Anello Alpeggi Val Bedretto - il wild nel bianco


Publiziert von giorgio59m , 27. März 2018 um 09:04. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:25 März 2018
Schneeshuhtouren Schwierigkeit: WT3 - Anspruchsvolle Schneeschuhwanderung
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Poncione di Vespero   Gruppo Cristallina 
Zeitbedarf: 6:00
Aufstieg: 570 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada per il Gottardo, uscire ad Airolo, poco prima del Traforo. Seguire per Val Bedretto. Allo stop prendere a sinistra e seguire la strada fino a Fontana. All' ingresso del paese, c'e' un largo pargheggio.

   
 

Quando il Wild ti scorre nelle vene

           Vista da Giorgio     -    (giorgio59m)     


Si prospetta una domenica di sole, anzi un gran sole.
Siamo piuttosto incerti riguardo il pericolo valanghe, era 3 quasi tutta la settimana, sceso poi a 2.
Si protrebbe quasi pensare ad una vetta, ma nell' incertezza ed in sicurezza ripropongo un giro di esplorazione, in una zona a noi sconosciuta.
Prendo ispirazione da una escursione di siso, ritracciando il percorso per comporre un anello, e che ci porti a visitare almeno tre alpeggi.
Percorreremo parte della "strada delle alpi", che da Pescium in quota e visitando un gran numero di alpeggi, molti dei quali in uso o riadattati, si porta fino all' Alpe Cristallina (e oltre?).
Partiamo da Fontana, nella meravigliosa Val Bedretto, il sole splende già dal mattino (a proposito, oggi levataccia con il cambio orario), su monti, boschi e tetti ricoperti da metri di neve.
Percorriamo il paese a piedi con le ciaspole in mano, poco oltre le case uno slargo a destra, qui cerchiamo il modo di risalire i muraglioni di neve fresata per tener pulita la strada.
Comincia l'avventura, ciapole subito ai piedi, seguiamo deboli tracce di sci, con qualche su e giù troviamo la strada agricola che sale al Piano di Pescia.
Il percorso è semplice ed intuitivo, e pistato da sci e ciaspole.
Arriviamo al bivio Q1538, dove a destra si devia per la Val Torta, la classica per salire in Capanna Cristallina.
Tutte le tracce deviano da quella parte, noi teniamo la sinistra, ora il percorso è tutto da battere.
Risaliti 160mt, su strada agricola, arriviamo al Piano di Pescia a 1700mt, la massima elevazione prevista per oggi.
Il piano con i due edifici sommersi dalla neve, è in pieno sole, e non fermarsi a gustare il tepore ed i panorami sarebbe un peccato.
Dopo una ventina di minuti riprendiamo il cammino verso la prossima alpe.
Posso solo dirvi che il tratto Piano di Pescia - Cascina della Croce - Grasso Fondo è semplicemente stupendo.
E' su sentiero, ma ci sono bolli sulle piante, corre in piano o su brevi saliscendi, l'ambiente è semplicemente fantastico, e soprattutto siamo i soli a godere di questa natura, è il wild che a noi piace proprio tanto.
Per visitare il secondo alpeggio, ci tocca tornare un poco indietro, ma ne vale proprio la pena.
La Cascina della Croce a 1637 è comletamente sommersa da oltre due metri di neve, è impressionante.
Foto e pausa al sole, ritorniamo sui nostri passi per proseguire sulla strada agricola che ci porta in Val Ruinò, e dopo aver superato il Ri di Fontana, ci porta in vista del terzo ed ultimo alpeggio di oggi, il Grassp Fondo, dove abbiamo progettato di fermarci per la pausa pranzo.
E' mezzogiorno, anche qui due baite una in legno ben riadattata ed una più piccola in sasso, non si vede neppure ma spunta la sagoma del tetto.
Su questo tetto, aiutati da due piccole pale che ci siamo portati negli zaini, scaviamo due panchine dove porteci sedere, pranzare e godere di un gran panorama.
Come una piccola impresa al lavoro, in breve la nostra sala da pranzo con vista sulla testa della Val Ruinò è pronta ad ospitarci.
Sotto il Ponciole di Vespero, la cresta verso il campanile, ed Madone, ed il Pizzo Sella, ci accampiamo ben accomodati per pranzare.
A parte il fresco sotto le chiappe, il resto del corpo è riscaldato dal tepore del sole, tutto semplicemente meraviglioso.
Spero che le foto possano rendere almeno in minima parte l'atmosfera.
Foto ricordo, e ripartiamo per il giro di ritorno, che si presenterà decisamente avventuroso, oltre ogni aspettativa. Bolli di sentiero totalmente assenti, quindi si segue il gps.
Dopo un lungo traverso decidiamo di seguire un canale ripido (errore!), ma non eccessivamente, perdiamo oltre 40mt in poco tempo, ma per riprendere il sentiero sulla mappa dobbiamo traversare verso E, e ci portiamo su un fianco ripido fortunatamente nel bosco, quindi ci sono sotto le piante a fermare una qualsiasi scivolata.
Purtroppo ci sono alcuni canali aperti da superare, ed il peggio è che contrariamente al percorso della mattinata,
sotto pochi centimentri di neve farinosa, si nasconde un bel crostone di ghiaccio, che dopo i primi passaggi di ciaspole emergono e non danno tenuta.
Ci spostiamo di traverso, cercando una via migliore e meneo ripida per scendere, puntando sempre quello che sul gps sembra il sentiero.
Io e Gimmy, fanalini di coda, dopo qualche scivolone, e vedendo che la situazione del gruppo davanti a noi non migliorava, decidiamo di togliere le ciaspole, metterle nello zaino e scendere di tallone cercando di affondare nella neve il più possibile.
La mossa si rivela vincente, soprattuto nel riprendere fiducia e sicurezza, affondando anche al cavallo dei pantaloni,  ma niente più scivoloni.
Scendendo in verticale, sempre tenendosi dietro le piante, finalmente incontriamo una parvenza di sentiero, e confermiamo controllando il gps.
Ora si traversa rimettendo le ciaspole, ci sono ancora alcuni passaggi critici di canaloni ghiacciati, o su ripido dove qualche ramo viene in aiuto, come la liana per tarzan.
In breve siamo sopra Fontana, su pratoni in discesa dove sfogare in libertà l'ultimo tratto a vista verso il parcheggio.
Se posso consigliare, il sentiero di discesa proprio non si presta ad un percorso invernale, mentre quello di salita e fino alla Cascina della Croce è davvero da consigliare.
Grazie SISO ! siso.



Piano di Pescia                      Cascina delle Croce     Grasso Fondo


PS: Il giudizio di difficoltà WT3 è dovuto solo al percorso di ritorno, da evitare in inverno. Se si ritorna dal Piano di Pescia o dalla Cascina della Croce lungo la strada agricola, WT1 o massimo WT2.
Per la bellezza dei posti, la solitudine dei posti la consiglio vivamente

 

 
 
   
 

           Vista da Roberto   -    (roberto59)                        

 

Giornatona con gli amici di sempre della montagna, non dislivelli esagerati o cime, ma tanto cammino in mezzo ad una natura incontaminata con metri di neve immacolata.

Sole, montagna, amicizia, natura….spettacolo. Ciao.

 
È da quasi un secolo che in Adamello chi sale a Cresta Croce si imbatte, a quasi 3.300 metri di altezza, in un cannone diventato celebre, il «cannone dell’Adamello» o «l’ippopotamo», come lo battezzarono gli Alpini che lo trascinarono fin lassù a prezzo di fatiche inimmaginabili.
Il pesante pezzo di artiglieria italiana G149, un cannone di medio calibro di ghisa, come dice la sigla (G), fu trascinato da centinaia di soldati: il suo trasporto fino al Passo Venerocolo (3140 metri) e poi a Cresta Croce fu uno sforzo titanico.
Trascinato prima sui propri cingoli, poi smontato e messo su slittoni, seppellito da una valanga l’8 marzo del 1916 che seppellì il cannone e uccise 39 uomini addetti al trasporto, poi recuperato, il cannone arrivò al valico il 23 aprile 1916, in tempo per l’attacco italiano alla linea austro-ungarica dalle Topette al Cavento.
I cannoni da 149 erano un po’ antiquati, erano stati utilizzati durante la guerra di Libia del 1911, e finivano in Adamello in quanto questo era un fronte difensivo negli intenti dei comandi. Partì il 9 febbraio da Temù, trainato dai cavalli sui propri cingoli fino a malga Caldea, una località della Val d’Avio.
Pesava oltre 60 quintali, il traino era difficile perché il cannone sprofondava nella neve, venne quindi smontato in pezzi, uno dei più grossi era la canna che pesava da sola 30 quintali.
Venne caricato su slittoni realizzati appositamente e trasportato da sessanta artiglieri, tredici genieri e circa trecento alpini.
Nel mese di febbraio fu trainato con le funi, che si ghiacciavano, nella zona dei Laghi d’Avio, nei punti più difficoltosi si usarono degli argani detti capre per decuplicare lo sforzo.
Il trasporto avveniva solo di notte o di giorno con il brutto tempo per non essere avvistati dagli austriaci; poi si cancellavano le tracce sulla neve.

 

Prendetevi 3 minuti e 32 secondi del vostro tempo e guardate la breve clip. Ciao.
                                                                                           
Alp. Rob.

 


 

 
 
   
 

           Vista da Paolo   -    (brown)                        

 

           Vista da Paolo   -    (brown)                        

 

Giornatona oggi in val Ruino, sopra Fontana.
Salita per alpeggi in ambiente incontaminato, nessun segno di passagio umano dopo il bivio per Piano di Pescia.
Chissa' da quanto tempo non passava nessuno da questi alpeggi completamente coperti da metri di neve.
I tetti hanno retto alle nevicate pero' se continua cosi' gi alpeggi vengono inglobati nel paesaggio bianco.
La via del ritorno e' stata un po' alla Girovagando style:

  • ricerca dei sentieri e di vie di passaggio
  • un po' di azzardo su pendii scoscesi
  • ma alla fine tanto diverimento con indigestione di neve insieme al gruppo di matti.

Tantissime orme di lepre bianca e volpi visibili sulla neve, ma purtroppo pochissimi segni di ungulati che in questo periodo sono fortemente penalizzati da tutta questa neve.
Ambiente veramente spettacolare che ci lascera' un bel ricordo.
Alla prossima

Paolo

 

 
 
   
 

              Vista da Gimmy-    (gimmy)

 

Giornata di sole splendido e bella ricognizione in val Bedretto fra alpeggi sommersi dalla neve e boschi secolari, che visto il pericolo valanghe di questo periodo sono sempre una sicurezza

Decisamente molto wild, anzi direi troppo per un pezzo del percorso di ritorno.

Come detto da Giorgio meglio evitare in inverno
Eccezzionale il momento del pranzo ,con panca divano scavata nella neve, un sole caldo, e davanti ai nostri occhi lo spettacolo delle cime imbiancate: indimenticabile
grazie agli amici per la bella giornata in compagnia

CIAO ALLA PROSSIMA

  

 
 
     
 
RIASSUNTO del PERCORSO
Percorso Totale : 7,9 Km totali, 7h:00m totali, 5:00m di cammino
Andata : 4,2 Km, 3:40 lorde, 30m soste
Ritorno : 3,7 Km, 1:50 lorde, 05m soste
Dislivello : 430 mt di assoluto , 570mt di relativo
Libro di vetta: Nessuno (alpeggi chiusi)
Copertura cellulare: Buona sul percorso
Partecipanti :

Giorgio, Paolo, Roberto, Gimmy, Angelo

 
 
   
   

Altre foto, diario, tracce sul nostro sito     

www.girovagando.net        escursione # 305

  

 

 
 

Tourengänger: giorgio59m, roberto59, brown, gimmy


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Kommentare (2)


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beppe hat gesagt:
Gesendet am 27. März 2018 um 10:18
Bravi ragazzi foto stupende
Ciao
Beppe

GIBI hat gesagt:
Gesendet am 28. März 2018 um 20:03
Specialisti del Ravano ... solo voi lo cercate anche con la neve ... grandissimi !

ciao Giorgio


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