Monte Zucchero


Publiziert von paoloski Pro , 19. Juni 2017 um 16:01.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Locarnese
Tour Datum:18 Juni 2017
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Monte Zucchero   Gruppo Pizzo Barone 
Zeitbedarf: 8:30
Aufstieg: 1810 m
Abstieg: 1810 m
Strecke:18,9 Km
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Gaggiolo, autostrada A2, uscita di Bellinzona Sud, seguire le indicazioni per Locarno ed alla grande rotonda dopo l'aeroporto quelle per la Val Verzasca. Sonogno è l'ultimo paese della valle. Grande parcheggio all'entrata del paese a destra. Negozi ed esercizi pubblici della Val Verzasca vendono la Parking Card che, al prezzo di FrS 10 permette di parcheggiare per l'intera giornata anche in diversi parcheggi.
Zufahrt zum Ankunftspunkt:Gita andata - ritorno con variante in discesa.
Kartennummer:CNS 1272 Campo Tencia

Anche oggi da solo: sia Monica che Francesca hanno altri impegni. Visto il caldo di questi giorni decido di stare in quota e di continuare l'esplorazione dell'alta Val Verzasca.
Meta di oggi sarà il Monte Zucchero, meno dislivello e meno sviluppo rispetto al Pizzo Barone salito domenica scorsa ma comunque una meta di pregio.
Poco prima delle otto arrivo a Sonogno e, preparatomi, attraverso il paese ancora deserto e quasi addormentato.
Mi incammino sulla strada che porta alla Froda di Cardèd e, giunto in prossimità della cascata attraverso il Rio di Redorta e passo sull'altra sponda incamminandomi sul bel sentiero in saliscendi che porta a Fracèd.
Qui giunto riattraverso il Rio Redorta e inizio a salire verso Püscen Negro, poco più avanti lascio il sentiero ufficiale per salire per quello più diretto: è più breve ed ha anche il grosso vantaggio di essere perlopiù all'ombra, il caldo si fa già sentire.
Arrivo a Püscen Negro, salgo alla bella fontana con il suo doccione a forma di drago e scendo leggermente per andare a prendere il sentiero segnalato che mi porterà a Cortign.
Questo primo tratto è quasi pianeggiante e corre al di sotto degli alberi compiendo un largo giro in senso orario per superare la sovrastante bastionata. Un tratto a fianco del torrente che scende con magnifiche cascate ed eccomi a Cortign. Il sentiero qui svolta praticamente di 180° e si porta di nuovo quasi sopra Püscen Negro, percorso lungo ma piacevole: salgo infatti all'ombra di un lariceto con una temperatura ideale. Fuori dal bosco eccomi a Brüsoo, qui si trova un cartello indicante le varie possibilità d'escursione, giro a destra e mi dirigo verso Corte di Cima.
Per giungervi attraverso i pascoli dell'Alpe Mügaia, un luogo idilliaco: apertissimo e con una vegetazione incredibile, vi sono genziane, trifogli alpini e ginestrini a migliaia e migliaia, e poi, l'acqua, onnipresente che scende da ogni dove in grandi e piccoli rivi.
Eccomi a Corte di Cima, non è ancora caricata, e si staglia appena sullo sfondo delle rocce retrostanti.
Faccio la prima sosta prolungata per mangiare un po' di frutta secca e riempire la borraccia.
Riparto e, poco più avanti, ecco una delle tante cose belle viste in questa giornata speciale: un'eccezionale scalinata che porta ai pascoli superiori, al suo termine una cascata, guardando su il Monte Zucchero che si staglia sul cielo azzurro.
Proseguo, i segnavia mi conducono fin sotto una bastionata rocciosa che va salita, gli appigli sono numerosi ed anche l'esposizione è scarsa, in breve sono sul risalto superiore, ora mi avvio verso un'altra formazione di roccia che si supera risalendo una sorta di rampa inclinata sulla sinistra.
Poco oltre ecco la prima neve, rispetto a settimana scorsa ce n'è veramente poca ma ad ogni buon conto tiro fuori la piccozza per risalire direttamente il pendio seguendo delle vecchie tracce di discesa, molto più veloce che faticare sulla pietraia instabile che si trova a fianco della neve.
In alto ritrovo i segnavia bianco - rossi, un breve traverso su delle placche e poi un ultima rampa nevosa piuttosto ripida. Sono alla Bocchetta di Mügaia. Tiro il fiato e faccio conoscenza con Sofia e Michel giunti praticamente nello stesso istante dall'altro versante. Breve sosta e poi ripartiamo assieme alla volta del Monte Zucchero che il cartello indica come raggiungibile in 30 minuti. Percorriamo la cresta Sud seguendo i numerosi segnavia, superiamo un risalto e ci abbassiamo sull'altro versante percorrendo una cengia inclinata, poi su di nuovo per una sorta di sentierino ricoperto di instabile pietrisco, un ultimo canalino ed eccoci in cima. Vi trovano posto un paio di ometti, il più grande conserva la gamella con il libro di vetta, ed una piccola croce piuttosto rustica.
Compilo il libro, faccio un po' di foto, Michel mi offre del salame che, da buon vegetariano rifiuto ringraziando, mangio qualcosa, saluto e ridiscendo velocemente visto che vorrei essere a Sonogno prima che i negozi chiudano.
Nel frattempo sono giunti in vetta una coppia di confederati e lungo la discesa incontro altre quatto coppie di svizzero tedeschi in salita.
Ripercorro con cautela il tragitto che pur non presentando difficoltà ha comunque passaggi un po' esposti, alla Bocchetta di Mügaia però decido di scendere, piccozza alla mano, in scivolata: la pendenza è quella giusta e di salti al termine della neve non ce ne sono, in un attimo sono nei pressi della rampa che si abbassa di fianco alla formazione rocciosa, poi per pascoli prestando attenzione a non perdere di vista i segnavia perchè devo ancora discendere la bastionata rocciosa e vorrei scenderla da dove stamane sono salito. Ecco la bastionata ed i segni bianco - rossi che indicano la via da percorrere, in discesa sembra, stranamente, meno ostica che in salita.
A Corte di Cima breve sosta per riempire la borraccia e consultare la mappa. Poi giù veloce chè è già tardi, ho intenzione di non ripercorrere il sentiero che passa da Curtign fatto stamane, la carta indica una possibilità più diretta per scendere a Püscen Negro, infatti al tornante ecco una traccia, invero piuttosto invasa dala vegetazione, che in breve mi porta alla baita di Sassi, poco sotto una labile traccia nell'erba, è il mio sentiero, nel bosco è perfettamente visibile e decisamente bello e ben percorribile: si abbassa dolcemente per un buon tratto poi...svolta di 90° a sinistra e giù per la massima pendenza, la traccia scompare in prossimità di una serie di placche di roccia ma, dall'alto la vedo continuare proprio sotto di me, oltre il salto, mi abbasso sfruttando gli appigli ed eccomi di nuovo sul morbido, giù ancora nel bosco, quando questo finisce vedo i tetti di Püscen Negro proprio sotto di me. Per raggiungerli un sentiero a piombo che percorre un costone senza fare neppure un accenno di curva!
Arrivo alle baite accolto da decine di capre incuriosite, riprendo il sentiero da cui sono salito qui stamane e scendo velocemente, faccio solo una piccola deviazione, conoscendo il posto so che non mi porterà via che pochi minuti, per seguire una traccia parallela che mi permetterà di vedere la bellissima cascata del Rio Redorta.
A Fracèd riattraverso il fiume sul ponte in legno e ripercorro il sentiero che porta alla froda di Cardèd, qui salgo alla cascata e proseguo velocemente sul sentiero che porta a Sonogno. Vi arrivo mentre le campane suonano le 16,30...ce l'ho fatta, tre ore esatte dalla cima al paese, posso andare con tutta calma a fare acquisti!

Forse una delle più belle gite che abbia mai fatto: non tanto per la cima, bella ma senza nulla di peculiare; quanto per la bellezza eccezionale dei luoghi che si attraversano per giungervi: L'Alpe di Mügaia, la scalinata di Corte di Cima, le innumerevoli cascate, le distese di genziane ed altri fiori...veramente dei luoghi da ricordare. Peccato non aver potuto condividere tanta bellezza con le persone a me più care.

Difficoltà: con condizioni di tempo asciutto T3+. Si tenga presente comunque che, pur non presentando difficoltà alcuna, vi sono alcuni passaggi aerei dove è d'obbligo aver fiducia nella presa dei propri scarponi sulla roccia. Il sentiero diretto da Sassi a Püscen Negro direi da evitare con il brutto tempo ed anche da evitare in salita vista la pendenza micidiale.

Tourengänger: paoloski

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