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Splendori d'autunno in Val Marcri


Published by blepori , 15 November 2015, 19h46.

Region: World » Switzerland » Tessin » Bellinzonese
Date of the hike: 8 November 2015
Hiking grading: T5- - Challenging High-level Alpine hike
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Madöm Gross   CH-TI   Gruppo Poncione Rosso 
Time: 8:00
Height gain: 2000 m 6560 ft.
Height loss: 2000 m 6560 ft.
Route:Diga Di Val D'Ambra - Val Marcri - Pian Tasin - Basal - Passo dei Rampi - Bocchetta della Gana - Diga di Val d'Ambra
Access to start point:A2 fino a Biasca, proseguire per Bodio e, all'entrata del paese, girare a sinistra per Personico. In paese a Personico prendere la stretta strada che porta alla Diga di Val d'Ambra.
Access to end point:Idem
Accommodation:Diversi rifugi, il più bello alla Cascina del lago in cima alla Val Marcri. www.patriziatopersonico.ch
Maps:CNS 1273 Biasca

Chi è stato in Val Marcri? Pochi temo. E chi sa dov'è? Probabilmente ancora meno. Il fatto è che questa valle si nasconde alta sul fianco destro della Leventina e sfugge alla vista; solo una spettacolare cascata, su alto fra i monti, ne tradisce la presenza dopo un periodo di pioggia.

Eppure è un mondo che merita una visita, un lungo catino glaciale allietato nella parte alta da due poetici laghetti che termina nello straordinario Pian Tasin, una valle che finisce con un pianoro! Due buoni sentieri vi entrano ed ora è anche possibile pernottare in questo mondo incantato grazie al meritorio lavoro del Patriziato di Personico.

Così la scegliamo per questa gita di inizio novembre: il tempo sembra settembre, è bello e caldo e non c'è praticamente neve. E, soprattutto, i colori di questa stagione sono fantastici.

Partiamo dalla diga di Val d'Ambra che la luna e venere giocano a rimpiattino dietro il Pizzo Ricuca e l'alba appena indora i monti. Lasciato a Ramlitt il sentiero principale, saliamo in breve a Cavalüm, un terrazzo immenso e straordinario letterarmente sospeso sulla Leventina. Di lì parte il bel sentiero della Val Marcri, che dapprima si alza ripidamente nel bosco e poi segue un'esposta cengia per entrare nella valle, oltre 1000 metri sul fondovalle: onore agli alpigiani che hanno scovato e sistemato questo percorso.

Raggiungiamo in breve il torrente di fondovalle: data l'esposizione ad Est, il sole non entra più nella valle, fa freschino e a tratti c'è un po' di brina; poco dopo raggiungiamo il corte di fondo, ormai pronto per l'inverno. Transitiamo dal corte di mezzo e attacchiamo la bastionata che sostiene il lago; l'antico sentiero la supera con una straordinaria scalinata nel punto debole, salendo da un ripido canalone; purtroppo la scala, che abbiamo vista ritratta in tanti libri, sta ormai cedendo, un pezzo dell'antico mondo contadino che si avvia a sparire.

All'uscita dal salto ci attende il laghetto, giusto un velo di ghiaccio sulla superficie annuncia l'inverno. Appena più su cambio di scena, il sole ci abbaglia improvviso sui pascoli e comincia a far caldo. Lasciamo il mondo silenzioso e oscuro della Val Marcri per uscire a Pian Tasin e avviarci verso il Passo dei Rampi.

Il famoso passaggio è meno difficile di quello che sembra (T5-): si sale sul costone fin quando si vede un muro, probabilmente costruito per evitare che passino le pecore; si traversa fino al muretto e si segue il sentierino con percorso logico; appena possibile si ritorna in cresta che conduce facilmente in vetta al Basal. La giornata è splendida: tutto attorno quinte di montagne in parte abbagliate dal sole, in parte ormai immerse nell'ombra e ammantate da una spruzzata di neve.

La discesa al passo dei rampi ci regala ancora un passaggio che richiede attenzione, poi rapidamente aggiriamo a destra la cima d'efra seguendo la marcatura; torniamo al sole sui grandi pianori della val d'efra scendendo alla Bocchetta della Gana. Arrivati alla bocchetta guardiamo giù in val d'Ambra e ci rendiamo conto che il canale che scende non è per nulla difficile. La decisione è presa rapidamente: anziché traversare al passo Gagnone ci buttiamo verso valle scendendo a capofitto fino a incrociare il sentiero bianco e rosso molto più in basso. Abbiamo guadagno quasi un'ora.

Infine sotto i nostri scarponi si srotola la lunga e boscosa Val d'Ambra, lasciamo a destra le valli Rierna e Bri e raggiungiamo il ponte sul fiume. Qui Lüzi dà segni di pazzia, "Benedetto che ne dici di andare al Pizzo Forno settimana prossima". Se leggete il prossimo resoconto scoprirete che, nel frattempo, non è rinsavito...

Hike partners: blepori


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Comments (2)


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Sent 17 November 2015, 09h21
Che dire ... posti splendidi (ho una "certa passione" per quelle vallette) ....
Complimenti un giro notevole !
ciao

Poncione says:
Sent 17 November 2015, 16h01
Avevo notato questo piccolo "angolo" alcuni mesi fa' durante una salita alla Cima d'Efra. Molto bello.

Bravi.
Ciao


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