Madàs (2739 m) - Pizzo Campala (2645 m) - Sasso di Larecc (2322 m)


Publiziert von Varoza , 24. Juli 2012 um 10:13.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Locarnese
Tour Datum:22 Juli 2012
Wandern Schwierigkeit: T6 - schwieriges Alpinwandern
Hochtouren Schwierigkeit: WS
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Pizzo Barone   Gruppo Pizzo Campo Tencia   prato sornico   cabanna soveltra   Gruppo Monte Zucchero 
Aufstieg: 2339 m
Strecke:Prato Sornico (754 m) - M. di Predee (1001 m) - quota 1162 m - Campala (1558 m) - Cascina Nuova (1602 m) - Pianconi (1877 m) - versante S Sasso di Larecc - Piano del Buco - quota 2521 m - cresta N - Madàs (2739 m) - quota 2521 m - cresta S - Pizzo Campala (2645 m) - versante WNW - quota 2254 m - Sasso di Larecc (2322 m) - versante N - quota 1940 m ca. - quota 1827 m - Cascina Nuova (1602 m) - Capanna Soveltra (1534 m) - quota 1458 m - quota 1162 m - Prato Sornico (754 m).
Kartennummer:CN 1272 Pizzo Campo Tencia

Quest’oggi c’è parecchia carne al fuoco. Sono oramai le 22h del sabato quando decido di concedermi una scorribanda domenicale. Quest’anno gli impegni extra montani sono parecchi e purtroppo sono costretto a decidere all’ultimo istante. Sei ore dopo sono comunque al volante in direzione di Prato Sornico con in testa i lontani Madàs e Pizzo Campala.

E’ ancora notte quando mi incammino sulla strada sterrata che in poco più di 35 minuti mi porta al ponte presso i Monti di Predee (1001 m). Oltre al divieto generale di circolazione, il mio “mezzo” non salirebbe mai su per quella tortuosa strada. Beh… occasione per riscaldare la gamba!

Da Predee, attraverso castagneti,  seguo il sentiero che porta alla Capanna Soveltra fino a circa quota 1340 m. Da qui svolto sul sentierino (senza segnavia) che mi porta dritto a Campala (1558 m). Se non si presta attenzione, in questo periodo la deviazione non è molto visibile, così come il primo tratto di sentiero. Verso fine stagione, viene messo invece un bel cartello posizionato proprio al bivio, per indicare la via a chi vuole raggiungere la Capanna Soveltra d’inverno. In effetti, quando cominciano i ghiacci il sentiero normale (Le Scalate) diventa impraticabile e si è costretti dunque a passare via Campala. In ogni modo il sentierino comincia in prossimità di un segnavia pennellato su una grossa roccia (c’è anche un piccolo nastro Bianco-Rosso appeso al tronco di una pianta).

Da Campala, lungo un piacevole bosco raggiungo Cascina Nuova (1602 m), dove svolto sul sentiero con segnavia Bianco-Blu che porta al Passo di Redorta. Rincorro la via fino al rudere di Pianconi (1877 m), lo supero, e dopo ca. 50 m. comincio l’ascesa verso E in direzione del Sasso di Larecc. I primi metri sono un vero calvario attraverso rododendri, ontani e quant’altro. Il terreno è più imboscato di quanto pensassi e per giunta devo aggirare alcune rocce. Per fortuna a quota 1930 ca. incontro, quasi per miracolo, una vecchia traccia che sembra portare nella direzione giusta. Probabilmente la si può già trovare dietro il rudere di Pianconi (chi lo sa!). In ogni modo la traccia mi permette di salire agevolmente altri 150 metri fino ad uscire dalla folta vegetazione. Sono ora sotto le pendici del Sasso di Larecc, per cui comincio una lieve ma graduale ascesa in orizzontale lungo il versante S della vetta. Ad un certo punto la cima è a meno di un centinaio di metri, ma decido di non sprecare energie e avanzare spedito verso l’obbiettivo di giornata. Se ci saranno le forze, raggiungerò il Sasso al ritorno.

A circa quota 2300 m., poco oltre la quota 2254 m., le pratiche si fanno più dolci. Madàs e Pizzo Campala sono adesso in bella vista e punto la bocchetta di quota 2451 m. passando per un grazioso laghetto (senza nome sulla CN).

Guadagnato l’intaglio, comincio una faticosa e ripida progressione lungo le pendici N del Madàs. Il terreno, soprattutto nella parte iniziale, si presenta molto friabile (sfasciumi), ma nulla di ostico… anzì! Salgo, “zigzazo”, salgo… e quando l’altimetro mi indica che sono a buon punto intravedo anche una piccola croce… è fatta! Eh no… la croce è commemorativa… la cima è ancora più su. Percorro anche il filo delle rocce terminali e finalmente alle 9:25 in punto sbuco di fronte al tozzo ometto di sasso del Madàs (2739 m). Che dire… la vista sul versante N della Corona di Redorta è splendida… sembra di poterla toccare con un dito!  

Qualche foto, dopodiché tento di darmi alle scritture. Apro il classico tubo che custodisce il libro di vetta. Bel libretto… peccato che manca la penna e ovviamente non mi ricordo mai di portarmene una nel sacco. Ultima visita datata 2010… forse parchè non c’è la penna… forse no? Questo mi porta subito alla mente una  scena sul Chüebodenhorn… anche allora libro senza penna ma in soccorso ci fu un galeotto Merfen rosso :-)  questa volta incido invece con lo stecchino del coltellino militare…

In discesa (verso quota 2521 m), mi è più facile valutare il terreno, per cui cerco la traiettoria meno friabile, dapprima spostandomi più sul lato sinistro per poi tagliare brusco verso destra nella parte terminale. Lungo tutta la discesa mi frulla per la testa la cresta S del Pizzo Campala… stupenda, esposta ma ben gradinata. Per raggiungere il secondo obbiettivo di giornata ci sarebbe una “vile” alternativa, ossia quella di  abbassarsi fin quasi al Piano del Buco e risalire tutta la rampa del versante WNW del Campala. Ci penso un momento… molto poco, dopodiché l’istinto mi porta dritto sulla cresta, anche se so che chi mi aspetta a casa non sarebbe d’accordo con la mia scelta.

Su pietrame malfermo raggiungo in breve la base di un evidente canalino che porta dritto in cresta, poco a N di un salto roccioso. Lungo il ripido canalino supero due passaggi atletici su roccia, per poi trovarmi a ridosso di un meraviglioso intaglio… una finestra sull’… abisso. Ora ci si trova sulla cresta S vera e propria. L’ambiente diviene di colpo severo, esposto e nel mio respiro percepisco la concentrazione… la dolce sensazione della massima libertà, proprio quella che ricerco andando per monti.  Con scalata logica supero le prime cengette peraltro ben gradinate e giunto a metà del cammino il terreno si fa più docile, meno verticale e più erboso. Proseguendo infine sul facile filo roccioso, con lievi spostamenti sul versante valmaggese, raggiungo anche il Pizzo Campala (2645 m).

Rifocillandomi apro il secondo tubo di giornata… questa volta la matita c’è… ma il libro è ammuffito e inzuppato… eh vabbè.
Verso mezzodì sono in preda ad allucinazioni? Sopra di me splende il sole, ma vengo raggiunto da sporadici chicchi di neve! Beh, il vento è adesso forte e guardando l’orizzonte il cielo sembra nevoso…

Riparto, e tocco in breve anche la cima N del Campala (senza quota sulla CN). Da qui si gode un ottimo panorama giù sulla Bocchetta della Campala… bella alternativa di discesa , su terreno alquanto friabile (molto simile a quello del Madàs). C’è però da liquidare anche il Sasso di Larecc, per cui discendo la facile e gradevole rampa detritica racchiusa tra le due creste WNW delle sommità del Campala, fino a quota 2254 m. Da questo punto, in pochi minuti, su una larga cresta erbosa, raggiungo anche il Sasso di Larecc (2322 m).

L’anno scorso dal Pizzo Ruscada avevo già studiato il versante N di questa cima… e mi sembrava facilmente percorribile (vegetazione a parte). Per sicurezza do un occhio alla CN… non sembrano esserci salti rocciosi per cui mi incammino giù per questo versante.

La via verso il basso è sicuramente più diretta rispetto a quella che passa per Pianconi. Seguo un’escavazione torrentizia secca (di erba e rocchette) e raggiungo senza particolari problemi quota 1940 m. ca., da dove posso intravedere il sentiero che scende dalla Bocchetta della Campala. Si tratta di abbassarsi poco meno di 100 m. ancora.  Qui la vegetazione si fa più aspra e sono spesso costretto a litigare tra arbusti e rododendri. Sbuco infine sul pianoro di quota 1827 m, poco sopra una cascina (in caso di salita, non consiglio questa via, meglio passare per Pianconi, soprattutto se si individua subito la traccia citata in precedenza).

Il selvaggio è terminato… non mi resta che seguire i segnavia Bianco-Blu fino alla Capanna Soveltra (1534 m). Eh già, la sete e la brama di luppolo mi porta ad allungare il percorso di discesa a valle passando appunto dal rifugio. Sono assetato e la gentile gerente mi soddisfa subito con un bel litro di Panachè… qualche chiacchiera e poi giù lungo la suggestiva Valle di Prato attraverso Le Scalate, superbo sentiero con segnavia scavato nella roccia.

Le ginocchia si sentono eccome guidando per la Valle Maggia, facendo ora sembrare la strada un bel T5+ :-)

Note:
 
Vetta:
Madàs: uomo di sasso con libro (senza penna); Pizzo Campala: uomo di sasso con libro (ammuffito); Sasso di Larecc: ometto di sasso.
 
Prato Sornico:
Ampia possibilità di parcheggio poco dopo il ponte, oppure presso la pista di ghiaccio.
 
Valutazione:
Prato Sornico - Pianconi: T3
Pianconi - quota 2521 m - Madàs: T4+ (da Pianconi al Piano del Buco buon senso dell’orientamento; il + è per la friabilità del terreno sul versante N del Madàs).
Quota 2521 m - cresta S - Pizzo Campala: T6
Pizzo Campala - Sasso di Larecc - versante N - Capanna Soveltra - Prato Sornico: T3 (buon senso dell’orientamento in discesa sul versante N del Sasso di Larecc).

Tourengänger: Varoza


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Kommentare (7)


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Jules hat gesagt:
Gesendet am 24. Juli 2012 um 10:38
Standing ovation! :)

Varoza hat gesagt: RE:
Gesendet am 4. August 2012 um 03:09
:-) Merci

Amedeo hat gesagt:
Gesendet am 24. Juli 2012 um 10:58
Standing ovation number 2!!
Ciao
Amedeo

Amedeo hat gesagt: RE: Comunità in italiano
Gesendet am 24. Juli 2012 um 11:01
Iscriviti alla comunità in italiano, così trovo più facilmente le tue belle imprese!!

Varoza hat gesagt: RE: Comunità in italiano
Gesendet am 4. August 2012 um 03:08
Volentieri... sono nuovo in Hikr, devo ancora impratichirmi. Saluti e grazie.

pm1996 hat gesagt:
Gesendet am 24. Juli 2012 um 17:59
molto bello,,,complimenti..
Paolo

Varoza hat gesagt: RE:
Gesendet am 4. August 2012 um 03:09
Grazie, saluti!


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