Val Bavona | Màter (1456 m) via Canalone della Büra


Published by GM , 13 September 2018, 08h31.

Region: World » Switzerland » Tessin » Locarnese
Date of the hike:12 September 2018
Hiking grading: T6 - Difficult High-level Alpine hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo Castello 
Time: 5:00
Height gain: 860 m 2821 ft.
Route:5.5 km

A Sabbione (647 m) si prende il sentiero per il Mater che si abbandona subito dopo la seconda (nuova) ramina, per inoltrarsi nel solito sottobosco bavonese (rocce, muschio, boscame) cercando di indovinare la giusta direzione; trovata una rada traccia, un primo enorme bollo rosso mi dice subito che sono sulla strada giusta. Ci si inoltra quindi nel fitto bosco, sulla fiducia perchè il canalone non è visibile fino a quando non ci si trova proprio sul bordo (815 m ca.). Si entra ora nel canale che si risale nel suo centro (radi segni rossi e ometti) con alcuni risalti piu o meno facili (I-II) da superare direttamente. Si continua per circa 100 m di dislivello fino a un primo tratto chiave: un risalto ostico al superamento diretto mi porta a cercare un passaggio a destra, dove non si passa ma da dove vedo, piu' in basso, una poco evidente freccia rossa che indica il giusto passaggio, da sinistra, per roccette fin sopra una costa rocciosa con tacche scavate (quota 910 ca.); questo è il punto chiave perchè si deve abbandonare il canalone e prendere verso sinistra una rampa prima rocciosa e poi erbosa; continuando io invece nel canale, ai piedi di una parete non superabile, intravedo infatti alla mia altezza (940 m ca.) distante un centinaio di metri un muraglione in sasso che bisogna raggiungere. Perdo quota fino alla roccia con tacche e prendo quindi la rampa che, in assenza di segnalazioni e dato che il muraglione non è visibile dal basso, non è quindi di facile rintracciamento.
Passato il muraglione (950m ca.) si ritrova una lieve traccia (non continua) e i bolli rossi diventano abbastanza continui (i classici bolli bavonesi da "conferma" della giusta via piuttosto che da "indicazione"); si procede nel bosco in leggera ascesa verso nord fino ad entrare in un evidente canaletto (un poco ripido) da cui si esce a metà verso destra (I); nel bosco soprastante (ometti) si sale dritti fino a una spaccatura, oltre il quale si piega decisamente verso destra per risalire una evidente valletta che esce (1090m ca.) nei pressi di una costa erbosa molto panoramica (resti di teleferica).
Si sale su terreno un poco ripido tendendo ora sempre verso sinistra per arrivare in una piccola radura; in mancanza di riferimenti, va cercata la giusta via tra due-tre opzioni diverse, e battezzo una rampa con roccette ed erba, soprastante una prima rampa similare, e a metà della stessa ritrovo sulla roccia l'amico bollo scolorito che mi gratifica della giusta scelta; si risale nel bosco, costeggiando l'uscita di un ripido canale, fino ad una parete rocciosa; anche qui, in assenza di segnavia, bisogna cercare la giusta strada: si deve prendere una cengia orizzontale verso destra, perdendo anche un poco quota, che porta di fronte ad una altra parete rocciosa: è questo il punto, segnalato da una bella freccia rossa, che introduce al tratto chiave della gita (1190 m ca.): la ripida breve rampa rocciosa scalinata che introduce ad un ripido pendio boscoso (cavo metallico) al termine del quale si ritrova lo splugo col muretto davanti (1220 m); pochi metri sopra, un evidente bollo (adiacente alla croce in ricordo di Arturo Dado' +1929) segnala l'inizio dell' "ostico passaggio". Si tratta di superare in orizzontale un ripido canale, e sono presenti una vecchia "cordina" in fil di ferro e un cavetto in acciaio piu' recente; il passaggio è lungo circa 10 m inframezzato da un albero; a me il passaggio a monte della cordina sembra piu' agevole del passaggio piu' basso che ne consenta l'uso, e infatti si passa abbastanza agevolmente sia prima dell'albero (I) che nel tratto seguente (I-II); il problema è che quando il cavo metallico termina, non termina affatto l'ostico passaggio: ci sono ancora circa 15-20 metri su terreno ripido costituito da lisce roccette e reso malagevole soprattutto dalla vegetazione (rovi e felci) qui ad altezza d'uomo; rispetto alla posizione della cordina metallica, salgo circa due metri in verticale e traverso con qualche passo "di fiducia" e appigli su erba (I-II), fino al termine del passaggio, segnalato dalla presenza di un altro residuo della antica cordina in ferro.
Ora il terreno si fa un poco piu' aperto, la via di salita abbastanza logica (uno-due bolli, molto piu' numerosi per la discesa); dopo un tratto in lieve ascesa verso sinistra, due ultimi segni (frecce) indicano la risalita di un tratto verticale e poi il proseguio verso destra; non so se i bolli sono finiti o sono salito io a caso, comunque senza piu' alcun segnavia si procede nel bosco per vallette intervallate da roccette fino al piede del terrazzo del Màter, che si raggiunge da nord alla base della baita piu' settentrionale (1456 m; 860 m e 3h 15' da Sabbione).
 
Discesa a Sabbione per il sentiero tradizionale.
 
Via d'alpe affascinante, faticosa, impegnativa, anche mentalmente, ma sempre gratificante, soprattutto nel tratto che introduce al passaggio chiave. Impensabile (soprattutto per un foresto) pensare di percorrere questa escursione senza i segnavia (bolli e ometti).
 
La via della Büra sarebbe la via "diretta" ma sinceramente, viste le sue caratteristiche, impegno fisico, ricerca, ripidezza, difficoltà, mi riesce difficile capire come possa essere piu' "diretta" della bellissima via normale!

Hike partners: GM


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Comments (3)


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danicomo says:
Sent 13 September 2018, 15h18
Bellissimo!
Trovato qlc tesorino strisciante?
Saluti
D

GM says: RE:
Sent 13 September 2018, 16h10
no quest'anno non è mai successo
da quando tengo come animale da compagnia un cobra reticolato stanno alla larga, si vede
G

froloccone says: RE:
Sent 13 September 2018, 17h37
Sarà perché questo anno non abbiamo fatto nessuna uscita con quel medico Lariano?????:)))


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