Sentiero Roma: da Bagni di Masino a Filorera (KIMA inverso)


Published by martynred , 18 September 2016, 23h15.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:27 August 2016
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Mountaineering grading: F
Via ferrata grading: F
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 2 days 18:45
Height gain: 3950 m 12956 ft.
Route:45 km
Access to start point:Bagni di Masino
Access to end point:Filorera
Accommodation:Rifugio Omio, Rifugio Gianetti, Bivacco Manzi-Pirotta (spartano, 6-8 posti letto, materassi e coperte presenti), Bivacco Kima (nuovo, 16-20 posti letto, materassi presenti, coperte in dubbio), Rifugio Ponti

Sono passati 2 anni da quando mi parlarono del sentiero Roma per la prima volta, ma l'occasione di avere 3 giorni liberi per percorrerlo non si era mai presentata. Finché arriva questo week-end, l'ultimo prima di iniziare a lavorare. L'occasione è di percorrere la prima lunga parte il sabato, unendo le classiche tappe 1 e 2, e domenica continuare lungo il percorso e fare il tifo a tutti quei pazzi che questo sentiero lo corrono, tra cui il nostro amico Mauro e tanti altri conoscenti.

La sera prima prepariamo il necessario: cibo (pranzo, cena, colazione e snack vari), sacchi a pelo, vestiario ed acqua, il tutto suddiviso sproporzionatamente in 2 zaini: meno carico il mio, più carico quello di Fabrizio.

 


 

Giorno 1
 

Arriviamo a Filorera e notiamo che ci sono già parecchi atleti nel paese, scopriamo esserci il Mini Kima oggi. Ci procuriamo il biglietto del bus per i Bagni di Masino (1.55€) presso il bar al bivio: Rising Moon Cafè. Poco prima delle 9 prendiamo l'autobus ed in poco meno di mezz'ora arriviamo ai Bagni di Masino, lasciandoci alle spalle ben 7 km di percorso. Passiamo in mezzo al piccolo parcheggio e troviamo l'indicazione dei sentieri diretti al "Rifugio Gianetti", a sinistra invece si trovano le indicazioni per il “Rifugio Omio” (2.30 h stimate); prendiamo per quest'ultimo. Già da questo bel prato verde il panorama è allettante e non posso che pensare che ciò che vedrò sarà altrettanto bello o addirittura meglio, anche per come me ne avevano parlato alcuni escursionisti anni fa sul Bolettone. Pochi passi e ci troviamo in un bosco ricco di pini e ben curato. Saliamo ripidamente fra un tornantino e l'altro, fortunatamente all'ombra dei giovani pini che lo abitano. Il sentiero è tutto ben segnato con vernice bianco-rossa, per noi ancora più semplice in quanto sono presenti anche le bandierine rosse per il "Trofeo Kima”. Usciamo dal bosco e sembra di avvicinarsi sempre più alle appuntite cime rocciose che dominano il panorama, ma la strada è ancora lunga. Il sentiero si fa ora più erboso con qualche masso qui e la, fino ad arrivare al grazioso “Rifugio Omio”. Da qui si possono notare le cime di questo primo anfiteatro: Pizzo Ligoncio, Punta della Sfinge, le cime del Pizzo dell'Oro. Osserviamo la cartina... sarà lunga... breve pausa e ripartiamo in direzione del “Rifugio Gianetti”.

 

Dai cartelli il “Rifugio Gianetti” si trova a 3.30 h di cammino dal “Rifugio Omio”. Seguiamo le bandierine rosse, che non fanno altro che risaltare il percorso ben segnato. Il sentiero è ancora ben percorribile, si snoda soffice fra un masso e l'altro fino a giungere alla base del Passaggio del Barbacan. Il sole cocente ci fa camminare a testa bassa affinchè le gocce di sudore scendano verticali senza accecarci. Incontriamo un cartello che segna la deviazione a sinistra per il Passo dell'Oro (0.45 h) e il Rif. Brasca (3.15 h). Seguiamo la freccia rossa su un masso per il Gianetti. Affrontiamo il passaggio del Barbacan senza alcuna difficoltà; il tratto è ripido e attrezzato in alcune parti con catena ma accessibile a chiunque abbia un minimo d'esperienza. Da quassù ammiriamo il secondo anfiteatro che racchiude la Valle Porcellizzo. Il sentiero di discesa è completamente attrezzato con catene ma non è eccessivamente esposto ed è percorribile senza usufruirne.

 

Questa Valle è ancora parecchio erbosa ed il sentiero è un toccasana per le ginocchia prima del massacro; rimane impeccabilmente segnato ed ometti ne mostrano la via anche in lontananza. Speroni rocciosi catturano la mia attenzione, affascinata da queste frastagliate rocce, che chissà come erano un tempo... Attraversiamo qualche fiume di rocce prima di arrivare al “Rifugio Gianetti”. Una breve pausa sotto il sole prima di riprendere il sentiero. Bellissime le cime che racchiudono questa valle e stupendi massi perfettamente squadrati che incontriamo sulla via. Attraversiamo pareti inclinate sulle quali scorre acqua fresca prima di giungere alla base del Passo del Camerozzo: una distesa immensa di massi grigi e sopra di noi quella cimetta osservata in precedenza che Fabrizio paragona ad un cappello. Qualche facile catena e pioli ci aiutano a oltrepassare il Passo per ammirare così la seguente valle, la Valle del Ferro. Anche la discesa è ben provvista di catene e scende velocemente in valle. Continuiamo a seguire le bandierine del Kima, ma ometti e vernice non mancano a segnare il percorso. Se pensavate di aver incontrato molti sassi, bene, ora mettetevi davvero le mani nei capelli... da qui in poi sarà un accrescere di passi fra un masso e l'altro. Poco più avanti incontriamo delle segnaletiche per la “Valle del Ferro” a sud e dritto a noi, verso est, per il “Rifugio Allievi Bonacossa” (4 h), sentiero 21. Fortunatamente c'è il paesaggio a distrarmi e motivarmi ad accelerare il passo e godermi gli attraversamenti su queste placche inclinate di granito. Eccoci così al terzo passo, il Passo Qualido, privo di difficoltà tecniche e breve se pur ripido. Passiamo per un sentiero abbastanza stretto ma provvisto di catene per sicurezza. Riscendiamo così nella piccola Valle Qualido per risalire al quarto passo, ripido e con qualche breve catena, Passo dell'Averta. La giornata è magnifica ma la stanchezza comincia a farsi sentire. Ormai siamo nella Valle di Zocca ed il "Rifugio Allievi", ora visibile, non pare essere così lontano. Con il sorriso e delle facce idiote che immortaliamo, velocizziamo il passo ma il rifugio non è poi così vicino; infatti bisognerà attraversare una specie di valico con delle catene per poi scendere e risalire verso il rifugio, che sembra irraggiungibile. Finalmente arriviamo al “Rifugio Allievi Bonacossa” (sono le 7 pm). Qui incontriamo 2 escursionisti provenienti dal versante opposto che ci informano che il “Bivacco Manzi-Pirotta” si trova a poco più di un'ora secondo loro (secondo la rifugista a 2 h) e che ci sono già 3 ragazzi che dormiranno in bivacco. Il prezzo del solo posto letto, colazione esclusa, è assurdo per i non iscritti CAI (22€) e considerando che abbiamo ancora qualche energia da consumare, decidiamo di proseguire.

 

Un sentiero quasi erboso ci porta al Passo Torrone dal quale scendiamo un canale roccioso, delle catene aiutano la ripida discesa, senza eccessive difficoltà. Nel canale incontriamo ulteriori pecore a farci compagnia. Riusciamo a vedere il Bivacco, visto anche precedentemente da non ricordo quale passo come un puntino rosso. Terminato il canale c'è un sentiero, ora sbarrato, subito a sinistra che pare essere diretto al bivacco. La presenza di un cartello di pericolo ci fa optare per seguire il sentiero che scende e fa perdere parecchio quota, sembra addirittura andare a valle. Invece, attraversato un ruscello, risale ripido a piccoli tornanti fino al “Bivacco Manzi-Pirotta”. Ormai è scuro ma delle frontali di altri escursionisti già accampati ci indicano la meta (le frontali, se pur le avessimo, non erano necessarie). Al bivacco conosciamo i tre ragazzi milanesi i quali si mostrano già molto simpatici e accoglienti, offrendoci del té caldo. Notiamo delle luci di frontale poco più basse, probabilmente di quei 2 o 3 arrampicatori visti prima su una parete... pensando venissero anche loro al bivacco ci siamo affrettati ad occupare i 2 dei 6 posti letto presenti (+ 2 materassi da poter mettere a terra). Una volta cambiati con indumenti più caldi e asciutti ceniamo a lume di candela con della pasta portataci da casa e, ammirata la galassia (mai come quella della Val Maggia) filiamo a dormire!

 

Giorno 2

Pensavo avrei avuto freddo, invece il calore di 5 corpi in uno spazio così ridotto ha fatto sì non solo di stare bene ma addirittura di soffrire il caldo e farmi alzare nel mezzo della notte per togliere pile e tutto ciò che mi creava eccessivo calore, e bere dell'acqua. Ci svegliamo al suono della sveglia puntata per le 6 e, senza fare troppo rumore, ci prepariamo e lasciamo il bivacco per riprendere la strada verso il Passo Cameraccio. Appena ripreso il sentiero, la presenza di un torrentello affiorante ci permette di lavarci la faccia e di rifornirci d'acqua per la giornata. La salita si fa subito ripida, fino a raggiungere la vecchia morena glaciale, a tratti davvero faticosa a causa del suolo umido e franoso. Sulla sinistra si può ammirare quel che rimane del ghiacciaio, mentre sulla destra si sale dapprima su facili roccette, e successivamente aiutati da catene; in questo tratto è meglio prestare attenzione al fondo viscido. Il grande spiazzo del Passo del Cameraccio è caratterizzato dalla presenza di molti ed apparenti ometti. Qui incontriamo la squadra del Soccorso Alpino, già pronta all'arrivo dei primi concorrenti del "Trofeo Kima".
Mentre scendiamo nell'interminabile pietraia, assistiamo al passaggio dell'elicottero con i rifornimenti per il ristoro degli atleti... è sempre affascinante vederlo operare tra le montagne. Ancor prima di raggiungere il "Bivacco Kima" incontriamo gli atleti in testa alla gara, rallentando il nostro passo per non essere di intralcio. Proseguendo in un continuo falsopiano, giungiamo al "Bivacco Kima" (molto più grande, confortevole e nuovo rispetto al nostro ricovero notturno), dove esultiamo e facciamo il tifo per il nostro amico Mauro alle prese con la sua sfida. Dopo una leggera cresta in discesa, i massi la fanno ancora da padrone nella risalita ai nevai posti sotto alla bocchetta Roma, tratto nel quale incontriamo gli ultimi atleti ed il “servizio scopa” che toglieva le bandierine. Il primo nevaio, facile ed in piano, ci conduce alla base del secondo, ripido e sotto la parete, che si affronta sul suo fianco anche senza l'utilizzo di ramponi (nel nostro caso ben tracciato dal passaggio di circa cinquecento scarpette); l'ultimo tratto per giungere alla Bocchetta Roma è attrezzato, più per l'esposizione che per la sua verticalità. Da qui la vista integrale sul Monte Disgrazia è un piacere per gli occhi... quella successiva del Rifugio Cesare Ponti”, un piacere per l'anima!

 

Il sentiero segue la dorsale destra orografica della valle, sempre su massi e pietraia, fino a perder quota, addentrandosi al centro valle in prossimità del rifugio, ove giungiamo in concomitanza con l'inizio della Messa in alta quota (2559 mt). Scendendo verso valle dal comodo sentiero, non possiamo non notare la bellezza della Piana di Preda Rossa sottostante tagliata dal suo torrente, e alle nostre spalle l'imponente ghiacciaio del Disgrazia. Dalla piana al parcheggio sottostante è un susseguirsi di piccole piscine naturali e cascatelle, il tutto ben sfruttato dai passeggiatori domenicali: i merenderos. Tutto sommato l'idea di posare a terra una coperta e mangiare parmigiana e polpette al sugo in questo paradiso terrestre è molto accattivante. Purtroppo i nostri viveri sono ridotti e siamo costretti a scendere dal suggestivo sentiero per poi proseguire sul terribile asfalto che conduce a Filorera passando davanti a quel che viene chiamato “Rifugio Scotti”; di fatto sembra essere un banalissimo ristorante/trattoria. In questo tratto noioso, delle simpatiche sculture in legno rallegrano la lunga discesa. Fortunatamente sono presenti delle scorciatoie boschive che tagliano alcuni tornati, probabilmente appena ripulite per la gara. Terminate queste non ci resta che proseguire sulla strada passando anche da una breve, fresca e suggestiva galleria non asfaltata, parzialmente illuminata per 5 minuti dall'accensione manuale. Finalmente, dopo circa tre quarti d'ora di tornanti asfaltati, arriviamo al Centro delle Guide di Filorera dove archi gonfiabili segnano l'arrivo della gara.
 



Tempistiche effettive:

GIORNO 1
Bagni di Masino - Rifugio Omio: 1.40 h
Rifugio Omio - Passaggio del Barbacan: 1.10 h
Passaggio del Barbacan - Rifugio Gianetti: 1.20 h
Rifugio Gianetti - Passo Camerozzo: 1.30 h
Passo Camerozzo - Passo Qualido: 1.45 h
Passo Qualido - Passo dell'Averta: 0.40 h
Passo dell'Averta - Rifugio Allievi: 0.55 h
Rifugio Allievi - Bivacco Manzi-Pirotta: 1.40 h
TOT: 10.40 h

GIORNO 2
Bivacco Manzi-Pirotta - Passo Cameraccio: 1 h
Passo Cameraccio - Bivacco Kima: 1.30 h
Bivacco Kima - Bocchetta Roma: 1.20 h
Bocchetta Roma - Rifugio Ponti: 0.45 h
Rifugio Ponti - parcheggio Preda Rossa: 1.25 h
parcheggio Preda Rossa - Filorera: 2 h
TOT: 8.00 h


Rinfrescati e meno puzzolenti ci gustiamo io un panino e Fabrizio una birra prima di acclamare l'arrivo dell'amico Mauro e di tutti gli altri eroi che hanno percorso ed ultimato lo stesso tragitto (anzi, Filorera-Bagni di Masino incluso: 52 Km) ma in meno di 11 ore!

 

Impressioni personali: Il sentiero Roma è stato tutto un crescendo di meraviglia, primo in classifica Preda Rossa ed a seguire la Valle del Ferro. La sua bellezza sta nel percorrere un anello senza mai dover attraversare due volte lo stesso punto e la presenza di ben 7 passi permette di avere punti di osservazione differenti con panorami altrettanto diversi uno dall'altro. Altre comodità, oltre la presenza dei tanti rifugi e bivacchi, sta nell'abbondanza di punti acqua e di sentieri che riconducono a valle.
 


Hike partners: martynred


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Comments (9)


Post a comment

Menek says:
Sent 19 September 2016, 10h09
Sta mi...zzica... bella lì Martyn, la belva di Hikr! :)))

martynred says: RE:
Sent 19 September 2016, 10h23
hahahahaha Hikr mi sta regalando un sacco di bei nomignoli... da Toro, a Martinator, a Belva.... Alé! comincerò a pubblicare escursioni in tacco a spillo, chissà non riprenda un pò di femminilità!

Menek says: RE:
Sent 19 September 2016, 10h32
Anche con i tacchi a spillo sapresti stupire, sicuro. Quando fai questi exploit fai paura! :)))))))

martynred says: RE:
Sent 19 September 2016, 12h18
hahhahahaha beh certamente più impegnativi i tacchi!

cristina says:
Sent 19 September 2016, 10h26
L'anno prossimo anche tu al Kima!

martynred says: RE:
Sent 19 September 2016, 12h17
MAI!

Amadeus says:
Sent 20 September 2016, 18h27
Che dire : Chapeau!

punta90 says:
Sent 9 February 2017, 21h40
Bravi!! prima o poi me lo farò anche io 'sto Roma!!

martynred says: RE:
Sent 10 February 2017, 10h35
te lo consiglio vivamente!


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