Pizzo San Martino (e dintorni) da Vanzone - Valle Anzasca


Publiziert von atal , 30. August 2017 um 23:37.

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum:27 August 2017
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 10:30
Aufstieg: 2000 m
Abstieg: 2000 m

Il Pizzo San Martino mi ha sempre attratto per il suo profilo a forma di vela quando, arrivando in Ossola nei mesi invernali, lo illumina la prima luce del giorno. Non lo avevo mai salito e ho scelto di colmare questa lacuna seguendo il classico sentiero segnalato che parte da Vanzone. Da questo versante la cima appare solo all'ultimo momento, al termine di un pendio che sembra non finire mai, come il culmine di una fascia rocciosa che sarebbe insignificante se non fosse sormontata da una grande croce.
Devo dire che la giornata afosa e una condizione fisica non ottimale non hanno contribuito a farmi apprezzare questo percorso.
 
Ho trovato molto più gratificante l'ampio giro compiuto al ritorno nell'altopiano i cui estremi sono il Pizzo San Martino stesso e il Marigal.

Tutto il vallone del ramo di destra del Rio Lasino, il Rivo del Lago della mappa Rabbini, dai laghetti di Prebianca (visitati lo scorso anno ritornando dal Pizzo Lamè, vedi qui) al Lago Grande, fino all'Alpe Crosa, è un microcosmo incantato tra i più suggestivi e appartati delle valli ossolane.

Note tecniche
Non ci sono difficoltà particolari e il percorso è tutto segnalato. Sull'altopiano però i segni di vernice in alcuni tratti scarseggiano e sono posizionati in modo poco visibile per chi traversa nel senso descritto (Est - Ovest).

In caso di nebbia, può essere utile sapere che la traversata dal Pizzo San Martino alla bocchetta sulla cresta del Marigal si mantiene sempre al di sopra dei 2500 m di quota.

Andata
Da Vanzone imbocco un buon sentiero segnalato che passa dagli alpi Pianezzo, Briga. Superato l'alpe Motto, il percorso porta a guadare il Rio Lasino alla quota 1597 CNS.

Qui non si può fare a meno di notare la freccia tricolore con la scritta "VIA PER LA BANDIERA": si tratta una ripida traccia che raggiunge un bel poggio panoramico a circa 1920 m di quota dove è stato collocato un palo con una bandiera (che avevo già documentato qui). Un altro sentiero traversa invece in direzione Sud e porta all'alpe Parela (CNS Rotela 1390 m).

Io rimango sul percorso per il Pizzo San Martino, che si inoltra nella valle verso Nord, e raggiungo l'Alpe Asinello, dove alcune mucche pascolano incustodite.

Tralasciate le indicazioni per l'Alpe Cortenero (è il sentiero da cui arriverò al ritorno), proseguo sempre verso Nord.

Attraversato il Rio Lasino, il sentiero entra nel canale per uscire, dopo un tratto franato, su un pendio in prevalenza erboso che mi è parso interminabile (circa 600 m di dislivello). 

Tralasciata la deviazione per il bivacco e il lago Lamè, ormai in vista della meta, proseguo verso la bocchetta sulla cresta spartiacque con la Val Bianca, dove arriva il sentiero proveniente dalla Valle Antrona. Si sale a Ovest della dorsale tra massi ricollocati a guisa di sentiero, fino ad arrivare sotto la verticale della vetta. Qui si cambia direzione e, con l'ausilio di corde fisse (non indispensabili ma utili in discesa), si raggiunge la cresta e, in pochi passi, la cima.

Fino qui 5 ore, con una grande quantità di pause fatte nel tentativo di reintegrare i sali persi...

Sono solo e nelle orecchie riverbera un silenzio assordante, rotto di tanto in tanto dal ronzio di una mosca. Osservo il volo circolare di una coppia di rapaci. Tutt'intorno uno scenario di montagne, più o meno note, immerse nel cielo lattiginoso dell'estate più lunga di cui abbia memoria.

Per un po', senza darmi un termine, riposo su una pietra quasi liscia. Ad un certo punto mi rendo conto che la stanchezza è passata e sento nuovamente il bisogno di muovermi.

Ritorno
Ridisceso alla base del tratto attrezzato, imbocco un sentiero che traversa alla base delle pareti verso ovest. In alcuni punti la tentazione di lasciare la traccia per calarsi verso il Lago Grande è forte ma sono curioso di vedere dove portano i segni di vernice... 

Il percorso, piacevole e panoramico, alterna tratti su pietraie ad altri su terreno erboso, con diversi saliscendi, mai troppo faticosi.

Dopo circa 1,5 ore di traversata arrivo nei pressi del bivio per Cortenero (palina) e scendo verso il Lago Grande, guidato da abbondanti segni di vernice, tra facili balze, cascatelle e onde di pietra.

Giunto sulla sponda Ovest del bellissimo e appartato Lago Grande, il sentiero lo costeggia verso Sud per poi attraversare il suo emissario nei pressi della palina che segnala la deviazione per il bivacco Lamè. I segni lungo il Rivo del Lago portano in breve ad una zona acquitrinosa, dove il torrente cambia direzione e il sentiero ritorna in sponda destra prima di calare sull'Alpe Crosa (2014 m), costruito alla base di una parete, su un bel terrazzo ricchissimo d'acqua - come del resto tutta la zona.

Attraversato il pascolo pianeggiante in direzione Sud, il percorso volge a sinistra e scende ripido un'ultima scarpata, incontrando anche qualche tratto gradinato, fino all'Alpe Asinello.

Fino qui, circa 3 ore dalla cima.

Dall'Alpe Asinello a Vanzone lungo il sentiero dell'andata.

Tempi: circa 4,5 ore

Tourengänger: atal

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Kommentare (4)


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emanuele80 hat gesagt:
Gesendet am 31. August 2017 um 09:28
Bella gita Andrea! L'ultima volta sono salito la mattina di Ferragosto, con una piccola variante: in discesa dalla cima ho puntato a vista il Lago Sfondato, arrivando così sulle sue rive e poi al bivacco Lamé. Da qui parte un sentiero segnato che, a mezzacosta sotto le pendici del Pizzo Lamé inferiore (raggiunto con una piccola digressione, insignificante), raggiunge il Lago Grande (luogo meraviglioso), poi di nuovo all'Alpe Asinello come da tua relazione. Complimenti per il giro e la consueta precisione nel relazionarlo!

Ciao,
Emanuele

atal hat gesagt: RE:
Gesendet am 31. August 2017 um 22:09
Grazie Emanuele. In effetti il Lago Superiore è meraviglioso e mi ha fatto ricordare che è con la speranza di trovare luoghi così che vado in montagna, ma non capita spesso...
Andrea

jkuks hat gesagt:
Gesendet am 1. September 2017 um 08:39
Bella scelta! Anzasca e Antrona sempre bellissime, selvagge e solitarie.
ciao

atal hat gesagt: RE:
Gesendet am 1. September 2017 um 10:23
Grazie, concordo...anche se la giornata non era come quella in cui siete saliti tu e Max partendo da Antrona...


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