Pizzo Quarazzola: Cresta NO e Cresta NE


Publiziert von ciolly , 24. August 2012 um 16:14.

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum:23 August 2012
Wandern Schwierigkeit: T6- - schwieriges Alpinwandern
Hochtouren Schwierigkeit: WS+
Klettern Schwierigkeit: III (UIAA-Skala)
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 11:30
Aufstieg: 1700 m
Abstieg: 1700 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Gravellona Toce-Superstrada uscita Pieve Vergonte-Piedimulera-Valle Anzasca-Macugnaga (Loc. Isella)
Kartennummer:CNS 1349 Monte Moro 1/25000 Kompass 88 Monte Rosa 1:50000

Il Pizzo Quarazzola è la più alta cima sulla cresta di confine tra la Val Quarazza (Macugnaga) e la Valle d'Egua (Carcoforo). Appariscente guglia appuntita costituita da solidi blocchi accatastati che coprono per la maggiore anche le sue creste. Impegnativo da ogni suo versante, offre un notevole panorama (non oggi)specialmente sul Monte Rosa, su Macugnga e la valle Anzasca e su tutta la Val Sesia.

Partenza ore 6: da Isella seguiamo la strada che porta al Lago delle Fate per continuare poi sul fondovalle fino all’Alpe Crocette (1h), crocevia dal quale si dipartono i principali percorsi escursionistici della vallata.

Proseguiamo ancora un po’ sul fondovalle quindi, facendo riferimento alle indicazioni per Colle del Termo, ci spostiamo sull’opposto versante della valle e con numerosi tornanti raggiungiamo la segnalazione Colle della Bottigia.
Da qui ci appare evidente a Sx,  a delimitare tutto l’alto anfiteatro, la lunga cresta NO del Quarazzola. Per raggiungere l’attacco è necessario un piatto traverso al limitare dei pascoli puntando alla base della cresta la selletta, quotata 2385 a SX di una liscia placca rocciosa che termina in un aguzzo dente ben definito.

Saliamo la liscia placca sfruttando alcune fessure e oltrepassiamo anche il dente aggirandolo a dx, ma dopo ci troviamo di fronte un muro verticale di 7/8 metri valutabile almeno in un passaggio di V/V+ seguito da una doppia torre che appare altrettanto se non ancor di più difficile. Non abbiamo ne il tempo ne il materiale, mancano sufficienti informazioni e magari anche le capacità per avventurarci su quel tratto di cresta, torniamo quindi sui nostri passi e proviamo ad aggirare il primo torrione salendo per un canale.

Sono ormai quasi le 11 e il tempo si sta già cambiando come era in previsione, troppo tardi per provare quell’ostico tratto di cresta. Seguiamo alla base il muro e raggiungiamo la dorsale sotto la rampa finale del Pizzo Quarazzola, ci leghiamo e in meno di un’ora raggiungiamo la vetta avvolti nella nebbia totale. La parte conclusiva della cresta appare più difficile di quello che è in realtà, infatti, le numerose rocce accatastate consentono di passare o aggirare alcuni risalti verticali (Max II)  in svariate maniere anche senza per forza legarsi.

Sono le 12,30 e stiamo un attimo tranquilli e rilassati in cima al Quarazzola, la visibilità è pressoché nulla, soltanto timide schiarite si aprono a sprazzi sul sottostante vallone.
Meglio sbrigarci perché nel pomeriggio danno piogge e la cresta NE che scende verso il badile è tutt’altro che facile e veloce.

Ancora numerosi passi di I-II e seguendo bene il filo anche III per arrivare al limite del triplice contrafforte del Palone del Badile dove troviamo un croso detritico che consenta di scendere a N, con qualche dovuta cautela, sulle sottostanti giavine. Non è questo il passaggio giusto della cresta, infatti il passo del Badile è più a NE e per arrivarci e necessario aggirare le tre guglie, ma visto il volgere del meteo e il tempo a nostra disposizione abbiamo optato per questa variante.

Sono le 14,15 nell’alta conca dell’Alpe Quarazzola ci siamo arrivati, e il rischio di beccare un temporale in cresta è passato, non ci resta che rinvenire le tracce del “Sentiero Genoni” e tornare a fondovalle nuovamente all’Alpe Crocette.

Ore 16, giusto il tempo di arrivare a ripararci sotto le tettoie dell’alpeggio che si scatena il temporale. Tutto come previsto, stiamo qui pure un’oretta in compagnia di una decina di altre persone fortunatamente come noi scampate alle intemperie.

Ore 17,40: siamo nuovamente al piazzale d’Isella da dove siamo partiti che si scatena una seconda ondata di pioggia… e lasciamo pure che venga!!!
 

NB: La cresta NO è piuttosto lunga ed esposta e la parte più difficile è la prima metà. Ero già passato su questa via in passato, aggirando subito il primo torrione per riprendere la cresta (AD+) dal successivo secondo canale, probabilmente perché chi avevo insieme già conosceva le maggiori difficoltà del tratto iniziale, breve, ma a mio avviso superiore anche al V. se non addirittura al VI


Tourengänger: ciolly

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Kommentare (1)


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tignoelino hat gesagt:
Gesendet am 1. September 2012 um 22:40
gran belle creste, complimenti a Voi.
roby


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