Un anello tra Sant'Elia, Pravello e Orsa; per ricominciare.
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Oggi, in mezzo a questo periodo balordo, tra mille difficoltà ho ritagliato qualche ora per vedere se sono ancora capace di andare in montagna.
Portata l'auto al parcheggio all'ingresso di Viggiù, ho attraversato il paese facendo riferimento ai pannelli marroni e, dopo un ponte su un torrente, mi sono infilato sul largo sentiero degli Alpini che sale nel bosco intersecando un paio di volte la carrabile.
Al bivio per Sant'Elia, ho preso il sentiero n°5 e, giunto in cresta, ho voltato a sinistra. Qualche centinaio di metri nel bosco e sono giunto al bel Santuario di Sant'Elia. Da qui, velocemente mi sono riportato in cresta dove c'è una croce che segna il punto più alto del colle e un po' per tracce, un po' liberamente, mi sono ricomngiunto al sentiero 5 verso il monte Pravello.
La mulattiera che diventa poi una tagliafuoco a mezza costa, attraversa tutto il versante Nord Ovest del gruppo passando sotto alle cime dell'Orsa prima e del Pravello poi. Occorre continuare su questo traverso perchè una salita diretta alla vette non è escursionisticamente fattibile, viste le bancate di roccia che le sostengono.
Sono così giunto ad una depressione a Nord del Pravello con magnifica vista sul Ceresio e ho risalito l'edificio sommitale su buon sentiero tuttavia molto faticoso, almeno stante le mie pessime condizioni di allenamento attuale.
Dal Pravello ho proseguito sui camminnamenti della linea Cadorna verso Sud Ovest. Questi si mantengono sostanzialmente in cresta e i lavori di manutenzione sono pregievoli visti l'ottimo stato di conservazione in cui versano.
Una galleria a tratti molto buia mi ha infine condotto alla base dell'Orsa che ho risalito su carrozzabile di servizio alle antenne Rai, dalle quali, superato un brevissimo tratto di sentiero, mi son trovato in vetta. Anche quindi vista superba, nonostante la bassa quota e qualche velatura.
Si favceva già sera e la temperatura precipitava velocemente quando, alla base dell'Orsa, ho imboccato il sentiero scorciatoia n°3 che mi ha ricondotto alla strada carrozzabile. In due o tre km di questa sono rientrato all'auto dopo tre ore di rinnovato amore per le mie montagne, qualche crampo, un gran mal di piedi e uno star come "subito riprende il viaggio come dopo il naufragio un superstite lupo di mare" (Ungaretti - Allegrie di Naufragi".
Sviluppo: 11 Km circa; SE: 17.5 Km circa.
Dislivello comprensivo di 100 metri di saliscendi; tempi con 15 minuti di pause.
Portata l'auto al parcheggio all'ingresso di Viggiù, ho attraversato il paese facendo riferimento ai pannelli marroni e, dopo un ponte su un torrente, mi sono infilato sul largo sentiero degli Alpini che sale nel bosco intersecando un paio di volte la carrabile.
Al bivio per Sant'Elia, ho preso il sentiero n°5 e, giunto in cresta, ho voltato a sinistra. Qualche centinaio di metri nel bosco e sono giunto al bel Santuario di Sant'Elia. Da qui, velocemente mi sono riportato in cresta dove c'è una croce che segna il punto più alto del colle e un po' per tracce, un po' liberamente, mi sono ricomngiunto al sentiero 5 verso il monte Pravello.
La mulattiera che diventa poi una tagliafuoco a mezza costa, attraversa tutto il versante Nord Ovest del gruppo passando sotto alle cime dell'Orsa prima e del Pravello poi. Occorre continuare su questo traverso perchè una salita diretta alla vette non è escursionisticamente fattibile, viste le bancate di roccia che le sostengono.
Sono così giunto ad una depressione a Nord del Pravello con magnifica vista sul Ceresio e ho risalito l'edificio sommitale su buon sentiero tuttavia molto faticoso, almeno stante le mie pessime condizioni di allenamento attuale.
Dal Pravello ho proseguito sui camminnamenti della linea Cadorna verso Sud Ovest. Questi si mantengono sostanzialmente in cresta e i lavori di manutenzione sono pregievoli visti l'ottimo stato di conservazione in cui versano.
Una galleria a tratti molto buia mi ha infine condotto alla base dell'Orsa che ho risalito su carrozzabile di servizio alle antenne Rai, dalle quali, superato un brevissimo tratto di sentiero, mi son trovato in vetta. Anche quindi vista superba, nonostante la bassa quota e qualche velatura.
Si favceva già sera e la temperatura precipitava velocemente quando, alla base dell'Orsa, ho imboccato il sentiero scorciatoia n°3 che mi ha ricondotto alla strada carrozzabile. In due o tre km di questa sono rientrato all'auto dopo tre ore di rinnovato amore per le mie montagne, qualche crampo, un gran mal di piedi e uno star come "subito riprende il viaggio come dopo il naufragio un superstite lupo di mare" (Ungaretti - Allegrie di Naufragi".
Sviluppo: 11 Km circa; SE: 17.5 Km circa.
Dislivello comprensivo di 100 metri di saliscendi; tempi con 15 minuti di pause.
Tourengänger:
rochi

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