Camona da Medel (2524 m)


Published by siso Pro , 5 July 2014, 15h10.

Region: World » Switzerland » Grisons » Surselva
Date of the hike: 3 July 2014
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Piz Medel   CH-GR 
Time: 6:30
Height gain: 1004 m 3293 ft.
Route:Punto 1520 m – Ponte Pardatsch (1596 m) – Stevels Veders (1965 m) – Alp Sura (1982 m) – Fuorcla Pintga – Fuorcla da Lavaz – Camona da Medel.
Access to start point:Dal Canton Ticino: autostrada A2, uscita Biasca – Valle di Blenio – Passo del Lucomagno – Val Medel – Curaglia – Val Platta fino alla quota 1520 m.
Accommodation:Camona da Medel.
Maps:C.N.S. No. 1233 – Greina - 1:25000; C.N.S. No. 256 S – Disentis / Munstér - 1:50000.

Prima escursione dell’estate 2014 nella Surselva. Partenza da Curaglia, frazione di Medel / Lucmagn, alla scoperta della Val Plattas, nel Parc Adula, candidato a parco nazionale.

Il percorso è agevole e non presenta alcuna difficoltà: itinerario ideale per tutta la famiglia.

 

Inizio dell’escursione: ore 8:00

Fine dell’escursione: ore 14:30

Pressione atmosferica, ore 9.00: 1025 hPa

Temperatura alla partenza: 8°C

Temperatura al rientro: 23,5°C

Isoterma di 0°C, ore 9.00: 3900 m

Sorgere del sole: 5:36

Tramonto del sole: 21:21

 

Oggi è una perfetta giornata estiva senza nemmeno la formazione di cumuli pomeridiani: ci voleva!

Terminata la stagione delle escursioni scialpinistiche ritorno ad orari di sveglia più o meno umani: alle 7:10 sono comunque già al Passo del Lucomagno (1915 m) e, malgrado i cantieri stradali, alle 7:40 a Curaglia (1332 m).

Ieri, nella fase di preparazione della gita, ho scoperto che con un apposito permesso è possibile percorrere un tratto della strada della Val Plattas fino a 1596 m di quota: un risparmio di quasi 2 km e di 264 m di dislivello. Decido di approfittare dell’aiutino, acquistando la “Lubientscha speciala” nel negozio di alimentari al centro del paese, di fianco all’Ufficio Informazioni.

Aggirata la chiesa, dedicata a San Martino di Tours, percorro la stradina, dapprima asfaltata,  poi cementata, fino alla deviazione a 1520 m di quota. Qui, in prossimità di una profonda gola, un cartello segnala pericolo di caduta massi. Si potrebbe continuare lungo una strada sterrata ancora per alcune centinaia di metri, tuttavia preferisco parcheggiare sullo slargo della curva.

Alle 8:00 mi incammino, con uno zaino più leggero del solito, alla destra del Rein da Plattas, che rumoreggia in fondo alla forra. Dopo 600 m tralascio il ponte per l’alpeggio Pardatsch e continuo diritto fino ad un secondo ponticello, dove termina la sterrata (1596 m). Qui ci sono un paio di auto parcheggiate, compresa quella del custode della capanna, un segnavia e un pannello didattico. Leggo che la fauna della valle comprende le seguenti specie: Tscharva (Cervus elaphus), Camutsch (Rupicapra rupicapra), Capricorn (Capra ibex), Muntaniala (Marmota marmota), Tschéss (Aquila chrysaetus), Urlaun (Lagopus mutus) e Pernisch da gondas (Alectoris graeca): troppo belli questi nomi romanci per non essere riportati!

Un avviso rivolto ai cercatori d’oro alluvionale informa che tale ricerca è permessa dal 1. maggio al 15 settembre, esclusi i giorni festivi. È una testimonianza che l’antica attività della ricerca aurifera non è del tutto tramontata; sorprendente se si pensa che per ottenere un grammo d’oro occorre trattare parecchi metri cubi di sabbia!

Assieme al Napf, a cavallo fra i cantoni di Berna e Lucerna, la Surselva è la regione aurifera più importante della Svizzera. Nel 1997 è stata trovata una pepita di 123 grammi nel Reno nei pressi di Disentis. Nella stessa area nel 2000 è stata trovata una placca di quarzo ricoperta di 400 grammi d’oro, la più importante scoperta repertoriata in Svizzera. 

Sul versante meridionale del Piz Medel, in Val Camadra, venivano, per contro, sfruttate delle miniere d’oro. Poco sotto l’Alpe di Prüsfa (1954 m), sul versante destro della valle, c’è una località chiamata “buca dell’oro” (Fonte: Carlo Taddei, “Dalle Alpi Lepontine al Ceneri. Note di geo-mineralogia”, pag. 38, Bellinzona, 1937).

Proseguo il cammino nell’ombra mattutina, ammirando le montagne innevate che si ergono sia sulla testata meridionale della valle sia a NW di Disentis. L’erba e i fiori del pascolo sono zuppi di rugiada; continuo nell’umidità fino alla piana di Stavels Veders (1965 m), dove la comparsa del sole trasforma radicalmente il paesaggio proiettandomi in piena estate.

In fondo alla piana, in prossimità dell’Alp Sura, il sentiero piega a sinistra, verso est: la pendenza diventa rilevante. Passo alla sinistra di un promontorio caratterizzato da una grande croce di legno e punto diritto alla Fuorcla da Lavaz. Mi trovo nella Bandita federale di caccia Pez Vial. Un pannello azzurro elenca i divieti stabiliti da un’ordinanza federale sulla bandita. Tra le varie direttive, leggo che in inverno non è permesso abbandonare i percorsi indicati sulla carta topografica delle escursioni con gli sci. Attorno alla Foppa da cavals oggi bruca un gregge di pecore, custodito a distanza da un pastore e da un cane.

Nel vallone devo risalire i compatti nevai residui, che non richiedono né piccozza né ramponi: bene ho fatto a lasciarli in auto. Alle 10:45 posso affermare: Camona da Medel (2524 m) geschafft!
 

                                              Camona da Medel (2524 m)

È un rifugio del CAS, Sektion UTO, gestito da Michael e Barbara.

Ottima e inconsueta l’accoglienza che mi viene riservata. Michael mi stringe la mano e si presenta. Si esprime bene anche in italiano: il fatto mi permette di entrare velocemente in empatia. Parliamo di mete raggiungibili da questo rifugio e della storia dello stesso. Si comincia con la capanna di legno del 1910, si passa alla prima costruzione in pietra del 1934, fino all’ultima aggiunta del 2006, su progetto degli architetti di Curaglia Gujan + Pally. Mi invita a visitare tutti i locali; ne rimango molto favorevolmente impressionato. Ottimi gli interni, dormitori compresi, con estrema cura per i dettagli. Fantastico il dormitorio “Medel”!

Mi accomodo sulla soleggiata terrazza sorseggiando un boccale di birra, mentre Barbara mi prepara un piatto di Rösti mit Spiegelei. È il primo uovo di giornata prodotto dalle galline, elitrasportate fino al rifugio. Apprezzo molto il raccoglitore posto sul tavolo, contenente un ricco elenco di escursioni, descritte nei dettagli, con tanto di tracciati disegnati sulla mappa e con il significato dei toponimi. Lo considero un elemento tutt’altro che trascurabile che depone a favore della serietà e della capacità dei gestori del rifugio. Mentre Barbara si avvicina con il piatto caldo, scorgo a breve distanza un’aquila reale, che volteggia sul promontorio alle spalle del rifugio. Già, è proprio un magnifico Tschéss! Scatto come una molla con la macchina fotografica in mano per immortalare il rapace per eccellenza. Purtroppo il teleobiettivo è sul fondo dello zaino…

Nel frattempo Barbara scatta come una molla verso la cucina e ne esce con un coperchio di pentola per tenere al caldo i Rösti.

Dopo tre ampi volteggi l’aquila se ne va e non si farà più vedere.

Buono il pranzo, ottime le torte, così come l’impressione generale che ho avuto dalla mia breve visita alla Medelserhütte.

 

Alle 12:15 riprendo il tranquillo cammino di ritorno a valle, intercalato da numerose pause fotografiche per immortalare le ricchezze del Parc Adula.

 

Riuscitissima escursione nella Surselva, la regione che ha dato i natali ad uno dei padri dell’alpinismo, della geografia e della cartografia della regione: il frate di Trun Placidus Spescha (8.12.1752 – 14.8.1833). Fu tra l'altro il primo alpinista a scalare l'Adula, via Lentalücke, a metà luglio del 1789.

 

Tempo di salita: 2 h 45 min

Tempo totale: 6 h 30 min

Dislivello in salita: 1004 m

Sviluppo complessivo: 13,4 km

Difficoltà: T2

Rete cellulare: in diversi tratti assenza di segnale.

Hike partners: siso


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Comments (2)


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Sent 7 July 2014, 17h39
Sempre IMPECCABILI le tue relazioni ! e sempre spunto di idee ... da aggiungere alla lunga lista dei to-do.
un caro saluto
Giorgio

siso Pro says: RE:
Sent 7 July 2014, 20h14
Ciao Giorgio,
la Val Plattas non è proprio dietro l'angolo, comunque merita sicuramente una visita sia in estate che in inverno. La Capanna è gestita molto bene da due validissimi guardiani: provare per credere!

Cordiali saluti,
siso.


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