Mittagskogel (3162 m) – Skitour – Discesa sul Taschachferner


Publiziert von siso Pro , 17. März 2013 um 17:00.

Region: Welt » Österreich » Zentrale Ostalpen » Ötztaler Alpen
Tour Datum:12 März 2013
Ski Schwierigkeit: WS-
Wegpunkte:
Geo-Tags: A 
Zeitbedarf: 6:30
Aufstieg: 322 m
Abstieg: 2070 m
Strecke:Stazione a monte del Gletscherexpress (2840 m) – Mittagskogel (3162 m) – Mittelbergbahn, stazione a valle (2688 m) – Mittelbergbahn, stazione a monte (3273 m) – Mittelbergjoch (3166 m) – Taschachferner – Gufelhütte (1994 m) – Taschachalm (1796 m) – Mandarfen (1675 m).
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Feldkirch – Tunnel dell’Arlberg – Autostrada A12 – Uscita Imst/Pitztal – Mittelberg.
Unterkunftmöglichkeiten:Mittelberg; Mandarfen.
Kartennummer:Alpenvereinskarte 30/6 – Oetztaler Alpen – Wildspitze – 1:25000; Pitztal, Kaunertal – 1:35000, Ed. Mayr, Wander- Rad- MTB- und Tourenkarte.

Dopo esattamente 11 mesi ritorno al Mittagskogel, splendido tremila che domina la Pitztal.

È la quarta volta che lo raggiungo, oggi in perfetta solitudine!

Per contro, per la discesa a valle sul Taschachferner mi affido ad una guida alpina.

 

Inizio dell’escursione: ore 9:20

Fine dell’escursione: ore 15:45

 

Il metro sotterraneo Pitz-Express è come sempre strapieno! Si sentono numerose parlate: il Tirolo attira turisti da tutto il mondo, in tutte le stagioni.

Me la prendo comoda: il pericolo di valanghe è ridotto (grado 2) ed il percorso di salita non è molto lungo. Alle 9:20 parto dal ristorante annesso alla stazione d’arrivo del metro.

All’inizio sfrutto una vecchia traccia, più avanti la devo disegnare io.

Mi rendo subito conto che la temperatura è mite per la stagione. Non sembra vero che non spiri nessun vento da Nord, e sì che mi trovo vicino ai tremila metri di quota.

 

La breve salita al Mittagskogel non è comunque una passeggiatina. La pendenza e la quota rendono l’ascensione assai faticosa: i numerosi dietro-front tolgono il respiro. Bellissimo il paesaggio. Gli affioramenti di roccia non sono abbondanti in questo periodo. Superato il primo strappo si entra immediatamente in un ambiente selvaggio. Qui non si sentono più le voci dei numerosi sciatori e nemmeno il rumore degli impianti di risalita.

Contrariamente a quanto succede spesso in montagna, man mano mi avvicino alla vetta il tempo migliora. Alle mie spalle svettano delle splendide cime: la più prestigiosa è sicuramente la regale Wildspitze (3774 m). In prossimità della vetta posso scorgere a Nord-Ovest due cime che costituiscono per me un sogno nel cassetto: il Rostitzkogel (3394 m) e il K2 (3253 m). Questa volta posso arrivare con gli sci fino alla croce di vetta. Dopo circa un’ora di impegnativa salita posso esclamare Mittagskogel geschafft!

Subito dopo, mi abbasso di qualche metro per fissare il “campo base”, dove depositare sci e zaino mentre scatto le foto e tolgo le pelli di foca.

La discesa mi pone meno problemi rispetto alle volte precedenti: meno sassi affioranti e neve più soffice mi permettono di curvare più agevolmente.
 


         Con una neve così soffice sono capace anch'io di scodinzolare!


Mi concedo una pausa pranzo di un paio d’ore, poi ingaggio una guida alpina per affrontare la lunga discesa sul crepacciato Taschachferner.

Si costituisce un gruppetto multinazionale e molto variegato: Rochus (la guida alpina, sessantenne della valle), Irena (una dottoressa russa) con il marito israeliano (persona molto socievole, tutto pepe, che insegna a sciare ai ragazzini nel suo paese e che vola, non appena possibile, da Israele verso le montagne del Tirolo), una coppia di freerider germanici (con videocamera sul casco), il giovane Christian (tedesco assetato di birra), il più attempato Wolfgang (con un paio di sci anni 40 del secolo scorso) e il buon siso.

Il capo delle guide ci consegna un’imbracatura e un apparecchio ARTVA.

Alle 13:00 partiamo. Dapprima siamo sottoposti ad un test attitudinale: una cinquantina di metri da affrontare nella neve fresca. Malgrado lo zaino discretamente pesante, lo supero abbastanza bene anch’io. La guida rivolge solo una critica a Wolfgang, secondo lui a corto di preparazione fisica. Comunque possiamo partecipare tutti all’avventurosa discesa fuoripista. Saliamo sulla cabinovia “Mittelbergbahn”, che ci porta fino alla quota di 3273 m. Da qui scendiamo alla destra della pista No. 36 fino al Mittelbergjoch (3166 m). Ora comincia uno dei tratti più impegnativi: un “muro” fino ai 3100 m del Taschachferner. Purtroppo la visibilità in questo tratto è compromessa da una luce diffusa. Ci sono alcune scivolate con conseguenti cadute, comunque, bene o male, raggiungiamo tutti il ghiacciaio, proprio nel punto in cui inizia la salita alla Wildspitze. Rochus stabilisce l’ordine per la discesa sul ghiacciaio: il più bravo chiude il gruppo e il più debole si deve mettere in seconda posizione. Per nessun motivo si deve superare la guida. Pieghiamo a destra, verso Ovest, su una splendida distesa di soffice neve fresca: una goduria! Purtroppo ho l’apparecchio fotografico nello zaino: non ho il tempo per fermarmi a scattare foto; non posso perdere il gruppo. Mi limito ad un paio di foto con il telefonino durante una pausa. Riceviamo delle informazioni sul ritiro del ghiacciaio, sulle continue modifiche della sua superficie, sui crepacci e sulle cime che gli fanno da contorno. La visibilità migliora nettamente, la temperatura elevata mi causa tuttavia un appannamento degli occhiali. Sono costretto a toglierli rischiando la congiuntivite. A circa 2600 m di quota arriviamo al punto chiave della discesa. Passiamo in prossimità di un imponente crepaccio da far accapponare la pelle. In caso di nebbia qui si rischierebbe parecchio. Dobbiamo proseguire in fila indiana, seguendo scrupolosamente la traccia della guida. Passiamo su una specie di ponticello naturale, con un affioramento di roccia, un toccasana per le solette degli sci. Poco dopo dobbiamo affrontare un’altra impegnativa discesa. Qui purtroppo siamo confrontati con un incidente meccanico: gli attacchi dei vecchi sci di Wolfgang si staccano letteralmente dal supporto. Che guaio! Pausa forzata per circa venti minuti, fino a quando la guida riesce a sistemarli in qualche modo per consentire allo sfortunato Wolfi di tornare a valle. Passiamo in prossimità della teleferica per il trasporto del materiale per la Capanna Taschachhaus (2432 m). Da qui via inizia un lungo tratto rettilineo caratterizzato da numerose cunette, non sempre visibili, che rischiano di far spiccare degli involontari salti. Dalla Gufelhütte (1994 m), non ci sono più insidie sciistiche; semmai occorre prestare attenzione alla caduta di slavine. Per fortuna oggi il pericolo è moderato. La guida adesso “molla tutto” e ci precede di diverse centinaia di metri. Percorriamo quindi la lunga Taschachtal individualmente, fino alla fermata d’obbligo al Taschachalm (1796 m) per una meritatissima birra.

Strette di mano e saluti a tutti i compagni d’avventura, con un particolare ringraziamento a Rochus, per aver mantenuto - almeno apparentemente - la calma anche durante l’incidente meccanico.

Continuo la discesa sulla pista No. 1 fino a Mandarfen (1675 m), dove posso prendere lo sportbus che mi riporta all’albergo.

 

Intensa giornata sportiva con la classica salita al Mittagskogel e l’altrettanto ambita discesa sul fantastico ghiacciao Taschachferner.

 

Tempo di salita: 1 h 05 min

Tempo totale: 6 h 25 min

Dislivello in salita: 322 m

Dislivello in discesa: 2070 m

Sviluppo complessivo: 20,7 km

Difficoltà: PD-

LWD (Lawinenwarndienst Tirol): 2

Copertura della rete cellulare: buona

Libro di vetta: no.

Tourengänger: siso


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