni negative. Le risate cominciano a diradarsi,i volti sono un po persi,gli occhi cercano di stare aperti ma il sonno prevale e ad un certo punto la parola “nanna” esce volentieri dalla bocca e ci si prepara per la notte,forse un poco rumorosa,forse...sarà un dormi/veglia. In camera,una volta che ogni uno ha preso posto,le battute ricominciano a risuonare nella stanza,apprezzamenti per i piumini,caldi,che la capanna ci mette a disposizione,sono ben apprezzati,anche se devo ammettere,che faceva un gran caldo,sia nella stanza che sotto il piumino. Dopo la buona notte,mi rendo conto di aver dimenticato i tappi per le orecchie,pazienza e poco dopo,comincio a soffrire il gran caldo. Togliere i pantaloni,non è il caso,se devo andare in bagno,poi fa freddo,quindi mi tolgo il piumone e si comincia a ragionare. Ma in ogni caso non dormo: il rumore del vento lo sentivo,di tanto in tanto una persiana sbatteva,qualcuno si alza per andare in bagno e il lieve russare...sia sopra che sotto,mi faceva restare sveglio e intanto pensavo al giorno dopo,nella speranza che il tempo non peggiorasse come da previsioni. La cosa più importante,che vi sia visibilità,gli amici non sono abituati a certe tipi di sorprese,io sì,ma come si fa a tranquillizzare chi da poco ti frequenta? Non è facile! Alle 4,45 vado in bagno,do una sbirciatina fuori e che vedo? Nevischio! Poi ritorno a letto per rialzarmi definitivamente alle 6.00. In cucina trovo Enrico,nel tentativo di accendere la stufa: ora ci penso io! E a breve ecco che riparte e poco dopo è a pieno regime: metto l'acqua per la tisana e dell'altra acqua nel caso che si preferisca il tè. Poi,compare Adriano,che visto il tempo,anche lui è d'accordo di partire non troppo tardi: si cominciano a sentire vari rumori al piano superiore,a quanto pare si stanno svegliando tutti. In camera alla mattina vi erano più di 14°,infatti nessuno si è lamentato di aver freddo,tutt'altro. Abbondante colazione,riordino e pulizia della capanna e poi...si riparte per la discesa: fuori,un bel vento e la neve che scende copiosa,fantastico. Giunti a quota 2130,Adriano mi dice se andiamo per Glattemberg,così faremmo un giro ad anello: Enrico era un poco preoccupato,ma gli spiego che,data la bassa temperatura,la scarsa coltre di neve,la fattibilità c'è. Così,facciamo il percorso al contrari di come lo avevano fatto i nostri amici (in salita) e poco dopo,raggiunta la strada che andava in direzione di Foppa,ecco le ben visibile valanghe che si sono abbattute sul percorso. Cosa vecchia,ma comunque,evidenzia il fatto che quel percorso non è sicuro come quello per il laj de Vons. Giunti a Sufers,si decide per una mangiatina a Splugen: entrati dentro nel ristorante,ordiniamo tutti un rosti,del tipo sostanzioso e birra. Che mangiata,ci voleva proprio,peccato che io,dato che non reggo bene neanche la birra,in auto la sonnolenza prevaricava,quindi non ero molto partecipe (e presente con i neuroni sobri) ai discorsi intrattenuti.
 

                                                                 VISTA DA MASSIMO

Per quanto riguarda l'escursione nulla da aggiungere penso sia stato detto tutto, come al solito bellissimo posto e compagnia molto gradevole.
P.S. Noto con piacere che lo sport delle gambe sotto il tavolo è diffusissimo ed anche senza la mia  presenza cara Clotilde  ci si dà molto da fare.


                                                                                                                                                                                                                                      




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Comments (10)


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clotilde says: x Massimo
Sent 14 April 2010, 19h39
Hai ragione è proprio uno sport molto condiviso.

clotilde says: x Francesco e Claudio
Sent 14 April 2010, 19h44
Sono molto contenta di avervi conosciuto, vi siete dimostrate gente di montagna per la compagnia e specialmente Francesco per la preoccupazione che
Tilde (la scopetta), come dice Alberto, rimaneva indietro, rassicurato dai miei uomini che alla fine io arrivo sempre.
P:S: Sono il bradipo in gonnella, come qualcuno(non mi ricordo chi)mi ha definito, vero complimento
Ciao Tilde e Giuseppe

Francesco says: RE:x Francesco e Claudio
Sent 14 April 2010, 20h16
Ciao Tilde,anche per me è stato un piacere condividere un'amore comune, la montagna, quell'amore vero che ci distingue e non si smentisce mai.
un caro saluto a te e Giuseppe.

Massimo says: x ALBERTO
Sent 14 April 2010, 22h56
Sgancia la ricetta della torta cioccolato e pere.
Era troppo buona.
DOMANDA: COS'è IL BRASATO IN SALMI?
Ciao, ci si vede sabato

Max

Francesco says: RE:x ALBERTO
Sent 15 April 2010, 06h29
..lascio che sia Alberto a risponderti a qs. domanda, io da buon terone è meglio se ti risparmio qs. figuraccia.

Alberto says: RE: ecco la ricetta,però,mancano le mani "d'oro"
Sent 16 April 2010, 16h34
Torta di pere e cioccolato: 400 gr. di farina 0 o 00 – 100 gr. di fecola di patate – 3 uova – 100 gr.di amaretti – 200 gr. di latte intero – 200 gr. di cioccolato fondente al 70% - mezza bustina di lievito per dolci (8 gr.) - 4 cucchiai di marsala – 100 gr. di zucchero – 2 o 3 pere (400 o 500 gr.) mature – 100 gr. di burro e una tortiera del diametro di 28 cm. e alta 6 cm. 1) fare sciogliere a bagnomaria i 200 gr di cioccolato con 50 gr di burro 2) in un mixer,sbattete i 3 tuorli con i 50 gr di burro restanti e 560 gr di zucchero 3) tritare finemente i 100 gr di amaretti 4) unire il cioccolato fuso nel mixer con gli ingredienti del punto 2) 5) aggiungervi i 4 cucchiai di marsala,100 gr di latte e con il mixer lavorare per un paio di minuti 6) setacciare in una grande marmitta,la farina,il lievito e la farina di fecola: miscelare bene,poi aggiungervi il composto preparato con il mixer e mescolate 7) aggiungervi i restanti 100 gr di latte e gli amaretti tritati finemente: amalgamare bene 8) sbattere gli albumi con il mixer aggiungendovi i restanti 50 gr di zucchero,fino ad ottenere una bianca spuma soffice 9) aggiungere il tutto al composto di cioccolato e amalgamare bene 10) versare metà composto nella tortiera imburrata (anche lateralmente),porvi le fette di pera tagliate dello spessore di circa 3-4 mm appoggiandole sopra il composto di cioccolato 11) versarvi sopra il restante composto volendo,per dare un tocco magico,aggiungere sopra al composto,piccole dosi di marmellata di castagne,disposte geometricamente su tutto l'impasto,poi grattugiarvi sopra per tutta la superficie,il cioccolato fondente 12) dopo aver pre-riscaldato il forno a 180°,infornare a metà forno (se a gas) per almeno 50 minuti,poi con uno stuzzicadenti forare la torta per verificarne se è troppo umida o si stà asciugando troppo (va a gusti),nel caso,lasciare cuocere per altri 10 minuti. Buon appetito

Anna says: RE: ecco la ricetta,però,mancano le mani "d'oro"
Sent 2 May 2010, 23h27
Grazie per la ricetta...
L'ho già fatta 2 volte ed ogni volta è vittima del suo successo.

Ieri, mi sono permessa di farne una variante ed ho aggiunto dell'uvetta nell'impasto. Successo doppio (la torta è già finita).

Ho anche notato che è importante per il gusto non mangiarla subito (malgrado la tentazione), ma lasciarla riposare diverse ore dopo che si è raffreddata.

Grazie tante e attendo adesso altre ricette :-))

Alberto says: RE: ecco la ricetta,però,mancano le mani "d'oro"
Sent 7 May 2010, 16h57
Ciao Anna,mi fa piacere che ti sia gradita la mia ricetta (che ho sempre modificato nel tempo per migliorarne le qualità): ecco,vorrei sperimentarla con l'uvetta sultanina,dev'essere ottima. Per quanto riguarda il consumo...be,calda non è il massimo,anche se il profumo è invitante. Quando ho fatto la ricerca su internet,ebbene,l'ho completamente stravolta la ricetta: troppo burro non fa sempre bene,ma nonostante ciò,anche i miei colleghi di lavoro (non lo sanno,ma come cavie non sono niente male he he he). Tre settimane fa,nel turno notturno,ho portato tre teglie di focacce: una con le olive (mischiate all'impasto),una sempre con olive e in più le cipolle sopra e l'ultima semplice. Bene,è andata a ruba e il "trucco" se cosi si può definire,è nell'impasto: io ci metto il latte intero. Per quanto riguarda altre ricette...ci sarebbe la crostata ai mirtilli e cioccolato,buona,ma la devo migliorare e purtroppo per i mirtilli (quelli veri di montagna) è ancora presto. Ciao!

gonzo says:
Sent 16 April 2010, 12h21
complimenti!

beppe says:
Sent 16 April 2010, 21h18
complimenti alberto la tua torta e sempre un successo ciao


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