Slap Bovec e Slap Virje


Published by paoloski Pro , 14 August 2018, 12h19.

Region: World » Slowenien
Date of the hike:30 July 2018
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Time: 6:00
Height gain: 485 m 1591 ft.
Height loss: 485 m 1591 ft.
Route:16 Km
Access to start point:Bovec si trova nella Valle dell'Isonzo, a Nord di Kobarid / Caporetto, ed è facilmente raggiungibile attraverso i numerosi valichi con il Friuli Venezia Giulia.
Access to end point:Gita andata - ritorno.
Maps:Bovec - Trenta 1:25000 Sidarta

Ieri pomeriggio siamo arrivati a Bovec per soggiornare una settimana in Slovenia. Stamane decidiamo di fare una prima breve gita per conoscere i dintorni, sulla cartina abbiamo studiato un itinerario che ci porterà a scoprire le due principali cascate della regione, la Boka, considerata con il suo salto di 106 metri la più alta della Slovenia e la Virje dalla forma a ventaglio. Certo visto il tempo secco che perdura da settimane non saranno al massimo della portata ma...tant'è.
Partiamo da casa e passiamo nei pressi della partenza della funivia per il Monte Canin, proseguiamo lungo una stradina sterrata che presto entra nel bosco. Il sottobosco ed i bordi della stradina sono tappezzati da ciclamini, cicoria e menta selvatica, tutt'intorno nugoli di farfalle multicolori. Poco più avanti, convinti di essere sul sentiero giusto, facciamo una deviazione sulla destra che ci porta nei pressi di una fattoria abbandonata: dobbbiamo ancora prender la mano con le cartine slovene e con le indicazioni dei sentieri. Ritornati sui nostri passi prendiamo la direzione giusta seguendo le indicazioni per il Golf di Bovec. Contorniamo i prati verdi del golf e proseguiamo nel bosco su un sentierino che si abbassa rapidamente per andare a superare, su un ponticello in pietra a schiena d'asino, il torrente Gljun. Poco oltre il sentiero si immette su una strada sterrata che passa accanto ad una centrale idroelettrica. Siamo ormai molto vicini alla strada e temiamo di doverne percorrere un tratto ma fortunatamente, poco più avanti, un segnavia dell'Alpe Adria Trail ci invita ad aprire un cancelletto e ad attraversare un grande prato, all'altra estremità ecco un ulteriore cancello, il sentiero rientra nel bosco per poi passare accanto ad un gruppo di villette e raggiungere quindi l'Adrenaline Camp, uno dei tanti campeggi della zona votati al rafting, al kayak e qui anche all'arrampicata sulle vicine pareti. Attraversiamo il campeggio, seguiamo una stradina e arriviamo sulla strada, ora un breve tratto di asfalto ci tocca, d'altronde dobbiamo percorre il ponte che sorpassa il torrente Boka, ora desolatamente in secca ma, a giudicare dal largo letto disseminato di pietre e massi, pronto a mutarsi in un autentico fiume qualora dovesse piovere. Pochi metri ed ecco le indicazioni per la cascata. Saliamo un ripido sentiero che in una quindicina di minuti ci porta ad un terrazzino da cui si gode una buona vista della cascata: come prevedibile non è spettacolare vista la scarsità di precipitazioni perdurante da tempo ma è comunque un bello spettacolo.
Ridiscendiamo, visto che siamo qui decidiamo di andare a vedere il vicino villaggio di Log Čezsoški, percorriamo un sentierino ed arriviamo al ponte stradale sull'Isonzo. C'è una gran folla: questo è uno dei punti di accesso autorizzati al fiume per i kayakisti, ve ne sono decine, chi intento a scendere al fiume, chi a risalire, dal ponte assistiamo alle manovre dei singoli sportivi ed a quelle dei gruppi accompagnati. Fosse per me andrei all'istante a Bovec a noleggiare muta, casco e kayak ma Anna non ci sente proprio :-)
Raggiungiamo il villaggio percorrendo una stradina  frequentata praticamente solo da ciclisti. Si passa fra prati, orti e frutteti e si giunge quindi ad un nucleo di una ventina di case immerse nel verde, anche qui ogni casa ha almeno una scrtta Apartmaj , tutti affittano ai turisti, tutti salutano cordialmente.
Ritorniamo, cogliamo delle parole in italiano, sono un gruppetto di anziani che guardano dal ponte verso il fiume, più che alle evoluzioni dei kayak però sembrano interessati alle ragazze in bikini sulle sponde (sic).
Vabbè, ritorniamo al ponte sul Boka, prima di ripassare nei pressi del campeggio ci fermiamo per bere qualcosa alla Gostilna Žvikar, tanto che ci siamo diamo un'occhiata al menù...decisamente interessante, torneremo senz'altro per cenarvi. Ripartiamo, ripassiamo per l'Adrenaline Camp e nei pressi del Golf e, poco più avanti, deviamo a sinistra per salire seguendo le indicazioni per la cascata Virje. Guadagniamo un po' di quota nel bosco fino a sbucare su una stradina che corre a fianco di una condotta, presto siamo in vista di un bacino di compensazione di discrete dimensioni. Sulla superficie vi è un gran movimento di libellule. Contorniamo il lago, e poi, sempre seguendo le indicazioni raggiungiamo uno spiazzo decisamente animato, qui infatti si può arrivare anche in auto, ve ne sono una ventina provenienti da ogni angolo d'Europa. Un largo sentiero si abbassa per raggiungere la cascata. Raggiuntala decidiamo che un bel pediluvio ce lo meritiamo, l'acqua è ghiacciata ma qualcuno fa il bagno, o meglio entra e schizza fuori poco dopo. La cascata è bella ma certamente non come da foto dei manifesti turistici, verosimilmente scattate in primavera, quando la maggior portata le fa assumere una scenografica forma a ventaglio. Ci soffermiamo un po' poi risaliamo al parcheggio e da qui raggiungiamo il villaggio di Plužna da cui un sentiero ci riporta a Dvor dove si trova il nostro appartamento.

Tranquilla gita senza difficoltà, ma che attraversa luoghi molto belli e suggestivi, i boschi sono letteralmente tappezzati dai ciclamini in fiore che emanano il loro profumo, la segnaletica richiede un po' di attenzione essendo affatto differente da quella italiana o svizzera.

Hike partners: paoloski, annna


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