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Taou Blanc e Punta Basei


Published by Andrea! , 7 May 2017, 23h15.

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike:24 April 2017
Ski grading: AD-
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Height gain: 2350 m 7708 ft.
Route:26,2 km a/r
Access to start point:Thumel, Val di Rhemes (Val d'Aosta). Ampio parcheggio poco prima dell'abitato. La strada viene aperta in primavera inoltrata.

E' ancora buio quando i nostri sci solcano la neve nei pressi di Thumel.

Con le frontali andiamo alla ricerca del ponticello che ci permetterà di superare il torrente ed iniziare la salita nel canalone del Vaudaletta. Dopo un primo tratto con gli sci ai piedi, valutiamo che è più comodo ed efficace mettere gli sci in spalla e proseguire con i ramponi. Le prime luci del sole illuminano la paurosa parete est della Grande Rousse, come per ricordarci in che posto eravamo ieri ed evidenziare maggiormente il vuoto impressionante dell'ultimo tratto di cresta.

Usciti dal canale calziamo nuovamente gli sci e diamo il via alla risalita verso il Col Leynir. L'ambiente è favoloso e la neve è dura al punto giusto per permetterci una buona progressione. Man mano che saliamo la valle si illumina, regalandoci splendidi scorci intorno a noi. Volo in fuga fino al colle dove aspetto i miei compagni, godendomi il panorama intorno, compreso il mare di nubi verso il Piemonte e il Passo del Nivolet.

Insieme ci dirigiamo verso il Taou Blanc, provando ad aggirare a destra il primo tratto di dorsale un po' spelata dal vento. Per una cinquantina di metri siamo costretti a calzare i ramponi in mezzo a delle roccette, poi ci "mangiamo" gli ultimi 250 metri del regolare e bel pendio finale, toccando la vetta che non sono neanche le 9:30. Sembra presto ma il giro è ancora lungo e tra poche ore il sole farà il suo sporco lavoro sui pendii.

Osserviamo ancora molto lontana la Punta Basei e anche una coltre di nubi che "ostruisce" un tratto del nostro percorso. C'è un attimo di titubanza: qualcuno vorrebbe evitare di buttarsi in mezzo alle nebbie e rientrare per il percorso di andata mentre io sono piuttosto deciso a completare il giro.

La maggioranza decide di continuare e allora senza perdere tempo iniziamo la discesa su neve ancora dura e piuttosto "ballerina", essendo abbastanza irregolare. Riusciamo a scovare un passaggio fattibile sci ai piedi (solo in discesa) che ci permette di evitare le roccette e così torniamo nuovamente al Col Leynir. Da qui ci buttiamo a capofitto verso i laghi sopra al Colle del Nivolet e ci gustiamo anche il momento in cui entriamo nelle nebbie.

Per una sorta di effetto metereologico para-scientifico... dicesi culo sfrenato ... le nuvole si dissolvono proprio mentre passiamo noi, permettendoci alla fine di compiere tutta la traversata con ottima visibilità. Rimaniamo poco più alti rispetto al Lago Rosset, nei pressi del quale ripelliamo, mentre attraversiamo al centro il Lago Leita. Giungiamo ad una sorta di colletto dove siamo nuovamente costretti a spellare per scendere il pendio sottostante per poi ripellare e iniziare la vera e propria risalita alla Punta Basei.

Non scorgiamo tracce di salita, quindi dobbiamo tracciare su neve molto bagnata: anche se sono passate da poco le 11 il sole picchia forte e l'esposizione a sud accentua il caldo. Anche se non ho sentore di un pericolo immediato, per toglierci dai primi ripidi pendii il più presto possibile, inizio a tracciare a ritmo sostenuto. Superato questo tratto, aspetto i compagni che, come me, hanno ormai le pelli completamente fradice e che rimangono attaccate agli sci solo grazie ai ganci di punta e coda.

C'è un attimo di tensione: se le pelli dovessero staccarsi del tutto sarebbe un grave problema trovarsi senza mezzi di risalita e inerpicarsi a piedi risulterebbe devastante sia come tempi che come fatica. Con molta attenzione facciamo scorrere gli sci ed ogni svolta la affrontiamo con delicatezza. Quando ormai siamo quasi all'altezza del Colle Basei iniziamo a tirare un sospiro di sollievo, mal che vada si rinuncia alla vetta e si punta al colle.

Sempre con attenzione riusciamo a raggiungere il deposito sci pochi metri sotto la vetta. Ci inerpichiamo lungo le ultime roccette aiutati anche da un paio di corde fisse e con grande soddisfazione tocchiamo la vetta della Punta Basei. Sembra che le nuvole stiano tornando a coprire il versante piemontese quindi ci apprestiamo a scendere per evitare le nebbie. Dal Colle Basei sciamo sui pendii della Val di Rhemes che essendo esposti maggiormente a nord sono rimasti in buone condizioni. Dopo un tratto in cui è necessario racchettare, effettuiamo l'ultima discesa verso il Rifugio Benevolo. Breve sosta e poi ripartiamo alla volta di Thumel e sfruttando i pendii sulla destra orografica riusciamo a scendere bene, costringedoci a mettere gli sci in spalla solo per un breve tratto.

Grandioso tour di scialpinismo, di ampia soddisfazione!


P.S.: quest'oggi il tour lo abbiamo percorso in senso orario per questioni di innevamento, timing e condizioni dei pendii ma a livello sciistico sarebbe più soddisfacente percorrerlo in senso anti-orario (passando quindi prima dal Benevolo dove ovviamente si potrebbe pernottare).

Hike partners: Andrea!


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Comments (2)


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andrea62 says:
Sent 8 May 2017, 09h49
Un super-giro. Complimenti!
Andrea

Andrea! says: RE:
Sent 8 May 2017, 17h22
Infatti alla fine eravamo super-cotti!
Grazie.
Andrea


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