Alta Val Bavona


Publiziert von AlPiano , 10. August 2013 um 19:56.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Locarnese
Tour Datum: 5 August 2013
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Pizzo Castello   Gruppo Cristallina   Gruppo Pizzo San Giacomo   Gruppo Basodino   CH-TI   Gruppo Pizzo Solögna 
Zeitbedarf: 3 Tage
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Da Locarno prendere Valle Maggia >> Val Bavona >> Roseto/San Carlo In bus, prendere il bus FART dalla stazione di Locarno fino a Bignasco, poi il bus postale in direzione Val Bavona
Unterkunftmöglichkeiten:Rifugio Pian di Crest Rifugio Basòdino
Kartennummer:1271 - Basodino

Ho avuto la fortuna di fare un giro in Alta Val Bavona per montrare le bellezze della zona a due amici romandi. Ne è venuto fuori un giro di tre giorni molto bello ed effettuabile senza una particolare preparazione specifica. Il primo giorno abbiamo percorso il sentiero che da Roseto porta al Piano delle Creste. Il secondo giorno siamo scesi a San Carlo dalla via "diretta" e siamo saliti a Robiei. Il terzo giorno avevamo in programma di percorrere il Sentiero Glaciologico, ma siamo stati dirottati dal cattivo tempo e dalle nuvole che oscuravano il ghiacciaio, così abbiamo deviato su una cima senza nome che sta a NE del Pizzo Pecora.

ROSÈD - B.TTA FORNASEL - LAGHI DELL'ANTABIA - PIAN DI CREST
Il punto di partenza si trova a 741 m, subito dopo il ponte sulla sinistra della strada (in direzione San Carlo). I primi 600 m di dislivello sono tutti nel bosco: l'umidità, il caldo e la ripidità ci fanno soffrire non poco in questa prima oretta (poco più) di salita. Arrivati a 1327 m, a Costa, appena sopra le costruzioni, scartando verso sinistra dal sentiero al livello del cespuglio di lamponi si trova una fontana presso la quale ci si può rinfrescare. Il secondo tratto, di circa un paio d'ore, porta prima a Corte Nuovo, a 1517 m e poi a Corte Grande (1862 m). Prima di arrivare alle costruzioni bisogna fare attenzione alla biforcazione: ci si passa davanti senza notarla: il percorso più comodo sale a destra e non bisogna continuare verso le case. Da lì, in mezz'ora si è al Sedone, a 2019 m, dove c'è una fontana. Da lì il terreno comincia a diventare alpino, e il sentiero non è più tracciato se non ha tratti, solo segnalato (bisogna fare attenzione, ovviamente, ma non è difficile seguirlo cercando i segnali a vista). Il cammino si fa anche più divertente, con un paio di passaggi su pietraia, ma anche più difficoltoso: il rischio è di scivolare o di mettere un piede in fallo. Il sentiero torna ad essere più di una traccia leggera appena sotto alla Bocchetta del Fornasel: da lontano si vede l'omino di pietra che segna il punto di scavallamento, a 2293 m, che all'occasione è anche il punto più alto raggiunto durante la gita. Da lassù la vista è affascinante: si vede la Diga di Robiei dall'altra parte della valle, nonché il laghetto del Fornasel appena sotto - posto ideale per la pausa pranzo. Fino alla Bocchetta il tempo effettivo di marcia - senza forzare eccessivamente ma cercando di avanzare con i battiti "controllati" - è di circa 4h30'. Dal laghetto, per arrivare al Piano delle Creste ci vogliono ancora circa 45', facili e in discesa: si passa da parte al Lago Grande e al Lago Piccolo dell'Antabia, godendo di un gran bel panorama.
Durata (senza pause) 5h-5h30'
Difficoltà: T3 per la lunghezza


SAN CARLO - ROBIEI
È vero, c'è la teleferica: ma credo fermamente che sia una bella gita da famiglie. Si segue la strada fino al bivio che a destra porta alla partenza della funivia, e a quel punto si gira a sinistra. A un tratto si arriva a un punto in cui una strada parte verso l'altro e una verso il basso: bisogna scendere e raggiungere il ponte. Attraversatolo si prende il sentiero largo (in questi giorni bisogna fare attenzione, degli smottamenti hanno reso il terreno molto sconnesso). Dopo circa 200 metri e un paio di curve si entra nel bosco. Dopo un'oretta di cammino facile e sicuramente meno impervio dell'impegnativa salita al Pian di Crest (impegnativa da entrambe le parti) si sbuca a Corte, a 1388 m: c'è un panorama che sarebbe da mettere sulle cartoline per turisti americani o giapponesi. Il posto è idilliaco (e fa anche cliché).
In seguito ci si inerpica in una valletta, sul sentiero sempre molto ben tracciato. La salita continua a non impegnare particolarmente. Sul fondo del canale ci sono delle rocce enormi, probabilmente lasciate lì dal ghiacciaio in tempi molto ma molto lontani (parlo di centinaia o addirittura migliaia di anni fa). Il tempo di percorrenza fra San Carlo e il Rifugio Basòdino è di circa 2h30' (pause non comprese). Si speri di non avere sole continuo, perché a partire dall'uscita dal bosco poi lo si ha in schiena tutto il tempo.
Piccola critica alla zona di Robiei: è mai possibile che in Capanna non ci sia un ticinese? Dico, nemmeno uno! Le due donne che ci accolgono non parlano nemmeno italiano: rifiutandomi di parlare tedesco siamo finiti a comunicare in tedesco! Tra la gente che ci lavora ne ho trovati solo un paio che parlano italiano come lingua madre o almeno correntemente... un po'pochi! E poi i cibi non sono proprio da capanna: riso e pollo al curry (per lo meno era buono :) )
Durata (senza pause): 2h30'-2h45'
Difficoltà: oserei quasi definirla un T1, ma diciamo comunque un T2 va'...

SENTIERO GLACIOLOGICO
Non siamo riusciti a fare il giro completo - che è segnato T2-T3 a inizio sentiero - ma vorrei comunque fare una nota personale: l'ho percorso per la prima volta nel 2011, poco dopo la sua apertura. È di una bellezza incantevole. Ci si inerpica sulla cresta a sud del Lago del Zött (quasi vuoto): passando da parte all'imponente Pizzo Pecora si arriva fino a quota ~2400 m, sotto al ghiacciaio. Lungo tutto il sentiero il Ghiacciaio è lì, maestoso e calmo. Certo, questa volta era coperto di nuvole - che ogni tanto arrivavano a coprire fino a quasi 2300 m, ragione per cui abbiamo rinunciato quando eravamo a circa  2230 m - ma è e resta uno dei posti più belli dell'intero Ticino. Arrivati in quota, attraversa per intero la morena lasciata dal Ghiacciaio negli ultimi 150 anni, fatta esclusivamente di rocce. Poi si scende dall'altra parte, tornando finalmente a Robiei, dopo circa 5-6 ore di cammino. Il percorso è stupendo e non è per niente difficile. Credo che sia fattibile anche con dei bambini. Peccato che al Rifugio Basòdino non vendano nemmeno più il libretto informativo che permette anche una comprensione più approfondita dell'ambiente attorno ai ghiacciai grazie a dei punti di osservazione piazzati lungo il cammino. Consigliabile di certo a tutti!
Durata (stimata): 5h-6h
Difficoltà: T3 (un cartello a inizio sentiero riporta T2-T3, ma direi T3 per la lunghezza)

Tourengänger: AlPiano



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