Pizzo Uccello - Cima sud, 2717


Published by Nevi Kibo , 7 February 2011, 23h35.

Region: World » Switzerland » Grisons » Misox
Date of the hike: 5 February 2011
Ski grading: PD
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Uccello-Lumbreida   CH-GR 
Time: 2:00
Height gain: 1109 m 3638 ft.
Height loss: 1109 m 3638 ft.
Route:San Bernardino, 1608 - Pian Cales - Pian Lumbrif - Cascina Vignone - Val Vignone - Pendio E - Cresta Nord
Access to start point:Autostrada Chiasso Bellinzona Roveredo San Bernardino percorribile anche in caso di tormenta di neve
Accommodation:San Bernardino
Maps:CNS 267S San Bernardino

Ero stato al pizzo Uccello un paio di volte nel secolo scorso e non me lo ricordavo particolarmente affascinante dal punto di vista dello sci. Certo è caratteristico, tutti lo conosciamo, visto dall'autostrada arrivando a San Bernardino, ma poi salirlo... non so perché avevo reminiscenze abbastanza poco entusiaste.
Però il pendio che porta alla cresta che unisce cima Sud sciistica e cima Nord antipatica, me lo ricordavo abbastanza ripido e avevo il sospetto che, nell'ultima esperienza, ormai lontana, fosse stata la qualità della neve a decretare la bocciatura inconscia.
Così, quando sabato mattina, alla sosta caffè, Pancho mi dice,"perché non ci fermiamo qui e facciamo il Pizzo Uccello?" decido che è giusto concedere al volatile una nuova occasione.
A far premio, come sempre, è la pigrizia: dovevamo andare a Hinterrhein per il Lorenzhorn, ma chi c'ha voglia di sciropparsi anche il tunnel per poi scoprire che di là c'è pure più vento, a parte i trecentoepassametriinpiù.
D'altra parte, che noi si sia scialpinisti di quelli "cattivi"  appare evidente dal fatto che alle 10 e 30 stiamo (già!) partendo dal parcheggio dell'acqua minerale.... (c'è pure la fonte aperta al pubblico. Non bevete!!)
Risolto brillantemente il problema tecnico più impegnativo della giornata, (come superare la riva che dal parcheggio di sotto porta a quello di sopra), risaliamo brevemente una pista di gatto delle nevi e, al cospetto dell'imponente Pizzo Lumbreda, ci immettiamo nel vallone che punta verso nord in direzione della nostra meta e del "gemello" Pizzo Cavriola
Ammettiamolo, è un po' noioso, ma, stando molto alti sulla destra, ci complichiamo un po' la vita con un lungo traverso abbastanza gelato che fa sembrare il tutto un po' più impegnativo; Pancho, poi, con i Seven Summit nuovi ma le pelli vecchie, consunte e troppo strette, si diverte un casino.
Ma, a parte il contenzioso con la macchina fotografica, che ha problemi all'interruttore d'accensione, andiamo via spediti e, superata la Cascina Vignone, dove la salita si fa più ripida e remunerativa raggiungiamo un gruppone misto di scialpinisti e ciabatte. Scherzo, dai! Anzi, le guardavo ieri in un negozio e devo dire che son diventate degli attrezzi supertecnici. Ma quanto vi pelano per comprarle?
Vi trattano male come noi con sci e attacchi? Secondo me dovrebbero metterci una sovratassa per pagare qualcuno che vada a chiudere i buchi...
Dopo un brevissimo tratto più ripido, in presenza di un ometto di pietra svoltiamo decisamente a sinistra, (ovest) per risalire il muro finale; non è granché ripido, ma penso si possa definire "muro". Tra una forchetta e l'altra, seguendo una traccia un po' incerta su neve altrettanto incerta, (un po' dura, un po' polverosa, un po' sta, un po' va, un po' tiene, un po' no), ci godiamo la vista del Pizzo Tambò. Alle 12,30 supero la forcella, dove stanno appollaiati al riparo dal vento quattro predecessori, e  esco sulla  vetta, raggiunto poco dopo da Pancho.
Discesa non indimenticabile, ma neanche da dimenticare. Nel tratto in alto riusciamo a sceglierci pendii ben scaldati che permettono curve su una neve un po' marcetta ma con fondo che tiene bene. Parte centrale con crosta varia e sastrugi da vento ma anche una breve valletta di neve non ancora trasformata.
In basso la parte più divertente: tenendosi alti sulle pendici del Lumbreida alterniamo traversi di trasferimento  a brevi "picchiate" su neve remollata appoggiata su fondo duro (non sarà già l'erba?).
Ultime due curve sul "problema" di giornata: il passaggio dal parcheggio alto al parcheggio basso detto dell'acqua minerale.
Ci abbeveriamo alla fonte. Puh! Farà anche bene... presto, una Calanda!

Hike partners: Nevi Kibo


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Comments (10)


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tapio says:
Sent 7 February 2011, 23h55
Un racconto che si lascia leggere molto volentieri, ironico ma al tempo stesso non privo di dettagli tecnici realistici: complimenti! (e anche per la bella pellata e la successiva discesa - "da ricordare non troppo ma da non dimenticare affatto" - con una conclusione da sottoscrivere in pieno!)
Ciao, Fabio

lebowski says: Il Piz Uccello...
Sent 8 February 2011, 12h22
ha sicuramente apprezato la tua relazione, piacevole e completa.Mi chiedevo: la stessa ascesa è praticabile con le condizioni che hai trovato, senza sci ai piedi?

Luca

p.s. la Calanda è un'ottima lager...


heliS says: RE:Il Piz Uccello...
Sent 8 February 2011, 13h05
Prendo spunto da questa tua domanda per farne un'altra: quali gite, o meglio, qual'è il motivo per cui una gita non è fattibile con cisaspole/ramponi ma lo è con gli sci? A parte il problema della lentezza in discesa ...
S.

grandemago says: RE:Il Piz Uccello...
Sent 8 February 2011, 18h03
Di solito è lo sciatore che deve proseguire a piedi oltre certi limiti, a parte la Wood Gang, loro si "librano".....perciò il problema per chi và a piedi non sussiste. L'uso dei mezzi, ramponi, picozza, ciaspole, ecc. dipende poi ovviamente dalla neve.....e non dalla moda!

lebowski says: RE:Il Piz Uccello...
Sent 9 February 2011, 10h21
Se ci siete al S.Bernardino, visto che domenica siamo da quelle parti...visto il modesto dislivello pianificato, mi chiedevo se Lella non avesse fatto un pensierino al Piz!

ciao

Nevi Kibo says:
Sent 8 February 2011, 18h27
Grazie a tutti per il tempo dedicato al rapporto.
Riguardo alle domande: non mi vedo granché nella parte di prof. e ritengo che nel sito navighi, anzi passeggi, gente più ferrata di me riguardo alla montagna. In primis Grandemago che ha appena inquadrato il problema.
Infatti nelle relazioni dei libri, che oggi stiamo abbandonando a favore dei siti internet, si leggeva spesso, a proposito del finale di una gita scialpinistica "...da lì alla vetta per facili roccette" oppure "con condizioni favorevoli di neve si giunge in vetta con gli sci ai piedi" oppure, ancora "la cresta che dal deposito sci adduce alla vetta richiede esperienza ed attrezzatura alpinistica".
Ciò per ribadire quanto ha detto Grandemago: dove arrivi con gli sci arrivi anche senza, ma dove arrivi senza sci, non sempre arrivi con gli sci. E anche Skiboy è costretto a portarseli in spalla.
L'unica discriminante a favore degli sci, a parte divertimento e rapidità di discesa, può essere il caso di neve molto cotta; ma vedo che con le ciaspole (a parte qualche buco...) più o meno si ha la stessa galleggiabilità che con gli sci e se la neve è veramente molle e tanta, gli sprofondamenti ci sono anche con gli sci e può essere veramente faticoso venirne fuori, (ma in quel caso sarebbe anche meglio non essere lì).
Per cui riguardo alla domanda particolare di Lebowski, la risposta è ovviamente sì
Grazie ancora e a presto

lebowski says: RE:
Sent 9 February 2011, 10h22
grazie, sei stato molto chiaro.Buone discese!
ciao



Sky says: RE:
Sent 10 February 2011, 11h21
Il fatto di dover fare un tratto con gli sci in spalla non impedisce che la meta sia dichiarata “scialpinistica”. Al massimo potrà essere svantaggiato rispetto a chi ha le ciaspole se quest’ultimo riesce a non toglierle.. ma se è necessario calzare i ramponi, questo vale per tutti e due.. cambia solo il peso da portare sulle spalle !!

A parte questo, lo scialpinista potrebbe essere avvantaggiato sui traversi molto esposti, dove le lamine degli sci sono più adatte dei ramponi della ciaspola, che, inoltre, essendo molto più larga, è più scomoda da usare (il piede deve stare piegato..). Inoltre per il rischio valanghe, un ciaspolatore su un traverso è più pericoloso, a mio avviso, di uno scialpinista, perché incide molto di più il manto nevoso e passa più lentamente (mi ricordo che in un’occasione a noi ciaspolatori è stato detto di passare su un tratto di roccette invece che su un traverso, come avevano fatto gli scialpinisti prima di noi)

Però, detto questo, la differenza della velocità di discesa mi sembra assai più rilevante delle altre motivazioni.. Se una meta è troppo lontana, con le ciaspole non è fattibile raggiungerla..

Ciao, Luca

gbal says: Bello!
Sent 9 February 2011, 22h49
Certamente una delle tante cime affascinanti dalle quali ci si sente attratti. Come andare è stato sviscerato da molti prima di me, praticamente in tutti i modi, se ben capisco. Certamente vedrei per gli sci un punto di vantaggio soprattutto per l'idea di una divertente discesa che ciaspolatori, ramponatori e scarpinatori, ahimè non hanno alla pari; però la vetta nello zaino, quella sì è una conquista per tutti (la negherei solo a motoslitte ed elicotteri perchè non è fair play anche se comodo, ma chi dice che l'alpinista cerca il suo comodo?).
Per la fotocamera dico solo che a me succedeva lo stesso finchè non ho sostituito le batterie con altre + potenti (carica >= 2600mAh) perchè le precedenti cedevano allo spunto cioè proprio nel momento dell'accensione. Magari però si tratta di un'altra cosa.
Complimenti
Giulio

Nevi Kibo says: RE:Bello!
Sent 13 February 2011, 12h35
Grazie gbal. Credo, però, sia proprio un problema di interruttore d'accensione. La stanno guardando. Così ne approfitto per portarmi la molto più leggera HP smart, che fa anche foto più leggere eliminandomi i problemi in fase di pubblicazione.
Ciao
nk


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