Cima della Bianca 2892 m (invernale)
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Splendido debutto invernale. Prima uscita in neve per riprendere confidenza con la dama bianca, con i pendii, con il freddo.
La Cima della Bianca con la neve è scarsamente descritta in hikr.
Zaza l'ha concatenata al Corvo con le ciaspole (senza aggiungerla come waypoint, pertanto non compare se la cerchi nella lista).
Sky con la neve ha raggiunto il Corvo ma non la Cima della Bianca. L'itinerario è simile ma nel suo caso è partito da Campo Blenio con notevole distanza. In generale è un'escursione facile e sicura ma presenta alcuni punti di rischio per le valanghe: i pendii sopra la Capanna Bovarina e i pendii meridionali della Cima della Bianca a nord della Valle dell'Inferno. Inoltre seguendo l'accesso estivo non è evidente raggiungere la Bovarina con la neve.
Al momento attuale è ancora tuttavia ragionevole avvicinarsi alla zona (con poca neve sotto i 2000 m).
Vista spaziale dalla Cima della Bianca verso est

Accesso alla Bovarina
In auto riesco ad arrivare molto vicino a Predasca.
L'accesso è da Campo Blenio mediante strada di montagna asfaltata.
Non ci sono pedaggi o limitazioni anche se un cartello di divieto di accesso provvisorio è presente a Campo Blenio (forse è sconsigliabile salire in quanto la strada non viene più pulita).
In effetti ad un certo punto, non so bene come avvenga, la mia macchina si trova a "sciare" sulla carreggiata con un movimento rotatorio. Sono quasi a Predasca. Nulla da fare. Bella retromarcia e lascio il veicolo a quota 1630 m, nei pressi di un tornante.
Da qui a piedi in poco tempo sono a Predasca.
È appena sorto il sole.
La neve non è ancora così abbondante: posso utilizzare l'accesso estivo che nell'ultima parte corrisponde anche a quello invernale. Dapprima c'è un ponte e un sentiero leggermente esposto con la catena, si perde leggermente quota e poi si risale nel bosco su facile sentiero (accesso invernale). In inverno non si tocca l'Alpe Predasca ma si arriva direttamente alla Capanna Bovarina a nord di Predasca. In questo modo si evita un cambio di pendenza importante.
Dalla Bovarina alla Valle dell'Inferno
In generale sopra la Bovarina c'è un grande salto con un terreno tipicamente valanghivo. La pista invernale coincide con la strada soprastante che porta alla Foppa di Rèdich. Tale strada la percorro al ritorno e noto come sia già invasa da valanghe. In pieno inverno sarà un'unica valanga.
Per salire nella Valle dell'Inferno sfrutto il sentiero estivo. La problematica è comunque la medesima: attraverso un terreno valanghivo. Al momento però non c'è pericolo, ha già scaricato.
Raggiungo l'ampia vallata superiore nei pressi della quota 1964 m dopo aver abbandonato il sentiero per il Lago Retico. Da qui si staglia la mia montagna anche se la vetta rimane nascosta alla vista. La valle da seguire ha una conformazione insolita: sale in diagonale lungo il vasto pendio, tagliandolo di fatto in due con un profondo canyon.
Dopo un lungo saliscendi di avvicinamento procedo lungo il bordo esterno del canyon stesso: questo percorso risulta sicuro perchè non ci sono pendiii a monte. C'è un fiume a fare da barriera. Da quota 2000 m salgo fino al punto quota 2467 m dove c'è un motto a contraddistinguere la fine di questa cresta. La valle prosegue in modo più articolato con più increspature.
La Valle dell'Inferno che taglia in diagonale il pendio della montagna - visto da quota 2000 m
Cima della Bianca
Raggiunto il Motto 2467 m devo attraversare la valle. Tuttavia dall'altra parte ci sono pericolosi pendii.
Proseguo un poco fino a quando i pendii si addolciscono. Devo disegnare una lunga curva e poi ritornare verso est per evitare di restare esposto ad ulteriori pericoli. I terreni vanno letti e ci vuole un po' di creatività.
Mentre attraverso la valle mi ritrovo in una zona con più increspature, molto caratteristica.
Intorno ai 2500 m attraversando la Valle dell'Inferno

Ora risalgo con le ciaspole tenendo la linea della pista invernale. Consulto spesso la mappa offline con swisstopo. Mi geolocalizzo e mi correggo. Contemporaneamente osservo il terreno e scelgo la mia salita. La neve è in parte già trasformata ma non c'è ancora un fondo consistente. Ci sono due punti ripidi: uno subito all'inizio e uno tra i 2600 e i 2700 metri. In questi passaggi utilizzo la piccozza per darmi sicurezza. Alla fine sbuco di fronte alla vetta. Tra me e la stessa c'è un avvallamento dove è presente anche un laghetto (attualmente gelato e innevato).
Laghetto a quota 2800 metri - Piz Terri sullo sfondo

Scendo nella valletta e risalgo il facile pendio finale fino a culminare nella cresta orientale. Il gelido vento mi congela all'istante: mi copro per bene. Seguo il crestone fino alla vetta.
C'è un omone di pietre interamente innevato.
Dalla vetta posso ammirare l'ampio panorama ma evito di fermarmi. Mi abbasso di pochi metri per uno spuntino e poi rapido ritorno da dove sono salito. È troppo freddo.
Bellissima vista su Adula e Grauhorn

Ritorno via Stabbio Nuovo
Ripercorro a ritroso tutto il percorso svolto finora. Uso la piccozza nei passaggi ripidi e presto attenzione a non scivolare. Ridiscendo dalla Valle dell'Inferno fino a 2000 metri.
Nella zona pianeggiante decido di seguire la pista invernale al fine di conoscerla per una possibile salita futura (per esempio al Pizzo del Corvo).
Il mio procedere è molto rallentato: la neve è fresca e si sfonda, la pianura presenta continui saliscendi. Presso la Foppa di Rèdich prendo la strada. Essa è innevata e piana. Inoltre mi imbatto presto nelle valanghe che invadono il campo stradale. Ad un certo punto individuo la discesa diretta evitando la Capanna Bovarina: taglio da facili pendii fino a Stabbio Nuovo. Da qui poi prendo un'altra strada. Anche questa la abbandono presto per prendere il sentiero per Predasca.
Infine da Predasca trovo un sentiero che mi permette di tagliare fino alla mia macchina.
Videino
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/www.instagram.com/reel/CzbLDa6NIxM/?igshid=cmhma245a3piM25m
Storie
/www.instagram.com/stories/highlights/17995040897137109/
La Cima della Bianca con la neve è scarsamente descritta in hikr.


Al momento attuale è ancora tuttavia ragionevole avvicinarsi alla zona (con poca neve sotto i 2000 m).
Vista spaziale dalla Cima della Bianca verso est

Accesso alla Bovarina
In auto riesco ad arrivare molto vicino a Predasca.
L'accesso è da Campo Blenio mediante strada di montagna asfaltata.
Non ci sono pedaggi o limitazioni anche se un cartello di divieto di accesso provvisorio è presente a Campo Blenio (forse è sconsigliabile salire in quanto la strada non viene più pulita).
In effetti ad un certo punto, non so bene come avvenga, la mia macchina si trova a "sciare" sulla carreggiata con un movimento rotatorio. Sono quasi a Predasca. Nulla da fare. Bella retromarcia e lascio il veicolo a quota 1630 m, nei pressi di un tornante.
Da qui a piedi in poco tempo sono a Predasca.
È appena sorto il sole.
La neve non è ancora così abbondante: posso utilizzare l'accesso estivo che nell'ultima parte corrisponde anche a quello invernale. Dapprima c'è un ponte e un sentiero leggermente esposto con la catena, si perde leggermente quota e poi si risale nel bosco su facile sentiero (accesso invernale). In inverno non si tocca l'Alpe Predasca ma si arriva direttamente alla Capanna Bovarina a nord di Predasca. In questo modo si evita un cambio di pendenza importante.
Dalla Bovarina alla Valle dell'Inferno
In generale sopra la Bovarina c'è un grande salto con un terreno tipicamente valanghivo. La pista invernale coincide con la strada soprastante che porta alla Foppa di Rèdich. Tale strada la percorro al ritorno e noto come sia già invasa da valanghe. In pieno inverno sarà un'unica valanga.
Per salire nella Valle dell'Inferno sfrutto il sentiero estivo. La problematica è comunque la medesima: attraverso un terreno valanghivo. Al momento però non c'è pericolo, ha già scaricato.
Raggiungo l'ampia vallata superiore nei pressi della quota 1964 m dopo aver abbandonato il sentiero per il Lago Retico. Da qui si staglia la mia montagna anche se la vetta rimane nascosta alla vista. La valle da seguire ha una conformazione insolita: sale in diagonale lungo il vasto pendio, tagliandolo di fatto in due con un profondo canyon.
Dopo un lungo saliscendi di avvicinamento procedo lungo il bordo esterno del canyon stesso: questo percorso risulta sicuro perchè non ci sono pendiii a monte. C'è un fiume a fare da barriera. Da quota 2000 m salgo fino al punto quota 2467 m dove c'è un motto a contraddistinguere la fine di questa cresta. La valle prosegue in modo più articolato con più increspature.
La Valle dell'Inferno che taglia in diagonale il pendio della montagna - visto da quota 2000 m

Cima della Bianca
Raggiunto il Motto 2467 m devo attraversare la valle. Tuttavia dall'altra parte ci sono pericolosi pendii.
Proseguo un poco fino a quando i pendii si addolciscono. Devo disegnare una lunga curva e poi ritornare verso est per evitare di restare esposto ad ulteriori pericoli. I terreni vanno letti e ci vuole un po' di creatività.
Mentre attraverso la valle mi ritrovo in una zona con più increspature, molto caratteristica.
Intorno ai 2500 m attraversando la Valle dell'Inferno

Ora risalgo con le ciaspole tenendo la linea della pista invernale. Consulto spesso la mappa offline con swisstopo. Mi geolocalizzo e mi correggo. Contemporaneamente osservo il terreno e scelgo la mia salita. La neve è in parte già trasformata ma non c'è ancora un fondo consistente. Ci sono due punti ripidi: uno subito all'inizio e uno tra i 2600 e i 2700 metri. In questi passaggi utilizzo la piccozza per darmi sicurezza. Alla fine sbuco di fronte alla vetta. Tra me e la stessa c'è un avvallamento dove è presente anche un laghetto (attualmente gelato e innevato).
Laghetto a quota 2800 metri - Piz Terri sullo sfondo

Scendo nella valletta e risalgo il facile pendio finale fino a culminare nella cresta orientale. Il gelido vento mi congela all'istante: mi copro per bene. Seguo il crestone fino alla vetta.
C'è un omone di pietre interamente innevato.
Dalla vetta posso ammirare l'ampio panorama ma evito di fermarmi. Mi abbasso di pochi metri per uno spuntino e poi rapido ritorno da dove sono salito. È troppo freddo.
Bellissima vista su Adula e Grauhorn

Ritorno via Stabbio Nuovo
Ripercorro a ritroso tutto il percorso svolto finora. Uso la piccozza nei passaggi ripidi e presto attenzione a non scivolare. Ridiscendo dalla Valle dell'Inferno fino a 2000 metri.
Nella zona pianeggiante decido di seguire la pista invernale al fine di conoscerla per una possibile salita futura (per esempio al Pizzo del Corvo).
Il mio procedere è molto rallentato: la neve è fresca e si sfonda, la pianura presenta continui saliscendi. Presso la Foppa di Rèdich prendo la strada. Essa è innevata e piana. Inoltre mi imbatto presto nelle valanghe che invadono il campo stradale. Ad un certo punto individuo la discesa diretta evitando la Capanna Bovarina: taglio da facili pendii fino a Stabbio Nuovo. Da qui poi prendo un'altra strada. Anche questa la abbandono presto per prendere il sentiero per Predasca.
Infine da Predasca trovo un sentiero che mi permette di tagliare fino alla mia macchina.
Videino
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Tourengänger:
Michea82

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