Monte Vecchio 1920 m e...
|
||||||||||||||||
![]() |
![]() |
Cominciamo dalla fine.
In montagna, se non si è disposti ad accettare le rinunce, meglio non muoversi neanche da casa. In poche parole, il riassunto del nostro fine settimana, come purtroppo di tutti quelli che erano al rifugio Livio Bianco.
In ogni caso un grande grazie al gestore Livio Bertaina, al suo simpaticissimo aiutante Marco e alla gentile signora di cui purtroppo non conosco il nome per la consueta accoglienza e disponibilità.
Per testare le nuove ciaspole e per assecondare un desiderio di Marco e viste le previsioni discrete per il cuneese ci dirigiamo in Val Gesso, considerazione che come vedremo hanno fatto in tanti!!!!
Per sfruttare anche la giornata di sabato decidiamo per un’escursione di mezza giornata in Val Vermenagna, poco distante da Sant’Anna di Valdieri.
Lasciata l’auto negli ampi posteggi all’entrata di Limone Piemonte, attraversiamo il paese e percorriamo per pochi metri la statale fino all’inizio del sentiero per il Colle dell’Arpiola.
La salita è comoda e regolare fino agli ultimi ripidi tornantini per il colle, dove ci accolgono un vento gelido e qualche goccia d’acqua che si trasforma velocemente in piccoli chicchi gelati. Cominciamo bene, oggi doveva essere una giornata splendida!!!, Raggiungiamo la cima, dove facciamo una veloce sosta perché il vento non dà tregua. Mentre sulla cartina il sentiero termina sulla cima, nella realtà la bollatura continua. Proviamo a seguirla e sembra dirigersi verso il Colle Cagera. Su questo versante c’è ancora parecchia neve molle. Perdiamo il sentiero un paio di volte ma in qualche modo raggiungiamo il colle attraversato da una sterrata. Svoltiamo a dx. Un sentiero bollato taglia la sterrata. Ignoriamo l’ultimo taglio per portarci alla Chiesetta degli Alpini dove facciamo sosta pranzo. Seguiamo ora la strada e velocemente torniamo al posteggio.
Alla macchina, rifacciamo gli zaini e, ci spostiamo a Sant’Anna di Valdieri per risalire la lunga Valle della Meris per il Rifugio Livio Bianco.
La pendenza mai esagerata e gli incontri con numerosi camosci e le prime marmotte, non ci fanno pesare più di tanto questa risalita.
Il rifugio è al completo. All’ultimo momento il corso di scialpinismo della SUCAI di Torino, causa previsioni migliori ha cambiato destinazione.
A tavola conosciamo i nostri compagni di stanza e unici ciaspolatori oltre a noi, la meta per domani sarà comune per cui decidiamo di unire le forze.
Poco prima delle 5.30 siamo a colazione e partiamo a seguito dei torinesi diretti al Colle della Paur per scendere al Valasco. La nostra meta invece è il Monte Matto, che si sta facendo tante risate!!!!
Il vento di ieri e di questa notte non è calato anzi…A dieci minuti dal rifugio sentiamo le prime gocce, pian piano aumentano, ci fermiamo per coprire gli zaini. Alla prima neve, raggiungiamo la retroguardia torinese. Calziamo le ciaspole e cambio il primo paio di guanti. Proseguiamo ma, poco dopo, i nostri soci ci abbandonano. Decidiamo di proseguire per arrivare almeno al Lago Superiore della Sella, con la speranza che smetta almeno di piovere. Saliamo un tratto molto ripido prima seguendo la traccia degli sci poi più frontalmente. Raggiungiamo nuovamente la retroguardia torinese. Non vogliamo superarli per non rovinare la traccia e questa breve sosta mi dà il colpo di grazia. Ho parecchio freddo. Altro cambio guanti, gli ultimi ormai. Raggiungiamo il lago, lo attraversiamo e a questo punto dico a Marco che non me la sento di continuare. Con questo tempo non arriveremo in cima, questo è sicuro. Non sembra abbia intenzione di migliorare, almeno a breve, e ho veramente molto freddo.
Scattiamo un paio di foto, per far vedere al gestore che alla fine il lago lo abbiamo attraversato, visto i nostri timori della sera prima! Dopo di che scendiamo il più velocemente possibile.
Al rifugio troviamo gestore e aiutanti sconsolati quanto noi per l’infelice giornata, assolutamente non prevista. Indossati vestiti asciutti cominciamo a stare meglio e mentre ci beviamo un te caldo vediamo spuntare un gruppetto di sci alpinisti, poco dopo ne spuntano altri, alla fine tutti sono tornati indietro, anche per loro nulla da fare.
Ripreso calore, ci ributtiamo sotto l’acqua. Giunti all’auto finalmente smette di piovere, almeno possiamo cambiarci con tranquillità, magra consolazione!
Scendendo troviamo anche una bella area pic-nic asciutta, dove possiamo fare sosta pranzo.
Negli ultimi km prima di casa incappiamo nella follia generale del nuovo centro commerciale. Giro assurdo per evitare gli ingorghi e tra un accidente e l’altro finalmente terminiamo il viaggio!
T2 per la salita al Monte Vecchio/WT3 per la breve ciaspolata. Ripido, traversi, neve schifosa, vento e pioggia. La prosecuzione fino alla cima probabilmente qualcosa in più anche in condizioni ideali.
Kommentare (16)