Traversata Monte Tamaro - Poncione di Breno dall'Alpe di Neggia


Published by peter86 , 7 November 2013, 23h02.

Region: World » Switzerland » Tessin » Sottoceneri
Date of the hike: 7 November 2013
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Tamaro-Lema   Gruppo Monte Gambarogno 
Time: 6:15
Height gain: 1285 m 4215 ft.
Height loss: 1480 m 4854 ft.
Route:Alpe di Neggia - Monte Tamaro - Bassa di Indemini - Bassa di Montoia - Monte Gradiccioli - Pianoni - Monte Pola - Passo d'Agario - Monte Magno - Monte Magino - Zottone - Poncione di Breno - Passo d'Agario - Pianoni - Alpe Montoia - Monti Idacca
Access to start point:A2 uscita Rivera seguire Monte Ceneri quindi per Locarno fino ad una rotonda dove si segue per Gambarogno. A Vira svoltare a sinistra per Indemini e proseguire fino al valico dell'Alpe di Neggia dove si parcheggia

Dopo settimane di inattività a causa del maltempo, cerco di sfruttare al massimo questa giornata di sole, per un'escursione che da tempo volevo fare. 
Inizialmente cerco di studiare un percorso che mi permetta di fare l'intera traversata Lema-Tamaro senza dover fare avanti e indietro, ma non trovando niente decido di provarla dall'Alpe di Neggia, il punto più alto da cui si può partire senza l'ausilio delle funivie (peraltro chiuse in questo periodo).
Dopo aver riletto però la relazione di Alberto (http://www.hikr.org/tour/post48730.html), mi rendo conto che il mio allenamento attuale non basta, e le ore di luce probabilmente neanche.
Decido dunque di abbreviarla, ponendomi come meta finale il Poncione di Breno, peraltro senza disperarmi troppo, visto che il tratto finale fino al Lema l'ho già percorso in aprile, mentre il tratto che a me interessa percorrere, non avendolo mai fatto, è quello tra il Gradiccioli e, appunto, il Poncione di Breno.

Parto dall'Alpe di Neggia alle 8.50, senza anima viva in giro. La salita al Monte Tamaro è tutta all'ombra, ma la temperatura è tutto sommato gradevole. Ripercorro con piacere questo bellissimo sentiero e, faticando un poco più del previsto, giungo in vetta in 1 h 05.
In vetta siamo solo io e due capre, incredibile per il Tamaro!
Brevissima sosta foto e spuntino, quindi riparto, seguendo ora il sentiero della traversata Lema-Tamaro. 
Ripida picchiata sulla Bassa di Indemini, quindi veloce saliscendi fino alla Bassa di Montoia ed infine arrivo al bivio dove si può aggirare o salire il Gradiccioli.
Io ovviamente scelgo di salirlo, essendo la mia idea di salire tutte le cime possibili all'andata, per poi seguire fedelmente il sentiero principale al ritorno.
In altri 50 minuti di cammino (in cui vedo ben due gruppi di camosci, uno abbastanza numeroso: forse 10 o più esemplari) raggiungo quindi la piccola croce del Gradiccioli (1 h 55 dalla partenza), e la palina dove trovo la gamella ancora vuota.
Anche qui sosta lampo ed inizio subito la discesa, seguendo il sentiero che percorre il comodo crestone erboso.
Raggiunta la località Pianoni inizia il tratto per me nuovo.

In un attimo mi porto sull'insignificante vetta del Monte Pola (2 h 20), dove incontro due escursionisti di Luino che sono saliti da Monteviasco per segnare i sentieri nel tratto italiano e annotarsi i tempi di percorrenza per migliorare la segnaletica.
Mi complimento con loro per l'utilissima attività che stanno svolgendo e in loro compagnia scendo fino al Passo d'Agario (2 h 40), dove le nostre strade si separano.
Mi concedo una bella aranciata al "bar" self-service del Passo e quindi riparto, abbandonando ora il sentiero, che continua in piano sulla sinistra, per salire invece in cima al Monte Magno (2h 55).
Con una bella ravanata tra i rododendri raggiungo la sommità di questa cimetta, l'ultima degna di nota prima del Poncione di Breno.
Continuando sul crinale scendo di nuovo sul sentiero, che abbandono ancora diverse volte, per tenermi sempre sul filo di cresta e salire nell'ordine il Monte Magino, una cima senza nome quotata 1583 m ed infine lo Zottone.
Superata quest'ultima cimetta, torno a seguire fedelmente il sentiero, in quanto ora si tiene in cresta. Si attraversa la zona più severa di tutta la traversata, in cui i larghi pendii erbosi lasciano spazio a rocce e roccette, senza che ci siano comunque particolari difficoltà tecniche.
Un paio di punti un pò esposti sono protetti con cavi metallici, il sentiero è comunque larghissimo e non ci sono problemi.
Quindi, appena sotto al Poncione di Breno, il crinale torna ad essere molto largo e, abbandonato il sentiero ufficiale, raggiungo la cima del Poncione, l'ultima vetta di giornata (3 h 35).

Mi concedo la sosta più lunga della giornata, ovvero dieci minuti scarsi in cui mangio mezzo panino, quindi riparto seguendo lo stesso percorso dell'andata.
Ovviamente evito di risalire tutte le varie cimette e rimango sempre sul sentiero, che si mantiene per lo più pianeggiante. Nonostante ciò vengo sorpreso da forti crampi alle gambe, che mi costringono a rallentare parecchio il passo.
Raggiungo nuovamente il Passo d'Agario (4 h 20), dove mi disseto e mangio un pò di frutta secca. Visti i crampi mi concederei una bella sosta, ma, intimorito dai nuvoloni che sembrano arrivare da est e dalla strada ancora lunga che mi manca, decido di ripartire quasi subito.
I crampi per fortuna mi lasciano un pò di tregua e riesco a risalire senza troppi problemi i 200 metri circa per tornare a Pianoni (4 h 45).
Qui abbandono la cresta e, anzichè risalire il Gradiccioli, prendo il sentiero che lo aggira sul versante ovest.
In questo tratto, visto il tornare di forti crampi, prendo la decisione di tagliare l'ultimo pezzo di escursione per evitare qualsiasi altra risalita. Dunque, anzichè rientrare via Bassa di Indemini - Bocchetta del Motto Rotondo - Alpe di Neggia come avevo previsto, decido di scendere a Monti Idacca e fare l'autostop per tornare a Neggia.
Al successivo bivio quindi svolto a sinistra verso l'Alpe Montoia (bivio senza palina, sentiero comunque ben evidente e marcato da segnavia ufficiali), che già vedo sotto di me e che raggiungo in pochi minuti (5 h 10).

Poco dopo il sentiero svolta a destra ed in breve si inizia a scendere nalla faggeta (dove incontro altri due camosci).
I crampi per fortuna allentano nuovamente la morsa e riesco ad affrontare tutta la discesa verso Monti Idacca tenendo un buon ritmo e senza penare troppo.
Giunto a Monti Idacca (6 h 05), mi disseto un attimo alla fontana ed inizio lentamente a salire la stradina asfaltata verso l'Alpe di Neggia, non sapendo quando passerà la prima auto su questa strada di certo non molto trafficata!
Per fortuna dopo pochi minuti ecco un'auto, che gentilmente si ferma e mi riporta all'Alpe di Neggia.

Peccato per i crampi che mi hanno un pò rovinato la giornata, l'escursione è comunque un vero spettacolo e la sorpresa sono stati i tantissimi camosci incontrati.
Riguardo ai crampi, non mi era mai successo, credo sia imputabile all'unione di tre fattori: scarso allenamento, scarsa alimentazione durante l'escursione e non aver fatto vere pause per recuperare.

Hike partners: peter86


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Comments (15)


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bigblue says:
Sent 8 November 2013, 18h41
Dopo tanta "astinenza" ci voleva proprio una giornata così per compensare.............è un altro di quei posti magici a specchio sul lago e le tue foto, la migliore interpretazione. Complimenti, alla fine hai chiuso l' anello con la "pedina mancante".
Ciao Pietro
Pia

peter86 says: RE:
Sent 8 November 2013, 18h58
Grazie Pia, sei sempre molto gentile! Alla fine ho chiuso l'anello, anche se con l'autostop e con le gambe a pezzi!!
Pensare che per anni ho completamente ignorato questi posti, ora che li ho "scoperti" mi sto rifacendo!!
Ciao
Pietro

bigblue says: RE:
Sent 8 November 2013, 20h25
Gagliardo sei! Allora doppi complimenti, pure l' autostop! Si, sono montagne che vedo regolarmente da casa e poi quando gli amici mi hanno portata, è stata veramente una bella sorpresa.
Mi raccomando "sciogli" l' acido lattico :-)))
Ciao
Pia

Poncione says:
Sent 8 November 2013, 23h27
Bel giro, complimenti.
Ottima, tra l'altro, la scelta di dedicarti anche alle cime secondarie che costellano la cresta tra Gradiccioli e Poncione di Breno... il Monte Magno in particolare, come hai ricordato, richiede ottime doti di "ravanatore di rododendri": ci litigai anch'io, ma in discesa al passo Agario, circa un anno fa'. :)
Ciao

peter86 says: RE:
Sent 9 November 2013, 09h11
Grazie Emiliano, fanno molto piacere i complimenti da un grande conoscitore della zona come te! Fare il sentierone della traversata avanti e indietro non sarebbe stato molto interessante, il bello è stato proprio cercare di seguire fedelmente la cresta (ove possibile chiaramente).
Ciao
Pietro

Nevi Kibo says:
Sent 9 November 2013, 09h02
Una bella escursione.
I crestoni ricordano molto i loro vicini confratelli più a est.
Ottimi per sgambate di lunga gittata.
Ti sei fatto un overdose di cime e ci hai regalato delle splendide foto.
Grazie.
E tante altre buone montagne.

Ciao
NK

peter86 says: RE:
Sent 9 November 2013, 09h17
Grazie NK, molto gentile!! Era una giornata perfetta per catturare begli scatti!
Hai proprio ragione, queste lunghe e facili creste si prestano alla perfezione per lunghe sgambate, e regalano sempre panorami spettacolari.
Ciao e buone montagne anche a te.
Pietro

gbal says:
Sent 9 November 2013, 21h48
Complimenti Pietro. Hai studiato e messo in atto un bel percorso e sei anche stato molto celere. Peccato per i crampi; oltre ai rimedi "della nonna" in mancanza d'altro anche integratori Potassio/Magnesio da prendere al bisogno potrebbero essere utili (anche perchè....crampi o non crampi bisogna tornare a casa :):):)
Ottime le tue foto

peter86 says: RE:
Sent 9 November 2013, 22h21
Ciao Giulio, grazie per i complimenti e per l'utile consiglio riguardo agli integratori.
Ancora oggi ho dei bei dolori alle gambe!
Comunque aldilà di questo sono soddisfattissimo della bella escursione, ci voleva dopo settimane di tempaccio.
Ciao
Pietro

gbal says: RE:
Sent 9 November 2013, 22h30
Prego Pietro. Se i dolori persistono vuol dire che l'acido lattico è ancora lì. Se sei come me, che mangio poca o niente carne ti consiglio Aminoacidi a catena ramificata (es.Enervit simplex) presi durante lo sforzo e nei due gg successivi. Questo non c'entra con i crampi ma è per il secondo problema.
Ciao

peter86 says: RE:
Sent 9 November 2013, 22h41
Hai indovinato Giulio, carne ne mangio pochissima. Mi nutro praticamente di sola pasta!!!
Ma quindi mangiare carne mi aiuterebbe a smaltire l'acido lattico?
Scusa ma sono proprio ignorante in materia!!!

gbal says: RE:
Sent 9 November 2013, 22h49
Più che altro aiuta a ricostruire i danni inferti alla muscolatura dallo sforzo prolungato; come sai le attività di lunga lena consumano zuccheri nei tratti veloci, grassi dopo 30' di esercizio a regime costante e non veloce e in ultimo....i muscoli! Ci automangiamo; i carboidrati come pasta pane ecc. sono essenziali per ricostituire le riserve energetiche (glicogeno, ecc.) ma le proteine lo sono per riparare i danni nuscolari.
Questo...mi hanno detto quelli che sanno :-):-):-)

peter86 says: RE:
Sent 9 November 2013, 22h57
Molto interessante! Dovrò rivedere le mie abitudini: dopo un'escursione solitamente ceno con 150 gr di pasta e un pò di frutta, forse qualche grammo in meno di pasta e magari una bistecca in più sarebbe meglio!!!
Grazie mille per le spiegazioni!!

patripoli says:
Sent 11 November 2013, 10h13
Ero così impegnata negli ultimi giorni....che mi è sfuggita questa tua escursione.....una bella e gratificante sfacchinata!
Anche tu hai approfittato del bel tempo, che ultimamente si lascia desiderare.....
Speriamo che duri....almeno per tutta la settimana!
Ciao.
Patrizia

peter86 says: RE:
Sent 11 November 2013, 18h43
Ciao Patrizia,
eh sì appena ho visto il bel tempo previsto ho cercato di programmare un'escursione bella lunga ed appagante!! Peccato averla dovuta poi accorciare per i problemi fisici. Comunque è andata benissimo anche così!!
Dai fino a giovedì pare che il tempo tenga, speriamo!!
Ciao
Pietro


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