COVID-19: Current situation

Sentiero dei Ciclopi


Published by cai56 , 21 April 2021, 17h47. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:18 April 2021
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 3:45
Height gain: 577 m 1893 ft.
Height loss: 470 m 1542 ft.
Route:Circolare 13,19 km
Access to start point:Da Milano ad Ardenno lungo le statali 36 e 38; svoltando a sinistra si risale la Valmasino fino alla località Ponte del Baffo. Attraversato il ponte, in poche centinaia di metri si raggiunge Cevo. Parcheggio in un piccolo piazzale a lato strada presso la chiesa.

La giornata non è bella e le previsioni meteo promettono di peggio (arriverà addirittura anche un po' di neve), per cui si decide per una passeggiatina senza pretese: andiamo a vedere, dopo parecchi anni dalla prima visita, in quali condizioni versa il Sentiero dei Ciclopi. Diciamo subito che il percorso segnalato (parsimoniosamente) si può percorrere tranquillamente in poco più di un'ora, per cui noi abbiamo allungato il giro partendo da Cevo e andando a percorrere un tratto dimenticato del vecchio Sentiero Italia, che, scendendo dalla Valle Spluga, si dirige a Cataeggio prima di risalire nella Valle di Sasso Bisolo. Il Sentiero dei Ciclopi è stato ideato e realizzato fra il 2003 e il 2006 dall'ERSAF con lo scopo di rendere di nuovo percorribili gli antichi sentieri che dalla piana del Masino risalivano la Valle della Preda: in aggiunta alle funzioni didattiche e naturalistiche si è associata la possibilità di ridare vita all'arrampicata sui sassi minori dell'area del Remenno, che si era un po' persa negli anni fra i cespugli e le spine lontani dal masso principale. L'ambiente che attraversiamo oggi, particolarmente interessante per la spontaneità dello sviluppo botanico, è stato invece fortemente antropizzato in epoca medioevale con la cura di orti, coltivazioni e pascoli per capre e bovini (risale probabilmente a questo periodo storico l'intaglio dei famosi gradini sul Sasso Remenno per lo sfruttamento dei prati sommitali): le rudimentali abitazioni - di cui sono visibili alcuni resti - erano ancora più in alto, ancora più sicure, in Valle della Preda.
Nota: le difficoltà indicate si riferiscono al solo Sentiero dei Ciclopi, soprattutto nel tratto del Canyon dei Sassi delle Capre, dove i disagi (passaggi dolorosi) sono più speleologici che alpinistici; per il resto tutto T2 e T1. I nomi dei singoli massi non hanno nulla di storico e sono da riferirsi solo alla fantasia dei primi frequentatori sportivi.


Dal parcheggio di Cevo ci si avvia verso il centro del villaggio, ma, alle prime abitazioni, si svolta a sinistra sulla sterrata che sale verso la piccola centrale idroelettrica; attraversato il ponte appena dopo l'impianto, si lascia a sinistra la mulattiera per i Laghi Spluga e si prende il sentiero che si stacca sulla destra: questo sarebbe il suddetto tratto di Sentiero Italia che conduce fino a Cataeggio. Si tratta di una lunga diagonale con brevi tratti di forte risalita che taglia una zona fittamente boscosa, spesso molto scoscesa ed esposta, con lunghi tratti di percorso attraverso macereti e canaloni alluvionali. [Tutto questo tratto di Valmasino, sia in sponda destra che in sponda sinistra, presenta una litologia non ancora granitica - come in alta valle - molto frantumata ed instabile, dove gli eventi franosi sono frequenti]. Raggiunto finalmente un poggio a castagni e betulle, meno inclinato e più agevole, il sentiero riprende le antiche caratteristiche di mulattiera e sbuca sulla strada asfaltata che unisce le varie contrade di Cornolo: Cà do Pedro, Cà do Stelin e Cà di Sandri. Oltrepassato lo sbocco di una strada di cava e l'impluvio della Val Pegolera, si riprende il sentiero da una scalinata: si percorre a saliscendi un tratto boscoso che porta i segni - muri a secco e ruderi - della divisione dei coltivi in antiche proprietà fino a raggiungere la devastante area di cantiere per i lavori di protezione dell'abitato dalla frana dello Scajun. Da questa località (Senello) si scende gradualmente fra le case di Cataeggio e Filorera, raggiungendo definitivamente la Provinciale dopo la Zocca; si segue l'asfalto fino a poco prima del Sasso Remenno, dove in uno slargo troviamo una mappa del Sentiero dei Ciclopi. La traccia inizia sul lato sinistro del piazzale e subito ci si dirige sotto la lama affilata del masso "Aperacheio"
 ad uno stretto e scomodo passaggio sotto l' "Orologio del Tempo"; da qui si va ad avvicinare - ai margini di un pascolo cespuglioso - il "Sasso delle Crepe" e lo spettacolare "Scivolo". Risalendo a zigzag fra sassi e blocchi minori si entra in una grotta dove il passaggio, all'occasione umido e scivoloso, è agevolato da una corda fissa; proseguendo anche ripidamente nel bosco e destreggiandosi sui sassi, si raggiunge un bivio: si prende a sinistra e, passando sotto l'obelisco della "Torre", si raggiunge in breve una valletta sotto i "Sassi delle Capre" che - a saliscendi - prelude l'impressionante "Antro di Polifemo". Questa galleria di massi accatastati introduce ad un prato a forma di conca chiuso fra i "Sassi delle Capre" e l'incombente "Grande Grigio"; sul lato sinistro del prato la spaccatura del "Canyon" conduce profondamente all'interno dei "Sassi delle Capre": il corridoio umido e muschioso è diviso in due tratti da un masso incastrato sotto cui ci si insinua per raggiungere il fondo. E' possibile salire in cima ai "Sassi delle Capre" seguendo - dal fondo del Canyon - un camino obliquo, inclinato e doloroso a percorrersi, di II-III grado su roccia lichenosa, agevolato talvolta da una corda fissa. Tornati nel prato, si sale alla base del "Grande Grigio" (qui sono in corso vari progetti di chiodatura per vie di altissima difficoltà) su traccia smossa e si contorna la roccia verso destra fino a portarsi sulla non vasta ma piana sommità: grande panorama sui massi sottostanti, i monti della Val di Mello e tutta la piana della Valmasino da San Martino a Cataeggio. Tornati all'Antro di Polifemo, si scende a passare sotto la grotta della "Lama" e si traversa verso sinistra in piano fino ad una radura sotto la "Tartaruga"; si piega verso destra raggiungendo e poi contornando il "Ranocchio" e, dopo uno stretto passaggio fra i blocchi, arrivando alla base dell' "Albero delle Lucciole" (frequentato e chiodatissimo masso-palestra). Si sfila sotto la parete poi si piega a sinistra scendendo fra i massi posti come enormi gradini fino ad incrociare un largo sentiero: verso sinistra si raggiunge la parete ovest del Sasso Remenno e verso destra si scende al prato della parete sud. Seguendo la direzione del ruscello presso la parete sud si torna sulla strada nelle immediate vicinanze del parcheggio all'inizio del sentiero. Per il ritorno abbiamo proseguito sulla provinciale fino al ponte in corrispondenza del Campeggio Sasso Remenno, dove si intercetta la ciclopedonale S.Martino-Filorera, da seguirsi verso destra in discesa: bellissime vedute sul Sasso Remenno e su tutta l'area circostante appena attraversata col nostro Sentiero. Giunti a Filorera dopo aver costeggiato le baite di Visido di Dentro, poco a monte del Laghetto del Moss, si individua il sentiero per Visido di Fuori che scende fra muri a secco fino a Cataeggio; si oltrepassa il campo sportivo e si segue una carrareccia che conduce ai prati attorno ad una stalla fatiscente. Poco oltre il sentiero raggiunge una centralina elettrica e si attraversa il ponte tornando sulla provinciale; la si segue fino a trovare, in corrispondenza del quarto tornante, quanto resta della pista provvisoria costruita per aggirare un paio di frane che si sono succedute in pochi anni nella zona del Ponte del Baffo. [Attualmente, fra rovi e buddleje, è a tratti malagevole anche il passaggio del singolo pedone: non sarebbe stato utile, per prudenza, mantenere la pista in efficienza?].  Raggiunte le case del Ponte del Baffo si torna a Cevo con poche centinaia di metri di strada provinciale.

Hike partners: cai56, chiaraa


Minimap
0Km
Click to draw, click on the last point to end drawing

Gallery


Open in a new window · Open in this window


Comments (2)


Post a comment

gbal says:
Sent 22 April 2021, 19h05
Un percorso inusuale ed interessante. Se ben ricordo tu eri attratto dalla speleologia, cavità, grotte, ecc. Quindi, a parte i "dolori" offerti dall'itinerario, deve esserti piaciuto.
Ciao.

cai56 says: RE:
Sent 23 April 2021, 10h15
A me è piaciuto, ma non potrei dire che è fatto per accattivare aspiranti speleologi: camino strettissimo di granito ruvido muschioso ed umido... Se aggrada questo...
Ciao


Post a comment»