Corno Rosso (3230 m)


Published by emanuele80 , 17 November 2021, 22h29.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:18 August 2021
Hiking grading: T5 - Challenging High-level Alpine hike
Mountaineering grading: PD
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: CH-VS   I 
Time: 10:30
Height gain: 1900 m 6232 ft.
Access to start point:Autostrada A26 per Gravellona Toce e poi proseguire lungo la SS33 del Sempione fino all'uscita di Piedimulera per la Valle Anzasca. Arrivare fino alla fine della strada a Macugnaga e parcheggiare in località Pecetto.
Maps:map.geo.admin.ch

Il Corno Rosso si trova sulla cresta di confine tra la bocchetta omonima e quella di Seewjinen ed è una sommità rocciosa piuttosto trascurata dal versante S vista la lunghezza dell’avvicinamento e il tratto finale di difficoltà non ben definite. I pochi avventori toccano la cima con le pelli o nel corso della celeberrima Traversata dei Camosci, potendo usufruire della funivia che sale al non lontano Passo del Monte Moro, mentre da Pecetto si tratta di una lunga camminata in ambiente incontaminato di scarsa o nulla frequentazione nei pendii soprastanti al ben più rinomato Faderhorn e con un finale alpinistico che richiede in un paio di passaggi l’impegno necessario.

Parcheggiata l’auto nel centro di Pecetto, mi inoltro tra le case fino a sbucare sulla stradina che porta sotto le pareti rocciose (palestre d’arrampicata), per proseguire poi verso l’Alpe Roffelstafel e il Rifugio Sella. Decido di raggiungere il Bivacco Hinderbalmo tramite il sentierino difficile che, sfruttando le debolezze del versante, sale diretto al bivacco senza compiere il giro più largo che effettuerò al ritorno: attraverso quindi il torrente a circa 1500 m di quota, rinvenendo da lì a breve dei segni sbiaditi di vernice che mi danno conferma della bontà del percorso, senza notare però alcuna traccia evidente di passaggio. Superata dapprima verso destra la ripida scarpata soprastante, anche su gradini di pietre (denominati “scala santa”), piego poi a sinistra fra i larici e da sotto la barriera rocciosa proseguo obliquamente a destra su ripidissimi pendii erbosi, uscendo da ultimo direttamente sul dosso, una dozzina di metri a monte del baitello. Il panorama è ovviamente spettacolare, con la parete est del Rosa in bella mostra senza una nuvola intorno. Dal bivacco continuo in diagonale verso destra su magnifiche praterie lungo il sentiero segnato che conduce alla croce del Faderhorn. Abbandono il sentiero all’altezza della croce, intorno ai 2500 m quando tende decisamente a destra, per salire verticalmente lungo magri prati e pietraie moreniche. Il Corno Rosso fa ormai bella mostra di sé e sembra piuttosto alla portata ma la realtà è ben diversa: supero il pendio morenico con un traverso ripido da destra verso sinistra e tutto il successivo nevaio (residuo di ghiacciaio) lasciando sulla destra il passaggio del Faderjoch. Rimonto nel mezzo la scarpata di pietrame, arrivando sul culmine della cresta S proprio nei pressi del castello sommitale, composto da grossi blocchi rocciosi. Qui tento inizialmente di scalare sulla destra una breve paretina di qualche metro ma rinuncio da lì a poco per mettermi alla ricerca di un punto di salita più agevole; scorgo quindi più a sinistra un caminetto sovrastato da una placca liscia di pendenza moderata che mi consente di superare il tratto in questione con un passaggio di II/II+. Scavalcati gli ultimi blocchi, ho giusto il tempo di ammirare un’aquila che, appollaiata in parete, spicca il volo verso E ed eccomi in cima!

Dalla Valle Anzasca iniziano a risalire le tipiche nebbie di calore ma il clima è perfetto e le nubi creano quadri suggestivi: poco distante sul Corno di Seewjinen che gioca a nascondino, a sprazzi compare il Lago di Mattmark sul versante svizzero sovrastato dalla Weissmies, mentre lo Strahlhorn si staglia nell’aria limpida. Verso SW, le cime di Rosa appaiono lucenti di neve sbucando dai fumi bianchi del cielo.

In discesa, esclusa la possibilità di ridiscendere il caminetto a causa del brecciolino presente sulla placca, cerco un’alternativa fattibile ma non trovo nulla se non la paretina tentata a salire. Essa, piuttosto verticale ed esposta, è provvidenzialmente percorsa da sottili cenge orizzontali utili per poggiare i piedi e che sfrutto per disarrampicare con un paio di passi atletici e molta prudenza. Scendo poi indicativamente lungo la via di salita fino ai 2180 m circa, per iniziare quindi un traverso che mi conduca all’Alpe Stenigalchi. In assenza di traccia, tento di seguire il percorso più agevole e, dopo l’attraversamento di due rii, giungo alle rovine dell’alpeggio, luogo selvaggio e molto panoramico. Valuto attentamente in seguito il proseguo della discesa e, raggiunto un ricovero sotto un masso appena più sotto, mi calo in un’infida boschina per riattraversare il secondo rio, tribolando non poco tra rododendri e fastidiose ontanelle. Dopo un breve ma intenso ravanamento, raggiungo in basso il sentiero ufficiale di discesa dal Bivacco Hinderbalmo che, poco dopo l’Alpe Obal, piega a sinistra verso Pecetto e raggiunge la stradina dell’andata e il punto di partenza.


Hike partners: emanuele80


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Comments (3)


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Sent 18 November 2021, 21h52
Bella escursione! E la deviazione via Alpe Stenigalchi è un bonus interessante.

Sulla carta svizzera del 1978 si vede che un vecchio sentiero passava per l'Alpe Stenigalchi-Alpe Roffel-Alpe Obal... ma dovrebbe essere solo un ricordo...

emanuele80 says: RE:
Sent 22 November 2021, 12h43
Ciao Christian,
è il sentiero che ho cercato "parzialmente" di seguire, con l'intenzione però di riattraversare il rio tramite il percorso indicato più sopra sulla carta svizzera. Non ho visto tracce o segni ma non le ho cercati più di tanto, ho preferito scendere a vista; la cosa può comportare dei rischi perché ci sono salti di roccia.

Emanuele

ChristianR says: RE:
Sent 22 November 2021, 13h39
OK, grazie per l'informazione!


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