Piz Pian Grand (2689 m)


Publiziert von siso Pro , 9. August 2016 um 11:10.

Region: Welt » Schweiz » Graubünden » Misox
Tour Datum: 7 August 2016
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Arbeola-Molera   CH-GR 
Zeitbedarf: 9:00
Aufstieg: 1217 m
Strecke:Alpe Fracch (1631 m) – Pass di Passit (2082 m) – Pass della Cruseta (2455 m) – Bocca de Rogna (2400 m) – Piz Pian Grand (2689 m) – Bocca de Rogna (2400 m) – Rifugio Alp d’Arbeola (2080 m) – Alp d’Ocola (1830 m) – Alpe Fracch (1631 m).
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Semiautostrada A13, uscita San Bernardino, dopo l’uscita svoltare a destra fino alla partenza della funivia in zona Alpe Fracch.
Unterkunftmöglichkeiten:Rifugio Alp d’Arbeola, 4 posti letto, fornello a gas, stufa a legna e camino, aperta da settembre a giugno, con limitazioni nel periodo della caccia (nella bella stagione acqua all’interno e doccia); Rifugio Pian Grand (18 posti letto).
Kartennummer:C.N.S. No. 1254 – Hinterrhein - 1:25000; C.N.S. No. 1274 – Mesocco - 1:25000; Meridiani Montagne, Spluga – Mesolcina - 1:40000.

Lunga camminata, in parte sul Sentiero Alpino Calanca, fino alla montagna a cavallo tra la Valle Mesolcina e la Val Calanca divenuta famosa a partire dal 1982: il Piz Pian Grand.

Negli anni ’80 e ’90 questa montagna veniva citata tutti i giorni dagli organi di stampa, per il progetto di realizzazione nelle sue viscere di un deposito di scorie mediamente e debolmente radioattive. Dopo innumerevoli discussioni, prese di posizione e opposizioni, a cominciare dai due comuni direttamente interessati, Mesocco e Rossa, ma anche dai Cantoni Grigioni e Ticino, dalle Regioni Lombardia e Piemonte, la CISRA decise di interrompere le ricerche a partire dal mese di aprile del 1994.

 

Inizio dell’escursione: ore 7.00

Fine dell’escursione: ore 16.00

Pressione atmosferica, ore 9.00: 1027 hPa

Isoterma di 0°C, ore 9.00: 4200 m

Temperatura alla partenza: 9°C

Temperatura al Rifugio Alp d’Arbeola, ore 13.30: 13°C

Temperatura all’arrivo: 21°C

Velocità media del vento: 15 km/h

Sorgere del sole: 6.11

Tramonto del sole: 20.45

 

È una domenica d’agosto da cartolina: sole splendente, vento da leggero a moderato e temperatura molto variabile, a dipendenza dell’esposizione.

Parcheggio sul piazzale della Funivia Alpe Fracch - Confin di San Bernardino, fra numerosi camper in sosta notturna, a 1631 m di quota. Seguo il segnavia per il Pass di Passit, che mi porta subito sulla sterrata che in inverno funge da pista di fondo. Dopo circa 420 m, poco dopo la fontana, lascio la strada e imbocco il sentiero alla destra, che si inoltra nel Bosch d’Isola, una fitta abetaia che ho attraversato diverse volte, anche con le ciaspole.

Dopo meno di un'ora e mezza di cammino pervengo ai bellissimi laghetti del Pass di Passit (2082 m). Scatto frettolosamente alcune foto, ma vista la lunghezza del percorso, mi concedo solo pochi minuti di sosta, quindi riprendo il cammino in direzione del Pass de la Cruseta. Il segnavia indica 1 h di tempo per raggiungerlo. Di fatto impiegherò un quarto d’ora in più per una “pascolata” dovuta all’incontro con due escursionisti d’oltralpe: chiacchierando del più e del meno ci siamo distratti proprio laddove il sentiero compie una brusca deviazione ad angolo retto. Il vento qui è molto fastidioso e la temperatura rigida: dobbiamo indossare la giacca a vento. Poco male, alle 9:37, dopo 2 h e 37 min di cammino raggiungo per la prima volta questo valico escursionistico, il cui toponimo “cruseta” deriva probabilmente da “crös”, con il significato di “burrone”, “profonda spaccatura rocciosa”, “avvallamento incassato”.

Da questa selletta il colpo d’occhio sul Piz Pian Grand è notevole: il suo fianco incute doveroso rispetto, tant’è vero che dei quattro sono l’unico che decide di affrontarne la salita. Al di là del passo ci sono delle catene che permettono di superare senza timori la ripida discesa su scaglioni di roccia frammisti a tratti erbosi. Sono 62 m di dislivello a cui segue una leggera salitella fino ai 2400 m della Bocca de Rogna. Il toponimo, assai inglorioso se si considera il bel panorama che questa sella offre, significherebbe “prato sassoso” o “terreno infecondo”. È un passaggio obbligato anche per chi vuole affrontare il Piz Pian Grand con gli sci partendo da Pian San Giacomo o da Spina. Qui inizia la cresta NNE del Piz Pian Grand; la aggiro a Nord, in leggera discesa su un evidente sentiero di pecore, che svanisce una volta entrato nell’ex letto glaciale: un catino costituito da grandi placche rocciose, detriti, laghetti e piccoli nevai. Ricostruisco tre ometti di pietra: mi saranno d’aiuto al ritorno per ritrovare i passaggi chiave. Pian pianino mi porto sul versante occidentale della conca, esposta al sole, sfruttando, quando possibile, delle rocce montonate. La temperatura si addolcisce: finalmente posso liberarmi della giacca a vento. La centralina meteorologica installata sulla vetta è un buon punto di riferimento; sento fino a qui in basso le sue vibrazioni causate dal vento. Continuo senza problemi su un terreno che si rivela meno difficile rispetto a quanto si potesse immaginare osservando il versante dal Pass della Cruseta.

Passo da due laghetti con dei resti di neve, quindi affronto l’ultima parte di salita su sfasciumi di color marrone, una massa detritica che risalta nel grigiore delle placche sottostanti. Dopo 4 h e 15 min dalla partenza da Fracch posso affermare Piz Pian Grand geschafft!

                                            Piz Pian Grand (2689 m)

Il panorama, manco a dirlo, è grandioso!

Fra le centinaia di montagne riesco persino a scorgere l’ultima vetta raggiunta quattro giorni fa: il Piz della Palù (3172 m), a 21 km di distanza. Sono attorniato da cime dal nome curioso: poco sotto ce n’è una chiamata Piz Deserto. Quella però che più mi intriga e mi fa fantasticare è l’Alta Burasca: la fotograferò più volte, da diverse angolazioni. Suscita in me sentimenti alterni: ammirazione, timore, paura di violente tempeste; il desiderio di salirla è forte, ma la prudenza mi suggerisce di limitarmi a contemplarla.

La discesa, via Rifugio Alp d’Arbeola e Alp d’Ocola, in un paesaggio meritevole del riconoscimento di Parco Nazionale, dura mezz’ora più della salita.

L’escursione di 17 km termina all’Alpe Fracch dopo 9 ore di cammino quasi ininterrotto.    

 

Escursione nella zona centrale del previsto Parc Adula, che mi ha dato la conferma della ricchezza naturalistica di questo territorio. La varietà di habitat nelle stesse vallate crea il presupposto per una straordinaria diversità di flora e fauna. Ben venga quindi l’istituzione di un parco che garantirebbe il monitoraggio nonché la ricerca socioeconomica e scientifica con ricadute positive per tutti.

 

Tempo di salita: 4 h 15 min (compresi 15 min di pascolata)

Tempo totale: 9 h

Tempi parziali:

Alpe Fracch (1631 m) – Pass di Passit (2082 m): 1 h 23 min

Pass di Passit (2082 m) – Pass della Cruseta (2455 m): 1 h 15 min (compresi 15 min di pascolata)

Pass della Cruseta (2455 m) – Bocca de Rogna (2400 m): 20 min

Bocca de Rogna (2400 m) – Piz Pian Grand (2689 m): 1 h 15 min

Piz Pian Grand (2689 m) – Bocca de Rogna (2400 m): 1 h 07 min

Bocca de Rogna (2400 m) – Rifugio Alp d’Arbeola (2080 m): 1 h

Rifugio Alp d’Arbeola (2080 m) – Alp d’Ocola (1830 m): 1 h 30 min

Alp d’Ocola (1830 m) – Alpe Fracch (1631 m): 55 min

Dislivello in salita: 1131 m + 86 m = 1217 m

Sviluppo complessivo: 16,9 km

Difficoltà: T3+

Copertura della rete cellulare: assenza di segnale sul versante calanchino del Piz Pian Grand

Coordinate Piz Pian Grand: 732'000 - 142'125

Libro di vetta: no

Tourengänger: siso


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Kommentare (3)


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Poncione hat gesagt:
Gesendet am 9. August 2016 um 17:33
Bella cima, appena "rifatta", e ambiente di primissimo valore.
Ciao

siso Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 9. August 2016 um 18:49
Ciao Emiliano!
È veramente una regione con un paesaggio da parco naturalistico. Se le mie informazioni sono corrette, nel caso in cui il Parc Adula venisse accettato dalla popolazione, sarebbe comunque ancora possibile percorrere gli attuali sentieri per raggiungere le note cime estive e invernali, compresi i rifugi: me lo auguro!

Poncione hat gesagt: RE:
Gesendet am 9. August 2016 um 21:05
Forse è proprio questo il motivo per cui la popolazione non vede tanto di buon occhio i "moderni" parchi naturali, specie quelli con restrizioni di questo tipo... Com'è possibile "vietare" i sentieri e la montagna? Mi sembra aberrante, a dir poco, un divieto del bello in nome di molto presunte "etiche" naturalistiche.
Speriamo in un parco "intelligente" e non "fanatico", se si dovesse fare.
Ciao


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