Piz Lunghin da Cadlagh


Publiziert von Angelo63 , 20. August 2018 um 15:52.

Region: Welt » Schweiz » Graubünden » Oberengadin
Tour Datum:12 August 2018
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-GR 
Zeitbedarf: 8:00
Aufstieg: 1100 m
Strecke:Cadlagh - Plan di Zoch - Lago Lunghin - Pass Lunghin - Piz Lunghin - Lago Lunghin - Plaun Grand - Alp - Blaunca - Plan di Zoch - Cadlagh
Zufahrt zum Ausgangspunkt:SS 36 dello Spluga fino a Chiavenna, seguire poi le indicazioni per il passo del Maloja. In uscita da Maloja, si può trovare parcheggio (capienza 10 - 15 auto) sulla sinistra all'inizio del Lago di Sils.

Previsioni meteo incerte con possibilità di bel tempo in Engadina…..è un po’ che manchiamo da quelle parti ed allora con Danilo cogliamo l’occasione. Non abbiamo certezze sulla meta da raggiungere, decideremo durante il percorso di avvicinamento al Maloja. Sulla strada, dopo aver trovato un poco di pioggia, il tempo sembra mettersi al bello. Ci sono ancora nubi sulle cime delle montagne che riteniamo si diraderanno nel corso della giornata con l’aumento della temperatura. Raggiunto il Maloja decidiamo: si va al Piz Lunghin partendo da Cadlagh. Avevo già raggiunto nel 2013 la cima del Piz Lunghin partendo però da Casaccia con discesa a Maloja e ritorno all’auto con il “postale”.
 
Alle 9 in punto, lasciata l’auto a Cadlagh in uno dei pochi posti disponibili nello spiazzo che si trova a sinistra appena inizia il lago di Sils, ci incamminiamo lungo il sentiero che è già indicato da una palina posizionata proprio ai margini del parcheggio. Ci precedono alcuni escursionisti ed altri si stanno preparando per partire. Il sentiero, come di consueto qui in Engadina sempre ottimamente tracciato e segnalato, sale in diagonale con pendenza costante in direzione ovest con visuali sempre più ampie sul sottostante abitato di Maloja. Alle nostre spalle è sempre visibile un bel tratto del lago di Sils. Le vette della zona del Bernina e la parte superiore delle vallate che scendono verso i laghi engadinesi sono invece ancora immerse nelle nuvole. Alle 9.25 arriviamo ad un bivio da dove proviene la “Via Engadina”, il sentiero che scende da Blaunca. Proseguiamo diritti e dopo pochi minuti raggiungiamo la palina di Plan di Zoch. Il percorso svolta decisamente in direzione nord risalendo i prati con ampi tornanti. Con l’aumento dell’altitudine i prati lasciano spazio a sterrato e pietrisco. Alle 10.20, arrivati ad un pianoro quotato circa 2.300 metri, transitiamo su un piccolo ponticello di legno che supera uno dei corsi d’acqua che formano il fiume Inn. Superiamo un ultimo tratto roccioso ed alle 10.50 raggiungiamo le sponde del lago Lunghin. Qui soffia un po’ di vento e le nuvole anziché diradarsi sembrano diffondersi anche in questa parte di percorso. Sono a tratti visibili le nostre prossime mete del passo e del Piz Lunghin. Dopo una sosta di una decina di minuti ci rimettiamo in cammino costeggiando il bordo meridionale del lago (quello settentrionale è chiuso dalle pareti del Piz Grevasalvas) per poi risalire il sentiero che passa sotto la cresta del Piz Lunghin su un percorso dove predominano i colori delle rocce verde e rossastro. Le persone che sono in cresta verso la cima appaiono e scompaiono tra le scure nuvole. Alle 11.35 siamo al Passo Lunghin che ha la particolarità di essere uno spartiacque su 3 versanti. Infatti dal passo scendono acque che finiranno nel mar Nero (versante dell’Engadina tramite l’Inn che confluisce nel Danubio) nel mare del Nord (versante del Septimer Pass tramite il Reno) e nel mar Adriatico (versante della Bregaglia che poi tramite l’Adda confluisce nel Po). Sostiamo una quindicina di minuti un po’ indecisi se val la pena procedere in direzione delle scure nubi che ricoprono il Piz Lunghin. Decidiamo per la salita alla cima nella flebile speranza di una apertura nel cielo. Il tratto dal passo alla cima è bollato bianco blu bianco e si deve percorrere con attenzione. In particolare qualche metro sotto la vetta c’è da affrontare un passaggio un po’ più esposto. Questo il motivo della valutazione “T3” che ho assegnato come difficoltà all’escursione. Un vero peccato che lungo questa parte del tracciato non si è nemmeno percepita l’esistenza delle splendide vedute sulla val Bregaglia, sui tornanti del passo del Maloja, sui laghi dell’Engadina e sulle cime della zona del Bernina. Arriviamo in vetta al Piz Lunghin alle 12.20 dopo 2h20m di marcia, 1h di soste ed aver percorso 6,5 chilometri. Non si vede proprio nulla. Io che ci ero già stato ricordo bene cosa si poteva osservare da quassù. Danilo invece si sente come perso nelle nebbie autunnali della pianura padana. Le persone che qui giungono non si fermano molto tempo. Qualcuno lascia un messaggio sul libro di vetta e poi si rimette in cammino. Anche noi ripartiamo alle 12.40 ormai rassegnati dell’occasione mancata dopo tanta fatica. Invece di ripassare dal passo, dopo qualche minuto di discesa, imbocchiamo la traccia che discende un ripido traverso su ghiaione che ci consente di perdere velocemente quota. Frequentemente volgiamo uno sguardo ancora alla cima senza però osservare aperture nel cielo. Alle 13.30 siamo nuovamente al lago Lunghin e ci posizioniamo per il pranzo sulle grandi rocce levigate che chiudono il lago verso l’Engadina. Qualche timida occhiata di sole si affaccia per pochi minuti ma di miglioramenti in alta quota non se ne percepiscono. Anche le cime in lontananza verso il Bernina e il Disgrazia oggi non si sono proprio fatte osservare. Alle 14 riprendiamo il cammino e invece di ripercorrere a ritroso il percorso mattutino imbocchiamo il sentiero che parte dall’emissario del lago e senza perdere quota ci conduce in direzione degli attacchi per le scalate alle pareti meridionali del vicino Piz Grevasalvas. Il traverso ci consente di apprezzare alcune belle visuali sui laghi di Sils e Silvaplana prima di imboccare la vallata che scende verso Grevasalvas. Transitiamo da Plaun Grand alle 14.55 e poco oltre non troviamo il sentiero che ci consentirebbe di scendere direttamente a Blaunca. Procedendo infatti sul sentiero principale arriviamo ad osservare dall’alto le baite di Grevasalvas e la prospettiva di scendere laggiù per poi risalire a Blaunca non ci rende felici. Cerchiamo di perdere quota tagliando alcune zone prative, sfruttando qualche traccia di passaggio del bestiame, per avvicinarci ad una isolata costruzione, alla quota di 2.070 metri, in prossimità della località che sulla mappa è indicata come Alp. A fatica raggiungiamo la baita alle 15.40 e proseguiamo quindi lungo la più ampia traccia che scende dalla costruzione verso la sottostante sterrata che sale a Blaunca. La coltre nuvolosa sta ora invadendo anche questa parte della vallata ed è imminente un peggioramento delle condizioni meteo. Intanto nei prati stanno velocemente raccogliendo la fienagione. Raggiungiamo la sterrata quando mancano 5 minuti alle 16 nel momento in cui inizia a piovere. Indossate le mantelle riprendiamo a salire verso l’abitato di Blaunca che raggiungiamo alle 16.15. Superiamo le baite e siamo sulla “Via Engadina” che procede per un buon tratto quasi in piano. La pioggia diminuisce quando iniziamo a scendere più decisamente verso il bivio che avevamo raggiunto in mattinata in prossimità di Plan di Zoch dove arriviamo alle 16.40. Qui possiamo toglierci la mantellina perché la pioggia è cessata. Procediamo ora in diagonale con vista panoramica in direzione del lago di Sils e scendiamo l’ultimo tratto del sentiero per raggiungere la nostra auto quando sono le 17.
 
Seppur la giornata non è stata delle migliori dal punto di vista meteorologico l’Engadina lascia sempre soddisfatti. Sulla strada del rientro a casa ci chiedevamo quale sarebbe stato il nostro giudizio nel caso di una giornata di sole con panorami sgombri da nuvole. Giornate così ne abbiamo trovate da queste parti e il ricordo è sempre memorabile anche a distanza di tempo.
 
Dati complessivi:
Km percorsi: 16,3;
Tempo marcia: 5h30m;
Tempo sosta: 2h30m;
Ascesa: mt. 1.100 circa;
Velocità media in marcia: 2,9 km/h;
Velocità media totale: 2 km/h.
 


Tourengänger: Angelo63, Danilo54


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