Gradiccioli e Tamaro, anello da Monti Idacca


Published by Angelo63 , 25 August 2015, 22h21.

Region: World » Switzerland » Tessin » Sottoceneri
Date of the hike:20 August 2015
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Tamaro-Lema   Gruppo Monte Gambarogno 
Time: 6:15
Height gain: 1020 m 3346 ft.
Route:Monti Idacca - Alpe Montoia - Pianoni - Monte Gradiccioli - Bassa di Montoia - Bassa di Indemini - Monte Tamaro - Bocchetta del Motto Rotondo - Sopra Campo - Tamaretto - Alpe di Neggia - Monti Idacca
Access to start point:Autostrada A2, uscita Monte Ceneri; seguire per Locarno fino alla rotonda dove si incontrano indicazioni per Gambarogno e frontiera Zenna. Procedendo sulla cantonale che percorre la sponda orientale del Verbano si raggiunge l'abitato di Vira dove si imbocca la strada per Indemini/Alpe Neggia. Dopo circa 12,5 km si arriva all'Alpe Neggia e si scende per circa 1800 mt fino a Monti Idacca, dove è possibile trovare qualche posto auto sul ciglio della strada.

Per una uscita in solitaria, nella prima giornata di bel tempo dopo le piogge post ferragostane, mi affido a rilievi di sicuro affidamento nelle prealpi luganesi: Tamaro e Gradiccioli.
Partendo da Monti Idacca scelgo di compiere un itinerario ad anello, passando prima dal Gradiccioli e poi, seguendo la cresta, dal Tamaro.
La giornata è di primo mattino già limpida e soleggiata, con l’arietta frizzante, quando raggiungo la località di partenza, dopo essere transitato con l’auto dal passo dell’Alpe di Neggia, ideale punto di partenza per una ascesa al vicino Gambarogno. Dopo il passo la strada scende lungo la val Veddasca e più avanti entra in territorio italiano per raggiungere, a Maccagno, le sponde del Verbano.
 
Sono decisamente in ritardo per via della partenza da casa non prima delle 8 e per il fatto che gli oltre 12 chilometri della strada che porta al passo sono veramente tortuosi. Lasciata l’auto sul bordo della strada nei pressi di un tornante sopra l’abitato di Monti Idacca, mi incammino alle 9.50 imboccando il sentiero che parte proprio di fronte al nucleo di case.
Procedo in piano nel bosco che di tanto in tanto si apre consentendomi di ammirare le pieghe della verdissima vallata e, là in fondo, un bel tratto del lago Maggiore. Dopo una decina di minuti tralascio una deviazione, bivio con indicazioni per Monti Sciaga e Indemini, per iniziare a salire decisamente in una faggeta con il sentiero che procede alternando tratti ripidi a graditi falsopiani.
Man mano che salgo il bosco si dirada e dopo circa un’ora dalla partenza raggiungo un bivio, ad una quota di 1.550 metri, dove la vista è aperta, in direzione sud e ovest, verso il lago Maggiore, il monte Rosa e sulle più lontane cime vallesane; alle mie spalle spunta la sommità del monte Tamaro e la lunga cresta che procede in direzione sud.
Dopo altri 10 minuti raggiungo l’Alpe di Montoia dove è anche possibile effettuare acquisti di formaggio. Procedo oltre l’alpe seguendo il lungo traverso che sale, mai ripido, sotto il versante ovest del Gradiccioli. Alle 11.40 sbuco, in località Pianoni, sui prati della lunga cresta che collega il Tamaro al Lema. Da questo punto in poi la vista sui laghi si allarga anche ad ampi tratti del Ceresio. Piegando decisamente verso nord risalgo così il sentiero ed alle 12.05 arrivo in cima al Gradiccioli; ho percorso 6,3 km in 1h50m di marcia e 25m di sosta.
Raggiunta la croce con annessa una targa che riporta una bellissima massima mi fermo una quindicina di minuti e scambio qualche impressione con un paio di escursionisti che sono saliti dall’Italia.
Riprendo il cammino, scendendo con cautela il primo tratto del ripido versante nord del Gradiccioli, per poi immettermi sul sentiero che in circa 20 minuti mi porta alla costruzione, dotata di bibite “self-service”, che è posta alla Bassa di Montoia; più in basso, circa 150 metri di dislivello, è situata l’Alpe di Montoia.
Proseguo lungo la bella cresta erbosa, splendide visuali verso ogni angolo, per affrontare una piccola risalita e una nuova discesa sino ad arrivare, alle 13, in località Bassa di Indemini. Man mano che procedo lungo il percorso si fa sempre più vicina la ripida sommità del Tamaro; alla sua destra, separata da un avvallamento, è ben visibile anche la cima del Motto Rotondo nelle cui vicinanze sono posizionate le classiche antenne riconoscibili anche da molto lontano.
Non mi resta che affrontare la ripida rampa finale su percorso che procede con numerosi zig-zag dove sono stati posizionati dei tronchi per contenere gli smottamenti del terreno. Arrivo così in vetta al monte Tamaro alle 13.35 dopo aver percorso 8,9 km in 2h50m di marcia ed aver effettuato soste per 55m.
Sotto la grande croce di vetta c’è parecchia gente, pressoché tutti di lingua tedesca e quindi per me la conversazione è stata estremamente difficoltosa; sentivo citare i nomi di un po’ tutte le montagne ma non era semplice capire verso quale direzione facessero riferimento coloro che descrivevano il paesaggio circostante.
Dalla cima si gode infatti di un bel panorama su cime vicine e lontane ed anche sul tratto di Verbano che lambisce Locarno con le sue valli alle spalle che sembrano convergere verso il delta del Maggia; pranzo seduto sulle postazioni che fanno da basamento alla croce e scatto un po’ di foto in ogni direzione cercando anch’io di associare qualche nome alle numerose vette all’orizzonte.
Riparto per il rientro alle 14.10 imboccando il sentiero che scende il versante orientale della montagna, in direzione della sottostante bocchetta del Motto Rotondo che raggiungo in meno di 15 minuti. Qui desisto dal proposito di fare il tris salendo anche al Motto Rotondo e procedo lungo la cengia che percorre il versante settentrionale del Tamaro che, dopo aver passato anche un breve tratto in galleria scavato nella roccia, alle 14.40 mi consente di arrivare al bivio di Sopra Campo da dove proviene il sentiero più ripido che scende direttamente dalla vetta del Tamaro.
Il sentiero procede ora con moderata pendenza con belle visuali sul tratto di lago dove è affacciata Locarno e passando tra gli abeti mi conduce, in poco più di 30 minuti, alle costruzioni (chiuse) del nucleo di Tamaretto. Faccio una sosta di circa 5 minuti prima di riprendere il sentiero in direzione della sottostante Alpe di Neggia dove arrivo alle 15.40. Qui cerco un po’ d’acqua all’unica fonte incontrata lungo il percorso ma purtroppo non ne trovo; il lungo periodo di canicola estiva a queste altitudini, già di per sé prive di nevi in quota, ha determinato una grande scarsità d’acqua.
Percorro un breve tratto di strada asfaltata, in discesa dal passo, per immettermi subito, in prossimità di quello che pare essere la partenza di un piccolo impianto di risalita, su una traccia di sentiero che scende a destra e che mi permette di tagliare alcuni tornanti della strada così da poter arrivare alle 16.10 al nucleo di Monti Idacca e quindi all’auto.
 
Giornata di grande soddisfazione per la scelta di un percorso molto panoramico su sentieri sempre ben segnalati. Le ottime condizioni climatiche hanno anche consentito di non soffrire troppo il caldo viste le quote, tutto sommato moderate, raggiunte.
 
Dati complessivi:
Km percorsi: 14;
Tempo marcia: 4h25m;
Tempo sosta: 1h55m;
Ascesa: mt. 1.020 circa;
Velocità media in marcia: 3,2 km/h;
Velocità media totale: 2,2 km/h.

Hike partners: Angelo63


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