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Zillertal – Tirolo


Published by siso , 5 June 2014, 22h35.

Region: World » Austria » Zentrale Ostalpen » Zillertaler Alpen
Date of the hike:31 May 2014
Waypoints:
Geo-Tags: A 
Access to start point:Dalla Svizzera: Feldkirch – Tunnel dell’Arlberg – Autostrada A14 – Autostrada A12 - Innsbruck – Uscita Zillertal – Zell am Ziller – Mayrhofen.
Accommodation:Numerosi alberghi nella Zillertal, da Schlitters (548 m) a Hintertux (1493 m).
Maps:Kompass 037, Mayrhofen, Tuxer Tal, Zillergrund – 1:25000.

Dedico il lungo weekend dell’Ascensione alla scoperta di una valle tirolese che ancora non conosco: la Zillertal. Scelgo come campo base Mayrhofen, la bella località di villeggiatura situata a circa 70 km da Innsbruck.

 

Mayrhofen

 

Il villaggio, che si trova sui due lati del fiume Ziller, nel Parco Naturale delle Alpi della Zillertal, è la più antica e rinomata località turistica della regione. Piace a prima vista: molto verde, case ben tenute, numerosi alberghi di buon livello e strada del nucleo contornata da botteghe, bar, ristoranti, trenini turistici, negozi con noleggio di sci o rampichini, impianti di risalita. Mayrhofen si trova a 633 metri di quota mentre l’area sciistica si snoda sul Monte Penken fino ai 2095 m, nella zona di Rastkogel da 1300 a 2500 m, sull’Ahorn (670-1965 m), alla malga Eggalm (1300-2300 m), all’Horberg (620-2278 m) e sul Ghiacciaio Hintertux. La località è particolarmente adatta agli sciatori esperti; da brivido la discesa Harakiri, con pendenze fino al 78%.   

Dei suoi 3.839 abitanti uno è conosciuto in tutto il mondo: Peter Habeler (22.7.1942), l’uomo che per primo nella storia, insieme a Reinhold Messner, l’8 maggio 1978 ha scalato l’Everest senza bombole d'ossigeno. Avrei tanto desiderato incontrarlo e fotografarlo nella sua “Ski and Mountaineering School”, ma non ho avuto fortuna. Nel corso dell’estate, per la precisione il 30.07.2014, il 12.08.2014 e il 22.08.2014 sarà possibile raggiungere l’Ahornspitze (2976 m) accompagnati dal grande Peter Habeler.

 

Il Ghiacciaio Hintertux

 

Nella parte posteriore della Tuxertal, una valle laterale della Zillertal, si trova il Ghiacciaio Hintertux: è l’unico comprensorio sciistico dell’Austria aperto 365 giorni all’anno.

Percorro i 18 km di strada che separano Mayrhofen da Hintertux ammirando i prati fioriti e le bellissime case tirolesi, impreziosite da gerani e graffiti. Raggiunta la stazione a valle Hintertux, acquisto l’abbonamento per tre giorni e parto alla scoperta del comprensorio sciistico con gli sci da discesa. Dopo poche decine di metri percorsi con la cabinovia entro purtroppo in un mare di nebbia che non mi lascerà per tutta la giornata. Raggiunta la cima più elevata, la Gefrorene Wand (3250 m), non riesco quasi a vedere la punta degli sci; nevischia persino.

Anche questa è un’esperienza! Per la prima volta devo percorrere una pista su un ghiacciaio, con diverse deviazioni e incroci, che non conosco assolutamente. La nebbia è probabilmente il nemico numero uno per coloro che devono attraversare un ghiacciaio. Non riesco nemmeno a vedere i paletti di delimitazione della pista: oltretutto la neve battuta si confonde con quella fresca del fuoripista. Gli occhiali con le lenti arancioni mi aiutano un pochino; a tratti mi vengono tuttavia sintomi di nausea.

Dopo due giorni passati sul ghiacciaio con fitta nebbia, arriva finalmente il sabato, con uno splendente sole, che mi permette di ammirare il maestoso paesaggio glaciale, al di sopra dei tremila metri. Le piste sono molto ampie, ben preparate e con neve polverosa: incredibile per il 31 maggio! Noto diverse squadre che si allenano fra le porte di slalom gigante; altri atleti scendono senza bastoni, con le mani appoggiate ai fianchi.

Osservo con attenzione le cime che fanno da corona alle lingue glaciali, alla ricerca di un possibile itinerario da sciescursionismo. Valuto che alcune bocchette sarebbero raggiungibili sia in pieno inverno sia in questo periodo.

Più in basso, vicino alla Tuxer Fernerhaus (2660 m), gli operai sono al lavoro con un incredibile schieramento di gatti delle nevi, per ricoprire con teli bianchi gli estremi lembi di ghiacciaio al fine di conservarli durante la stagione estiva. Come detto, qui si scia 365 giorni all’anno.

 

Il Palazzo naturale di ghiaccio sul Ghiacciaio Hintertux (3250 m) / Natur Eis Palast

 

Benché abbia gli scarponi da sci, poco pratici per camminare sul ghiaccio e su scalette a pioli, non voglio rinunciare alla visita di un crepaccio attrezzato e messo in sicurezza per i turisti alla ricerca di avventura. La visita guidata inizia a soli 200 m dal punto più alto del Ghiacciaio Hintertux e costa per gli adulti 16.- €.

Dall’altopiano panoramico in prossimità della “parete congelata”, la “Gefrorene Wand” (3.250 m) con una delle viste più belle sul mondo alpino delle montagne della Zillertal, un sentiero sicuro conduce fino alla porta del palazzo. Dopo il controllo rigoroso dell’attrezzatura (casco, imbragatura con 2 moschettoni) il sentiero attraversa il sistema, sviluppatosi naturalmente. La galleria d’ingresso, di un colore blu mistico, costituisce la prima tappa della visita.

La camera di cristallo seguente contiene scintillanti cristalli di ghiaccio di tutte le dimensioni e forme. La grotta è soggetta ad un continuo mutamento causato dall’afflusso di acqua di scioglimento della neve che ricopre il ghiacciaio. Una particolarità della camera di cristallo è il suo pavimento, perché un lago glaciale congelato forma il passaggio alla camera blu e alla cappella di ghiaccio illuminata in rosso. Il punto culminante della visita però si tocca con il vero “palazzo di ghiaccio”, posto a circa 25 metri di profondità sotto le piste di sci. Si rimane veramente impressionati per la sua altezza di 15 metri e per le purissime formazioni di ghiaccio. All’uscita, dopo 45 minuti circa passati nel crepaccio, ad una temperatura costante per tutto l’anno di 0°C, si rimane abbagliati e un po’ frastornati. L’ultima salitella sul ghiacciaio per raggiungere la cabinovia oppure per riprendere gli sci crea un po’ di fiatone ai meno allenati.

 

Cappella Granato (Architetto Mario Botta) / Granat Kapelle am Penkenjoch (2087 m)

 

“Un nome una garanzia”: in questo lungo fine settimana non posso fare a meno di visitare l’ennesima perla architettonica scaturita dal genio del mio illustre concittadino. Un fatto mi stupisce: alla stazione di partenza della cabinovia Penkenbahn a Mayrhofen, non vedo nessuna pubblicità dell’opera architettonica; nessun poster, nessun pieghevole, nessuna cartolina, nessuna scritta, nessun segnavia. Che strano! Da noi la cappella sarebbe ampiamente pubblicizzata. Sarà forse perché l’inaugurazione è avvenuta solo il 22 settembre 2013.

Sono il primo turista a raggiungere l’impianto di risalita. Salgo su una gondola di colore giallo, che ben presto si alza di quota raggiungendo altezze impressionanti, da capogiro. Raggiunto l’alpeggio Pilzbar (1794 m) cambio funivia per superare gli ultimi 200 m di dislivello. Finalmente posso mettere i piedi a terra a Penkenalm. Anche qui nessun segnavia fa accenno alla cappella. Devo chiedere informazioni al custode della cabinovia.

Imbocco il Zirbenweg, il sentiero dei cembri, mentre comincia a nevischiare. Il paesaggio è incantevole; il tempo uggioso non guasta la bellezza dell’alpeggio, anzi ne esalta i contenuti accentuando sia l’asprezza della terra battuta e dei pinnacoli calcarei sia la dolcezza delle genziane ricoperte dalla spolverata di neve. In meno di mezz’ora pervengo al Penkenjoch (2095 m), zona di sciovie, di ristoranti e di terrazze panoramiche, nel comune di Finkenberg. La cappella è posta ai bordi di un laghetto artificiale, in una zona paludosa. Il nome “granato” si rifà evidentemente al minerale di forma dodecaedrica, tipico della Zillertal.
 

Cappella Granato (Architetto Mario Botta) / Granat Kapelle am Penkenjoch (2087 m)


Mi affascina subito: la fotografo aprendo un piccolo varco nella mantellina che mi protegge dai fiocchi di neve gelata. Il grande granato di color rosso-marrone si rispecchia nel lago increspato. Sembra in equilibrio precario, come quando si è alla ricerca di sé nel momento del dubbio o dello sconforto. 

Scatto foto da tutti i punti cardinali, da ogni prospettiva possibile e registro un breve filmato. Che bello, non ci sono ancora turisti che mi possano guastare questi momenti che considero unici, magici; è un rapporto privilegiato con un’opera di grande valore che mi ha pienamente convinto!

 

La prima impressione della Zillertal è molto positiva, una valle incantevole come tutte le altre del Tirolo che ho già frequentato più volte: arrivederci Mayrhofen!

Hike partners: siso


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