Alpe Adria Trail / Soča Trail


Publiziert von paoloski Pro , 17. August 2018 um 17:11.

Region: Welt » Slowenien
Tour Datum: 1 August 2018
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: SLO 
Zeitbedarf: 11:00
Aufstieg: 580 m
Abstieg: 840 m
Strecke:27 Km
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Lungo la valle vi è un regolare servizio di autobus a prezzi veramente modici. Orari ed informazioni sulle fermate si possono avere all'Ufficio Turistico di Bovec.
Unterkunftmöglichkeiten:Lungo il percorso si trovano molti campeggi e diverse pensioni. Molti privati affittano camere anche per una notte.
Kartennummer:Bovec - Trenta 1:25000 Sidarta

Per la nostra terza gita in Slovenia decidiamo di percorrere un tratto dell'Alpe Adria Trail, quello coincidente con il Soča Trail, ovvero il trail lungo il fiume Isonzo. Invece di partire dalle sorgenti decidiamo di iniziare il nostro percorso dal Giardino Alpino Juliana, per noi decisamente più interessante.
Alle 7,30 ci troviamo alla partenza dell'autobus in centro Bovec che ci porterà al giardino botanico. Il pullman è gremito di gitanti che, perlopiù, sono diretti a Trenta o al passo Vršič, solo noi scenderemo al Juliana. Quando vi arriviamo il giardino è ancora chiuso, abbiamo modo di guardarci intorno, il posto è suggestivo e tranquillo, la giornata si preannuncia splendida e la temperatura estremamente piacevole. Poco dopo ecco arrivare un auto da cui scende la giovane botanica incaricata dell'apertura, in perfetto orario alle 8,30 eccoci pronti a visitare il giardino. L'ingresso costa solamente 3 euro e sono decisamente ben spesi: questo è un vero gioiello, nonostante le piccole dimensioni vi sono centinaia di specie botaniche tipiche di questa regione, il luogo è perfettamente mantenuto e ad ogni passo scopriamo fiori e piante interessanti, la visita ci impegna per un'ora abbondante, alla fine acquistiamo un libro illustrante la storia ed i fiori del giardino e ci viene regalato anche un DVD.
Siamo pronti ad iniziare il nostro trail, percorriamo un breve tratto di asfalto per raggiungere il ponte che attraversa l'Isonzo e quindi troviamo la prima delle tante paline segnaletiche che incontreremo oggi lungo i 27 Km di percorso.
Ad un breve tratto in piano segue una salitina ed alla fine della discesa che segue troviamo un piccolo pianoro dove dei pannelli illustrano la storia delle estrazioni di materiale ferroso della valle. Il capoluogo si chiama Trenta perchè gli abitanti chiamarono ad operare ed insegnare le tecniche dei trentini, allora anch'essi sudditi dell'Impero Austro-Ungarico. L'estrazione dei metalli cessò alla fine del '700 poichè le difficoltà di estrazione e di trasporto non consentivano di essere concorrenziali con le miniere e le forge carinziane.
Nei pressi vi è una passerella ballerina che ci permette di riattraversare il fiume per recarci alla prospiciente chiesa settecentesca di Santa Maria di Loreto, affrescata nel 1960 dal pittore sloveno Tone Kralj.
Ritorniamo sul sentiero riattraversando la passerella, ora ci attendono una serie di brevi salite e discese cui segue un tratto più pianeggiante seguito da una micidiale discesa che ci fa abbassare velocemente di oltre 100 metri, non l'ideale per il ginocchio malconcio di Anna.
Siamo quasi di fronte a Trenta, il capoluogo della valle, riattraversiamo l'Isonzo su un'altra passerella, troviamo dei pannelli informativi illustranti le varie specie di insetti xilofagi, risaliamo una stradina sterrata finchè raggiungiamo il ponte sulla 206, percorriamo un breve tratto di strada ed eccoci a Trenta, ci riposiamo un attimo sotto il grande tiglio della piazza, mangiamo qualcosa e poi entriamo al Centro Informazioni del Parco Nazionale del Triglav, alla cassa ci prospettano la possibilità di vedere un film sul parco in italiano della durata di un quarto d'ora...perchè no? Il video si rivela piacevole ed interessante, dopo di chè passiamo alla visita del museo etnografico ospitato nell'edificio che illustra con diorami, esposizioni, filmati e foto la storia, la geologia e la vita della valle nel corso dei secoli.
È ora di reincamminarsi, riattraversiamo il fiume e riprendiamo il sentiero che ora corre proprio a fianco dell'Isonzo, finora abbiamo calpestato solo sassi e, soprattutto, un intrico di radici, qui invece c'è una sabbia bianchissima ed impalpabile. Proseguiamo, il sentiero sempre ben segnato si avvicina e si allontana dal fiume con leggeri saliscendi fino alla passerella di Marka nei pressi del camping Triglav, la percorriamo e ci troviamo sull'altra sponda dell'Isonzo. Il sentiero ora sale nel bosco, incontriamo qualcuno che lo sta percorrendo in senso inverso al nostro, poi un'altra discesa a gradini ed eccoci nei pressi di Plajer, una zona caratterizzata da fattorie tipiche e da alcune frane che hanno fatto rotolare a valle grandi massi che vengono oggi saliti dagli amanti del bouldering. Poco oltre una spettacolare frana di rocce chiare ha raggiunto il fiume che ha comunque trovato la sua strada per scendere a valle. Più avanti si riattraversa per l'ennesima volta il fiume, il sentiero corre in una sua sede poco sotto il ciglio della strada, non è un tratto molto piacevole da percorrere in effetti: si è a circa un paio di metri dalla 206 con la testa all'altezza del manto stradale. Fortunatamente poco più avanti, nei pressi di due campeggi e della fattoria di Korita, trasformata in un ristorante, si riattraversa il corso d'acqua e si riprende a camminare nel verde. ci troviamo all'altezza della Piccola Forra dell'Isonzo, una sorta di stretto canyon in cui le acque del fiume si insinuano. Percorriamo un altro breve tratto ed arriviamo ad un bivio:  a sinistra si sale per andare a vedere la flora delle rocce, a destra si segue il fiume su un percorso più pianeggiante. Il ginocchio di Anna decide che la flora rupicola non è di suo interesse per cui andiamo a destra.
Ad un lungo tratto di sentiero segue una sterrata lungo la quale incontriamo delle MTB, sul resto del tracciato sono vietate. La stradina ha termine e ridiviene un sentiero che con alcuni saliscendi ci porta sopra la Grande Forra dell'Isonzo: il fiume finora placido e tranquillo si inabissa in una stretta gola che in alcuni punti sembra quasi una galleria, decisamente impressionante. Allo sbocco della gola ci troviamo all'inizio della Valle Lepena, da cui siamo passati per andare al lago Krn. C'è una folla inverosimile, qui le segnalazioni sono un po' scarse, per di più molte sono coperte dalle decine di auto parcheggiate, la cartina non è chiarissima per cui traversiamo il fiume sulla passerella nei pressi del campeggio Soća, finchè, grazie ad un pannello informativo nel camping, riusciamo a capire che il percorso del trail prosegue verso Sud fino alla confluenza della Lepenjica nell'Isonzo. Camminiamo per un po' accanto al fiume, qui largo, basso e tranquillo. Più avanti il percorso riattraversa il nostro corso d'acqua per percorrere nuovamente un lungo tratto appena al di sotto della strada, decidiamo di evitarlo camminando invece lungo il ciglio della 206 che qui è piuttosto larga e con banchine verdeggianti. Riprendiamo il sentiero quando questo riattraversa l'Isonzo sul ponte di Kršovec poco prima dell'abitato di Kal - Koritnica. Qui il fondovalle è piuttosto stretto, il sentiero percorre la forra formata dal versante meridionale dello Svinjak e da quello settentrionale del Kozji breg entrami molto ripidi. Siamo a Jablenca, anche qui le indicazioni non sono molto chiare, comunque raggiungiamo la confluenza fra la Koritnica e l'Isonzo, per trovarci poi in un delirio costituito dall'insieme di quattro grandi campeggi gremiti di gente, ci districhiamo nell'intrico di stradine ed indicazioni fuorvianti e raggiungiamo finalmente la strada asfaltata che sale a Vodenca. Questo è decisamente il tratto peggiore del trail: asfalto, traffico, rumore...non manca niente, se a questo aggiungiamo che siamo piuttosto stanchi ed Anna anche dolorante....
Fortunatamente al termine della salita troviamo sulla sinistra una strada sterrata che si addentra nel bosco e che ci condurrà direttamente a Bovec, passiamo accanto al camping Polovnik, consideriamo l'idea di fermarci a mangiare al ristorante ma poi decidiamo di prendere solo qualcosa da bere. Raggiungiamo Bovec e quindi Dvor. Finalmente a casa. Ora una bella doccia,

Lunga escursione che alterna tratti molto interessanti ad altri decisamente monotoni. Il Giardino Alpino "Juliana" è veramente magnifico così come molto interessante e bello è il centro informativo del Parco Nazionale del Triglav a Trenta. Bellissime le varie gole dell'Isonzo e molti tratti lungo il fiume. Poi però ci sono alcuni chilometri a fianco strada che sono veramentte demotivanti per monotonia e condizioni. Il tratto finale con l'attraversamento di quattro campeggi senza soluzione di continuità fra uno e l'altro poi è veramente penoso.

Comunque nel complesso bello anche se noi ci siamo fidati troppo delle descrizioni che lo danno facile e piacevole da percorrere per cui abbiamo indossato delle scarpe basse, seppur con suola Vibram, col senno di poi gli scarponi sarebbero stati molto più adatti: il percorso è decisamente accidentato alternando tratti di pietraia ad altri con innumerevoli radici, salite e discese su gradini di altezza notevole, tratti su sabbia fine che si infila dappertutto ed altri di fanghiglia scivolosa ed alcuni di asfalto. Le difficoltà comunque non superano il T2.

Informazioni sull'Alpe Adria Trail si trovano sul sito ufficiale: www.alpe-adria-trail.com/it

Tourengänger: paoloski, annna


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