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Senza meta in Valgerola


Published by cai56 , 10 June 2021, 11h35. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike: 6 June 2021
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 7:00
Height gain: 1468 m 4815 ft.
Height loss: 1389 m 4556 ft.
Route:Circolare 25,03 km
Access to start point:Da Milano a Morbegno lungo le statali 36 e 38. Alla seconda rotonda all'ingresso della città svoltare a sinistra verso la stazione ferroviaria, oltrepassare la stazione dei bus e proseguire fino ad un ampio piazzale sterrato sotto un cavalcavia, a fianco dei binari. Parcheggio libero.

Capita raramente, ma in questa domenica per vari motivi non mi ero preparato un programma escursionistico, nemmeno di massima. Azzeratesi però le minacce di impedimento, bisogna pur andare da qualche parte, essendoci perdipiù un tempo splendido, luminosissimo per il temporale della sera precedente. Tre settimane fa, in occasione della percorrenza del "Sentiero Morbegno Città Alpina 2019", avevamo notato le nuove indicazioni del prolungamento del Sentiero del Viandante da Delebio a Morbegno: decidiamo di cominciare a seguirle come spunto iniziale, poi decideremo di bivio in bivio. Alla fine ci siamo trovati a chiudere un anello delle Valli del Bitto fra Gerola ed Albaredo in parte su sentieri poco frequentati e, purtroppo, anche lunghi tratti di asfalto senza possibilità di alternativa.

Dalla Stazione Ferroviaria si sale verso l'antico nucleo della città dapprima sottopassando la ex-statale e poi proseguendo diritto fra eleganti palazzi residenziali; davanti ad un secolare negozio di alimentari-drogheria-coloniali (le cantine risalgono forse anche al XVI secolo) si volge a sinistra arrivando ad una piazzetta con fontana. Da qui si imbocca la Via San Marco (siamo in contrada Scimicà - "In-Cima-Alle-Case"), dove inizia la Via Priula, storica mulattiera per il Passo San Marco e la Val Brembana al tempo della Repubblica Serenissima. Di fronte ad una casa affrescata svoltiamo a destra in Via Malacrida passando davanti al più bel palazzo storico di Morbegno (occasionalmente si possono effettuare visite guidate) per poi scendere al ponte sul torrente Bitto presidiato dalla statua settecentesca di S.Giovanni Nepomuceno; subito dopo l'attraversamento svoltiamo a sinistra nel Vicolo Nani, che rappresenta l'inizio della vecchia strada per la Valgerola. Sottopassato un portico, inizia subito la salita: inizialmente una ripida gradinata acciottolata ed erbosa fra i muri di orti e giardini, che va in breve a confluire in un più moderno viottolo asfaltato che risale a tornanti il versante boscoso. I ruderi della chiesa di San Carlo (i cui annosissimi tentativi di restauro sembrano ora abbandonati) e una sorta di osteria rustica ("Selva Maloberti") precedono la conca di Campione con baite e villette sparse; dopo la cappella di Bona Lombarda ancora qualche tornante e si arriva ad attraversare la provinciale per la Valgerola: sull'altro lato la mulattiera continua rettilinea per qualche centinaio di metri fino a raggiungere Sacco. Passando attraverso la parte più antica della frazione (molti affreschi barocchi e la possibilità di visitare la "Camera Picta del Homo Salvadego) si imbocca la Via per Mellarolo che in breve entra nel bosco fino a salire alla piccola frazione di Cosio Valtellino. Da qui si seguono le indicazioni della "Rosetta Skyrace" attraverso boschi e prati sparsi delle numerosi abitazioni della località Ronchi fino a raggiungere la carrozzabile a pedaggio Rasura-Rifugio Bar Bianco; la si segue per breve tratto in discesa andando ad imboccare un sentiero a destra nei pressi di una villetta. Dopo un buon tratto di salita lungo una bella mulattiera (caratteristica la presenza di numerosi pali rossi ad indicare la via di salita con neve) si raggiunge la pista sterrata della Larice e dei Ciani che va percorsa verso sinistra fino al suo termine in corrispondenza di una captazione idroelettrica. Si prosegue lungo un bel sentiero - a tratti erto e recentemente rimaneggiato - fino a sbucare sui ripidi prati delle Foppe che ospitano qualche cascina e dei fienili. A vista qui le possibilità di prosecuzione si esauriscono, ma informazioni raccolte in loco suggeriscono due possibilità: un primo sentiero che dovrebbe scendere direttamente a Valcornale sulla provinciale (ispezionato per un centinaio di metri di dislivello negativo, ma poi definitivamente perso) ed un secondo nettamente più praticabile una volta individuato. Dalla baita più bassa e meridionale si sale al margine fra bosco e prati per la massima pendenza finchè, sopra l'ultimo fienile, entrando in una stupenda foresta di larici tappezzata di cespugli di mirtillo, si trova un sentierino che serpeggia portandosi gradualmente a sud in vicinanza di due baite presso una paretina rocciosa: riconosco il posto per esserci passato molti anni fa con gli sci e quindi mettiamo da parte le incertezze per tutto il prosieguo della gita. Il sentiero che scende diretto a Pedesina attraversa dapprima una fitta abetaia per poi raggiungere una serie di radure con numerose baite; il sentiero - ben segnalato e con l'indicazione di molti toponimi - scende poi in paese tramite una pista cementata. Da Pedesina a Rasura è possibile evitare la percorrenza della strada provinciale usufruendo della vecchia mulattiera della Valgerola che scorre a valle della viabilità moderna: se ne trova l'inizio appena usciti dall'abitato scendendo a destra dalla banchina della carrozzabile e raggiungendo subito le poche abitazioni di Valcornale. In discesa verso Morbegno si incrocia la strada ENEL della Centrale Panigai localizzata al fondo della forra del Bitto e, poco oltre, si arriva all'attraversamento su di un bel ponte della forra di Val Mala: in posizione dominante una cappella religiosa nota per gli ex-voto ("Gisoeul del Pich"). In breve si giunge all'altezza di Rasura e sotto la verticale della chiesa, in corrispondenza di una cabina elettrica, troviamo - piccola freccia d'indicazione - il sentiero per Bema. Bema è il piccolo comune, posto di rimpetto a Sacco, che si trova alle pendici del Pizzo Berro sullo sperone che divide la Valgerola dalla Valle di Albaredo ed è collegato al mondo civile da un'unica strada, in parte provinciale ed in parte ultradecennale pista provvisoria, spesso martoriata da frane e crolli. Il sentiero scende a tornanti attraverso un ripido bosco umidissimo e muschioso fino a raggiungere il fondo della Valle del Bitto che all'altezza del Ponte della Sorte è un vero e proprio canyon di rocce erose ed allisciate dal passaggio dell'acqua; la risalita sull'altro versante è molto meno suggestiva trovandosi ad attraversare un bosco modificato dagli sbancamenti della pista provvisoria. In pochi minuti la si raggiunge per poi discenderla lungamente fino a portarsi di nuovo a livello del torrente: qui, molto prima dei lavori per la viabilità, venne costruito un bypass in galleria per evitare che eventuali occlusioni da detriti dell'alveo del torrente creassero una sorta di diga a minaccia della non lontana Morbegno. Il passaggio in Valle di Albaredo avviene attraverso il traforo del Dosso dell'Acqua, una galleria piovosa e fortemente centinata che conduce finalmente alla provinciale in corrispondenza del Ponte di Bema (guardando sul fiume verso sud si può notare l'erosione detta "Sfinge di Bema"). Da qui non si può fare altro che seguire la carrozzabile - espostissima e praticamente tutta ingabbiata da reti paramassi - fino alla confluenza nella statale del Passo S.Marco. Si procede in discesa fino ad incontrare la prima indicazione per la "Via Priula", che, affiancato il Tempietto Votivo, si getta a picco verso il Dos de la Lümaga e la contrada Scimicà di Morbegno, dove si ritrova la via di andata presso il Palazzo Malacrida.

Hike partners: cai56, chiaraa


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